Nuovi orrori dal Belgio





I maiali non erano nella Vienna di Haider

ma nella Bruxelles capitale dell'Unione









Il marocchino sospetto assassino e le due bambine vittime



Sembra una nemesi: proprio il Belgio ( quello francofilo per essere più precisi) che si pone come ombelico dell’Unione Europea, ne è anche l’immagine più nauseante.

Torna infatti a galla la più spaventosa pedofilia, ma torna soprattutto a galla il marciume mai sepolto di Martinelle.

Non amiamo la cronaca e riteniamo sia giusto parlarne solo quando ha valenza politica. E qui ha una valenza politica e simbolica dirompente, anche se i mass media al guinzaglio evitano accuratamente di parlarne.

Perché il Belgio si è posto più volte come custode dell’ortodossia politica ed etica dell’Unione europea. Perché è al contrario uno dei simboli delle contraddizioni dell’Europa delle oligarchie ed ha toccato vertici da bassifondi come nessun altro paese.

E ci riferiamo soprattutto al Belgio francofono, il Belgio della monarchia assurda e anacronistica di Alberto II, il Belgio della Maria Josè mamma di quel bell’esemplare di Vittorio Emanuele che da lei e non certo dal dignitoso Umberto, ha tratto i suoi ben noti caratteri salienti.

Il Belgio che per primo ha scatenato una guerra “etica” contro il “nazista” Haider, il belgio che , toccando il fondo del ridicolo, nella persona del suo ministro Di Rupo, omosessuale e sospettato di pedofilia non volle stringere la mano al “fascista” di AN ( dimostrandosi un somaro oltre che uno stupido) Gianfranco Fini , il Belgio delle sanzioni morali contro l’Austria della repressione brutalmente anti democratica del Vlaams Block, primo partito fiammingo di Anversa con il 40% dei voti, perché “troppo radicale”. E’ di questa fogna “democratica e progressista” belga che vogliamo parlare affinché la gente capisca qual è la vera morale di Bruxelles e del futuro mandato di cattura europeo. Capisca e inorridisca.





Per essere più chiari ecco qualche rimembranza: dai giornali dell’epoca:





Il Belgio accusa il Polo




…e il Belgio già richiama il suo ambasciatore, come Israele, ( pensae un po’ , il governo del criminale di guerra Sharon…) e la Francia li sta per imitare.


Con grande moderazione Haider aveva risposto: . «Prendo molto sul serio le proteste — ha ripetuto ieri il leader nazionalista — ma non posso accettare che altri paesi si immischino nei nostri affari interni. Leggete il mio programma, tornate a controllare i miei discorsi, non troverete mai nulla che possa farmi accusare di essere un estremista di destra» Quand’anche lo fosse stato non sarebbe mai stato un estremista così sanguinario come gli israeliani..


Altra perla:




Il quotidiano britannico riporta le critiche del ministro degli esteri belga, Louis Michel, al Polo. Il ministro accusa il Polo per la presenza al suo interno della Lega Nord e di Alleanza Nazionale. Il Belgio ricoprirà da luglio prossimo la presidenza dell'Unione Europea per sei mesi. Michel ha dichiarato che il suo atteggiamento verso un possibile governo del Polo "sarà esattamente lo stesso tenuto con l'Austria", riferendosi al caso Haider.








E’ bene sottolineare che mentre questi “moralisti” della politica facevano le pulci ad un politico onestissimo e pulito come Haider, la giustizia del paese simbolo dell’etica UE , il Belgio, conduceva le indagini sui pedofili con il rigore che vedrete.

E dopo queste chiarificatrici premesse veniamo alla fogna belga.







L’incubo che ritorna




Le hanno ritrovate in un tombino di un canale di scolo, sommerse da due metri e mezzo di acque putride, vicino ai binari della ferrovia. Morte «da diversi giorni», hanno detto gli inquirenti. Stacy Lemmens aveva 7 anni. Nathalie Mahy 10. L’ultima volta che le avevano viste stavano giocando insieme a non più di 250 metri dai binari. Salivano e poi si lasciavano scivolare da un castello di plastica montato davanti al caffè «Des Armuriers», nel quartiere Saint-Léonard, alla periferia di Liegi. Erano le due di notte di un 9 giugno di festa e di mercatini.

