La sardegna al tempo d'oggi vive una situazione,come in tempi remoti,in ogni epoca,di totale sfruttamento coloniale da parte dello stato italiano e di ogni invasore,per la sua posizione geografica favorevole per il commercio sul mediterraneo,per le sue bellezze naturali quali il mare,le coste,le splendide roccie le particolari montagne e per la forte presenza nel territorio di materiali quali il sughero,il carbone e tanti altri materiali facilmente reperibili in una vasta zona incontaminata "rubando"risorse ad un popolo pacifico con una antichissima tradizione alle sue spalle quale quella della famosa "sardhana"sulla quale si stanno scoprendo cose molto interessanti ed importanti,quali quelli della famosa civiltà nuragica "de sos nuraghes" dal fascino unico,reprimendo nel sangue numerose rivolte avvenute negli anni per affermare quel principio di autodeterminazione di un popolo che nel mondo al momento è calpestato(vedi iraq,vedi popolo palestinese e molti altri) sotto i duri colpi di quel nuovo tipo di capitalismo multinazionale e del mostro del liberismo che avanza paurosamente in ogni zona del mondo.
Questa nuova globalizzazione mondiale sta stravolgendo l economia mondiale con il suo modo di imporre in ogni zona il suo modello sociale basato su gerarchie e su poteri imposti dal alto tesi a favorire la cosidetta "madrepatria",modello sociale che permette a questo mostro di autoalimentarsi e progredire.In questo orribile modello sociale non vi è posto quindi per quei valori individuali,quei valori culturali e ambientali,non vi è posto per la soggettività politica di un popolo,di un individuo,ma vi è posto solo per lo sfruttamento di massa e per l omologazione dell individuo,vi è posto per i grandi imprenditori che aquistano maggiormente potere ma non vi è posto per il proletariato e il sottoproletariato.Questa globalizzazione dei rapporti economici impedisce quindi ad ampi strati sociali dei popoli di avanzare,schiacciandoli,emarginando la loro economia.
Il popolo sardo al tempo d'oggi vive sulle sue spalle questo grande sfruttamento.Il governo italiano con i suoi enormi interessi sul territorio sardo,"mangia"dalla sua economia una enorme fetta grazie alla creazione di parchi nazionali,impadronendosi,in accordo con presidenti vari della regione "autonoma" di territori vastissimi in cambio di pochi denari(spesso nemmeno quello) ad un povero pastore ignorante del centro della sardegna che si ritrova senza una sua terra dove coltivare e far pascolare liberamente le propire pecore per il fabbisogno suo e collettivo della sua comunità;governo italiano che crea con i suoi cari "allacciamenti" privatistici case,villaggi turistici,agenzie immobiliari sulle coste un tempo incontaminate della Sardegna consegnado così il territorio a turisti irrispettosi delle tradizioni,costruendo case abusive in posti di una splendida entità naturale,privatismo che impdisce così uno sviluppo della economia interna della comunità sarda,ma favorisce invece gli interessi di quegli imprenditori italiani seduti in senato e spesso a capo del governo(p.s berlusconi,prodi,dalema,soru)e di chi,come vari presidenti della regione e vari imprenditori "sardi",che non hanno assolutamente una minima concezione del rispetto delle proprie tradizioni e dei propri luoghi ,ma hanno solo da mangiare soldi per non far mangiare invece pane alle masse oppresse sarde e italiane.Governo italiano che ha permesso ad un suo caro amico,padrone mondiale,"manager" del capitalismo e del liberismo spietato,di costruire in sardegna un enorme poligono di guerra con la costruzione di basi militari,con l occupazione di isole intorno a quella sarda come S.Stefano,Tavolara ed altre con giochi di guerra nel mare che rovinano quindi la pesca sulle coste di quei pescatori che grazie a quel mare hanno sempre vissuto,rendendo pericolosa la Sardegna con utilizzo di sottomarini nucleari,poligoni di lancio di missili e non potevano amncare alnche le scorie nucleari,che creano enormi problemi all agricolutura alla salute dei sardi,facendo così della sardegna un enorme pattumiera,una zona facilmente utilizzabile e manovrabile grazie alla collaborazione di personaggi come Soru,noto imprenditore sardo e presidente attuale della Regione Autonoma della Sardegna,che con il suo caro partito e le sue aspirazioni autonomiste da anni fregando il popolo sardo con questa parola.
