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  1. #1
    Fiamma dell'Occidente
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    Predefinito Conti, Pensioni: Serve una stretta ulteriore.

    CORTE CONTI: NON BASTA RIFORMA PENSIONI, NUOVI INTERVENTI

    ROMA - "Nonostante le importanti correzioni introdotte con le riforme delle pensioni avviate fin dagli anni '90, nei prossimi decenni l'Italia subirà i pesanti riflessi dell'invecchiamento della popolazione sulla spesa". E' l'allarme lanciato dalla Corte dei Conti che suggerisce "un'attenta valutazione di possibili ulteriori interventi correttivi".

    "Il lungo periodo di transizione necessario perché entri pienamente a regime l'assetto pensionistico che discende dalle riforme adottate - sottolinea la Corte nella relazione sul rendiconto generale dello Stato - non consente di compensare gli effetti espansivi sulla spesa prodotti dalla pressione dei fattori demografici". Per i magistrati contabili, dunque, "la questione della sostenibilità macroeconomica della spesa pensionistica è da considerare tutt'altro che risolta". Del resto le previsioni parlano chiaro: "Tutte le proiezioni sulle tendenze dei prossimi cinquant'anni - sottolinea la Corte - prevedono, per un periodo ancora lungo, un continuo aumento della quota percentuale della spesa pensionistica sul Pil, che dovrebbero raggiungere intorno al 2038 il livello massimo del 15,5%. Ci sarebbe dunque una crescita, rispetto al 2001, di oltre due punti di Pil, a causa essenzialmente di fattori demografici".

    Nella Relazione, quindi, si spiega come "grazie alle riforme operate fin dagli anni '90 l'Italia registrerà a regime un incremento degli oneri previdenziali inferiori ad altri importanti paesi europei. Ma l'azione riformatrice - aggiungono i giudici contabili - non raggiunge in pieno i suoi obiettivi. Anche le recenti correzioni, infatti, pur ponendosi nella giusta direzione di contrasto della crescita della spesa, non appaiono pienamente adeguate alle esigenze della sua stabilizzazione in un arco di breve-medio periodo". Per questo la Corte suggerisce "un accorciamento significativo del percorso di stabilizzazione, da conseguire con un'attenta valutazione dei possibili ulteriori interventi correttivi. A questi - si legge ancora nella Relazione - dovrebbe essere assegnato il duplice compito di evitare ulteriori tensioni sui conti pubblici negli anni futuri ed eccessive penalizzazioni per le generazioni più giovani". La Corte infine boccia "la decisione di rinviare al 2008 non solo gli interventi relativi al primo pilastro previdenziale, ma anche l'entrata in vigore delle norme che dovrebbero consentire il decollo della previdenza complementare".

    SQUILIBRI FINANZA COLPA DI SPESA CHE CORRE
    Le radici dello squilibrio dei conti pubblici sono da riferire "ad una progressione della spesa corrente primaria che, da anni, appare in grado di schivare i ripetuti, multiformi, tentativi di porvi un freno". Sono queste le osservazioni fatte oggi dalla Corte dei Conti nell'ambito della relazione sul rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2005. La magistratura contabile aggiunge che "il deterioramento del quadro di finanza pubblica non può essere ricondotto che in misura modesta alla stagnazione dell'economia". Tornando alle spese, la Corte precisa che nel 2005 in rapporto al Pil la spesa al netto degli interessi è aumentata ancora dello 0,6%, risalendo verso un'incidenza del 40%. Si tratta di un livello "che ritroviamo solo agli inizi degli anni '90''.

    SI CAMBI SU STATALI, GRAVE SFORAMENTO COSTI
    "Vi è l'esigenza di ridefinire gli indirizzi della contrattazione nel pubblico impiego e le normative sulle assunzioni e sui blocchi, in modo da fronteggiare la questione assai grave del sistematico sforamento, da parte dei redditi da lavoro delle amministrazioni pubbliche, di ogni limite prefissato". E' quanto afferma la Corte dei Conti nella Relazione sul rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2005. La Corte spiega che lo scorso anno le retribuzioni pubbliche "sono aumentate del 4%, cioé il doppio dell'obiettivo programmatico, secondo una tendenza che ormai prosegue da molti anni e che conferma uno scostamento positivo non trascurabile nei confronti delle retribuzioni del settore privato".