Per settimane giornali e televisioni hanno pubblicato le loro foto sorridenti. Il viso rotondo di Stacy, i lunghi capelli biondi di Nathalie. Per giorni la polizia ha frugato il fondale del fiume Mosa, i rovi e le fratte non lontane, in una zona chiamata la «Città ardente», perché qui si appartano i clienti con i trans e le prostitute. Esattamente come nove anni fa, i poliziotti facevano irruzione nella cantina di Marc Dutroux, sotto il cavalcavia di Marcinelle, a Charleroi.

Poi altro orrore è venuto a galla: la piccola Nathalie prima di essere uccisa era stata violentata.

Il sospettato «numero uno» resta Abdallah Ait Oud, marocchino naturalizzato. I suoi precedenti sono spaventosi. Nel 1994 viene arrestato per ripetuti episodi di abusi sessuali nei confronti della nipote, cominciati quando la piccola aveva sei anni. Cinque anni in carcere, poi viene rilasciato in libertà condizionata.

5 anni per un maiale simile sono pochi. Ma per i sodali di “nessuno tocchi Caino” sono anche troppi. Così nell’aprile del 2001 eccolo di nuovo all’attacco. Trascina una ragazza di 14 anni in un bosco, la tramortisce con una pietra e la violenta. Finisce di nuovo in galera. Per sempre direte voi. Come si vede che non siete progressisti, che non siete aperti, che non accettate il diverso. Il marocchino esce subito. Nel 2005 la Commissione di difesa sociale lo giudica infatti recuperato e lo rimette per strada. Secondo la polizia è molto probabile che sia lui il mostro.

Eppure potrebbe essere anche il capro espiatorio. Non ci sono prove decisive e forse dietro c’è molto di peggio. Dalla fogna belga può uscire di tutto, altro che Austria.





Ricordiamo 9 anni fa l’orrore di Marcinelle.




Il 13 febbraio 1984 viene ritrovatoin una vecchia Champignionnière di Auderghem il cadavere orribilmente mutilato di Christine Van Hees (sedici anni). Tredici anni d'inchiesta successiva non hanno condotto a nulla. La Procura di Bruxelles dichiara chiuso il caso.

La giustizia ( si fa per dire) belga ha fatto un primo colossale fiasco: per incapacità o per complicità? Giudicate voi, la storia è appena agli inizi.

Alla fine del 1996 una grande sorpresa. La testimone denominata X1 denunciava alla Procura di Neufchateau Marc Dutroux, Michel Nihoul e altri come gli autori di questo crimine. Grazie ad alcuni elementi molto precisi, X1 dimostra che era presente al momento dell'omicidio. Malgrado questo, l'inchiesta non andrà avanti.

Dopo varie polemiche la Procura di Bruxelles riapre , dopo il 27 gennaio 1997, un'inchiesta sul presunto coinvolgimento di Marc Dutroux e di Michel Nihoul nell'omicidio della giovane Christine Van Hees. Il lavorod'inchiesta della sede di Neufchateau (terza Sezione di Ricerche Criminali,Squadra Speciale di Ricerche di Bruxelles) porta alla riapertura dell'inchiesta vecchia di tredici anni. Si riprendono le dichiarazioni della testimone X1. Questa giovane donna di 28 anni è entrata in contatto,il 4 settembre 1996, con il giudice istruttore Jean-Marc Connerotte a Neufchateau. La giovane “X1” dice di essere stata presente al momento dell'omicidio. Può provarlo grazie a una descrizione molto precisa dei luoghi, dei particolari relativi alle ferite inferte a Christine Van Hees e dei dati relativi alla vita privata della vittima così come degli autori degli atti. Il raccontodi X1 si rivelerà più dettagliato del rapporto dell'autopsia realizzato dai medici legali nel 1984!!





La versione di X1 fu confermata dall'analisi del vecchio dossier d'istruzione. Questa istruttoria, condotta dal 1985 dal giudice istruttore Van Espen di Bruxelles, conteneva già alcuni elementi indicanti la pista di Dutroux e di Nihoul. Un'amica di ChristineVan Hees dichiarò nel 1984 alla Polizia Giudiziaria di Bruxelles che la ragazza, durante il fine settimana che precedette la sua morte,ebbe un incontro con "un certo Marc della regione di Mons". Alla fine del1996 si venne a sapere che Dutroux frequentava la stessa pista di pattinaggio di Christine Van Hees nel 1983 e nel 1984. Inoltre, si saprà che,poco prima della sua morte, la ragazza aveva partecipato a una festa della radio libera d'Etterbeek, Radio Activité, diretta all'epoca da Michel Nihoul.




