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[quote=francodisassoni]
Citazione:
Un vero maestro usa solo parole comprensibili con la gente che gli stà attorno.
vero, ma...
Citazione:
Le nostre capacità non sono misere ma potentissime e il maestro che non ci fa capire, ha le sue colpe.
... non tutti vogliono veramente comprendere o sono nella fase della vita giusta per capire, e il maestro che per aiutare uno difficile ne perde 100 capaci e volenterosi, è un pessimo maestro
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[quote=stuart mill]
Citazione:
Originariamente Scritto da francodisassoni
vero, ma...
... non tutti vogliono veramente comprendere o sono nella fase della vita giusta per capire, e il maestro che per aiutare uno difficile ne perde 100 capaci e volenterosi, è un pessimo maestro
penso che purtroppo le proporzioni siano contrarie, i cento capaci e volonterosi non si allontanerebbero mai se vedessero il maestro seguire un allievo un pò più indietro.
Il mio messaggioi ntendeva altro e cioè che spesso i maestri sono apposta ermetici per mantenere il loro sapere e la loro casta.
Chi vive sulla speculazione filosofica e religiosa, è spesso preoccupato a mantenersi un esercito di seguaci che lo mantengono fin tanto che lui ha qualcosa di nuovo da dare e quindi questo "nuovo", viene distribuito a rate.
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a quel punto, non è più un maestro, ma sedicente tale.
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ho paura che di maestri non sedicenti tali, ce ne siano pochi
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Vurdak pone una domanda interessante per tutti. "Dio è Amore", ma "cos'è questo Amore?".
I membri di una delle ultime organizzazioni iniziatiche cristiane si definivano "Fedeli d'Amore". Dante fu tra i maestri di tale organizzazione: in alcuni suoi versi i riferimenti all'Amore indicano simbolicamente e in modo abbastanza trasparente la Realtà divina. In Paradiso, Dante contempla "l'Amor che move il sole e l'altre stelle".
Oggi, purtroppo, si afferma spesso che Dio è amore, senza saper bene cosa si intenda con tale termine, che spesso viene impiegato con un vago significato sentimentale. Se l'amore che è Dio viene confuso con un sentimento, allora si riduce Dio ad uno stato mentale, ad un'emozione, ad una realtà meramente psichica.
Meister Eckhart rinnova l'insegnamento del Vangelo con una spiegazione come sempre illuminante: l'Amore di Dio è lo Spirito Santo. Quando si dice che Dio "ama" le creature, occorre dare al termine un significato spirituale: Dio vivifica gli enti con il soffio dello spirito. Dio è dunque Amore perchè è Spirito; e in fondo entrambi i termini non sono che supporti simbolici per elevare l'intelletto alla contemplazione di Ciò che non può essere definito.
Il maestro domenicano afferma anche che Dio non ama che Se Stesso, poichè non vi è che Lui. "Dio era e nulla era con Lui, ed Egli è ora così come allora", recita una tradizione islamica. L'Altissimo ama Se Stesso nei luoghi teofanici, ma in definitiva non v'è dualità tra l'Amante, l'Amore e l'Amato.
L'esegesi dell'insegnamento (Dio è Amore) richiederebbe libri e libri, e "Se il mare fosse inchiostro per scrivere le Parole del mio Signore, di certo si esaurirebbe prima che fossero esaurite le Parole del mio Signore", come afferma il Sacro Corano.
Comunque spero di aver dato un contributo utile per qualcuno.
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Lo trovato interessante, ed un buon spunto di riflessione.
Un altro buono l'ho trovato su Siddharta di Hesse. L'amore verso il Tutto può anche essere visto come viceversa, ovvero il Tutto è amore. Ma questa mi sembra un semplice filosofeggiare...
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Citazione:
Originariamente Scritto da YUNUS
Vurdak pone una domanda interessante per tutti. "Dio è Amore", ma "cos'è questo Amore?".
I membri di una delle ultime organizzazioni iniziatiche cristiane si definivano "Fedeli d'Amore". Dante fu tra i maestri di tale organizzazione: in alcuni suoi versi i riferimenti all'Amore indicano simbolicamente e in modo abbastanza trasparente la Realtà divina. In Paradiso, Dante contempla "l'Amor che move il sole e l'altre stelle".
Oggi, purtroppo, si afferma spesso che Dio è amore, senza saper bene cosa si intenda con tale termine, che spesso viene impiegato con un vago significato sentimentale. Se l'amore che è Dio viene confuso con un sentimento, allora si riduce Dio ad uno stato mentale, ad un'emozione, ad una realtà meramente psichica.
Meister Eckhart rinnova l'insegnamento del Vangelo con una spiegazione come sempre illuminante: l'Amore di Dio è lo Spirito Santo. Quando si dice che Dio "ama" le creature, occorre dare al termine un significato spirituale: Dio vivifica gli enti con il soffio dello spirito. Dio è dunque Amore perchè è Spirito; e in fondo entrambi i termini non sono che supporti simbolici per elevare l'intelletto alla contemplazione di Ciò che non può essere definito.
Il maestro domenicano afferma anche che Dio non ama che Se Stesso, poichè non vi è che Lui. "Dio era e nulla era con Lui, ed Egli è ora così come allora", recita una tradizione islamica. L'Altissimo ama Se Stesso nei luoghi teofanici, ma in definitiva non v'è dualità tra l'Amante, l'Amore e l'Amato.
L'esegesi dell'insegnamento (Dio è Amore) richiederebbe libri e libri, e "Se il mare fosse inchiostro per scrivere le Parole del mio Signore, di certo si esaurirebbe prima che fossero esaurite le Parole del mio Signore", come afferma il Sacro Corano.
