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Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    crazy6970
    Ospite

    Predefinito Lettera a Vittorio Zucconi: Pagliaccetto Rosso

    Lettera a Vittorio Zucconi del 18/06/ dopo Italia USA ai mondiali di Germania, e dopo l'articolo I Pagliaccetti Azzurri.


    L'ho ascoltato ieri sera alla 7 : è la vera vergogna del giornalismo italiano!!!
    =========


    Egregio Direttore,

    leggere questa mattina sul sito di Repubblica l'articolo da Lei scritto e intitolato I PAGLIACCETTI AZZURRI, mi ha mosso, e nonostante volessi frenarmi non ce l'ho fatta...ho dovuto scriverle..

    io mi chiedo se sia peggio una squadra di calcio che pur dando tutto e magari pure commettendo errori e non vincendo in 9 contro 10, oppure la schiera di giornalisti come Lei che non attendeva altro per vomitare gli insulti che aveva dentro da anni e che nell'ultimo periodo grazie allo scandalo del calcio aveva pronti da riversare sulla nostra nazionale di calcio.

    nazionale azzurra non simpatica lo ammetto, cominciando dall'allenatore Marcelli Lippi, ma da difendere davanti alla ingnobile articolo da lei scritto, Lei che dal suo pulpito ha sempre una predica per tutti ma non si rende conto di quanto è negativo e pronto a denigrare il proprio paese.

    Lei è sicuramente uno di quelli che diceva che l'Italia fino al 9 aprile andava male e che ora dice che poi non è cosi' tutto male e che la ripresa c'è e deve essere agganciata.

    Ma si vergogni, se ne ritorni in America e nel paese che la ospita pur Lei essendo pronto a vomitare insulti contro il governo e il Presidente che lo guida, Le da la possibilità di svolgere il suo lavoro, e di scrivere per quell'orrendo giornale che è Repubblica, sempre astioso e vomitoso nei confronti del ex. Presidente del Consiglio

    Si Vergogni e dia le dimissioni e la smetta di fare il grillo canterino da Radio Capital e a dire sempre le solite banali cavolate..

    Delle sue prediche non ne sentiremmo la mancanza mi creda...

    Distinti Saluti



    Articolo da repubblica del 18/06/06 di Vittorio Zucconi

    Pagliaccetti azzurri

    E io che come un cretino avevo comperato il pagliaccetto azzurro con lo scudetto italiano sul petto con gli automatici al cavallo per i pannolini, pensando ai nipotini americani che verranno, e pure quella schifezza di tuta da Cipputi miliardario che ora indossano, per quelli più grandi, pur sapendo dentro di me che questi lazzaroni mi avrebbero come sempre sbranato le budella dalla rabbia. Ora che me ne faccio? Li vendo su e-Bay a qualcuno più cretino di me? Li conservo tra i cimeli di questo pallone italiano che generazione dopo generazione ci regala giornate grottesche come quella di ieri contro gli Usa? Li butto in faccia a quel Commissario con il sorrisetto da so tutto io che magari ha fatto rimpiangere "quel cretino di Trapattoni" e la sua acqua santa? O aspetto la "rinascita azzurra" contro i Ceki?

    Eppure mi ero ripromesso, in questi 15 giorni di tregua armata con il calcio professionistico italiano devastato dai farabutti e dai babbei (la idiozia è una colpa spesso più grave della disonestà) di non esaltarmi e di non deprimermi, di osservare con affettuoso distacco questi calciatori in libertà con la condizionale. Ma poi un poco ci si casca e si salta in piedi al gol, perché non si consumano decenni a emozionarsi per Rivera/Mazzola, Rossi/Bettega (il giocatore, non il dirigente messo come la terza ruota nel triciclo dei furbetti) Baggio/Signori senza che un residuo tossico di passione ti rimanga dentro.

    Soltanto un poco, tuttavia, perché questi non mi fregano più. Quando il coro dei castrati mediatici intona i salmi della "grande Italia" appena sconfiggiamo il Zuzzurestan o le Isole Far Oer, io mi faccio il segno del terque quaterque toccando quello che loro non hanno più, e quando sento cantare il Requiem Aeternam aspetto prima di indossare il completo scuro, perché le nostre euforie come le nostre depressioni sono sempre e soltanto gli estremi di quello stesso carattere nazionale che può far vincere un Mondiale a una pessima squadra qualificata con un O a O al Camerun (Spagna 82) e farne perdere un altro a una eccellente (Italia 90).

