Ricerca sugli embrioni: Il cardinale a donne, medici, scienziati. «Delitto come l’aborto» ROMA - Si fa sempre più duro il tono del cardinale colombiano Alfonso Lopez Trujillo che sta portando avanti senza mezze misure una vera e propria crociata a difesa della famiglia in vista dell’incontro mondiale delle famiglie che sarà presieduto da Benedetto XVI a Valencia l’8 ed il 9 luglio prossimi. Ha lanciato scomuniche dalle pagine di </B></I>Famiglia Cristiana </B>non solo contro i responsabili di un aborto, «madre, medico, infermieri e padre consenziente», ma a tutti quanti fanno ricerca sulle cellule staminali embrionali. Per il porporato più duro e intransigente del Sacro Collegio «è la stessa cosa: distruggere l’embrione equivale all’aborto», «e la scomunica - ha sottolineato - vale per la donna, i medici ed i ricercatori che eliminano l’embrione».
REAZIONI - Le invettive del cardinale contro quanti minacciano la famiglia sono apparse così imbarazzanti alla vigilia della delicata visita del pontefice nella Spagna di Zapatero, dove l’idea di famiglia ha subito evoluzioni molto laiche, che anche la senatrice della Margherita Paola Binetti, ex vicepresidente del comitato Scienza e Vita, considerata molto vicina ai vertici cattolici, è intervenuta. Pur nella «condivisione piena del fatto che non si debba fare l’aborto e manipolare gli embrioni - ha detto la Binetti -, rimango stupita per i toni usati dal cardinale che fanno passare l’idea di un Dio arrabbiato con gli uomini perché non in sintonia con lui». Più che la scomunica, continua la senatrice, «mi sarei aspettata che l’accento venisse posto più su misure d’accoglienza che punitive, riferendosi ai principi di solidarietà, magnanimità e perdono da parte della Chiesa».
Del resto anche il recente e durissimo «studio» firmato dal cardinale Trujillo in quanto presidente del Consiglio Pontificio della Famiglia era stato sopportato con molto distacco dalle autorità vaticane. Al documento era stato conservato un bassissimo profilo. Non è stato proposto ufficialmente nel sito Vaticano ed è stato accettato solo come un documento che il Consiglio ha presentato come un’iniziativa non richiesta al Pontefice in vista dell’Incontro di Valencia.
«TIMORI» - Nella sua intervista a </B></I>Famiglia Cristiana </B>, il porporato ha voluto farsi interprete dei «timori» del Vaticano, denunciando il fatto che «parlare in difesa della vita e dei diritti della famiglia stia diventando in alcune società una sorta di delitto contro lo Stato, una forma di disobbedienza al governo, una discriminazione contro le donne». Ed è arrivato fino ad immaginare uno scenario da processo alle streghe al contrario. «La Chiesa - ha confermato - rischia di essere portata davanti a qualche corte internazionale, se il dibattito si facesse più teso, se si ascoltassero le istanze più radicali».
Ne ha anche per gli uomini politici che approvano le leggi direttamente o indirettamente «abortiste»: «Secondo me, se approvano leggi inique e ingiuste che distruggono l’uomo e vanno contro i diritti di Dio, va fatta una riflessione, perché essi non potrebbero accostarsi all’eucarestia». Infine il cardinale lancia una minaccia: «Nessuno al mondo è autorizzato a contraddire la dottrina della Chiesa sulla protezione della vita a tutti i livelli». Se anche la Binetti non concorda...certo è che SB e altri si attaccheranno alla gonnella cardinalizia..
Penso che si stia esagerando!




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