Nel corso della nuova inchiesta, furono interrogati circa 300 testimoni. Questi confermarono le dichiarazioni di X1 relativamente ai punti cruciali. Tuttavia l'inchiesta venne nuovamente bloccata. Non solo. Avvenne l’incredibile. Il 25 agosto 1997 l’intera l'équipe degli inquirenti che lavorava sulle dichiarazioni di X1, la squadra di investigatori che era riuscita a far luce sull’orribile delitto di 13 anni prima, viene rimossa. Questo grazie all'insistenza del giudice istruttore Van Espen. Egli dubita dell'obiettività degli inquirenti. Alla richiesta di Van Espen, del suo collega Langlois (Neufchateau)e del comandante della caserma Duterme, si procederà a una "rilettura"di tutte le inchieste basate sulla testimonianza di X1. Questa rilettura deve, all'inizio, durare qualche settimana, ma poi si trascina per più di 6 mesi. X1 viene affidata, dopo settembre, a un nuovo gruppo di inchiesta. In una lettera indirizzata alla commissione Verwilghen, ella lamenta -così come la sua terapeuta - il modo in cui viene trattata. X1 dicedi avere la sensazione che la si voglia "distruggere" psicologicamente. Non è solo una sensazione: è una tragica verità






Ma non è soltanto l'inchiesta VanHees che è praticamente ferma. C'è anche il caso di cinque altre inchieste giudiziarie che sono state aperte (o riaperte) a partiredalle dichiarazione di X1, presso le Procure di Anversa, Bruxelles, Gande Neufchateau. X1 descrive diversi omicidi di bambini che, afferma, hanno avuto luogo all'interno di una rete molto estesa di prostituzione infantile.





La cronaca dei fatti




"E' il chiodo della mia bara", ha dichiaratoJean-Claude Van Espen, giudice istruttore a Bruxelles quando ha parlatodel dossier della Champignionnière. L'espressione non è particolarmente felice. Poiché è notoriamente grazie a un chiodo che gli inquirenti della Squadra Speciale di Ricerche di Bruxelles hanno probabilmente rovato, alla fine del 1996, la chiave del mistero che circonda l'orribile omicidio di Christine Van Hees nel 1984. Molto rapidamente appariràchiaro che, anche senza il 'Caso Dutroux' e senza la testimonianza di X1,Van Espen avrebbe potuto trovare dal 1985 la pista di Marc Dutroux e di Michel Nihoul. Di colpo si chiariscono molte cose.





Quella sera il pompiere Norbert Vanden Berghen visse i momenti più movimentati della sua vita professionale."Il telefono non aveva smesso di suonare per tutto il giorno. Avevamo parecchi incendi e incidenti, anche tre contemporaneamente". Siamo al lunedì 13 febbraio 1984. Alle 20.47 arriva una nuova chiamata, attraverso il numero906. E' stata vista una nuvola di fumo in una casa in rovina, sul terrenodella vecchia Champignionnière di Auderghem, vicino al campus della Université Libre di Bruxelles (VUB). Prima che i pompieri siano sul posto, un secondo incendio è segnalato nei dintorni. Da una fessura della Champignionnière fuoriesce del fumo. Mentre una equipe perquisisce la casa abbandonata, un'altra si introduce con delle lampade tascabili nella cava. Il comandante Vanden Berghen si trova nella second aéquipe. "Abbiamo visto un fuoco che covava sotto un cumulo di cassette di legno. Siccome il fuoco si era quasi spento abbiamo l'abbiamo smosso."
Ciò che appare in quel momento,resterà a lungo impresso nella mente del pompiere. Vede un tronco umano bruciato. Una parte della testa asportata dalle fiamme. Dei piedi e delle mani resta ben poco. "Era una giovane donna. Distesa sul ventre, nuda. Gambe e braccia legate insieme con del filo di ferro, anche avvolto intorno al suo collo. Le sue gambe piegate all'indietro. Orribile."