    Che questa fosse una squadra mediocre, lo penso da tempo e per una banale ragione. Nessuno di coloro che la compongono ha mai vinto niente senza le stampelle di qualche grande giocatore straniero e se arrivarono alla tragica finale di Rotterdam fu per merito di un portiere (Toldo) che doveva avere bevuto un fiasco di polvere di Campanellino e per gli errori degli Olandesi. Questa è una difesa che non seppe proteggere il risultato contro i Coreani, oggi rafforzata da elementi di una squadra che aveva proprio nella difesa il suo punto debole e lo abbiamo visto. Questa è una nazionale affidata a quel Totti che nel Mondiale del 2002 fu il giocatore che fece più falli, che si fece espellere dall'ottavo di finale, che si fece cacciare dall'Europeo per eccessi di salivazione, che pure ieri era riuscito a farmi ammonire quasi senza muoversi. E se Lippi è un genio del pallone, almeno a un Nobel può aspirare anche il mio portinaio di Milano. Chi ha visto la partita in tv non ha potuto rendersi conto di quanto sbilenca fosse questa squadra e di quanto assurda fosse la sua disposizione in campo quando gli Yankees (bravi e diligenti) sono rimasti in nove.

    All'uscita dello stadio ascoltavo gli spettatori tedeschi sghignazzare fra di loro, ripensando alla pochezza dell'Italia in dieci contro nove, alla inettitudine tattica di chi non aveva saputo usare quell'uomo in più, anche quando Perrotta correva con due gambe e io sentivo i pagliaccetti e i completini pesarmi nella borsa più del portatile e del trasformatore divenuti di marmo.

    Ma come ho rifiutato di rinnegare una squadra che porta i miei colori e il nome della mia casa, altrettanto rifiuto oggi di dire che sono un branco di asini scalcianti, visto che, per onor di verità, De Rossi è semmai un asino sgomitante. Sto a vedere che cosa faranno fra quattro giorni e poi vedrò che cosa fare dei pagliaccetti. Alla peggio, posso sempre mandarli a Lippi.


    (18 giugno 2006)
    Scrivi a Vittorio Zucconi

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  2. #2
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    Predefinito

    Le critiche ci fanno tenere la guardia alta. Guarda cosa è successo con il super buonismo che ha accompagnato il Brasile quando doveva giocare con squadre più modeste...

  3. #3
    crazy6970
    Ospite

    Predefinito

    la mancanza di coerenza mi fa vomitare, soprattutto di questo giornalista scandaloso e vergognoso...

  4. #4
    T34
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da crazy6970
    Lettera a Vittorio Zucconi del 18/06/ dopo Italia USA ai mondiali di Germania, e dopo l'articolo I Pagliaccetti Azzurri.


    L'ho ascoltato ieri sera alla 7 : è la vera vergogna del giornalismo italiano!!!
    =========


    Egregio Direttore,

    leggere questa mattina sul sito di Repubblica l'articolo da Lei scritto e intitolato I PAGLIACCETTI AZZURRI, mi ha mosso, e nonostante volessi frenarmi non ce l'ho fatta...ho dovuto scriverle..

    io mi chiedo se sia peggio una squadra di calcio che pur dando tutto e magari pure commettendo errori e non vincendo in 9 contro 10, oppure la schiera di giornalisti come Lei che non attendeva altro per vomitare gli insulti che aveva dentro da anni e che nell'ultimo periodo grazie allo scandalo del calcio aveva pronti da riversare sulla nostra nazionale di calcio.

    nazionale azzurra non simpatica lo ammetto, cominciando dall'allenatore Marcelli Lippi, ma da difendere davanti alla ingnobile articolo da lei scritto, Lei che dal suo pulpito ha sempre una predica per tutti ma non si rende conto di quanto è negativo e pronto a denigrare il proprio paese.

    Lei è sicuramente uno di quelli che diceva che l'Italia fino al 9 aprile andava male e che ora dice che poi non è cosi' tutto male e che la ripresa c'è e deve essere agganciata.

    Ma si vergogni, se ne ritorni in America e nel paese che la ospita pur Lei essendo pronto a vomitare insulti contro il governo e il Presidente che lo guida, Le da la possibilità di svolgere il suo lavoro, e di scrivere per quell'orrendo giornale che è Repubblica, sempre astioso e vomitoso nei confronti del ex. Presidente del Consiglio

    Si Vergogni e dia le dimissioni e la smetta di fare il grillo canterino da Radio Capital e a dire sempre le solite banali cavolate..

    Delle sue prediche non ne sentiremmo la mancanza mi creda...

    Distinti Saluti



    Articolo da repubblica del 18/06/06 di Vittorio Zucconi

    Pagliaccetti azzurri

    E io che come un cretino avevo comperato il pagliaccetto azzurro con lo scudetto italiano sul petto con gli automatici al cavallo per i pannolini, pensando ai nipotini americani che verranno, e pure quella schifezza di tuta da Cipputi miliardario che ora indossano, per quelli più grandi, pur sapendo dentro di me che questi lazzaroni mi avrebbero come sempre sbranato le budella dalla rabbia. Ora che me ne faccio? Li vendo su e-Bay a qualcuno più cretino di me? Li conservo tra i cimeli di questo pallone italiano che generazione dopo generazione ci regala giornate grottesche come quella di ieri contro gli Usa? Li butto in faccia a quel Commissario con il sorrisetto da so tutto io che magari ha fatto rimpiangere "quel cretino di Trapattoni" e la sua acqua santa? O aspetto la "rinascita azzurra" contro i Ceki?