    IN ATTO IMPOVERIMENTO SISTEMA ITALIA
    Al di là delle sanzioni in sede europea per il mancato rispetto dei parametri di Maastricht in termini di finanza pubblica, "il problema è ben altro, perché la vera sanzione, purtroppo già in atto, è l'impoverimento qualitativo e quantitativo del sistema Italia, come viene spiegato nella lucida analisi che ne ha fatto il Governatore della nostra Banca centrale nel recente rapporto annuale". E' quanto affermato oggi dal procuratore generale presso la Corte dei Conti, Claudio De Rose, nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato per l'esercizio 2005.

    SPESA SANITARIA DESTA PREOCCUPAZIONE
    "I risultati del comparto sanitario destano preoccupazione". E' questa l'indicazione fornita dalla Corte dei Conti nell'ambito della relazione sul rendiconto generale dello Stato presentata oggi. La Corte sottolinea che il conto consolidato della sanità per il 2005 registra uscite correnti per 95 miliardi di euro, con una variazione rispetto al 2004 del 5,1%. La magistratura contabile a questo riguardo fa presente che si tratta di un incremento senz'altro più contenuto rispetto al +9,9% verificatosi fra il 2003 e il 2004, "ma significativamente maggiore" di quello programmato in base agli interventi introdotti con la Finanziaria 2005.

    SITUAZIONE NON INDUCE A OTTIMISMO
    Sul versante della finanza pubblica gli obiettivi posti sono stati "quasi sempre mancati" ed in questa situazione c'é poco spazio per l'ottimismo. E' questa la valutazione generale sulle prospettive della finanza pubblica espressa oggi dalla Corte dei Conti nell'ambito della relazione sul rendiconto generale dello Stato. La magistratura contabile rileva che questo giudizio è legato anche alle proiezioni della spesa pubblica, un aggregato "che dipende, ad oggi, per circa il 60% da fattori strettamente esogeni, come i tassi di interesse, o difficilmente governabili, in quanto condizionati dalle tendenze demografiche".


    ------------------------------------------------------

    Sindacati e partiti comunisti e assistenzialisti in genere arriveranno mai a capire che non sono evitabili:

    Aumenti età pensionabile
    Taglio dei dipendenti pubblici
    Taglio dei salari, o quantomeno congelamento
    Riequilibrio stipendi pubblici vs privati
    Taglio delle spese sanitarie pubbliche

    E più in generale tagli della SPESA CORRENTE

    E che SOPRATTUTTO non sono evitabili EVITANDO DI FINANZIARE IL RINNOVAMENTO DELLE OPERE PUBBLICHE, il quale va a costruire non certo debito ma MAGGIORE CRESCITA DEL PIL FUTURO, dunque MINORE debito-pil futuro, a prezzo di una spesa che CORRENTE NON E' essendo investimento??

    ?

    Quando gli assistenzialisti che fanno capo a nomi come PRC, CGIL, correntone DS, PDCI, e pezzi di altri sindacati impareranno che LA SPESA PUBBLICA E' IL MALE e chiederanno MENO e MOLTO MENO anzi NULLA in regalo ai loro tesserati-pecore??


    Temo ci vorrà troppo tempo, nel frattempo alzeranno le tasse, così facendo ridurranno il denominatore del rapporto debitopil e puntualmente aggraveranno la situazione...
    _
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  2. #2
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    possiamo solo dire

    GRAZIE SILVIO

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da roby.73
    possiamo solo dire

    GRAZIE SILVIO
    Per la Legge Biagi e la Rif Pensioni ? Sì. L'FMI l'OCSE, la BCE l'UE etc. tutti hanno ringraziato, a parte i cretini economici.
    Per le grandi opere? A me la nuova corsia del GRA, fermata dalla sx a un passo dal completamento piace eccome, l'anello è molto migliore ora. Alle imprese le opere servono. ad alcuni piace stoppare gli investimenti ANZICHE' TAGLIARE LA SPESA SOCIALE come decenza vorrebbe.

    dobbiamo lamentarci della spesa pubblica?

