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Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


Agar, non mi dire che ti piace il porori![]()
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Gli zeri, per valere qualcosa,
devono stare a destra.


ke x te sarebbe???Originariamente Scritto da marcejap
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


Originariamente Scritto da agaragar
Porori è un termine giapponese che sta ad indicare una tipa che mostra le tette con il reggiseno indosso.
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Gli zeri, per valere qualcosa,
devono stare a destra.


appunto!Originariamente Scritto da marcejap
"porori significa quando una faiga ci mostra le tette, ma non tette qualsiasi, bensì tette che fanno capolino dal reggiseno ancora indossato!
Porori è una parola semplice ma dal significato estremamente complesso, tanto che non è possibile tradurla in italiano con un’altra parola, ma piuttosto con una intera frase. "
E in italiano, quali parole ci sono di questo genere![]()
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


rattuso


Originariamente Scritto da agaragar
una specie di sfida alla forza di gravità?![]()
![]()
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A fool and his money can throw one hell of a party.


guarda ke il mio è un quesito linguistiko, porori mi serviva kome spunto...Originariamente Scritto da Il_Grigio
voi in kalappria noin avete nessuna parola che sintetizzi un'intera frase?
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


Non che mi dispiaccia il malizioso occhieggiare di capezzoli tra i pizzi dell'intimo; ma - come invocato da agaragar - non è tanto il significato che mi affascina, quanto il significante.
Cioè il fatto che ogni lingua abbia - per determinate e spesso complesse frasi - una unica parola.
Per esempio, sempre in giapponese, bakkushan significa "donna brutta di faccia ma con un bel culo"; e in lingua malese esiste un vocabolo,engsang, che significa "soffiarsi il naso a mani nude".
La cosa fa da contraltare al fatto che poi ci siano anche moltissimi vocaboli per specificare diverse sfumature della stessa cosa, come le decine di nomi della neve per gli inuit della Groenlandia, i ventisette nomi dei baffi in albanese o quelli del mare per i pescatori della Polinesia.
E' una ricchezza linguistica in rapida estinzione, sostituita dall'arido acronimo della sigla tecnica o economica.
Quindi in cambio di parole come la brasiliana grilagem ("antica usanza di introdurre un grillo in una scatola con documenti falsi , affinché gli escrementi dell'animale li facessero sembrare vecchi e originali" ) dobbiamo accontentarci di laser (Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation) o FIAT ("Fabbrica Italiana Automobili Torino").
Nel mio dialetto (romagnolo) il termine per indicare "un luogo inesistente, nessun luogo o un immaginario posto lontano" si dice cadecàz, la cui traduzione letterale ("casa del cazzo") farebbe invece pensare a luoghi più vicini e prossimi al porori, fatta eccezione per Drugo, forse.
Penso che lo stesso valga per "li mortacci" romaneschi e mille altre espressioni dialettali.
E, dall'altra parte del mondo, "prendere in prestito un oggetto dopo l'altro dalla casa di un amico fino a svuotargliela" nel linguaggio rapa nui dell'Isola di Pasqua si esprime in una singola parola: "tingo".
Entusiasmante, no? quindi agli amanti del porori e del tingo - come me e agaragar - non resta che correre in libreria ad acquistare l'imperdibile "Il senso del Tingo" che Adam Jacot de Boinod ha appena dato alle stampe e che ci accompagnerà in maniera interessante quanto divertente nel mondo delle parole più speciali del mondo.