"se incontri un maestro zen, uccidilo"
... Dopo lo shock iniziale, l'ho interpretata così: lo zen è utile per liberare la mente, ma una volta liberata la mente ci si può liberare anche dello zen! ;P


"se incontri un maestro zen, uccidilo"
... Dopo lo shock iniziale, l'ho interpretata così: lo zen è utile per liberare la mente, ma una volta liberata la mente ci si può liberare anche dello zen! ;P


beh, l'interpretazione giusta è sempre quella che diamo noi, interiormente.
La mia è stata, che il Buddha dava un'indicazione sulla porta, stava a noi entrare, e nessuno può farlo al posto nostro: recitare sempre Buddha, Buddha, o Krishna, Krishna, non serve a nulla. Perciò il Buddha, come tutte le idee del resto, diviene d'ostacolo, e bisogna liberarsene. Un pò come la zattera del sentiero, che va abbandonato appena non serve più


Una lettura della famosa massima è che anche la meditazione può diventare un attaccamento: arrivati al punto giusto tutti i legami vanno bruciati.




a questa domanda, un maestro zen non manesco risponderebbe:
quando hai fame mangia, quando hai sonno dormi
uno un pò manesco, ti darebbe una legnata in testa
un altro darebbe una qualche risposta strana: a secondas del soggetto, cambierebbe il metodo, ma il principio è quello di arrestare per un attimo le modificazioni della mente, onde far scorgere la luna senza bisogno di indicarla col dito




La sete di spiritualità occidentale è difficile da soddisfare con un concetto vacuo come quello dello Zen... le cataste di libri esistono per intellettualizzare l' idea e renderla più consona alla mente occidentale. Uno spreco di carta immane, tranne per quelli che ci fanno i soldi.






Eh, ma tu hai commentato un koan famoso (Se incontri il Buddha, uccidilo), e siccome il tuo commento tendeva a sostanzializzare ciò che non è sostanzializzabile, la mia controdomanda era per avere una risposta più precisa che in parte hai dato e in parte no.
Questo perchè è possibilissimo parlare dello Zen in lungo e in largo...l'importante è non dare sostanza a ciò che non ce l'ha.