    DOMANDA:

    Chi ha detto NO al blocco delle assunzioni?
    Chi ha detto NO all'avviamento della rif pens?
    Chi ha preteso con ventimila scioperi aumenti di salario continui svincolati dall'inflazione?

    PIANTIAMOLA di parlare di dx e sx, piuttosto parliamo delle forze che CONDIZIONANO le politiche di entrambe, le forze assistenziali della conservazione.
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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie
    CORTE CONTI: NON BASTA RIFORMA PENSIONI, NUOVI INTERVENTI


    Quando gli assistenzialisti che fanno capo a nomi come PRC, CGIL, correntone DS, PDCI, e pezzi di altri sindacati impareranno che LA SPESA PUBBLICA E' IL MALE e chiederanno MENO e MOLTO MENO anzi NULLA in regalo ai loro tesserati-pecore??


    Temo ci vorrà troppo tempo, nel frattempo alzeranno le tasse, così facendo ridurranno il denominatore del rapporto debitopil e puntualmente aggraveranno la situazione...
    Non lo impareranno mai.

    Io e' dal 1994, col fallimento dell'unica vera Riforma Pensionistica seria, quella avviata da Silvio, che ho capito che le vere Riforme non potranno mai essere fatte stando all'interno del recinto demo(nio)cratico.

    Per questo la strategia da seguire e' il "tanto peggio, tanto meglio". Siamo su un treno impazzito, e non abbiamo la forza di fermarlo e riportarlo sul binario giusto, allora l'unica cosa da fare e' aiutare le forze del male ad accelerare questo treno fino a farlo deragliare. Allora iniziera' un nuovo capitolo...

  5. #5
    omsksib
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie
    CORTE CONTI: NON BASTA RIFORMA PENSIONI, NUOVI INTERVENTI

    ROMA - "Nonostante le importanti correzioni introdotte con le riforme delle pensioni avviate fin dagli anni '90, nei prossimi decenni l'Italia subirà i pesanti riflessi dell'invecchiamento della popolazione sulla spesa". E' l'allarme lanciato dalla Corte dei Conti che suggerisce "un'attenta valutazione di possibili ulteriori interventi correttivi".

    "Il lungo periodo di transizione necessario perché entri pienamente a regime l'assetto pensionistico che discende dalle riforme adottate - sottolinea la Corte nella relazione sul rendiconto generale dello Stato - non consente di compensare gli effetti espansivi sulla spesa prodotti dalla pressione dei fattori demografici". Per i magistrati contabili, dunque, "la questione della sostenibilità macroeconomica della spesa pensionistica è da considerare tutt'altro che risolta". Del resto le previsioni parlano chiaro: "Tutte le proiezioni sulle tendenze dei prossimi cinquant'anni - sottolinea la Corte - prevedono, per un periodo ancora lungo, un continuo aumento della quota percentuale della spesa pensionistica sul Pil, che dovrebbero raggiungere intorno al 2038 il livello massimo del 15,5%. Ci sarebbe dunque una crescita, rispetto al 2001, di oltre due punti di Pil, a causa essenzialmente di fattori demografici".

    Nella Relazione, quindi, si spiega come "grazie alle riforme operate fin dagli anni '90 l'Italia registrerà a regime un incremento degli oneri previdenziali inferiori ad altri importanti paesi europei. Ma l'azione riformatrice - aggiungono i giudici contabili - non raggiunge in pieno i suoi obiettivi. Anche le recenti correzioni, infatti, pur ponendosi nella giusta direzione di contrasto della crescita della spesa, non appaiono pienamente adeguate alle esigenze della sua stabilizzazione in un arco di breve-medio periodo". Per questo la Corte suggerisce "un accorciamento significativo del percorso di stabilizzazione, da conseguire con un'attenta valutazione dei possibili ulteriori interventi correttivi. A questi - si legge ancora nella Relazione - dovrebbe essere assegnato il duplice compito di evitare ulteriori tensioni sui conti pubblici negli anni futuri ed eccessive penalizzazioni per le generazioni più giovani". La Corte infine boccia "la decisione di rinviare al 2008 non solo gli interventi relativi al primo pilastro previdenziale, ma anche l'entrata in vigore delle norme che dovrebbero consentire il decollo della previdenza complementare".

