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Discussione: L'uomo e la tradizione

  1. #1
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    Predefinito L'uomo e la tradizione

    Mi interessava un vostro commento a questo articolo, scritto da me l'anno scorso e che forse pubblicherò sul cinghiale corazzato prossimamante:

    L’ UOMO E LA TRADIZIONE

    La tradizione oggigiorno ha ormai perso quasi del tutto il proprio significato e la propria valenza. Ormai dimenticata, una parola così importante e fondamentale non trova più alcun posto nella mente della società, non interessa più, è superflua, emana quasi una fastidiosa sensazione di vecchio e malconcio e perciò bisogna evitarla, guardare solo al futuro e mai voltarsi indietro. Niente di più sbagliato; un mondo fortemente e selvaggiamente progressista come il nostro ha completamente tagliato i legami con il passato e spetta a me, a noi che ancora crediamo nel valore della tradizione cambiare le cose. Ma spesso anche noi sbagliamo, difendiamo magari la nostra tradizione per partito preso, acriticamente e senza conoscerla fino in fondo. Dunque questo articolo ha l’obbiettivo, da un lato, di far emergere l’importanza che la tradizione riveste nella vita di ognuno di noi e dall’altro la modalità che secondo me è preferibile per avvicinare e vivere appieno la propria tradizione.

    Il significato della parola tradizione
    Iniziamo dunque con la parte in causa più importante e cerchiamo sul dizionario la definizione di tradizione:“Il tramandare notizie, memorie, consuetudini da una generazione all’altra attraverso l’esempio o testimonianze sia orali che scritte”. Come possiamo vedere nella parola tradizione è presente il concetto di dare (“trado” dal latino) e ricevere, quindi la necessità fisica di due parti, colui che dà, il donatore e colui che riceve, il ricevente. Ci deve essere obbligatoriamente un accordo tra queste due parti altrimenti la tradizione smetterebbe di essere tale venendo a mancare la forte implicazione di passaggio presente nel termine (approfondiremo l’argomento più avanti). La definizione del dizionario però è manchevole da molti punti di vista e risulta troppo “concreta” e limitativa: la tradizione è si composta da notizie,memorie e consuetudini, ma non sono certo queste le caratteristiche più importanti; la questione fondamentale è che la tradizione ci trasmette un certo mondo valoriale, un certo modo di assaporare e vivere la vita, insomma una modalità di esistenza. La tradizione è la valigia al cui interno sono presenti tante esperienze, esempi e testimonianze accomunate da un forte valore educativo radicato profondamente in esse. Ad esempio, accogliere la tradizione di mio padre non significa solamente saper la storia della mia famiglia, parlare la lingua della mia terra e conoscere le usanze del mio popolo ma anche e soprattutto aderire alle proposte educative e agli insegnamenti fattemi da lui e già presenti nella tradizione.

    Perché “scegliere” una tradizione
    Ogni individuo è portato per la natura stessa dell’uomo a “scegliere” una tradizione, ad accoglierla e a farla propria, tutto ciò è importantissimo poiché essa completa e arricchisce il significato dell’esistenza. Noi studiamo (o studiavamo al liceo) la storia, infatti per capire le ragioni e le cause della situazione attuale del mondo o per trovare nessi e giustificazioni per avvenimenti futuri, il passato, la storia del passato è fondamentale: senza passato non c’è futuro. La stessa cosa avviene per l’individuo e per la tradizione. Proiettato nel prossimo, verso quello che accadrà, l’uomo acquista maggiore senso dell’agire, dell’esistere e del futuro stesso se ha alle spalle una solida tradizione, una solida storia. Se non mi ricordo male vi era una canzone in cui si diceva…”ho bisogno di una casa per poter girare il mondo…” ed il senso è perfettamente coerente al nostro discorso. Senza un sicuro punto di appoggio, senza una base critico-storica da cui partire (che la tradizione offre), conoscere la realtà e farne esperienza diventa futile e inappagante, saremmo investiti dal futuro e non sapremmo giudicare o porci innanzi agli avvenimenti che ci opprimerebbero e schiaccerebbero.

    La scelta della tradizione e il problema del metodoQual è la tradizione che devo scegliere? Obbligatoriamente quella di mio padre e della mia famiglia o anche un’altra? Con queste domande sorge anche spontanea la domanda sul metodo conoscitivo attraverso cui veniamo a contatto con le tradizioni e optiamo per una piuttosto che l’altra.
    1. Il punto di partenza deve essere obbligatoriamente la tradizione che ti tramanda la tua famiglia; punto primo di indagine è qualcosa che tuo padre ha deciso importante e valevole per lui ma anche per te, quindi merita di essere studiato e approfondito.

