Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 43
  1. #1
    membro
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    1,057
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Immigrazione e fuga dei bianchi

    Traduco e posto quasi l’integralità di un articolo preso li (http://racismeantiblanc.bizland.com/opinions/opi004.htm)
    nel quale l’autore parla di un fenomeno serissimo in Francia : l’esodo dei bianchi. Anche se non lo si può condividere su tutta la linea (immigrazione vista sopratutto come fonte di sconforto, di disagi, niente sulla minaccia « civilizzazionale », pochissimo sulla nozione di « popolo » e tradizione nel senso della vera destra ecc…insomma la solita visione individualistica), porta però testimonianze da brividi sul vero viso dell’immigrazione, su come gli immigrati stanno buttando giù l’Europa, e su come i francesi sono stati lobotomizzati, « cerebrolavati » ad accettare passivamente questo destino.

    Lungo (ed ora corretto dal buon Mr), ma va letto lo stesso !


    **************************************************

    **Fuggiasco !

    Domani, il sito verrà congelato per un periodo indeterminato : un agente dell’Enel mi toglierà l’elettricità e non saro’ piu in grado di utilizzare il computer, che sistemero’ finalmente in un cartone. Domenica lasciero’ il mio alloggio. Raggiungero’ le schiere di una categoria di francesi che cresce ogni anno : saro’ anch’io diventato un fuggiasco.

    Come sono finito per diventare anch’io un fuggiasco ? è semplicemente l’atto finale di una lunga rottura.

    Cinque mesi fa, decisi di lasciare il mio « simpatico quartiere » per motivi strettamente economici (NdDam : « simpatico quartiere » è il nome di una rubrica sul sito del tizio, dove, con la mappa del quartiere, racconta al lettore di quanto è stato testimone per anni… un « clandestini news » dal vivo, pane quotidiano dei francesi, e troppo banale per essere riportato nei giornali. Magari lo tradurro’ un di’ o l’altro. Per ora, lettura d’obbligo per chi capisce il francese http://racismeantiblanc.bizland.com...sympa/index.htm ) . Da quando sono a Parigi, ho vissuto in un cubo di 30 m quadri, in una « résidence » privata. Pagavo il genere di somma di danaro che di deve pagare per avere vicini civilizzati. Questo significa che non prendevo molte ferie. Poi, a maggio scorso, tramite il mio lavoro, ho avuto l’opportunità di ottenere un appartamento HLM nuovo in una città di Seine-Saint-Denis [i][color=blue] (NdDam : da altre pagini nel sito si sa’ che il tipo lavora in prefettura, e quindi beneficia di facilitazioni per ottenere un HLM, cioè une alloggio « sociale » a costo molto basso. Gli HLM sono pieni di immigrati, sopratutto in Seine-Saint-Denis, ovviamente). Piu’ spazio, meno affitto da pagare : certo, nutrivo forti dubbi, ma finalmente, ho ceduto. Ho finito per spostarmi nel Nove-Tre come lo chiamano i « giovani », il dipartimento di Seine-Saint-Denis (NdDam : la Seine-Saint-Denis ha per numero amministrativo il 93, e lo si ritrova sulle targhe delle auto. i giovani afro-magrebini e i francesi negrizzati lo chiamano « nove-tre » seguendo la moda lanciata da un gruppo rap ultra violento che si vantava di provenirne. Tipo : « un posto da duri ». Occhio ragazzi, ne fuoriesco anch’io )

    I due primi mesi, era il paradiso. Vicini calmi, nessun problema, metropolitana vicina, 100 euro di piu’ al mese. Tutto andava per il meglio, quando un giorno un brano dei « Jackson 5 » a pieno volume venne coprire la musica che stavo ascoltando : « Monsieur Cherifi » era appena arrivato. Sbornie, urli diurni e notturni, parti comune del palazzo degradate. (NdDam : Cherifi, cognome tipicamente marocchino. Notate il piccolo borghese francese. Piccolo piccolo piccolo : 100 euro, la musichetta, un Twix. Puo’ crollare il mondo ma è il paradiso, finche la puzza non gli arriva nelle narici) .
    Di conseguenze : Visite a Monsieur Cherifi per chiedergli di abbassare un po’ la musica. Dispute all’una di notte tra Cherifi e diversi inquilini tra cui pure io. Insulti e minacce di Monsieur Cherifi. Segnalazione al guardiano del palazzo. Causa fatta presso l’ufficio degli HLM. Poi alla polizia. Polizia chiamata. Mezzanotte passate in questura…
    Sono venuto anni fa’ in regione parigina per trovare un lavoro, ma sempre piu’ spesso mi sono chiesto « ma che cazzo faccio qui ? ».


