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  1. #11
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    COMUNICATO STAMPA e TESTO DEL NUOVO DECRETO (03-07-2006)

    PESANTE ATTACCO DEL GOVERNO AI BENI CULTURALI

    Il decreto testè approvato dall’ultimo Consiglio dei Ministri dà un colpo mortale alla conservazione ed alla valorizzazione degli edifici soggetti a vincolo, parte importantissima del patrimonio storico-artistico italiano, grande vanto del nostro Paese.
    In totale spregio del programma di governo dell’ Unione, che a pag. 273 in materia di beni storico-artistici privati prevede il “riconoscimento e valorizzazione delle funzioni di sussidiarietà svolte dai privati rispetto a ville e dimore storiche attraverso un sistema di agevolazioni e incentivi fiscali”, con l’art. 37 commi 22, 23 e 24 del Decreto viene tolto agli edifici storico-artistici l’unico aiuto che fino ad ora è stato dato loro dallo Stato, e cioè una riduzione del carico fiscale sui redditi e sui valori patrimoniali dei medesimi, a fronte dei pesanti oneri giuridici ed economici che comporta il vincolo.

    Si può discutere sulla razionalità del sistema ora vigente, ma l’equiparazione dei redditi degli edifici storico-artistici a quelli di ogni altro immobile non solo viola i principi Costituzionali affermati dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 346/2003, ma gli stessi principi dello Stato di diritto, introducendo (a distanza di quindici anni) una norma interpretativa, e come tale retroattiva, in una situazione nella quale tutte le pronunce delle Supreme Magistrature sono state contrarie all’ interpretazione ora accolta dal governo.

    Vengono così a cadere decine e decine di progetti di restauro già in corso, trattative volte alla valorizzazione di importanti complessi e di piccoli ma splendidi edifici che saranno così destinati a sicuro degrado ed inevitabile distruzione.

    L’ Associazione Dimore Storiche Italiane si rivolge quindi a tutte le forze politiche ed a tutti gli uomini di cultura affinché tali norme vengano stralciate dal decreto e la questione sia oggetto di un apposito disegno di legge, previa audizione della nostra Associazione come richiesto nella passata Legislatura con voto unanime della Commissione Finanze della Camera su proposta dell’opposizione di allora.

    Aldo Pezzana
    Presidente Associazione Dimore Storiche Italiane


    TESTO DELLE NORME DEL DECRETO GOVERNATIVO CHE RIGUARDANO IL REGIME FISCALE DEGLI IMMOBILI STORICI VINCOLATI

    Articolo 37
    Recupero di base imponibile

    … omissis ……

    22 In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000 , n. 212, le agevolazioni di cui agli articoli 11, comma 2, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, e 2, comma 5, del decreto legge 23 gennaio 1993, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1993, n. 75, devono intendersi riferite alle unità immobiliari classificate catastalmente come abitazioni ed effettivamente adibita ad uso abitativo.

    23. I contribuenti che hanno adottato comportamenti difformi rispetto all’ interpretazione autentica di cui al comma precedente possono regolarizzare la propria posizione entro il 31 ottobre 2006 senza pagamento di sanzioni ed interessi e con possibilità di dilazionare il pagamento delle imposte sui redditi e dell’imposta comunale sugli immobili dovute in tre rate annuali di pari importo. Il versamento integrale dell’ importo dovuto o della prima rata va effettuato entro il 31 ottobre 2006. Sulle residue rate, da pagare entro il 31 ottobre 2007 ed il 31 ottobre 2008, sono calcolati gli interessi legali a decorrere dal 1° novembre 2006. In caso di mancato pagamento delle rate successive alla prima , le relative somme, comprensive di interessi legali e sanzioni pari al 30 per cento, sono iscritte a ruolo ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.

    24. A decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto:
    a) nell’art. 11 della legge 30 dicembre 1991, n. 413 è soppresso il comma 2;
    b) l’articolo 2, comma 5, del decreto legge 23 gennaio 1993, n. 16, convertito con modificazioni , dalla legge 24 marzo 1993, n. 75, si applica limitatamente all’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale e i suoi familiari dimorano abitualmente. Se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti , l’esenzione spetta sulla quota di possesso per la quale la destinazione medesima si verifica.

  2. #12
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    Notizie positive per le dimore storiche (04-07-2006)

    BENI CULTURALI: RUTELLI ESCLUDE TASSA SU DIMORE STORICHE
    (AGI) - Roma, 3 lug. - Una tassa sulle dimore storiche? ”E´ un´ipotesi tecnica rapidamente scartata perche´ e´ radicalmente contraria agli impegni presi con gli elettori. E´ una norma che non puo´ esserci e per quanto mi riguarda non c´e´ perche´ non e´ mai stata discussa con il ministro dei Beni culturali”.
    Sgombra nettamente e rapidamente il campo da qualsiasi possibilita´ di tassazione delle dimore storiche il titolare del ministero dei Beni culturali, Francesco Rutelli. A margine della sua partecipazione all´assemblea annuale dell´associazione Civita dice un no secco a qualunque ventilata imposizione fiscale sulle dimore storiche. ”Sarebbe - afferma Rutelli - in totale contrasto con il programma dell´Unione che anzi si impegna a sgravi e benefici verso tutti coloro che hanno un vincolo che rende non commerciabile quei patrimoni e un aggravio di spese per la sua difficile e onerosa manutenzione”. Secondo il ministro ”in molti casi si tratta di benemeriti e dunque questa norma non puo´ esserci. Al contrario - conclude Rutelli - dobbiamo agevolare la manutenzione e l´inserimento del patrimonio delle dimore storiche nei circuiti culturali e turistici”. (AGI) Cma/Bre 031911 LUG 06

  3. #13
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    dal corriere di oggi: pare sia stata un estemporanea dell'onorevole visco.
    ma questi si parlano prima o ognuno fa quel che gli pare.
    di questo passo certo si stanno garantendo i voti per la prossima legislatura.....se ci arrivano.

