Costa Smeralda, tutti coltivatori per una casa in più
Una villetta in riva al mare della Costa smeralda? Se si ha un fondo agricolo non ci sono problemi. Basta, infatti, dichiarare di essere coltivatori diretti e magari presentare un progetto di miglioramento fondiario, come prevede la legge, e il gioco è fatto. Nell´area si può costruire anche la casa colonica che in corso d´opera si trasforma poi in villetta a più stelle.
È quanto capita, da qualche tempo nella zona della Costa smeralda, in aree situate vicino al mare. Da Arzachena a Olbia, da Telti a Palau continuando poi con Santa teresa di Gallura. Le cronache d´altronde parlano chiaro. Negli ultimi giorni gli uomini del corpo forestale, guidati dal Pm del tribunale di Tempio Giovanni Porcheddu hanno apposto i sigilli in 12 lotti di un´area in cui erano state realizzate sei ville. Per il magistrato che indaga l´ipotesi è quella di trasformazione urbanistica non autorizzata. In pratica nelle aree si sarebbero dovute realizzare delle case coloniche, opere e strutture che rientrerebbero in un progetto di miglioramento fondiario. Interventi migliorativi che dovrebbero portare nuova vitalità alla produzione agricola e magari all´ambiente proprio attraverso interventi di riqualificazione che dovrebbero prevedere, tra le altre cose, nuove piantagioni e nuovi edifici. Progetti che però, almeno secondo quanto trapela anche dagli uffici giudiziari, verrebbero poi modificati in corso d´opera assumendo una connotazione completamente diversa.
Proprio per cercare di arginare il fenomeno che potrebbe ovviare anche la norma che tutela le coste della Sardegna, da qualche tempo gli uomini del corpo forestale hanno avviato una serie di controlli a tappeto nelle aree agricole situate soprattutto sulle coste. Controlli e blitz che, anche le settimane scorse hanno fatto apporre sigilli ad cantieri in cui si stavano realizzando delle case. Strutture per la sistemazione di attrezzi da lavoro o fienili o ancora garage per trattori che, dopo i lavori, diventano residenze estive con tanto di comfort per medici, avvocati, commercialisti. Non è certo un caso che proprio in Gallura, sia i magistrati sia gli uomini del corpo forestale che ricoprono il ruolo di polizia giudiziaria abbiano ricevuto le risposte più strane da professionisti che per ottenere le autorizzazioni per interventi in zone agricole avevano dichiarato di essere coltivatori diretti.
Nonostante la morsa della forestale e l´impegno della Regione per intensificare i controlli e contrastare il fenomeno dell´abusivismo edilizio sia nelle aree verdi e protette che nelle aree vicine al mare, gli aspiranti costruttori non sembrano insimma scoraggiati. Non ha funzionato poi da deterrente neppure la nuova limitazione del piano urbanistico regionale che fissa in dieci ettari, centomila metri quadrati di terra, il minimo per ottenere una volumetria edificabile. Decine di contenziosi e polemiche sia ad Arzachena, a Palau, Telti, Santa Teresa e Tempio. Carteggi che continuano ad accumularsi anche negli uffici della procura di Tempio dove vanno avanti le indagini.




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