    Quando sono arrivato nel 93, questa domanda era sempre più viva. Prendendo la metropolitana e vedendo un bianco farsi spaccare un bicchiere in faccia da un nero perché si rifiutava di cedere il suo posto al « maestro africano ». Ma che cazzo faccio qui ? (NdDam : la storia del bicchiere è documentata nella rubrica del « simpatico quartiere. Leggere per credere.) . Uscendo della metropolitana, sento il rumore dell’acqua che rimbomba sotto la volta in cemento, scopro un pakistano che piscia camminando nelle scale. Che cazzo faccio qui ? Andando bere un caffè, incrocio per la strada, scortato da due barbuti musulmani un essere impacchettato sotto una tela del quale pure gli occhi sono nascosti dietro a un velo opaco. Che cazzo faccio qui ?

    Vedendo in strada una banda di adolescenti africani e magrebini scappare dopo aver derubato « in forza » il panificio tenuto da una donna francese. Che cazzo faccio qui ?

    Ascoltando al telefono una mia ex-collega raccontarmi l’aggressione che ha subito la vigilia. Ma che cazzo faccio qui ?

    Alla lavanderia automatica, vedendo un’africana incapace di capire come funzionasse la centralina di pagamento prendere a botte la lavatrice, sotto gli occhi di un’altro africano apatico. Che cazzo faccio qui ?

    Poi una sera, a mezzanotte, dopo che la vicina spagnola abbia urlato al balcone e dopo aver chiamato la polizia che non arriva, mi siedo sopra il casino e gli urli ubriacchi degli amici di Monsieur Cherifi : la risposta mi viene spontanea. Non ho nessuna ragione per rimanere qui.
    " l'Omogeneizzazione sociale", me ne frego. La facciano senza di me. Non ho vocazione per fare il baby-sitter per africani handicappati della lavatrice o per magrebini incontinenti del volume sonoro.

    Non ne posso piu’. Devo tornare a vivere con dei Francesi.
    Devo andarmene, il più presto, il meglio. Ho dunque lasciato il mio lavoro per prendere un job in rapporto con le mie qualificazioni. Ormai posso lasciare la regione parigina senza timore professionale. E ora o mai, quindi è Ora. Subito.

    Non sono il primo a prendere le vie dell’esodo che portano un numero sempre maggiore di francesi di una città all’altra, alla ricerca di un quartiere non ancora saccheggiato. La famiglia dei « fuggiaschi » è una grande famiglia della quale i membri hanno diversi profili. Ci sono i fuggiaschi di buona o mala fede, i fuggiaschi integrali o parziali, i fuggiaschi cauti e i fuggiaschi disperati, ne conosco parecchi.