    ES.1 Un padre, proveniente da una famiglia di famosi imbianchini insegna al proprio figlio ormai maturo la professione che era del bisnonno, del nonno e del padre; il figlio entusiasta la impara.

    2. Ora si pone un grossissimo problema: la tradizione della mia famiglia ha per me un valore? Corrisponde e salva tante mie esigenze? Diventa una buona “storia”,una buona “casa” o non offre alcuna risposta? L’esigenza di approvare o allontanarsi da una tradizione gioca un ruolo fondamentale nella vita di ogni persona, la risposta cambia di molto il significato del proprio essere ma quasi paradossalmente a come si potrebbe pensare le strade non si dividono certo.

    ES.2 (1)Il figlio decide che la professione di imbianchino è divertente e lo appaga e decide di continuare la strada della famiglia. (2) Il figlio non si sente soddisfatto e realizzato a pitturare pareti tutto il giorno, non gli piace proprio fare l’imbianchino e decide di smettere di lavorare interrompendo la tradizione di famiglia.

    3. Indipendentemente dalla strada presa il terzo passo è quello di confrontarsi il più possibile con delle realtà tradizionali diverse arricchendo il nostro bagaglio conoscitivo,facendo così esperienze diverse e magari trovando un’alternativa valida alla nostra tradizione, quella che prima sembrava migliore. Nel caso si sia rotto il rapporto con la tradizione di famiglia nel punto precedente il confronto serve come scoperta e ricerca della tradizione adeguata alle mie esigenze.

    ES.3 (1)Il figlio deciso ormai a lavorare come imbianchino conosce varie persone e con loro parla dei rispettivi lavori. Un suo amico lo invita a provare il mestiere di falegname, ma questo non lo appaga, e l’imbianchino continua con la sua professione conscio del fatto che d’ora in poi la sua posizione sarà più solida, ha provato una cosa diversa e l’ha giudicata ora ha più esperienza. Lo stesso potrebbe accorgersi invece che fare il falegname è meglio rispetto all’imbianchino, si diverte di più,guadagna di più, si sente veramente realizzato e cambia professione. (2) Il figlio si confronta con altri lavori per trovare quello adatto a lui, prova e sperimenta fino a quando incontrerà quello ottimale, quello che lo appaga appieno.

    Il criterio oggettivo per scegliere la tradizione adeguata
    Oltre a criteri soggettivi, messi bene in evidenza in questi esempi, esiste anche un criterio oggettivo per giudicare la validità della tradizione: la legge naturale dell’individuo. Ogni uomo nasce sostanzialmente uguale avendo al proprio interno già all’inizio della propria vita una sorta di codice morale, un insieme di leggi, uno strumento che rende l’uomo immediatamente capace di distinzione tra buono e cattivo, giusto o sbagliato, bene e male. Dunque la tradizione deve rispettare anche l’oggettività dell’individuo e non solo la sua soggettività. Una tradizione contro la legge naturale è per sua definizione sbagliata, merita di essere abbandonata perché distruttiva e non propositiva per la mia persona..

    Conclusione
    Spero che questo piccolo discorso vi abbia acceso qualche domanda e almeno un po’incuriosito; non ho certo la pretesa di esaurire tutto lo scibile umano sulla tradizione in questo piccolo articolo ma credo di aver evidenziato al meglio alcuni passaggi salienti. Prossimamente ci sarà magari spazio per un ulteriore approfondimento.

    Luca Fumagalli

    •   Alt 

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  2. #2
    decolonizzare l'immaginario
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    Bravo e complimenti, ben fatto e ben strutturato in una spazio relativamente breve. Trovo solo un pò limitativo l'esempio che porti, mi rendo conto che hai cercato di essere il più concreto possibile, tuttavia non possiamo circoscrivere la tradizione a implicazioni che siano solo quelle legate alla professione, anche se mi rendo conto sia solo un esempio, meglio allora portare più esempi che attraversino i vari aspetti di una tradizione che spesso affonda le sue radici nel mito...che si ritualizza poi in molte variabili. Comunque mi è piaciuto.
    Dico la mia in forma bonsai: una tradizione, per quanto piccola e limitata possa essere, è sempre il punto di partenza ineludibile per qualsiasi sviluppo e progressione in ogni campo umano.
    Ciao.

  3. #3
    uno, nessuno, centomila
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    ...il tuo egocentrismo è imbarazzante!!!

