Sconcerto, polemiche ma addirittura vere e proprie minacce dopo l'uccisione dell'orso italiano che ha terrorizzato, secondo i governanti, il sud della Germania. Il ministro dell'ambiente bavarese Werner Schnappauf, che ha ordinato l'abbattimento del plantigrado, e il gruppo di cacciatori che lo hanno eseguito sono i destinatari delle minacce di morte giunte telefonicamente.
Per motivi di sicurezza, l'identità del cacciatore che ha sparato a Bruno il colpo fatale non è stata divulgata. Il portavoce della federazione bavarese della caccia, Thomas Schreder, ha riferito che per tutta la giornata sono arrivate centinaia di telefonate di persone indignate e moltissime email, in una delle quali era sarcasticamente scritto "l'orso è morto, evviva gli assassini".
In un'altra email lo scrivente ha chiesto il nome e l'indirizzo del cecchino che ha "assassinato" Bruno. "Lo stesso - si è augurato - deve capitare anche a lui". Minacce di morte sono arrivate anche al ministro bavarese dell'ambiente Schnappauf. Il portavoce della federazione bavarese della caccia si è rivolto alla procura di Monaco.
Secondo il presidente della Lega tedesca per la protezione degli animali, Wolfgang Apel, "è una vergogna che le autorità non abbiano trovato nessun'altra risposta nei confronti del primo orso arrivato in Baviera dopo 170 anni".
Durissime anche le reazioni dell'associazione europea per la protezione degli animali e della natura (Etn), il cui rappresentante tedesco Norbert Guenster, ha affermato che "l'unico orso a creare problemi in questa tragica vicenda è il ministro bavarese dell'ambiente, la cui paura e mancanza di idee avevano segnato fin dall'inizio il destino di Bruno". Anche il cancelliere austriaco, Wolfgang Schuessel, si è detto "molto dispiaciuto" per la morte di Bruno, che per la sua mobilità nelle zone di confine tra Italia, Austria e Germania, è stato da lui definito "un europeo che aveva fatto uso del trattato di Schengen".




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