  4. #14
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    per l'onorevole visco il programma è un optional, e questo passi, ma lo è anche lo statuto del contribuente legge 212 del 2000. riuscirà il nostro "eroe" a far rimpiangere tremonti?

  5. #15
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    Cari Consoci,

    il recentissimo decreto legge approvato dal Governo il 30 giugno u.s aveva posto i proprietari di dimore storiche di fronte ad una vera e propria rivoluzione fiscale: abolizione pressoché totale di tutte le agevolazioni, ICI compresa, ottenute attraverso battaglie durate oltre dieci anni – i cui momenti più rilevanti sono stati rappresentati dalle pronunce della Corte Costituzionale del 2003 e da decine di sentenze a noi favorevoli della Cassazione -, retroattività (!) dell’applicazione delle nuove norme fiscali, per il periodo pluriennale degli accertamenti.
    La Presidenza dell’Associazione, di fronte a questo ennesimo attacco a quella che è certamente una delle componenti più significative del patrimonio storico-artistico del nostro Paese, si è immediatamente mobilitata, con interventi presso le più alte cariche istituzionali e gli esponenti del Parlamento, perché si tenessero in conto che, quelle che sono le agevolazioni fiscali fin qui concesse, vanno considerate come un indispensabile contributo all’oneroso mantenimento di un patrimonio dell’Italia, altrimenti destinato ad inevitabile degrado e scomparsa.
    In questa nostra azione abbiamo avuto il piacere di trovare – e non poteva essere altrimenti – un prezioso alleato nel Ministro per i Beni e le Attività Culturali, On.le Francesco Rutelli, che ha chiesto, e ottenuto, lo stralcio di quanto riguardava le dimore storiche, dal testo del D.L., e che, per questo, ho personalmente ringraziato a nome di tutta l’Associazione.
    L’assurdità della superficiale decisione del Governo è dimostrata, oltre tutto, dal contrasto della norma vessatoria inserita nel D.L. con quanto il programma elettorale dell’Unione aveva promesso, sottolineando che “il riconoscimento e valorizzazione delle funzioni di sussidiarietà svolte dai privati rispetto a ville e dimore storiche attraverso un sistema di agevolazioni e incentivi fiscali”.
    E’ chiaro che, se questa battaglia è stata vinta, altre ne seguiranno: la vittoria definitiva dipenderà dalle sinergie che tutte le componenti dell’Associazione (Soci, organi centrali e periferici, ecc.) riusciranno ad attivare perché sia chiaro, una volta per tutte, che le dimore storiche sono, non solo un bene prezioso di tutto il Paese, ma strumento di sviluppo culturale ed economico, soprattutto quando, come sta avvenendo in questa estate 2006, il turismo torna a privilegiare le mille città e paesi italiani.

    Aldo Pezzana
    Presidente Associazione Dimore Storiche Italiane








    Castello di San Basilio

  6. #16
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    vedremo come andrà a finire con l'emerito visco che stamattina su radio 24 dichiarava di non volere tassare la prima e seconda casa. mah, io ci credo poco.....

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da alfonso
    vedremo come andrà a finire con l'emerito visco che stamattina su radio 24 dichiarava di non volere tassare la prima e seconda casa. mah, io ci credo poco.....
    Era riferito al ripristino della tassa di successione ...

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles
    Era riferito al ripristino della tassa di successione ...
    lo so, ho seguito la puntata su radio 24 e ha detto molte cose senz'altro più che giuste e condivisibili, tranne che sulle deroghe allo statuto del contribuente , a suo dire dovute al buco lasciato da tremonti. perciò ero e resto scettico, cmq., il tempo è galantuomo e si vedrà quel che faranno.
    Anche perchè di alternative ce ne sono anche altre per aumentare il prelievo fiscale se il vero problema è quello.

  9. #19
    Tremendo
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    Non si parla più dei condannati alla guida del governo, come mai?

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da alfonso
    lo so, ho seguito la puntata su radio 24 e ha detto molte cose senz'altro più che giuste e condivisibili, tranne che sulle deroghe allo statuto del contribuente , a suo dire dovute al buco lasciato da tremonti. perciò ero e resto scettico, cmq., il tempo è galantuomo e si vedrà quel che faranno.
    Anche perchè di alternative ce ne sono anche altre per aumentare il prelievo fiscale se il vero problema è quello.
    Ormai i "cassetti" che il Treconti ha tenuto chiusi per 5 anni, sono stati aperti.
    L'evidenza dello SFASCIO bananas è agli occhi di CHIUNQUE li abbia; gli occhi.

    Quello a cui "non c'è alternativa", è il (famoso) "lacrime e sangue".
    Salvo la bancarotta.
    L'unico rammarico che ho è che in un regime democratico non si possano prendere coloro che PERVICACEMENTE hanno VOLUTO (e sostenuto) il passato governazzo e spremere LORO (e solamente loro) finchè non cacciano fuori tutti i danari che CI hanno salassato in 5 anni tra condoni, scudi e defiscalizzazioni ad personam.

    Con la tortura, magari.

 

 
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