Venerdì, 30 giugno
Impossibile per Umberto bossi e la dirigenza leghista andare a Pontida a parlare ai militanti padani "senza aver capito cosa succederà nell'immediato futuro, cosa pensano gli alleati, se le dichiarazioni di disponibilità da parte di alcuni esponenti della maggioranza di governo sono reali o no". È il capogruppo del Carroccio alla Camera, Roberto Maroni a spiegare che l'annullamento di Pontida, prevista per il 2 luglio dopo essere già stata prevista per il 18 giugno e rinviata, non ha nulla a che vedere con supposte difficoltà politiche interne o esterne al movimento, ma solo con il dover fare i conti con i possibili scenari del dopo referendum.
"Abbiamo lavorato cinque anni su un progetto di riforma costituzionale - ha detto Maroni ai microfoni di 'Radio 24' - con impegno, convincendo dei partner all'inizio contrari, facendo una riforma che ancora oggi penso utile ma che forse non abbiamo spiegato bene. Con il voto di domenica scorsa tutto questo lavoro è stato accantonato. Sfido chiunque - ha proseguito - a prendere decisioni strategiche sul futuro del partito e parlarne a Pontida in queste condizioni". Maroni ha quindi citato anche la necessità di capire dove porteranno "i fermenti dentro la Cdl e le aperture timide della maggioranza di governo".
"Paradossalmente - ha concluso Maroni - questa sconfitta ci rafforza e adesso Bossi sta valutando quale sarà l'atteggiamento della Lega in futuro, sia per quanto riguarda la nuova via per ottenere il federalismo, sia per le alleanze". Impossibile dunque presentarsi a Pontida senza avere certezze sul futuro del partito, se si rimarrà nella Cdl visto "l'impegno convinto di quasi tutti gli alleati per la campagna referendaria. Impegno che peserà non poco sulle valutazioni di Bossi", o se si apriranno altre alleanze.
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