Negli uffici di papa Bendetto XVI si organizzano i nascondigli dei preti pedofili.
Don Felix Cini, prete 50enne di Malta, nel 2003 fu arrestato a Grosseto per pedofilia e pedopornografia nella sua parrocchia di Arcille. Patteggiò una condanna a 2 anni e 6 mesi.
Scontata la pena in un convento a Trento (anziché nelle patrie galere) fu trasferito a Malta e poi, dopo consultazioni tra la Santa Sede, il vescovo di Campobasso e quello di Grosseto, in un paesino del Molise, Cercemaggiore (CB): Il Giornale del Molise -> Bregantini difende Don Felix
I cittadini di Cercemaggiore, tenuti all'oscuro della presenza del prete, si informano su internet e scoprono che hanno un prete pedofilo in paese. Trovano la sentenza, la protocollano in Comune e organizzano un comitato per cacciare il prete pedofilo.
Il prete finge di non essere lui, che si tratta di omonimia. Poi, scoperto, dice che ha pateggiato per misteriose "ragioni politiche". Il sindaco difende il prete pedofilo, il vescovo interviene imponendo il silenzio e la preghiera sul caso: il prete si è riabilitato a forza di preghiere. "La misericordia prevale sul giudizio" dice il vescovo, senza aver sentito i 17 bambini che hanno acusato il prete.
Alla fine la Santa Sede, la stessa che ha avallato il nascondiglio del prete, ordina il suo trasferimento in località ignota, dove probabilmente nessuno saprà dei sui trascorsi pedofili.
E' ufficiale: la Santa Sede, ossia l'ufficio di Benedetto XVI, organizza i nascondigli dei preti pedofili
Don Felix lascia Cercemaggiore|Caffé Molise
Don Felix lascia Cercemaggiore
Scritto il 21 January 2010 da Redazione
La decisione della Santa Sede mette fine alle polemiche per la condanna del vice parroco per abusi sui minori
Don Felix Cini dovrà lasciare Cercemaggiore. La Santa Sede, in pieno accordo con l’Arcidiocesi di Campobasso, mette fine alla vicenda del vice parroco che nel 2004 fu condannato, con pena patteggiata, a due anni e sei mesi di carcere, per abusi su minori per una storia che risale ad un anno prima, al 2003, quando il sacerdote era a Sasso d’Ombrone, alle porte di Grossetto. In una nota diffusa dal responsabile dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali si afferma che “l’arcivescovo di Campobasso-Bojano mons. GianCarlo Bregantini ritiene che siano ormai maturate le condizioni per mettere fine alla vicenda che ha coinvolto il sacerdote don Felix Cini”. Nella stessa nota si precisa che la Santa Sede, “costantemente informata, ha recentemente esaminato il caso in questione, approvato l’operato del vescovo di Grosseto e dell’arcivescovo di Campobasso e preso atto con soddisfazione che il presbitero ha compiuto un proficuo percorso di consapevolezza, maturazione interiore e recupero di una dignità compromessa”. La Santa Sede ha quindi deciso che le circostanze e la prudenza suggeriscono di assegnare il sacerdote ad altro incarico per motivi di opportunità. “La stessa Santa Sede e i vescovi che hanno accompagnato don Felix nel suo cammino di rinascita – prosegue la nota - ringraziano caldamente la comunità di Cercemaggiore, che ha accolto il sacerdote senza pregiudizi, aiutandolo a rifiorire e ritrovando con lui – e anche grazie a lui – una partecipazione attiva e convinta alla vita della Chiesa. Quella comunità, che tanto volte ha pregato insieme a don Felix, offrendo a Dio la comune fragilità umana e la speranza del perdono, alimento essenziale della nostra fede, certamente comprenderà che l’esito della vicenda non può che coincidere con la decisione della santa Sede. Il popolo di Cercemaggiore, consapevole che il cuore del Vangelo sia la pace e che i discepoli di Cristo “vincono” proprio quando agli occhi del mondo appaiono sconfitti – si afferma ancora nella nota dell’Ufficio diocesano - saprà accettare serenamente che la misura dell’amore oggi è chiamata a manifestarsi nella forma più preziosa e difficile del sacrificio da parte di tutti noi. Perciò l’eredità di don Felix si riveli soprattutto nella ricerca di una rasserenante riconciliazione, simbolo e segno della identità cristiana. Don Felix ha bene operato – prosegue la nota - è unanime la gratitudine a lui dovuta, ma il più bel viatico che egli porterà con sé sarà di non lasciare alle sue spalle né contese né rancori, ma solo pace e fratellanza”. Chiudendo la nota inviata alla stampa Mons. Bregantini “invoca la benedizione di Dio e la protezione di Maria su tutta la comunità di Cercemaggiore”.




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