    Eppure mi ero ripromesso, in questi 15 giorni di tregua armata con il calcio professionistico italiano devastato dai farabutti e dai babbei (la idiozia è una colpa spesso più grave della disonestà) di non esaltarmi e di non deprimermi, di osservare con affettuoso distacco questi calciatori in libertà con la condizionale. Ma poi un poco ci si casca e si salta in piedi al gol, perché non si consumano decenni a emozionarsi per Rivera/Mazzola, Rossi/Bettega (il giocatore, non il dirigente messo come la terza ruota nel triciclo dei furbetti) Baggio/Signori senza che un residuo tossico di passione ti rimanga dentro.

    Soltanto un poco, tuttavia, perché questi non mi fregano più. Quando il coro dei castrati mediatici intona i salmi della "grande Italia" appena sconfiggiamo il Zuzzurestan o le Isole Far Oer, io mi faccio il segno del terque quaterque toccando quello che loro non hanno più, e quando sento cantare il Requiem Aeternam aspetto prima di indossare il completo scuro, perché le nostre euforie come le nostre depressioni sono sempre e soltanto gli estremi di quello stesso carattere nazionale che può far vincere un Mondiale a una pessima squadra qualificata con un O a O al Camerun (Spagna 82) e farne perdere un altro a una eccellente (Italia 90).

    Che questa fosse una squadra mediocre, lo penso da tempo e per una banale ragione. Nessuno di coloro che la compongono ha mai vinto niente senza le stampelle di qualche grande giocatore straniero e se arrivarono alla tragica finale di Rotterdam fu per merito di un portiere (Toldo) che doveva avere bevuto un fiasco di polvere di Campanellino e per gli errori degli Olandesi. Questa è una difesa che non seppe proteggere il risultato contro i Coreani, oggi rafforzata da elementi di una squadra che aveva proprio nella difesa il suo punto debole e lo abbiamo visto. Questa è una nazionale affidata a quel Totti che nel Mondiale del 2002 fu il giocatore che fece più falli, che si fece espellere dall'ottavo di finale, che si fece cacciare dall'Europeo per eccessi di salivazione, che pure ieri era riuscito a farmi ammonire quasi senza muoversi. E se Lippi è un genio del pallone, almeno a un Nobel può aspirare anche il mio portinaio di Milano. Chi ha visto la partita in tv non ha potuto rendersi conto di quanto sbilenca fosse questa squadra e di quanto assurda fosse la sua disposizione in campo quando gli Yankees (bravi e diligenti) sono rimasti in nove.

    All'uscita dello stadio ascoltavo gli spettatori tedeschi sghignazzare fra di loro, ripensando alla pochezza dell'Italia in dieci contro nove, alla inettitudine tattica di chi non aveva saputo usare quell'uomo in più, anche quando Perrotta correva con due gambe e io sentivo i pagliaccetti e i completini pesarmi nella borsa più del portatile e del trasformatore divenuti di marmo.

    Ma come ho rifiutato di rinnegare una squadra che porta i miei colori e il nome della mia casa, altrettanto rifiuto oggi di dire che sono un branco di asini scalcianti, visto che, per onor di verità, De Rossi è semmai un asino sgomitante. Sto a vedere che cosa faranno fra quattro giorni e poi vedrò che cosa fare dei pagliaccetti. Alla peggio, posso sempre mandarli a Lippi.


    (18 giugno 2006)
    Scrivi a Vittorio Zucconi
    Caro Vittorio ( ma tutti grulli quelli con questo nome?) se i' Lippi t'ha trombato la moglie fattene una ragione!!

  5. #5
    Shedim
    Ospite

    Predefinito

    Il calcio e la nazionale di calcio non sono stati mai amati da intellettuali e opinionisti vari. Anche nell '82 Bearzot subì ogni sorta di attacchi, prima e durante il mondiale.

    Gli "Zucconi" di turno, pronti a criticare tutto e tutti al primo passaggio sbagliato, non mancheranno mai.

  6. #6
    crazy6970
    Ospite

    Predefinito

    ma vi rendete conto che questo pseudo giornalista, con la merda che ha scritto dell'italia dopo la partita con gli USA, ora critica i giornalisti spagnoli e tedeschi che scrivevano cose ben piu' soft delle cavolate alla Zucconi.

    purtroppo questa è l'italia, ci ritroviamo Prodi, come presidente del consiglio, dunque, avanti anche con i giornalisti alla Zucconi che vanno per la maggiore. ci meritiamo questo e altro.... che vergogna !

 

 

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