    Nel XVIIIesimo arrondissement di Parigi, due persone sono sul punto di diventare fuggiaschi. Jean Claude e suo amico abitano nel settore di Marx Dormoy, dove la maggioranza degli abitanti è costituita da immigrati. Una parte del quartiere è essenzialmente cinese, l’altra piuttosto afro-magrebina ; i due abitano in quest’ultima parte. Dopo qualche angolo di strada si arriva di fronte al loro domicilio. L’entrata della loro résidence è chiusa da una prima griglia che si apre con un codice di accesso. Si attraversa un piccolo giardino, e si arriva davanti alla porta del palazzo. Bisogna digitare un secondo codice di accesso, e solo dopo si arriva ai citofoni. « Siamo stati costretti a prendere queste misure perché si ritrovavano siringhe nel hall del palazzo », mi risponde Jean-Claude quando evoco i dispositivi di sicurezza del suo palazzo. Poi continua sul pane quotidiano dei francesi nel quartiere : ostruzioni di passaggio da parte degli adolescenti magrebini, con insulti razzisti. Nessun ristorante francese o europeo… L’amico di Jean-Claude esce solo per lavorare. Per il resto, se ne sta in casa e si rifiuta di uscire, anche per comprare il pane. Jean Claude dice che « non ne puo’ piu’ ». Sta cercando un alloggio altrove. E se non è fuggito prima, è perché l’appartamento gli appartiene. Jean Claude spiega che è andato in ambasciata di Croazia per sapere se un francese puo’ istallarsi facilmente laggiu’ « Perche in Croazia non ci sono queste etnie li ». Jean Claude e suo amico sono pronti per diventare fuggiaschi.
    Patrice è maturo per diventare fuggiasco anche lui. Sarà fuggiasco di malafede. E un giovanotto di 27 anni, figlio di sotto-prefetto e repubblicano di sinistra che canta a chi lo vuole sentire che odia un cosa sola, « il razzismo ». Ha preso con la sua compagna un appartamento nel X arrondissement a Parigi. Si « rallegrava » per la « diversità » del quartiere, che considerava uno dei pregi maggior ai suoi occhi, perché la « diversità » va di moda. Una mattina ha ritrovato il suo motorino distrutto. Non rubato. Soltanto distrutto. Un altro giorno, scende in cantina per prendere i suoi attrezzi, e la scopre vuota. Poverino, non sa che a Parigi una cantina esiste solo per essere vuotata del suo contenuto ? Poi, è una sua vicina ad essere stuprata da un aggressore che gli ha messo una pistola sulla testa. Ammette poco dopo di non sentirsi in sicurezza quando cammina per le strade del quartiere. Dopo un anno, Patrice dichiara che lui e la sua compagna hanno deciso di andarsene. Non serve chiedergli se, magari, i problemi di insicurezza ai quali è stato confrontato hanno un legame con le popolazioni per la presenza delle quali un anno fa era cosi entusiasta. « Non è razzista ». Patrice è un fuggiasco integrale di malafede che fugge per restare « tollerante ». Ufficialmente trasloca per trovare « più confortevole ».

    Nathalie è mamma single, artista, abita Villeneuve d’Asq, nel nord della Francia. Ha una figlia di 16 anni, Agathe. Ha sempre messo la figlia nelle scuole statali. Nathalie non è razzista, e il passaggio di Le Pen al primo turno delle presidenziali l’ha inorridita. Ma un giorno, sul finire dell’anno scolastico 2001-2002 (NdDam : solo due mesi dopo inorridente primo turno ?!! Stronza !) , mentre parlavamo, mi disse « Sai, non è piu possibile. Quando mia figlia torna da scuola, parla solo di Abdel o Rashid. Non ne posso piu’. L’anno prossimo la metto a X (scuola privata), deve sapere cos’è crescere tra francesi ! ». Quest’anno, Agathe è in pensione in questa scuola privata, e sembra che le piaccia enormemente : sicuramente non ne ha coscienza, ma finalmente circondata da adolescenti simili a lei e di identica cultura, può maturare serenamente. La madre, Nathalie è una fuggiasca parziale : ha traslocato sua figlia.

    Sandrine è impiegata statale. Anche lei madre single, due figlie. Dice che ha traslocato in « grande banlieue » (NdDam : grande periferia, oltre 30 km da Parigi) , anche al costo di fare un’ora di macchina per « proteggere le sue figlie degli arabi ». Aggiunge « Eppure è stata dura, durante il divorzio ». Sandrine vuole che le sue figle diventino « Francesi, come lei ». Sandrine è una fuggiasca integrale, onesta. Ama le sue figlie e teme per loro. Ha agito di conseguenza.

    Catherine anche lei è impiegata statale, sposata con un colonello. È stufa del stereotipo che vuole il militare « fascista per forza », si dichiara francamente repubblicana. Suo marito è stato mobilitato in Serbia durante la guerra nei Balcani. Ha tre figlie. Fino a poco tempo fa’, une era educata al liceo Bergson, nel XIXesimo arrondissement di Parigi. Catherine era soddisfatta del liceo dice, ma un giorno, per storie di « omogeneizzazione sociale », la popolazione del liceo è cambiata. Non i programmi. Non i professori. Non il regolamento interno. Solo l’appartenenza etnica dei nuovi alunni. Il livello del liceo è iniziato a scendere, e sua figlia ha preso l’abitudine di tornare dalla scuola piena di lividi. « Grossi come del piattini da servizio da thé ». Catherine non ci ha pensato due volte : uno dei suoi antenati era stato « Chevalier de la Légion d’Honneur » » (NdDam :ricompensa civile tipo « cavaliere ») , quindi ha compilato la domanda per che sua figlia venga accolta alla pensione per « les demoiselles de la légion d’honneur ».

