Il Gazzettino - Mercoledì, 28 Giugno 2006
Barcellona
«Siamo il primo interlocutore ...
Barcellona
«Siamo il primo interlocutore istituzionale europeo con il quale i catalani hanno deciso di confrontarsi dopo l'approvazione del nuovo Statuto al quale la Spagna ha dato il via libera con il referendum confermativo di qualche settimana fa. E questo proprio perché c'é un interesse reciproco a mettere in campo le nostre esperienze».
È quanto affermato dal presidente del Consiglio regionale del Alessandro Tesini al termine dell'incontro che, anche in veste di coordinatore della Conferenza delle Assemblee regionali italiane, ha avuto a Barcellona con il presidente del Parlamento della Catalogna, Ernest Benach: un incontro imperniato su un unico punto all'ordine del giorno, l'analisi del nuovo statuto catalano.
«L'autonomia impositiva, una definizione molto dettagliata delle materie di competenza esclusiva e concorrente, la questione linguistica, il trasferimento dal centro alla periferia di alcuni poteri giudiziari e un rapporto nuovo con l'Ue sono i punti per cui i Consigli Regionali italiani guardano con attenzione al nuovo Statuto Catalano - ha commentato Tesini parlando del confronto tra le due delegazioni sulla riscrittura dei rispettivi statuti - appena approvato definitivamente quello catalano, mentre è solo allo stato di proposta quello del Friuli Venezia Giulia».
Sull'ampia capacità di autonomia impositiva fiscale che la Catalogna ha ora a disposizione, Tesini non ha avuto un momento di esitazione: «Le cinque Regioni italiane a statuto speciale stanno sicuramente meglio. Qui bisogna vedere se il bicchiere é mezzo pieno o é mezzo vuoto perché sull'Irpef e sull'Iva hanno ottenuto la metà di quello che avevano chiesto. E, a differenza di quanto avviene in Italia, non hanno l'Irap». Tesini, al termine dell'incontro a Barcellona, ha dichiarato di essere rimasto molto colpito dal dettaglio con il quale sono state individuate le competenze sulle materie anche se sull'istituzione delle Commissioni paritetiche le Regioni a Statuto speciale italiane sono arrivate con dieci anni di anticipo. Ora però in Italia diverse Regioni a statuto ordinario cominciano a iporizzare l'adozione di uno statuto sul modello di quello catalano. Il primo a farlo è stato il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, chiedendo più attenzione per la propria Regione. «Non credo sia un rischio - ha dichiarato Tesini : è invece un problema che si era già posto subito dopo le elezioni politiche con alcune Regioni del Nord che reclamavano maggiore considerazione da parte dello Stato. A parte il folclore politico di certe dichiarazioni, credo però che il problema non vada sottovalutato perché evidenzia lo spaccato della società di regioni dove si produce molto e dove si partecipa in maniera significativa alla determinazione del Pil, anche se l'autosufficenza non sarebbe comunque garantita».