  4. #4
    decolonizzare l'immaginario
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    Citazione Originariamente Scritto da kappa
    ...il tuo egocentrismo è imbarazzante!!!
    kappa, lo so che sei un duro e mi sta molto simpatico il modo con il quale contrasti gli attacchi al movimento sull'altro forum...tuttavia dovresti mostrarmi dove vedi l'egocentrismo perchè è un argomento che mi interessa assai, mostramelo (come disse Bodhidharma a Hui'ko che fuori dalla sua grotta nella neve e con un braccio tagliato con un coltello per mostrare al 28° patriarca buddhista indiano e 1° patriarca dello Zen cinese, che la sua decisione a capire la natura originale era totale), il dialogo che intercorse tra i due, suona più o meno così':

    Hui'ko è fuori dalla grotta di Bodhidharma con il braccio tagliato per dimostrare appunto la sua decisione a voler essere istruito;

    Bodhidharma mosso a compassione gli va incontro e gli chiede cosa volesse;

    Hui'ko gli dice che il suo spirito non trovava la pace;

    Bodhidharma gli dice, mostrami il tuo spirito e lo rappacificherò;

    In quel preciso istante Hui'ko realizzò la sua liberazione e divenne successivamente il 2° patriarca cinese.

    Mostrami l'ego, please, il mio s'intende, e devi mostrare cosa lo sostiene e lo struttura, lo determina.

    Il mio voleva essere solo un contributo, una base per elaborare un dialogo attorno a un argomento che studio da tutta la vita, ego incluso.

    Dai kappa, ti aspetto.

    In più ho almeno il doppio degli anni di Luca che mi sembra sia uno studente alla Cattolica...

  5. #5
    uno, nessuno, centomila
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    Citazione Originariamente Scritto da Genyo
    kappa, lo so che sei un duro e mi sta molto simpatico il modo con il quale contrasti gli attacchi al movimento sull'altro forum...tuttavia dovresti mostrarmi dove vedi l'egocentrismo perchè è un argomento che mi interessa assai, mostramelo (come disse Bodhidharma a Hui'ko che fuori dalla sua grotta nella neve e con un braccio tagliato con un coltello per mostrare al 28° patriarca buddhista indiano e 1° patriarca dello Zen cinese, che la sua decisione a capire la natura originale era totale), il dialogo che intercorse tra i due, suona più o meno così':

    Hui'ko è fuori dalla grotta di Bodhidharma con il braccio tagliato per dimostrare appunto la sua decisione a voler essere istruito;

    Bodhidharma mosso a compassione gli va incontro e gli chiede cosa volesse;

    Hui'ko gli dice che il suo spirito non trovava la pace;

    Bodhidharma gli dice, mostrami il tuo spirito e lo rappacificherò;

    In quel preciso istante Hui'ko realizzò la sua liberazione e divenne successivamente il 2° patriarca cinese.

    Mostrami l'ego, please, il mio s'intende, e devi mostrare cosa lo sostiene e lo struttura, lo determina.

    Il mio voleva essere solo un contributo, una base per elaborare un dialogo attorno a un argomento che studio da tutta la vita, ego incluso.

    Dai kappa, ti aspetto.

    In più ho almeno il doppio degli anni di Luca che mi sembra sia uno studente alla Cattolica...
    No...Genyo...misunderstanding!!!

    Non ce l'avevo con te (non mi permetterei mai) ma col ragazzino malato di protagonismo, che mette online i suoi "scritti" in ogni dove!!! Non mi interessava nemmeno entrare nel merito della cosa, l'ultima volta che ci ho provato, io e l'intero forum Padania, ci siamo presi dei "caproni"!!

    http://www.politicaonline.net/forum/...38#post4179138

    p.s. già che ci siamo...ci tenevo a dirti che ammiro il modo in cui, solo contro tutti, difendi il movimento su "politica nazionale". Te saludi!!

  6. #6
    decolonizzare l'immaginario
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    Citazione Originariamente Scritto da kappa
    No...Genyo...misunderstanding!!!