    Nel fratempo, Hakima, una piccola magrebina scolarizzata in Seine-Saint-Denis ha fatto uno « stage » nel servizio di Catherine. Interrogata durante una discussione sulla violenza nella sua classe (4 professori aggrediti) ha spiegato ridendo che nella sua scuola « solo le francesi vengono picchiate ». Catherine glie ne ha chiesto la ragione, e l’adolescente gli ha risposto « perché sono delle vittime ». Poco dopo, Catherine ha trovato la sua figlia in lacrime tornando dal lavoro. La piccola era stata inseguita da una banda di adolescenti afro-magrebini, e come dice la mamma : « meno male che c’era il guardiano »
    Oggi la figlia di Catherine non è alle « demoiselles de la Légion d’Honneur », perche non voleva andare in pensione, ma ha lasciato Bergson per Charlemagne. L’ultima volta che ho sentito del liceo Bergson, una piccola araba era stata aggredita e cosparsa d’acido nei bagni (NdDam : la settimana scorsa, altercazione tra bande al liceo Bergson con spari di pistola) .
    Catherine è una fuggiasca parziale. Senz’aver votato Le Pen alle ultime presidenziali, dice di « non essere sorpresa », e ha chiesto alle sue figlie di non partecipare alle manifestazioni anti Le Pen con il resto della classe. Questi ultimi tempi, però, Catherine è sempre piu irritata dal suo quartiere, il XIXesimo arrondissement.
    Françoise, trent’anni circa, era presente quando la piccola Hakima ha raccontato che nella sua scuola, solo le francese venivano aggredite. Ha una figlioletta di 3 anni che viene educata nella Seine-Saint-Denis. L’anno scorso, questa bambinetta, bionda dagli occhi molto blu era nella « classe dei francesi ». Chiamata cosi perche vi erano 8 piccoli bianchi, mentre nelle altre classi, ce ne sono due o tre (NdDam : In Francia all’asilo nido, le classi sono composte da circa 25-30 alunni) . Un giorno, l’angioletto, dopo la scuola ha detto : « Mamma, voglio essere nera ». A tre anni, la piccola creatura ha capito che essere bianca in Seine-saint-Denis rappresenta uno svantaggio. Françoise è disperata, e la rivelazione di Hakima gli aveva gia’ tirato un urlo. Françoise ci stà pensando.

    A dire il vero, la voglia di scrivere un’articolo sui fuggiaschi rimonta a molto prima della mia stessa decisione di lasciare il quartiere dove sono attualmente residente. Delle dichiarazioni di Malik Boutih, presidente di SOS-Racisme mi avevano gia interpellato in questo senso. Mi si perdonerà di non citarlo con precisione, ma gli archivi di questo sito sono gia’ nei cartoni. Nell’intervista, Malik Boutih si rammaricava per la « ghettizzazione » di certi quartieri perche, diceva, i francesi « se ne vanno ».
    Se ne vanno…
    SE NE VANNO !?!

    Leggendo queste parole, ho pensato ai più tristi dei fuggiaschi, i fuggiaschi disperati. Non quelli che lasciano un quartiere perché l’hanno scelto, ma perché ne sono cacciati. Delle ultime famiglie di francesi di un quartiere, quando la loro figlia è stata violentata a sessanta riprese da adolescenti afro-magrebini, quando padre e madre sono stati insultati e minacciati di morte, si puo’ dire che « se ne vanno » ? (NdDam : l’autore fa allusione a casi recenti di « tournantes »,gli stupri in branco dove poi famiglia e amici dei stupratori costringono l’intera famiglia della vittima alla fuga, con cambio di nome, e ammissione d’impotenza totale da parte dei poteri pubblici. Ad ottobre, hanno fatto vedere in tivù famiglie dei stupratori di una una ragazza –violentata oltre 20 volte- insultare la vittima fuori dal tribunale perche mandava i figli in gallera, mentre « era lei la puttana ». Scene di isterie. Tutti magrebini. A giurare vendetta sul Corano) . La fuga di queste famiglie francesi, le ultime di un quartiere, quelli che non potevano partire prima, rivela, in modo amplificato, le ragioni che spingono un numero sempre maggiore di francesi a trasformarsi in fuggiaschi : « perché non è piu’ possibile ». Un’altra parola mi fa reagire : « ghettizzazione ». Bisogna ricordare : un ghetto è il posto dove si costringeva della gente a vivere. Nei casi dei quartieri o delle cités afro-magrebini, la situazione è diversa. Sono le popolazioni afro-magrebine a « fare il vuoto » attorno a loro. La partenza tragica delle famiglie di ragazze violentate da un indizio sufficiente di ciò che causa la fuga. La parola ghettizzazione invece diffonde l’idea che le comunità che si sono appropriato questi quartieri sono vittime di una sorta di razzismo, mentre è vero solo il contrario.