A tutto questo grande caos,questa grande rovina del popolo sardo di quelle classi,quali contadina,proletaria,pastorale che hanno sempre mantenuto le proprie tradizioni,che hanno sempre portarto avanti rivolte come quella del 1794 con a capo Angioi,che non hanno mai chinato la testa di fronte all oppressore,che hanno sempre cercato in forma collettiva e libera di andare avanti,un riscatto è possibile con il raggiungimento dell indipendenza in chiave libertaria.
Questa parola,indipendenza spesso è confusa con separatismo,spesso può cadere nel nazionalismo di destra,nell isolazionismo e nel massimalismo.Ciò che invece intendo per indipendentismo in chiave libertaria è l esatto opposto,è la volontà invece di riportare il popolo sardo ad avere un rapporto paritario con tutti gli altri popoli del mondo,sconfiggere il più grande nemico,cioè il capitalismo senza cadere però nel gioco del comunismo reale,attraverso quindi la potenza dello stato e la dittatura di un governo molto forte e attraverso la negazione della libertà individuale.
L indipendentismo libertario non può esere associato quindi nemmeno ad un partito politico,nei loro giochi collaborazionistici,ponendosi come obbiettivo la nascita di un altro sistema,di un nuovo stato nuovamente legato ad interessi strettamente borghesi e non delle masse realmente oppresse,costituendo quindi un modello di società integralmente dominato dall alto,come diceva Bakunin "
Chi dice stato o diritto politico, dice forza, autorità, predominio: ciò presuppone l'ineguaglianza di fatto".Una vera e propria rivoluzione di classe deve porre quindi fine a quello stato di dipendenza di cui le masse sarde sono vissute fino ad oggi,guidate sempre dalla politica,dalla religione e dalle leggi.Il popolo Sardo così riavrebbe la propria dignità,libero dagli interessi borghesi e privatistici provenienti dall alto e da gerarchie sarebbe quindi inserito in una enorme comunità di popoli,in una nuova forma di aggregazione tra popoli che non si basa sula contrapposizione tra questi attraverso armi,eserciti,false patrie e confini,ma che si basa sul reciproco rispetto,sulla collaborazione e sull egualianza degli individui,consegando nuovamente ad ogni popolo la propria dignità,le proprie tradizioni,dove il cittadino ha la possibilità di manifestare il proprio patriottismo, identificandosi col libero sviluppo della collettività di cui fa parte,riunendosi in una federazione su scala popolare,unendosi in una ampia federazione,che si estenderà all umanità intera,mantendendo quindi comunque una propria indipendenza;Bakunin affermava"l'applicazione del diritto d'ogni popolo, grande o piccolo, debole o potente, civile o non civile, di disporre di se stesso e di organizzare spontaneamente, dal basso in alto, attraverso la via di una completa libertà, al di fuori d'ogni influenza e d'ogni pretesa politica o diplomatica, indipendentemente da ogni forma di stato, imposta dall'alto in basso, da un'autorità qualunque, sia collettiva, sia individuale, sia indigena, sia straniera" Questo porterebbe quindi la sardegna ed il suo popolo ad un grande riscatto e a riavere nuovamente un grande riconoscimento come popolo cittadino di un mondo e non di un altra nazione,come popolo con proprie tradizioni da salvaguardare da sporche mani senza veder più sventolare un tricolore,che non ci appartiene,in un comune ma una bandiera,quella dei quattro mori su sfondo rosso nero e senza vedere più nelle altre zone del mondo altre bandiere sventolare nei propri territori che non sono quelle sulla quale la gente si sente appartenente..perchè "se si desidera l indipendenza non la si desidera solo per se stessi ma la si desidera anche per chi ci sta vicino"è importante quindi arrivare all indipendenza del popolo sardo dal governo oppressore per inserirlo in una comunità di popoli con puri principi libertari.