    SQUILIBRI FINANZA COLPA DI SPESA CHE CORRE
    Le radici dello squilibrio dei conti pubblici sono da riferire "ad una progressione della spesa corrente primaria che, da anni, appare in grado di schivare i ripetuti, multiformi, tentativi di porvi un freno". Sono queste le osservazioni fatte oggi dalla Corte dei Conti nell'ambito della relazione sul rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2005. La magistratura contabile aggiunge che "il deterioramento del quadro di finanza pubblica non può essere ricondotto che in misura modesta alla stagnazione dell'economia". Tornando alle spese, la Corte precisa che nel 2005 in rapporto al Pil la spesa al netto degli interessi è aumentata ancora dello 0,6%, risalendo verso un'incidenza del 40%. Si tratta di un livello "che ritroviamo solo agli inizi degli anni '90''.

    SI CAMBI SU STATALI, GRAVE SFORAMENTO COSTI
    "Vi è l'esigenza di ridefinire gli indirizzi della contrattazione nel pubblico impiego e le normative sulle assunzioni e sui blocchi, in modo da fronteggiare la questione assai grave del sistematico sforamento, da parte dei redditi da lavoro delle amministrazioni pubbliche, di ogni limite prefissato". E' quanto afferma la Corte dei Conti nella Relazione sul rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2005. La Corte spiega che lo scorso anno le retribuzioni pubbliche "sono aumentate del 4%, cioé il doppio dell'obiettivo programmatico, secondo una tendenza che ormai prosegue da molti anni e che conferma uno scostamento positivo non trascurabile nei confronti delle retribuzioni del settore privato".

    IN ATTO IMPOVERIMENTO SISTEMA ITALIA
    Al di là delle sanzioni in sede europea per il mancato rispetto dei parametri di Maastricht in termini di finanza pubblica, "il problema è ben altro, perché la vera sanzione, purtroppo già in atto, è l'impoverimento qualitativo e quantitativo del sistema Italia, come viene spiegato nella lucida analisi che ne ha fatto il Governatore della nostra Banca centrale nel recente rapporto annuale". E' quanto affermato oggi dal procuratore generale presso la Corte dei Conti, Claudio De Rose, nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato per l'esercizio 2005.

    SPESA SANITARIA DESTA PREOCCUPAZIONE
    "I risultati del comparto sanitario destano preoccupazione". E' questa l'indicazione fornita dalla Corte dei Conti nell'ambito della relazione sul rendiconto generale dello Stato presentata oggi. La Corte sottolinea che il conto consolidato della sanità per il 2005 registra uscite correnti per 95 miliardi di euro, con una variazione rispetto al 2004 del 5,1%. La magistratura contabile a questo riguardo fa presente che si tratta di un incremento senz'altro più contenuto rispetto al +9,9% verificatosi fra il 2003 e il 2004, "ma significativamente maggiore" di quello programmato in base agli interventi introdotti con la Finanziaria 2005.

    SITUAZIONE NON INDUCE A OTTIMISMO
    Sul versante della finanza pubblica gli obiettivi posti sono stati "quasi sempre mancati" ed in questa situazione c'é poco spazio per l'ottimismo. E' questa la valutazione generale sulle prospettive della finanza pubblica espressa oggi dalla Corte dei Conti nell'ambito della relazione sul rendiconto generale dello Stato. La magistratura contabile rileva che questo giudizio è legato anche alle proiezioni della spesa pubblica, un aggregato "che dipende, ad oggi, per circa il 60% da fattori strettamente esogeni, come i tassi di interesse, o difficilmente governabili, in quanto condizionati dalle tendenze demografiche".


