A Downing Street la decisione è stata presa: Tony Blair lascerà la guida del Paese verosimilmente in primavera (secondo quanto si legge sull'edizione online del Telegraph), cioè in occasione del suo 10mo anniversario al governo. Ma prima il premier britannico vuole raggiungere un accordo sul passaggio del testimone con il Cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown prima della conferenza del partito laburista in programma a settembre.

A riportarlo è l'edizione digitale del quotidiano Guardian dalle cui pagine virtuali si spiega che l'obiettivo di Blair è evitare che la questione del passaggio alla guida del governo getti ombra sulla conferenza. Una decisione, quella del trasferimento del potere, che si è riproposto ieri con urgenza di fronte all'attacco lanciato a Blair dall'ex ministro degli Interni, Carles Clarke. Questi aveva infatti affermato che il Primo ministro avrebbe potuto restare a Downing Street fino al 2008 solo se fosse riuscito a recuperare "il suo senso di direzione, di leadership e di obiettivo".

Ancora nessuna decisione, invece, sempre stando a quanto riportato dal tabloid, in merito all'anuncio del ritiro: non si sa se Blair dovrà menzionare la data o se sarà sufficiente un accordo privato con Brown per mettere a tacere le continue speculazioni sull'antagonismo fra i due leader. Ma certo, secondo quanto è scritto sul Telegraph, la decisione potrebbe essere annunciata proprio in occasione del congresso del Partito alla fine di settembre, palcoscenico ideale per sottolineare i successi del governo e per eleggere per acclamazione il nuovo leader.

Si tratterebbe della designazione che aspetta da tempo il premier in pectore Brown, pronto a subentrare a Blair fino alla fine della legislatura, senza regalare niente ai conservatori di David Cameron.

(Da: Affari Italiani, 28/06/2006)