Cani da caccia e avvoltoi già strepitano, ululano e gracchiano. Quella vile strage non s'ha da ricordare!

La città per il quinto anno, nella seconda domenica di luglio, rischia di diventare un campo minato di polemiche politiche. Da una parte reduci e simpatizzanti della Rsi, in arrivo a Schio da più parti d'Italia, per commemorare con una sfilata silenziosa le 54 vittime dell'Eccidio partigiano del 7 luglio '45; dall'altra parte Anpi, sindacati e forze politiche del centrosinistra in piazza per dire un no alla presenza dei ex repubblichini. L'Anpi provinciale ha presentato ieri un comunicato congiunto (con Cgil, Cisl e Uil, partiti della sinistra e collettivi studenteschi) per informare che per domenica 9 luglio in piazza Rossi ha organizzato una manifestazione pubblica dalle 9,30 alle 12,30 circa. Senza la certezza della presenza in città degli ex repubblichini. In Questura non è ancora pervenuta la richiesta d'autorizzazione alla sfilata. "L'unità e la collaborazione tra l'Amministrazione comunale, le associazioni partigiane, combattentistiche, sindacali e sociali, le forze politiche democratiche e antifasciste, hanno conseguito -si legge nel comunicato- un risultato importante: la proibizione da parte delle Autorità preposte (Ministero degli Interni e Prefettura) della triste sfilata dei reduci della Rsi e delle teste rasate, imbevute della truce ideologia del nazifascismo". La risposta di Alex Cioni, portavoce di Continuità Ideale delle Rsi, non è tardata. "Ci è giunta voce che il solito teatrino antifascista ha deciso di mobilitarsi preventivamente, prima ancora di conoscere quali sono le nostre intenzioni per commemorare il tragico Eccidio. Dando gia per scontato che una eventuale nostra manifestazione sarà vietata dalle autorità competenti. Riservandoci di comunicare nei prossimi giorni quali saranno le nostre iniziative, auguriamo buona festa a quanti presenzieranno all'antistorica manifestazione antifascista e filogovernativa".