Particolarmente comica la diatriba che si è aperta in questo sito sui provvedimenti presi dal governo in tema di liberalizzazione dei servizi e sul trionfalismo che li ha accompagnati.
A ben vedere non a caso a plaudire sono stati i grandi mezzi di informazione più legati ai grandi capitali, la stessa Confindustria e quelle associazioni dei consumatori nostrane delle quali (a differenza degli Stati Uniti dove sono potentissime) non si ricorda una sola grande battaglia vinta al servizio dei piccoli consumatori, prima che certe catastrofi accadessero, quali Parmalat, Cirio, ecc., chissà perché (e a testimoniare dal magistrato su Parmalat ci è andato Grillo, mica Lannutti o Rienzi...), tanto che durante una puntata di Mimandaraitre una associazione di consumatori si trovò in veste di accusata da dipendenti, ragazzi di una azienda che li aveva bidonati che l'accusavano di aver retto il gioco di chi li aveva truffati...
Insomma, il primo significativo atto del Governo Prodi, già dichiarato prodromico ai successivi, è un completo riconoscimento che chi regola l'economia e la politica in questo paese è solo il Dio Mercato, la concorrenza libera e senza controlli laddove peraltro la Politica nazionale e locale fa un passo indietro come dimostra la vicenda dei mezzi pubblici da affidare a privati per incentivare la concorrenza tanto che pare già si stiano attrezzando, gli Enti locali, a trovare altri businesse....
Ovvio che in questa logica ci si dovrebbe aspettare (anche perché Bersani sempre per quella strada è andato: ossia il capitalismo all'emiliana - e anche Prodi lo è - che l'unica differenza in cui eccelle è che invece che a gestirlo "i capitalisti" lo gestiscono "loro", pare con identica filosofia) che anche la scuola e la sanità non potranno restarne immuni.
Dunque l'unica logica è aprire al Mercato ed alla concorrenza senza che in alcun modo lo Stato intervenga a "governare" e regolare certi processi, ad elevare gli standards qualitativi dei propri servizi, perché, si sa, uno stato liberista, capitalista questo non vuole fare.
Ebbene in questa logica dunque dovremo attenderci gli accordi di cartello anche nelle professioni, così come ci sono state nelle grandi compagnie petrolifere per la benzina, nelle grandi case farmaceutiche per i medicinali, per i telefoni (tutte tariffe e costi che in questa logica nessuno può onestamente sostenere siano calati, anzi!).
Nessun segnale di inversione di rotta guardando alle categorie meno protette, a tariffe "sociali" a farmaci di prima necessità a costi in qualche modo calmierati!
Il mercato, lo sapevamo governa tutto! C'era anche da prevedere che scelte certe persone, il governo lo inseguisse e ne realizzasse i desideri.


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(ma che strano...) che prevedono a famiglia un risparmio di almeno 800 euro l'anno