    Si fugge non perche si è razzisti ma perche si è vittima del razzismo antibianco cosi presente nelle communità afro-magrebine. Le donne che hanno cambiato la loro figlia di scuola non l’hanno fatto per oddio per gli africani o per i magrebini ma per amore dei propri bambini. Non c’è nel fuggiasco nessuno volontà di mettere gli africani e i magrebini in un ghetto ma il desiderio di potere vivere « francesi » liberi.

    […] (NdDam : taglio una piccola parte del discorso sulla natura dei « fuggiaschi », buonista-miserabilista « non vogliono cambiare l’ordine del mondo, chiedono solo tranquilità »…)

    Appartengo alla seconda categoria di fuggiaschi (NdDam : i fuggiaschi poveri) . Ho lasciato la sicurezza del mio lavoro di impiegato statale e ho deciso di lasciare la regione parigina. Dopo aver vissuto 6 anni accanto ad africani e magrebini, ho finito per capire. Preferisco essere disoccupato nel Nord, mia regione, in una città col minor numero di africani e magrebini possibile, in una camera da 10 m quadri per 200 euro, circondato da francesi, che essere in minoranza e vittima del razzismo e della delinquenza dei quartieri afro-magrebini. Voglio vivere con gente che pensa come me, con gente che si comporta come me, che ha lo stesso temperamento mio perché ha le stesse mie origini, la stessa mia storia, con gente che celebra le stesse feste e le stesse gioie mie.
    All’ora di iniziare il mio esodo di fuggiasco, ritenevo importante mettere in linea quest’articolo relativo a questo fenomeno di società.
    **************************************

    « Mamma, voglio essere nera »…. Brrrr………

  2. #2
    Cattolico Resiliente
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Avete il novo e ’l vecchio Testamento, e ’l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento. Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì che ’l Giudeo di voi tra voi non rida! (Dante: Paradiso Canto V)
    Messaggi
    6,174
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Dam, che dire?!
    Purtroppo la situazione va degenerando sempre più anche in Italia, fortunatamente non siamo ai livelli francesi, ma i presupposti per una recrudescenza delle tensioni sociali, provocate dall'invasione allogena incessante, ci sono tutti.
    Auguro ai lugubri personaggi che propinano il melting pot, presenti anche su questo forum, di trovarsi alle prese con uno solo dei vari episodi che hai riportato, non lo auguro ovviamente ai loro figli, sfortunati di essere nati in casa di traditori della propria etnia.
    Penso, ahimè, che l'unico modo per difendersi sia quello tradizionale, ovvero, in caso di assalto da parte di questi cani rognosi, armarsi e farsi giustizia da sè.
    Intanto qui in Italia i soliti imprenditori senza scrupoli fanno pressioni sul governo per ottenere maggior manovalanza allogena.
    Costoro meriterebbero un comunismo di tipo stalinista, che confiscasse loro le proprietà.
    Bah...
    Bellarmino

  3. #3
    Pulchra Paucis
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Singapore
    Messaggi
    7,886
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    84 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Immigrazione e fuga dei bianchi

    Da rabbrividire. Ma tutto ciò mi ricorda comunque una cosa: tempo fa vedevo spesso con miei amici una ragazza francese, ora ritornata in provenza: quando Le Pen passò al primo turno le elezioni, si sentì talmente in colpa e piena di vergogna per ciò che era successo da dover venire a riferirci al più presto che i francesi si sono fatti abbindolare (probabilmente come gli italiani dicono all'estero di Berlusconi), che il problema della criminalità dovuta all'immigrazione "sì, esiste, ma non è questo il metodo per risolverlo", il tutto ripetendo ossessivamente il mantra televisivo secondo il quale Le Pen è un razzista-xenofobo-antidemocratico. Mi sembra che addirittura avesse borbottato qualcosa riguardo al fatto che Le Pen cercasse addirittura di "rubare" i voti degli immigrati fornendo loro non so quale specchietto per le allodole.
    Un'altra cosa che mi aveva colpito all'epoca (ma che tuttavia non è 'sta gran novità) era come questa ragazza cercasse disperatamente di convincersi che la Francia dovesse essere un paese multietnico. Si badi bene: non accettava indifferentemente la presenza o meno di immigrati sul suolo francese, ma addirittura voleva, pretendeva, anelava al fatto che la Francia fosse un paese multietnico, quasi che un paese multietnico una volta tale trascenda la sua realtà fisica per diventare una specie di Paese dei Balocchi con tanti valzer multicolori, ristoranti etnici, canti e balli dal sapore tropicale, coppie miste, bambini color caffelatte e una sarabanda di sorrisi bianchi neri e gialli.

