Uno dei punti che sembra sfuggire ai detrattori bananocomunisti del decreto Bersani è che l'esistenza dei privilegi corporativi, difesi nei passati 5 anni dal comunista Berlusconi, hanno comportato l'apertura di procedure d'infrazione da parte della Commissione Europea. Ora, grazie a Bersani, la maggior parte dei cittadini, oltre a poter avere servizi più economici (quindi più potere d'acquisto) e rispettosi dei loro diritti di consumatori, vedranno diminuire il peso, sulle loro tasche, dei costi indiretti che tali privilegi avevano sotto forma di multe e sanzioni che lo stato, cioè la collettività, doveva pagare all'Unione Europea per il mantenimento di quei privilegi di casta (a scanso di equivoci: l'art. 18 non è un privilegio di casta, non incide minimamente sui meccanismi del libero mercato e nessuno ci multava e ci multa per la sua esistenza) che da tempo eravamo tenuti a cancellare.
QUI le dichiarazioni di Emma Bonino in proposito




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