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    Sindacati e partiti comunisti e assistenzialisti in genere arriveranno mai a capire che non sono evitabili:

    Aumenti età pensionabile
    Taglio dei dipendenti pubblici
    Taglio dei salari, o quantomeno congelamento
    Riequilibrio stipendi pubblici vs privati
    Taglio delle spese sanitarie pubbliche

    E più in generale tagli della SPESA CORRENTE

    E che SOPRATTUTTO non sono evitabili EVITANDO DI FINANZIARE IL RINNOVAMENTO DELLE OPERE PUBBLICHE, il quale va a costruire non certo debito ma MAGGIORE CRESCITA DEL PIL FUTURO, dunque MINORE debito-pil futuro, a prezzo di una spesa che CORRENTE NON E' essendo investimento??

    ?

    Quando gli assistenzialisti che fanno capo a nomi come PRC, CGIL, correntone DS, PDCI, e pezzi di altri sindacati impareranno che LA SPESA PUBBLICA E' IL MALE e chiederanno MENO e MOLTO MENO anzi NULLA in regalo ai loro tesserati-pecore??


    Temo ci vorrà troppo tempo, nel frattempo alzeranno le tasse, così facendo ridurranno il denominatore del rapporto debitopil e puntualmente aggraveranno la situazione...

    eh cari iei, non avete ancora capito che i cittadini bisogna farli vivere, bisogna dargli di che vivere decentemente, a tutti i cittadini; il sistema che proponete voi è quello di eliminare praticamente fisicamente una parte di cittadini, quelli che non ce la fanno e non sono abbastanza forti , in pratica voi volete questo; voi volete che una gran parte di cittadini che non ce la fanno a scampare si arrangino e cioè in pratica vengano fatti fuori in vari modi, tutto questoperchè dobbaimo continuare a fare il giochino del debito pubblico creato dalle banche private che gestiscono uin modo balordo il credito e controllano la emissione dellamoneta; la dovete finire con le vostre palle sul debito pubblico, il debito pubblico c'è perchè invece di essere lo stato a gestire la moneta e il credito , sono le banche private ad averein mano questa gestione e sono le banche private che , incredibilmente , incassano gli altissimi interessi sui prestiti di denaro dello stato e dei cittadini; voi e tutti gli economisti del tubo come voi siete il nostro grande problema, se non vi togliamo dalle scatole, ci porterete sempre più alla miseria; facciamo un esempio semplice semplice; attualmente abbiamo le banche PRIVATE, che concedono i mutui ai cittadini , utilizzando i soldi dello stato e dei cittadini stessi e incassando grandissimi utili per gli interessi relativi; che dire, siamo alla truffa dellapeggior specie nei confronti di tutti i cittadini; deve essere lo stato a concedere i mutui per le case e ad incassare i relativi interessi; è molto semplice;

  6. #6
    Fiamma dell'Occidente
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    Non provare a deviare il 3d, o ti segnalo.
    Se vuoi parlare delle tue cialtronate marxiste hai l'altro 3d che è aperto da tempo e frequentato, qui si parla di debito pubblico e se nemmeno sai che cazzo sia (come emerge dal tuo sproloquio) sei pregato di lasciarlo stare. non di ciarlare riguardo a sistemi assurdi del credito che con il debito pubblico dell'Italia nella corrente situazione hanno a che fare 0.
    _
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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie
    Non provare a deviare il 3d, o ti segnalo.
    Se vuoi parlare delle tue cialtronate marxiste hai l'altro 3d che è aperto da tempo e frequentato, qui si parla di debito pubblico e se nemmeno sai che cazzo sia (come emerge dal tuo sproloquio) sei pregato di lasciarlo stare. non di ciarlare riguardo a sistemi assurdi del credito che con il debito pubblico dell'Italia nella corrente situazione hanno a che fare 0.
    Non e' vero che hanno a che fare 0.

    La proposta dei nazisti rossi e' azzerare (o almeno decurtare fortemente) i titoli del debito pubblico. Per sostenere questa via demagogica tirano fuori la storia che il debito e' nelle mani delle Banche e dei grandi Capitalisti (ma sappiamo benissimo che non e' cosi').