Nel mucchio fumante gli esperti della Procura di Bruxelles trovano degli oggetti personali della vittima: dei gioielli, i resti bruciati di una T-shirt, un reggiseno. Gli inquirentisi trovano di fronte a un enigma. La loro prima impressione è chela vittima ha accompagnato i suoi assassini volontariamente. Prima che il gruppo si recasse nelle cantine, è chiaramente stato nella casa dove vengono ritrovati degli oggetti che sembrano in rapporto con il crimine.





Quando Pierre e Antoinette Van Hees,l'indomani apprendono la scoperta del cadavere di una ragazza ritrovato poco lontano da loro, vengono assaliti dalla paura. La loro figlia Christine(16 anni) non è rientrata la notte. Passa ancora un giorno e mezzo prima che la Polizia Giudiziaria di Bruxelles possa portare ai gestori del magazzino dei giornali di avenue du Diamant un risultato definitivo:è Christine. I genitori devono andare a identificare piccoli restidi quaderni e di gioielli. Il corpo non viene loro mostrato. Ci sono delle ragioni per questo. Nel rapporto di autopsia i medici legali Rillaetr e Voordecker non si avventurano a dare un parere sull'origine della morte. Prima di essere bruciata la giovane è stata talmente seviziata che non è possibile determinare quali di queste torture le sia stata fatale. Nel suo primo rapporto il dottor Voordecker menziona tracce di strangolamento. Più tardi i medici inseriscono nel loro rapporto un'altra osservazione: la vittima non si trovava nel periodo delle mestruazioni.E' un dettaglio che rivelerà tutta la sua importanza solo tre anni più tardi. I genitori hanno un altro choc da sopportare. La figlia non è andata a scuola quella mattina. Si dice che accadeva abbastanza spesso che marinasse le lezioni.





Era il periodo della new wave. Christine era una teenager sognante. Amava gli U2, aveva avuto con i suoi genitori,nei mesi precedenti la sua morte, più di una discussione a proposito del suo abbigliamento e delle sue uscite. Christine era anche una giovane sportiva. Una volta alla settimana andava a pattinare o a nuotare. Andava a scuola ad Anderlecht dove aveva molti amici. Dà il suo ultimo segno di vita, quel pomeriggio, verso le 17.20 a due di loro, in rue Wayezad Anderlecht. Fa una chiacchierata con la sua amica Chantal e gli mostragli stivali che ha comprato (o ricevuto da qualcuno) la mattina stessa. Durante questa conversazione incontra anche Didier, il suo vecchio caposcout. Chantal e Didier vedono Christine camminare in direzione della stazione della metro di Saint-Guidon. Da lì lei ha una mezz'ora di metro fino alla stazione Petillon, vicino alla sua abitazione. Tutto è dovuto avvenire in fretta. Alcuni abitanti di rue de la Stratégie sentono alle 18.50 le urla di una ragazza. Quello che sentono sembra essere:"No! Fermi! Mamma!".





La falsa pista dei Punk






Quelli che a metà degli anni ottanta studiavano alla VUB conoscevano la leggenda urbana. Dei punk mezzimatti hanno organizzato una messa satanica. Il caso appare semplice. La Champignionnière deserta nel 1984 è un ammasso di rovine.Alcuni punk ci vanno regolarmente a fumare uno spinello, prima di raggiungere il Kultuurcafé. Nella misura in cui ha del tempo da dedicare a questo caso, il giudice istruttore di Bruxelles Eloy si aggancia a questa pista. Eloy ha, alla Procura di Bruxelles, anche la responsabilità dell'inchiesta sul gruppo terrorista di sinistra C.C.C. E' molto per un solo uomo. Eloya avrà un infarto e, più tardi, anche un esaurimento nervoso. Il primo ottobre 1985 il caso è rimesso nelle mani di un nuovo giudice istruttore promettente, Jean-Claude Van Espen.