    Non ce l'avevo con te (non mi permetterei mai) ma col ragazzino malato di protagonismo, che mette online i suoi "scritti" in ogni dove!!! Non mi interessava nemmeno entrare nel merito della cosa, l'ultima volta che ci ho provato, io e l'intero forum Padania, ci siamo presi dei "caproni"!!

    http://www.politicaonline.net/forum/...38#post4179138

    p.s. già che ci siamo...ci tenevo a dirti che ammiro il modo in cui, solo contro tutti, difendi il movimento su "politica nazionale". Te saludi!!
    Ho capito, però, qui gli esperti di comunicazione digitale dicono che quando uno scritto appare sotto a un altro senza citazioni, si riferisce a quello direttammente sopra...comunque era per divertimento..
    Quando si è molto giovani si può fare quasi tutto, tutto è permesso, così si cresce. Io da giovane ero anarchico, poi comunista (per pochissimo) e oggi sono fermamente federalista svizzero, che ritengo l'unica vera forma di quello che deve intendersi per federalismo, ovvero, nessun compromesso con lo stato, anzi, è proprio l'idea di stato così come è comunemente concepito a non esistere in una realtà veramente federalista. Ciao kappa.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da kappa
    Non ce l'avevo con te (non mi permetterei mai) ma col ragazzino malato di protagonismo, che mette online i suoi "scritti" in ogni dove!!! Non mi interessava nemmeno entrare nel merito della cosa, l'ultima volta che ci ho provato, io e l'intero forum Padania, ci siamo presi dei "caproni"!!
    Non voglio fare il protagonista, io ho un sogno: vivere con il RAP!



    Scherzi a parte: Mettere i miei scritti ovunque è solo un tentativo per confrontare le mie idee con quelle degli altri, piuttosto che rompere cerca di offrirci una risposta articoloata e ragionata caro Kappa.

    LUCA

    PS I "Caproni" di cui sopra citi non è riferito a tutto il forum, ma solo ad alcuni personaggi, exumplum di una mente limitata, che lo frequentano ...

  8. #8
    uno, nessuno, centomila
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    Citazione Originariamente Scritto da Luca
    Scherzi a parte: Mettere i miei scritti ovunque è solo un tentativo per confrontare le mie idee con quelle degli altri, piuttosto che rompere (??) cerca di offrirci una risposta articoloata e ragionata caro Kappa.

    LUCA
    Non ho capito se vuoi un dibattito o una recensione??

    Il tempo delle tesine per me è finito da un pezzo….non mi perderò in dissertazioni pseudoletterarie!! E poi non so cosa pensare di te, di quello che scrivi, mi sembri confuso!! Sei un cattolico tradizionalista e in quanto tale la tua idea di tradizione rischia di essere più formale che sostanziale. Un dogma da tramandare immutato, una reliquia da conservare in una teca!!

    Poi però parli di “confronto” e non posso fare a meno di pensare a quello che scrivi sull’islam, a quell’ignobile senso di fascinazione che provi per una razza il cui unico scopo è quello di annientare l’altro. Certo anche quella è tradizione….tribale, bestiale, immutata nei secoli!! Ci vorresti un po’ più simili a loro??

    Per me la tradizione è un buon bicchiere di barolo, il salame mantovano, i nostri vecchi che scherzano tra loro in dialetto, una poesia del Porta…
    Le piccole cose e i grandi sentimenti che hanno fatto di questa nostra terra un patrimonio da difendere!!

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da kappa
    Non ho capito se vuoi un dibattito o una recensione??

    Il tempo delle tesine per me è finito da un pezzo….non mi perderò in dissertazioni pseudoletterarie!! E poi non so cosa pensare di te, di quello che scrivi, mi sembri confuso!! Sei un cattolico tradizionalista e in quanto tale la tua idea di tradizione rischia di essere più formale che sostanziale. Un dogma da tramandare immutato, una reliquia da conservare in una teca!!

    Poi però parli di “confronto” e non posso fare a meno di pensare a quello che scrivi sull’islam, a quell’ignobile senso di fascinazione che provi per una razza il cui unico scopo è quello di annientare l’altro. Certo anche quella è tradizione….tribale, bestiale, immutata nei secoli!! Ci vorresti un po’ più simili a loro??

    Per me la tradizione è un buon bicchiere di barolo, il salame mantovano, i nostri vecchi che scherzano tra loro in dialetto, una poesia del Porta…
    Le piccole cose e i grandi sentimenti che hanno fatto di questa nostra terra un patrimonio da difendere!!
    Che risponderti...


  10. #10
    uno, nessuno, centomila
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    Citazione Originariamente Scritto da Luca
    Che risponderti...
    ...e lo sò, forse non è la risposta filosofica che avresti voluto!! Ma mentre tu "fuggi le tentazioni", rincoglionendoti di libri e discussioni accademiche, io ho una vita reale da vivere!!

    Ciao bella gioia...


    p.s. ho letto il vostro 3d su S. Maria Goretti....da paura!!

 

 
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