Comunque spero di aver dato un contributo utile per qualcuno.
intanto benvenuto, ora leggo con calma e rispondo :)
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Citazione:
Originariamente Scritto da Vurdak
Lo trovato interessante, ed un buon spunto di riflessione.
Un altro buono l'ho trovato su Siddharta di Hesse. L'amore verso il Tutto può anche essere visto come viceversa, ovvero il Tutto è amore. Ma questa mi sembra un semplice filosofeggiare...
dipende: se io ti dico che conoscendo Dio provi un amore immenso, il mio è o un filosofeggiare o un atto di fede, perchè ovviamente non sono arrivato a realizzazioni tali da aver toccato IO (ma a quel punto l'io sarebbe morto ;)) tale stato.
Se invece uno che l'ha realizzato, ne parla, non è ovviamente un filosofeggiare.
Il difficile è trovarne di simili persone
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Citazione:
Originariamente Scritto da YUNUS
Vurdak pone una domanda interessante per tutti. "Dio è Amore", ma "cos'è questo Amore?".
I membri di una delle ultime organizzazioni iniziatiche cristiane si definivano "Fedeli d'Amore". Dante fu tra i maestri di tale organizzazione: in alcuni suoi versi i riferimenti all'Amore indicano simbolicamente e in modo abbastanza trasparente la Realtà divina. In Paradiso, Dante contempla "l'Amor che move il sole e l'altre stelle".
Oggi, purtroppo, si afferma spesso che Dio è amore, senza saper bene cosa si intenda con tale termine, che spesso viene impiegato con un vago significato sentimentale. Se l'amore che è Dio viene confuso con un sentimento, allora si riduce Dio ad uno stato mentale, ad un'emozione, ad una realtà meramente psichica.
Meister Eckhart rinnova l'insegnamento del Vangelo con una spiegazione come sempre illuminante: l'Amore di Dio è lo Spirito Santo. Quando si dice che Dio "ama" le creature, occorre dare al termine un significato spirituale: Dio vivifica gli enti con il soffio dello spirito. Dio è dunque Amore perchè è Spirito; e in fondo entrambi i termini non sono che supporti simbolici per elevare l'intelletto alla contemplazione di Ciò che non può essere definito.
Il maestro domenicano afferma anche che Dio non ama che Se Stesso, poichè non vi è che Lui. "Dio era e nulla era con Lui, ed Egli è ora così come allora", recita una tradizione islamica. L'Altissimo ama Se Stesso nei luoghi teofanici, ma in definitiva non v'è dualità tra l'Amante, l'Amore e l'Amato.
L'esegesi dell'insegnamento (Dio è Amore) richiederebbe libri e libri, e "Se il mare fosse inchiostro per scrivere le Parole del mio Signore, di certo si esaurirebbe prima che fossero esaurite le Parole del mio Signore", come afferma il Sacro Corano.
Comunque spero di aver dato un contributo utile per qualcuno.
I contributi sono sempre utili e benvenuti.
Concordo che rispondere a questa domanda non è facile, nessuno per ora ha una risposta che metta tutti d'accordo e quindi dobbiamo accontentarci di filosofeggiare alla meno peggio.
Quasi invidio quei mistici e gnostici e maestri illuminati che ti fan capire al solo guardarli, di essere vicini alla comprensione della verità però anche loro non possono fare il lavoro per noi.
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Citazione:
Originariamente Scritto da YUNUS
Vurdak pone una domanda interessante per tutti. "Dio è Amore", ma "cos'è questo Amore?".
I membri di una delle ultime organizzazioni iniziatiche cristiane si definivano "Fedeli d'Amore". Dante fu tra i maestri di tale organizzazione: in alcuni suoi versi i riferimenti all'Amore indicano simbolicamente e in modo abbastanza trasparente la Realtà divina. In Paradiso, Dante contempla "l'Amor che move il sole e l'altre stelle".
Oggi, purtroppo, si afferma spesso che Dio è amore, senza saper bene cosa si intenda con tale termine, che spesso viene impiegato con un vago significato sentimentale. Se l'amore che è Dio viene confuso con un sentimento, allora si riduce Dio ad uno stato mentale, ad un'emozione, ad una realtà meramente psichica.
Meister Eckhart rinnova l'insegnamento del Vangelo con una spiegazione come sempre illuminante: l'Amore di Dio è lo Spirito Santo. Quando si dice che Dio "ama" le creature, occorre dare al termine un significato spirituale: Dio vivifica gli enti con il soffio dello spirito. Dio è dunque Amore perchè è Spirito; e in fondo entrambi i termini non sono che supporti simbolici per elevare l'intelletto alla contemplazione di Ciò che non può essere definito.
Il maestro domenicano afferma anche che Dio non ama che Se Stesso, poichè non vi è che Lui. "Dio era e nulla era con Lui, ed Egli è ora così come allora", recita una tradizione islamica. L'Altissimo ama Se Stesso nei luoghi teofanici, ma in definitiva non v'è dualità tra l'Amante, l'Amore e l'Amato.
L'esegesi dell'insegnamento (Dio è Amore) richiederebbe libri e libri, e "Se il mare fosse inchiostro per scrivere le Parole del mio Signore, di certo si esaurirebbe prima che fossero esaurite le Parole del mio Signore", come afferma il Sacro Corano.
Comunque spero di aver dato un contributo utile per qualcuno.
l'ho letto bene, si, concordo, ovviamente l'amore 'mentale', quando non addirittura psichico, non c'entra, è uno stato superiore, difficile da descrivere anche per quelli che l'hanno raggiunto, che infatti spesso usano metafore per descriverlo.