Van Espen eredita un dossier che contiene già un principale sospettato. E' Serge C., uno dei punk che èstato visto frequentemente alla Champignionnière. C., soprannominato'l'Iroquois, è un personaggio importante. Capelli rosso vivo, stivali militari, intrappolato nella droga. Nel 1983 C. ha scontato due mesi di prigione per furto con violenza. Più tardi è stato ricercato per diserzione. Il 13 settembre 1984 è arrestato e incriminato per l'omicidio di Christine Van Hees. Durante una perquisizione viene trovatoa casa sua uno dei suoi quaderni. C. nega, ammette, nega, ammette, nega...Il suo avvocato attribuisce la versatilità del suo giovane cliente al fatto che la Polizia Giudiziaria ricompensa le sue confessioni con della droga. Se non gliene danno, C. dice di non sapere niente. Non c'è che una costante nelle sue dichiarazioni: il modo in cui questo quadernoè piombato nella sua camera è per lui un mistero. Egli sospetta che qualcuno ce l'abbia messo "per interesse". Per esempio per fare di lui un sospetto ideale. Come il marocchino Abfdallah Aoud? Questo punk sarà ascoltato 16 volte in totale e resterà tre anni, due mesi e quattro giorni in detenzione preventiva. Nei rapporti degli psichiatri si può leggere che Serge C. è "pesantemente disturbato mentalmente" e "non ha il controllo delle sue azioni". Quando C. viene rilasciato, il 17 novembre1987, e sgravato di tutti i capi d'imputazione, Didier de Quevy è diventato il suo avvocato. De Quevy si rivolge alla Corte Europea dei diritti dell'uomo presso la quale lo Stato belga è condannato, nel 1991, per superamento dei termini ragionevoli di carcerazione preventiva.

DeQuevy difende in quel periodo altri emarginati. E' anche il consulente di un certo Marc Dutroux di Marcinelle. All'inizio del 1992 la PoliziaGiudiziaria di Bruxelles riprende l'inchiesta sull'omicidio di ChristineVan Hees dall'inizio. Per la prima volta viene ascoltata la madre, AntoinetteVan Hees, e ha luogo un'inchiesta di quartiere. Questa conduce a una nuova pista. Per quattro anni si cercherà il proprietario di un'automobile nera con un'aquila dorata sul cofano. Alcuni abitanti del quartiere avevano visto una tale auto circolare in zona. Anche questa pista non conduce a niente. Nel giugno 1996, i genitori apprendono dalla Procura di Bruxellesche il dossier è chiuso. "Nella loro lettera scrivono 'vostra figlia Claudine'", ricorda Pierre Van Hees. "Per darvi un'idea del modo approfonditocon cui si occupavano del caso." Non gliene importava un fico secco e a questo punto gli assassini erano sani e salvi.





La testimone X1 entra in scena




Mercoledì 4 settembre 1996 il giudice istruttore Jean-Marc Connerotte di Neufchateau ha una conversazione con il maresciallo della caserma della finanza , sezione della Squadra Speciale di Ricerche di Bruxelles. Ricordate questi nomi. De Baets è fiammingo. Egli conduce anche l'inchiesta sulla situazione finanziaria di Marc Dutroux. Il telefono suona. Una certa "Tania di Gand" tenta di far capire qualcosa a Connerotte, ma il suo francese è tanto incomprensibile quanto il fiammingo di Connerotte. Connerotte passa il telefono a De Baets. Attraverso Tania, De Baets viene messo in contatto con una giovane donna che vuole "dire alcune cose a proposito di MichelNihoul". Si capisce subito che la ragazza ha molte cose da raccontare. Dato che lei chiede l'anonimato, e anche per proteggerla, viene battezzata X1 nel verbale.





"Siamo di fronte a un abisso", dichiaraMarc Verwilghen quando sente parlare della testimonianza di X1, alla fine del 1996. Durante un dibattito televisivo un giornalista di Le Soir annuncia che il Belgio non esisterà ancora molto a lungo. L''affare Dutroux',dichiara, non è che un dettaglio. Chi è X1? Una piccola donna di 27 anni, sorprendente e piena di sicurezza, che rivela una biografia incredibile. Ancora bambina era stata affidata alla nonna che viveva aKnokke. Là viene cresciuta come una bambina prostituta. Fino a dieci anni veniva consegnata come una merce nelle camere d'hotel di Knokke. X1spiega come, adolescente, riconosceva, qui e là, i suoi violentatori intelevisione. Con dei titoli di ministro, sindaco, barone o amministratore delegato di banche o di società importanti. Che questi individui la violentassero, dice X1, era sopportabile. Gli omicidi, ecco il vero problema. Il piacere di questi clienti veniva aumentato dall'angoscia della bambina. Il loro godimento più grande andava di pari passo con l'angoscia più grande: l'angoscia della morte. Per l'organizzazione e la protezione della loro perversione, questi notabili, secondo X1, facevano appello a piccoli criminali, come il suo protettore Tony, o a personaggi come MarcDutroux, Michel Nihoul e Bernard Weinstein.