    Io credo che questo tipo di convinzione derivi innanzitutto da un'ammissione implicità ed inconscia di inferiorità nei confronti del maghrebino e dell'immigrato in generale, quasi che non sia lui a doverti ringraziare per la tua accoglienza nel suo paese, ma tu stesso a dover ringraziare lui per essere venuto da te permettendo a te, merda bianca, di venire a conoscenza della sua cultura più raffinata e pregiata, delle sue qualità etniche superiori e più forti, del suo modus vivendi migliore.

  4. #4
    P.N.F.
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Istria, Dalmazia, Nizzardo, Corsica, Dodecaneso, Libia, Somalia, Etiopia, Eritrea e Tientsin
    Messaggi
    3,287
     Likes dati
    13,445
     Like avuti
    1,811
    Mentioned
    14 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito

    Che dire.....sono semplicemente inorridito. Presto toccherà a noi italiani. Dove emigreremo? In Russia??

  5. #5
    membro
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    1,057
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Bellarmino
    Costoro meriterebbero un comunismo di tipo stalinista, che confiscasse loro le proprietà.
    Mi sa' che le prime espressioni del socialismo propagate dalla rivoluzione francese, la forma finale del communismo erano il primo tentativo per distruggerci totalmente da parte dalla solita clica.
    Pero i popoli sani seppero reagire al communismo, cercando nelle proprie radici. Oggi, avendo fallito, di poco, il comunismo a cancellare del tutto l'anima dei popoli europei, cercano di cancellarci non ideologicamente, ma fisicamente, geneticamente con l'immigrazione.
    La mano d'opera è solo una cortina di fumo : un operai russo o ukraino lavora per 30-40$ al mese e ha un livello di istruzione cento volte superiore al subsahariano o al magrebino, ha un "savoir-faire" tecnico molto vicini ai supposti bisogni delle nostre catene di produzione, e sopratutto, doppo 2 generazioni, è totalmente integrato. Ma no. Invece, si fanno arrivare legioni e legioni di gente che con la nostra società non ha niente a che fare, incapace di lavorare (in Francia gli immigrati non bianchi hanno un tasso di disoccupazione 3 volte superiore a quello dei bianchi, anche tra le seconde e terze generazioni). Si vede che proprio che il discorso "economico" non tiene in piedi, o diciamo una "conseguenza".

    L'immigrazione è la loro nuova arma, e, come il comunismo chiamera' una nuova reazione, creera una reazione. E la reazione verra' perche la loro menzongna è fondata sulla rettorica, sul falso ragionamento, su discorsi, sulla MENZOGNA, mentre la reazione proverrà dall'animo stesso del popolo, un parametro immanente e AUTENTICO.
    Confrontato con violenza a quello che non è, con quello che gli nuoce, scoprira chi è.
    Noi dobbiamo solo svegliare la gente, aiutarli con calma, pedagogicamente, a smantellare la rettorica dell'aversario un po' piu velocemente.

    Penso che il testo che ho postato sia un esempio perfetto a destinazione della gente "normale".

    x Mr : conosco benissimo il genere di creatura da te descritta. Ce ne sono tantissime in giro, ma ti assicuro che ce n'è ogni giorno un po' meno. Poi, una volta predicavano indisturbati, oggi, in "società", sono loro ad essere in difficolta'.

