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Risultati da 1 a 10 di 31
  1. #1
    ardimentoso
    Ospite

    Predefinito "Grazie a Prodi e a Bersani, sui taxi ci andranno con gli africani"

    E a Termini una fila di auto ferme «Spiacenti, ma oggi non si lavora»

    «Bersani amico delle coop, nemico dei tassisti», «Grazie a Prodi e a Bersani, sui taxi ci andranno con gli africani». Campeggiavano cartelli con scritte come queste ieri fuori dai terminal dell'aeroporto di Fiumicino, dove è stata messa in atto, così come in altre parti d'Italia, una vivace protesta che ha coinvolto circa 4000 tassisti. Da due giorni i conducenti di auto bianche hanno dichiarato guerra al Governo Prodi contro la liberalizzazione delle licenze.
    E tra i tassisti ieri il clima era a dir poco pessimo.
    «Se continuiamo di questo passo rischiamo di finire in mezzo alla strada e senza un lavoro - diceva uno di loro - andremo avanti a oltranza con questo fermo per dire un secco no alla manovra decisa dal governo». Parla con la rabbia in volto l'uomo, ma non fa in tempo a terminare la frase ed ecco spuntare un centinaio di auto bianche che sfilano in corteo suonando a più non posso il clacson. Sulla vettura che lo guida campeggiava la scritta «Follini e Tabacci traditori: e Casini?». «Vogliono toglierci le licenze e darle agli extracomunitari - dice a sua volta un altro tassista accanto alla sua vettura ferma -.
    Invece noi a Roma siamo anche troppi, per far migliorare il servizio dovrebbero aumentare e far rispettare le corsie preferenziali. È assurdo pensare di liberalizzare le licenze in un settore che già non permette un guadagno adeguato: significherebbe solo peggiorare ulteriormente la nostra situazione».
    I tassisti ci vanno pesanti con le critiche al provvedimento annunciato dal Governo. «Visto quello che so' capaci de fa' 'sti signori della sinistra? - dice in un rotondo romanesco un altro dei manifestanti - forse aveva ragione mi' moje: comunismo pe' comunismo, forse è mejo quello polacco o bulgaro. Perché questi so' pure molto bugiardi».
    Alle 11 finisce l'agitazione. «Ma non è uno sciopero - tiene a precisare Pietro Marinelli, rappresentante nazionale Ugl -. Ci siamo soltanto fermati dalle 9 alle 11 per una assemblea, alla quale hanno preso parte circa 3900 tassisti, con un paio di migliaia di vetture. Adesso ognuno è libero di riprendere servizio. Ma certo non li portiamo per le orecchie ai parcheggi, ciascuno va dove crede più opportuno».
    E infatti i disagi continuano per tutto il pomeriggio. Con qualche tensione. «La situazione sta sfuggendo di mano - confessa il presidente dell'Uri Loreno Bittarelli - perché c'è una consultazione continua. Non credo che la mobilitazione si riesca a fermare». «Abbiamo richiesto ai tassisti di Fiumicino di riprendere il servizio, ma molti non ne hanno voluto sapere. Quando ho sollecitato a riprendere a lavorare - afferma Bittarelli - sono stato sommerso dai fischi. Ho visto una forte rabbia tra molti tassisti.
    Intanto mercoledì - annuncia il presidente dell'Uri - ci sarà una vera e propria marcia su Roma da parte di tutti i tassisti d'Italia, da Nord a sud, in vista dello sciopero nazionale dell'11 luglio».
    Nel corso della lunga giornata anche il sindaco di Fiumicino Mario Canapini ha fatto un sopralluogo all'aeroporto per verificare la situazione. Canapini, che è anche vice presidente dell'Anci (Associazione nazionale comuni italiani), ha criticato il governo per il decreto Bersani parlando di «metodo sbagliato perché è mancata la concertazione».
    I provvedimenti - ha aggiunto - modificano profondamente l'organizzazione di espletamento di alcune attività, come il servizio taxi e le modalità della rete di vendita dei farmaci andavano preventivamente concertati non solo con le organizzazioni di categoria ma anche con i comuni, attraverso l'Anci, per meglio valutare le ripercussioni e gli effetti sugli operatori e sull'utenza». Canapini ha riconosciuto ai tassisti di Fiumicino, anche nella difficile giornata di ieri, un «senso di responsabilità teso ad evitare maggiori difficoltà a passeggeri diversamente abili e a garantire i servizi minimi essenziali».

  2. #2
    ardimentoso
    Ospite

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    aho......sti tassinari sembrano stupidi....ma l'antifona l'hanno bella che capita.....

  3. #3
    ardimentoso
    Ospite

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    a proposito....sarò stupido, ma aiutatemi vi prego.

    Ho cercato, ma non sono riuscito a trovare mezzo rigo di una presa di posizione ufficiale da parte dei partiti d'area.

    ma lo sanno che stà succedendo in Italia?

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da ardimentoso
    a proposito....sarò stupido, ma aiutatemi vi prego.

    Ho cercato, ma non sono riuscito a trovare mezzo rigo di una presa di posizione ufficiale da parte dei partiti d'area.

    ma lo sanno che stà succedendo in Italia?
    ao, ma te rendi conto di quanto è più fico parlare di iran, scontro di civiltà e sesso degli angeli?

  5. #5
    ardimentoso
    Ospite

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    UNA GIORNATA A NERVI TESI IN TUTTA LA PENISOLA: L’AGITAZIONE MINACCIA DI ESTENDERSI NEI PROSSIMI GIORNI AD ALTRI CAPOLUOGHI
    Taxi, la protesta invade le città
    «Ci batteremo fino alla morte»
    Auto a passo di lumaca, blocchi stradali, aeroporti e stazioni nel caos
    4/7/2006 di Mattia Feltri

    ROMA. Auto a passo di lumaca, blocchi stradali, aeroporti e stazioni nel caos Questi si girano, si raggelano, si aprono come un ventaglio, lei non rallenta, loro fischiano o dicono «ammazza!», la fanno passare. Lei si ferma davanti alla fila di taxi fermi e vuoti. Un emissario la raggiunge. Parlano. Lei sorride. Lui scuote il capo. Lei sorride e abbassa gli occhi accarezzandosi una spalla. Lui allarga le braccia. Lei se ne va. Lui: «Guarda te che me tocca fa’». Roba seria, insomma.

    Protesta implacabile. Giunge notizia che a Milano, all'aeroporto di Linate, un sindacalista ha annunciato: «A oltranza, fino alla morte». Qui a Fiumicino si sono mobilitati presto. Alle otto i tassisti erano arrivati già in un centinaio per l’assemblea. Non vogliono sentir parlare di liberalizzazione, di licenze in più. «Siamo già troppi», dicono. A Roma sono in seimila e se per i clienti le attese sono lunghe non è colpa loro, ma di Walter Veltroni. «O chi per lui. Ci vorrebbero corsie preferenziali, strade migliori. Ma quale concorrenza?». Intanto il Grande raccordo anulare è intasato, e così la Roma-Civitavecchia. Altri tassisti stanno arrivando, circa duecento, e viaggiano a trenta all’ora. Dietro s’è fatta una coda di chilometri.

    Allo scalo giungono automobilisti furibondi per aver perso il volo. «Se questi cercano solidarietà così...», dice uno. Quelli in arrivo, col problema di raggiungere Roma, ripiegano senza tante storie sugli autobus e sul trenino. A differenza di Milano, dove i dimostranti si sono sdraiati per terra in viale Forlanini, a duecento metri da Linate, qui il traffico scorre, sebbene molto lentamente. [/b]«Però non si fa così. Lo sciopero era annunciato per l’11. Nessuno ne sapeva niente. E’ uno schifo»[/b], dice una ragazza. Se è una questione di tempi e di modi, la risposta dei manifestanti è tutta in discesa: «Perché, a noi ci ha avvisato qualcuno che facevano ‘sto decreto?».

    Tirano in ballo la concertazione, che Romano Prodi aveva vantato come metodo imprescindibile del suo governo e armonizzante per il Paese. Affiggono volantini bizzarri e ostili: «Grazie e Prodi e a Bersani sui taxi ci andranno gli africani». Qualche ora più tardi, nel pomeriggio, un tassista rifiuterà l’ennesima corsa spiegando: «Rassegnatevi, ‘sta cosa andrà avanti due mesi». Ma a Fiumicino c’è eccitazione già a metà mattina: «Noi stiamo qui oggi, e ci torniamo domani e dopodomani. Veniamo qui con le famiglie, ci piantiamo le tende, regolatevi». Si può anche provare a dire che gli scioperi si fanno per salvare i posti di lavoro, non per boicottarne di nuovi. L’obiezione non fa breccia. E quest’altra domanda nemmeno: «Quanto guadagnate?». «Mah, certe volte bene, altre male, dipende dalla stagione. Comunque non si diventa ricchi». Si viene a sapere che è caos in tutta Italia. A Genova i taxi si sono incolonnati nei dintorni di piazza Corvetto, e non ci si muove più. A Torino la protesta, cominciata domenica pomeriggio, prosegue all’aeroporto e nella piazza del Comune, per quanto il sindaco Sergio Chiamparino rifiuti di ricevere delegazioni. Si sa pure che un tassista è stato bloccato in via Pietro Micca dai colleghi per aver caricato passeggeri che sono stati fatti scendere di forza. Lui è stato insultato e gli hanno pure sfasciato il tassametro. Gira voce che qualcuno ci abbia provato pure qui, a Fiumicino, ma i presenti smentiscono: «Siamo tutti uniti».

    E allargati: per solidarietà (e interesse simile) si aggregano al sit-in i noleggiatori di auto. Si torna in città, e la bolgia si trasferisce lì. A largo di Torre Argentina l’unità si sfalda, e i (pochi) tassisti in attesa di clienti si sentono dare dei «crumiri» dai (molti) che girano incasinando la città. Lo faranno per tutto il pomeriggio, a gruppetti di dieci auto strombazzanti e in marcia a passo d’uomo un po’ ovunque. In piazza Venezia girano attorno ai giardini e sono più di cento, e da lì non si passa. Quelli fermi a guardare lo spettacolo minacciano: «Ve dovete abitua’». E si esaltano perché il tg ha detto che a Malpensa sono in seicento e non caricano nessuno.

    In ritardo, ma lo sciopero è cominciato pure a Napoli. A Torino, a «Caselle», è arrivato Piero Fassino per imbarcarsi per Roma e lo hanno circondato in una sessantina più inclini all’insolenza che al dialogo, e il segretario dei Ds ha completato il check-in protetto dalla polizia. A Milano una donna di 84 anni, reduce da un lungo viaggio in treno e proprietaria di una salute non proprio di ferro, in stazione Centrale ha supplicato la corsa, ma nessuno era disposto a rischiare il linciaggio; soltanto le lacrime della donna hanno mosso infine a pietà. I tassisti si rendono conto del rischio di diventare troppo impopolari. Al «3570», il numero telefonico della compagnia più diffusa a Roma, spiegano che ci sono auto per le emergenze e, specialmente a Fiumicino e alla stazione Termini, si fanno eccezioni per gli anziani, gli handicappati e le mamme con bambini.

    A Termini, appunto, l’assembramento di gente in attesa del taxi comincia a diradarsi. Si sparge la voce che dal governo non arrivano segnali di pacificazione e che a Napoli hanno annunciato l’agitazione permanente. Uguale a Roma, dove oggi si farà volantinaggio per spiegare le ragioni della protesta e che «noi siamo pronti al dialogo». Anche con Veltroni, se volesse (ma non vorrà).

  6. #6
    ardimentoso
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da lupo1982
    ao, ma te rendi conto di quanto è più fico parlare di iran, scontro di civiltà e sesso degli angeli?
    mesa che c'hai ragione......

  7. #7
    OH MA CHE TI PENSI ?
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    Citazione Originariamente Scritto da ardimentoso
    a proposito....sarò stupido, ma aiutatemi vi prego.

    Ho cercato, ma non sono riuscito a trovare mezzo rigo di una presa di posizione ufficiale da parte dei partiti d'area.

    ma lo sanno che stà succedendo in Italia?
    l'ho già detto nell'altro 3ed.Cosa ti aspetti da un partito dell'area ? Nell'area non c'è una linea economica e politica ben definita,ognuno dice il contrario dell'altro.Mettiti nei panni di uno che deve fare un comunicato che ci scrive ?

  8. #8
    ardimentoso
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    In tilt gli aeroporti e le stazioni di di Torino, Roma, Genova e Milano
    Continua la rivolta dei taxi, disagi negli scali
    Presidiata Piazza Venezia, nella capitale. Nel capoluogo lombardo assicurate solo le «corse sociali»

    ROMA - Prosegue in tutta Italia lo stato di agitazione dei tassisti contro il decreto di liberalizzazione delle licenze. Blocco pressochè completo dei taxi anche questa mattina all'aeroporto di Fiumicino, a Roma. Assai difficile veder circolare, per il momento, taxi nello scalo, tranne qualcuno in arrivo dalla capitale, e stalli vuoti presso la zona arrivi dei tre terminal, dove ci sono dei piccoli presidi di tassisti ormai in agitazione permanente. Assicurate solo corse per «emergenze». Come ieri, turisti in arrivo, sorpresi per la mancanza delle «auto bianche», costretti a ripiegare per lo più sui pullman, auto a noleggio o ai treni direttia Roma. La mobilitazione dei tassisti prosegue anche a piazza Venezia. Già dalle prime ore del mattino, i vigili urbani sono stati costretti a fare delle chiusure al traffico «a soffietto» sulla piazza, che è snodo fondamentale del traffico cittadino, deviando i veicoli su percorsi alternativi. Anche nei momenti in cui l'accesso è consentito gli automobilisti procedono «a passo d'uomo» e il centro della piazza è occupato stabilmente da un folto raggruppamento di «auto bianche», mentre tassisti in capannelli, fuori dai marciapiedi, rallentano la circolazione di auto e bus nelle «ore di punta» del mattino.
    MILANO - La protesta delle auto bianche contro la liberalizzazione delle licenze porsegue anche a Milano. «Abbiamo organizzato da ieri sera delle ronde: gruppi di vetture i cui autisti convincono chi non sciopera ad aderire alla protesta»: parole di Alfonso Faccioli che a nome del Cat (una delle sigle in cui si riconoscono i tassisti milanesi) afferma che l'astensione dal lavoro prosegue in tutta la città in attesa dell'incontro alle 10 in Prefettura. Alcune auto pubbliche stamani hanno fatto servizio verso l'aeroporto di Linate, lasciando i passeggeri un pò lontano dalle piazzole. Proprio davanti a Linate a mezzogiorno sono attesi i rappresentanti delle sigle sindacali che all'assemblea riferiranno l'esito dell'incontro con il prefetto Gian Valerio Lombardi previsto per le 10. Davanti alla Stazione centrale ci sono una quindicina di vetture i cui autisti spiegano che sono disponibili alle corse sociali, riservate cioé a disabili, donne in gravidanza e coloro che presentano certificato medico da cui risulta l'appuntamento per una visita in ospedale. Nessun passeggero è in coda nelle zone d'attesa: tutti quelli che scendono dai treni si dirigono verso gli autobus del trasporto pubblico.
    TORINO - Il blocco dei taxi è continuato per tutta la notte a singhiozzo all'aeroporto di Caselle. Ogni quarto d'ora circa, i manifestanti consentivano un varco che permetteva ai passeggeri di raggiungere le rampe d'accesso all'atrio partenze e alla zona arrivi. Per contenere i disagi la Sagat, società che gestisce lo scalo, e l' azienda trasporti Gtt hanno organizzato corse speciali di pullman per e da Torino. La mobilitazione perdura da venerdì scorso, quando si è diffusa la notizia dei provvedimenti emanati dal governo in materia di liberalizzazione delle licenze, e coinvolge l'intero capoluogo piemontese. Anche nei pressi della stazione ferroviaria di Porta Nuova i posti taxi sono deserti. Ieri, dopo un incontro in Prefettura, una delegazione di tassisti aveva dichiarato di aver raggiunto un accordo, ma i blocchi spontanei sono proseguiti ugualmente per tutta la giornata.
    NAPOLI - I posteggi della città e degli scali aeroportuale, ferroviario e portuale o sono deserti o, come ieri, hanno qualche macchina ferma il cui conducente rifiuta la corsa ai passeggeri. Centocinquanta tassisti si sono recati a piazza del Plebiscito e hanno chiesto l'incontro di una loro delegazione con il prefetto di Napoli Renato Profili.
    GENOVA - Centinaia di tassisti a bordo delle loro auto bianche sono partiti stamani alle 8 dalla centrale piazza Corvetto, nel capoluogo ligure, sulla quale si affaccia la Prefettura. Secondo quanto riferito alla polizia municipale, attraverseranno il centro e le principali arterie della città con l'intento di paralizzare il traffico in segno di protesta contro la politica di liberalizzazione delle licenze messa in atto dal governo Prodi. Si tratta della seconda giornata di protesta.
    04 luglio 2006

  9. #9
    ardimentoso
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da rockenrolle
    l'ho già detto nell'altro 3ed.Cosa ti aspetti da un partito dell'area ? Nell'area non c'è una linea economica e politica ben definita,ognuno dice il contrario dell'altro.Mettiti nei panni di uno che deve fare un comunicato che ci scrive ?
    ci scrive qualcosa di fascista tanto per cominciare

  10. #10
    ardimentoso
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