Mi perdonino i moderatori se mi permetto di estrapolare la riflessione che segue da una mia replica in un altro post.
Manco da parecchi anni da questo spazio che a suo tempo avevo contribuito a costruire, ma - tempo permettendo - mi è sempre piaciuto fare un salto quando possibile per vedere come stavano i vecchi amici e come evolvevano tematiche che mi sono sempre state care.
Nei dibattiti che leggo ultimamente sul forum mi capita spesso di trovare acerrime contese in cui entrambi i contendenti mi trovano d'accordo. Non è un paradosso, ma un sintomo del fatto che il dibattito padano/padanista ricorda quella famosa favoletta indiana dell'elefante che, palpato da alcuni ciechi in parti diverse del corpo, veniva descritto di volta in volta come serpente, tronco d'albero, balena...
Ed il dramma delle nostre terre è appunto un tragico miscuglio di ignavia popolare, mediocrità di classi politiche, giochi doppi e tripli...e come se non bastasse, i pochi rimasti che ancora conservano un barlume di speranza prendono ciascuno un (singolo) corno del problema per scagliarlo in testa al fratello, per chissà quale spirito di rivalsa o polemica personale (e qui si va ben oltre la nota litigiosità celtica di onetiana memoria).
Io personalmente ho perso la speranza da un bel po', ma tutto ciò non fa che confermarmi tristmente l'idea che al fondo del tunnel non ci sia la libertà (o una ripresa della lotta per la libertà) ma un bel muro di solida roccia nascosto nel buio.
Un abbraccio a tutti
Cerea!
p.s. mi si scusi l'errore dislessico nel titolo :P




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