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    28 Mar 2002
    Località
    estremo occidente
    Messaggi
    15,083
     Likes dati
    0
     Like avuti
    6
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    il quadro qui descritto è veramente patetico. Ma come può un popolo come quello francese cadere così in basso. Un popolo che ancora nel 1914 ebbe uno scatto d'orgoglio e a costo di milioni di morti e feriti non cedette all'invasione teutonica?

    mala tempora currunt...

    un appunto: smettiamola di dire "i bianchi". È IMPLICITO che se si parla di francesi, si parla di "bianchi", inutile quindi sottolineare. Ci riferiamo ovviamente ai francesi in quanto ETNIA francese, non ai CITTADINI francesi, che purtroppo possono essere anche africani o asiatici.
    Se non si precisano queste cose si cade in errori ridicoli. Per esempio, quando arrestano un "terrorista francese" di al-khaida, che risulta poi essere un maghrebino...

  7. #7
    Simply...cat!
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Brescia,Lombardia,Padania
    Messaggi
    17,080
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by damiano
    (in Francia gli immigrati non bianchi hanno un tasso di disoccupazione 3 volte superiore a quello dei bianchi, anche tra le seconde e terze generazioni).
    E questo smonta la balla clamorosa che dice che gli immigrati vengono a lavorare,perchè se la prima generazione di immigrati magari viene davvero a fare certi lavori che gli autoctoni non vogliono fare,la seconda generazione di immigrati non li vuole fare.E allora che si?Si continuano a chiamare immigrati all'infinito?

  8. #8
    Registered User
    Data Registrazione
    03 Apr 2002
    Località
    TAUR-IM-DUINATH
    Messaggi
    1,425
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Sapete cosa reputo veramente sconvolgente:
    non la posizione dei magrebini perchè da secoli l'islam è in guerra con il Cristianesimo e l'Occidente E PROFONDO è IL LORO DISPREZZO NEI NOSTRI CONFRONTI.
    Non mi meraviglio di quello che fanno e come lo fanno perchè è la conseguenza diretta della loro storia. Oggi poi si sentono forti perchè vedono noi deboli, possono ripartire con la conquista dell'Europa perchè gliela stiamo regalando senza necessità di battaglie anzi i cattocomunisti godono profondamente di questa forma di masochismo sodomita.
    Ciò che mi ha sconvolto di quello che ha postato damiano sono i commenti dei francesi:
    non uno ha detto che dovranno reagire a questo stato di cose....
    costi quel che costi.
    Mah...........

  9. #9
    Registered User
    Data Registrazione
    18 Sep 2002
    Messaggi
    3,685
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ma non bisogna stupirsi.
    Bisogna capire che la costituzione mentale del piccolo borghese è fatta così, non ha l'impulso del combattente. Egli tende a campare con la testa nella sabbia, e reagisce - in maniera sentimentale e donnesca - quando si ritrova sulla testa le conseguenze della sua scarsa combattività. Egli è fatto esclusivamente per portare avanti alcune attività, mercantili, economiche, ma non la politica.
    In ogni società tradizionale non era il borghese a fare la politica, ma aveva altre funzioni nella società.
    E' stata la democrazia, cioè la reazione sorta dall'invidia del borghese per le classi sacerdotale e aristocratica, con la sostituzione degli aristocrati con il borghese alla gerarchia politica (e con la fissa ancora più egualitarista, di eguagliare e livellare tutte le classi, per quanto riguarda il socialismo) a creare questo mostro che non sta in piedi.
    Questa (quella liberista) è la società impostata tutta sulla forma mentis del borghese.
    Quando tornerà ad essere sostituita da una ad impostazione tradizionale, allora spariranno anche questi problemi.

  10. #10
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Un contributo estremamente interessante! Che al di là di alcuni aspetti 'romanzati' svela impietosamente la situazione d'oltralpe. La Francia sarà il primo paese a doversi confrontare seriamente con la questione allogena. Saprà sollevarsi e combatterla con la forza necessaria, oppure soccomberà all'orda degli invasori?

 

 
Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Immigrazione, Fuga In Massa Da Cpa Lampedusa
    Di fnmontesilvano nel forum Destra Radicale
    Risposte: 52
    Ultimo Messaggio: 26-01-09, 10:39
  2. Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 14-08-06, 04:32
  3. Immigrazione: olandesi in fuga
    Di Ichthys nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 32
    Ultimo Messaggio: 30-06-06, 20:24
  4. Lo propongo pure qui : immigrazione e fuga dei bianchi
    Di damiano nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 122
    Ultimo Messaggio: 30-06-06, 01:50
  5. Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 05-08-05, 10:26

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito