È giovedì sera, è un Consiglio comunale dove il piatto forte non regala sussulti: la ratifica dell’Accordo di programma sul Silos passa all’unanimità. Lo scossone arriva invece quando l’almirantiano Bruno Sulli evoca lo spirito del socialista Craxi, «l’uomo di governo che per primo cominciò a sdoganare il Movimento sociale». Ma a quel punto trequarti di Consiglio si svuota. Restano dentro ovviamente quelli del Gruppo Sulli, cioè i quattro Bandelli boys, il presidente d’aula Sergio Pacor più i due del Gruppo misto Paolo Di Tora e Alessandro Minisini, l’aennino Bruno Rossetti e il verde Alfredo Racovelli. Non c’entra la paura dei fantasmi - nella stessa seduta Pacor da presidente del Consiglio e i due figli della Dc Marco Toncelli e lo stesso Minisini ricordano Sergio Coloni, e nessuno osa muoversi - e non c’entrano nemmeno clamorose pulsioni a prendere la distanze dal capo del Psi che fu. Perché, allora? Tutti, esclusi quelli che in aula ci rimangono, intendono infatti prendere le distanze da quello che bocciano come «un atto che svilisce le commemorazioni per Craxi», per dirla alla Piero Camber da Fi/Pdl, «che le strumentalizza», per dirla alla Fabio Omero dal Pd, «perché non ci risulta che Sulli venga dal Psi come Craxi a differenza di Minisini e Toncelli che vengono dallo stesso partito dell’onorevole Coloni», per dirla alla Angela Brandi da An/Pdl. «Eravamo d’accordo col presidente Pacor che avrebbbe fatto lui una commemorazione istituzionale, proprio per evitare interventi fuori luogo, e invece prima della seduta ci ha comunicato che Sulli aveva chiesto di intervenire e che non poteva negare la parola a chi la chiedeva, così noi dell’opposizione e la Lega siamo usciti», spiega Omero. Dopo la commemorazione di Pacor se ne sono andati anche quelli del centrodestra. «È stato un atteggiamento irriguardoso verso Craxi - tuona l’ex assessore Franco Bandelli da leader spirituale del Gruppo Sulli - mi chiedo con quale stato d’animo sia uscito Piero Camber. Sa che molte delle fortune politiche della sua famiglia sono legate al famoso accordo Psi-Lista, suo fratello Giulio è in Parlamento da 23 anni. Ma non ce l’ho con Giulio, bensì con Piero». Piero (Camber) che gli ribatte secco: «Che dire se non auguri, auguri, auguri, ne ha proprio tanto bisogno».
(pi.ra. - il Piccolo)
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