    Questa campagna terroristica e irrealizzabile (non siamo in argentina...) diffondera' nel popolino la paura del "pericolo rosso" e sara' un altro colpo allo pseudo-governo Frodi.

    E' Nostro interesse appoggiare i cialtroni come omsksib.

  8. #8
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    La proposta dei nazisti rossi e' azzerare (o almeno decurtare fortemente) i titoli del debito pubblico.
    Nazisti, rossi e ladri, ci son tutte

    Non pensavo che omsksyb fosse anche un criminale, ma se altrove ha detto questo capisco il nesso logico tra sproloqui sul credito e debito pubblico, evidentemente ho peccato di presunzione di onestà dell'interlocutore...
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  9. #9
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    Ronnie, questi hanno fatto come il personaggio del tuo avatar che ha lasciato il più grande deficit della storia americana, secondo solo a quello che lascerà Bush figlio. Con la differenza che l'america può ancora (per poco) permetterselo essendo una grande potenza militare, noi NO

  10. #10
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie
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    Sindacati e partiti comunisti e assistenzialisti in genere arriveranno mai a capire che non sono evitabili:

    Aumenti età pensionabile
    Taglio dei dipendenti pubblici
    Taglio dei salari, o quantomeno congelamento
    Riequilibrio stipendi pubblici vs privati
    Taglio delle spese sanitarie pubbliche

    E più in generale tagli della SPESA CORRENTE

    E che SOPRATTUTTO non sono evitabili EVITANDO DI FINANZIARE IL RINNOVAMENTO DELLE OPERE PUBBLICHE, il quale va a costruire non certo debito ma MAGGIORE CRESCITA DEL PIL FUTURO, dunque MINORE debito-pil futuro, a prezzo di una spesa che CORRENTE NON E' essendo investimento??

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    Quando gli assistenzialisti che fanno capo a nomi come PRC, CGIL, correntone DS, PDCI, e pezzi di altri sindacati impareranno che LA SPESA PUBBLICA E' IL MALE e chiederanno MENO e MOLTO MENO anzi NULLA in regalo ai loro tesserati-pecore??


    Temo ci vorrà troppo tempo, nel frattempo alzeranno le tasse, così facendo ridurranno il denominatore del rapporto debitopil e puntualmente aggraveranno la situazione...
    Per me anche spendere in istruzione è un investimento.
    E anche spendere in sanità, visto che si tratta di un "mercato" anomalo in cui il Mercato fa grossi danni. Per farla breve, al contrario del mercato delle automobili o dei beni voluttuari, il soggetto (chiamalo pure consumatore) fa molta fatica a percepire esattamente i benefici di ciò che compra e, quando la posta in gioco è la vita, il suo comportamento non è razionale. Una cosa è decidere di spendere 20mila per una macchina o 40mila euro per una bella macchina. Altra cosa è decidere se spendere 20mila euro per una terapia che ha (secondo alcuni studi il 15% secondo altri il 22% per altri ancora il 13.7%) di probabilità di salvarti da una grave malattia oppure spenderne 40mila per una terapia che ha (secondo alcuni studi il 19% secondo altri il 24% secondo altri ancora il 28%) di probabilità di salvarti. Specialmente quando gli studi sono commissionati dagli stessi che vendono il medicinale...

    Che il riequilibrio degli stipendi pubblici rispetto a quelli privati sia necessario lo sanno tutti, perfino i lavoratori di sinistra come me. E lo ha detto pure Padoa Schioppa.

    Aumenti della nostra età pensionabile li ha già fatti Dini, appoggiato anche da Correntone DS e parte dei comunisti.

    Mentre invece il "centrodestra" ha largheggiato in aumenti ai ministeriali.

    Ho la netta impressione che il centrosinistra (con dentro Ciampi, Prodi, Padoa Schioppa) non abbia idee tatticamente dissimili dalle tue.

    Dal punto di vista strategico, il punto di vista che hai messo sotto il tuo avatar è incarnato da Berlusconi che ha deciso di smantellare lo stato in modo subdolo: gonfiando la spesa pubblica fino a costringere lo Stato a autosmantellarsi per pagare i debiti.

 

 
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