Una testimonianza che fotografa l’oligarchia belga. Quella che metterà in croce un personaggio infinitamente più pulito come l’austriacio Haider. Distruggendone la carriera politica mentre gli spettri del Belgio usciranno indenni. E forse più assassini di prima. Intanto il popolo belga, che ovviamente non si rende conto della fogna che tira le fila del paese, è sempre più sconvolto e chiede giustizia. Che fare di una simile testimonianza,in un periodo in cui l'intero Paese urla? Indagare, ordina Connerotte. Non ci riuscirà a lungo.





Una cosa sorprende il maresciallo DeBaets fin dalla prima audizione di X1, il 20 settembre 1996. Non ha esitazioni. Con una facilità sconcertante, può nominare i suoi vecchi compagni di classe che possono confermare la sua storia (e che lo fanno),dà gli indirizzi segreti dei notabili (che corrispondono), descrive i loro interni (che corrispondono), e parla di "Marc", quel povero maldestroche, all'inizio degli anni ottanta, l'ha abusata assieme ad altri, tra cui "Miche". "Dutroux aveva due pastori tedeschi", dice anche X1. "Si chiamavano Brutus e Sultan". Più tardi, nel corso di un interrogatorio di Dutroux,si fanno domande sui suoi cani. Dutroux si impaurisce e rifiuta di rispondere.Michelle Martin non vi fa attenzione. Uno dei due cani vive ancora, era l'animale a guardia della casa di Marcinelle quando Julie e Melissa vi erano rinchiuse. "Si chiama Sultan", dice Martin. Ma guarda! Molte informazioni su Dutroux vengono pubblicate sulla stampa in quei giorni. Il nome del cane non viene mai fatto. Come può X1 conoscerlo?





Il diario segreto






X1 sarà, in totale, ascoltata diciassette volte. Ciascuna di queste audizioni è filmata dal primo all'ultimo minuto, seguendo il consiglio degli esperti. X1 soffre di quello che in psicologia si chiama dissociazione. Per ricordarsi un evento traumatico,deve andare a cercare in un angolo della sua memoria che ha rinchiuso.Parlarne fa rivivere alla vittima l'evento traumatico. Ma X1 si sa proteggere.Quando questo diventa troppo difficile per lei, si zittisce, anche per alcune ore se ne ha bisogno. Non piange mai. "Non mi hanno mai insegnato a esprimere il mio dolore" si scusa.





La sera del 13 novembre, durante la sua quinta audizione, X1 lascia trapelare il nome di Christine. Racconta di come la ragazza, dopo essere stata lungamente torturata, viene bruciata nella cantina di un edificio in rovina, nella regione di Bruxelles. Questo succede sulla scia di un'orgia che dura tutto un week-end e nel corso della quale - aggiunge più tardi - il proprio bambino di cinque mesi viene ucciso. Come punizione. Tra le persone presenti X1 nomina Michel Nihoul, Marc Dutroux, Michelle Martin, Annie Bouty, Tony, Bernard Weinstein, unavvocato di Bruxelles, una coppia di Gand e "uno sconosciuto".





Dall'audizione di X1 del 13 novembre1996, verbale numero 116/990: "Hanno ammazzato Christine ( ). Dutroux eNihoul l'hanno legata in un modo particolare. Dovevo immergere un coltello nella sua vagina ( ). Mi dicevano che dovevo farla tacere. Christine fu dapprima legata su un tavolo ( ). Loro guidavano la mia mano, ero costretta a strangolarla, altrimenti, avrei subito la stessa cosa. Christine è stata violentata a più riprese. Poi l'hanno slegata, per legarla di nuovo. I suoi piedi e le sue mani sono stati legati insieme al dorso.Infine, l'hanno bruciata." Alla fine dell'interrogatorio, X1 descrive la casa dove tutto questo è accaduto. Più in là, dà più spiegazioni a proposito di ciò che aveva provocato l'esecuzione punitiva: "Nella rete c'erano delle ragazze esperte, come me, da cui, durante la loro più tenera infanzia, i genitori si erano allontanati. C'erano anche delle ragazze che erano state avvicinate da alcuni adulti, e che erano state introdotte progressivamente nella rete. 'Dovevamo prendere queste ragazze sotto la nostra protezione. Se commettevano un errore, eravamo noi ad essere punite'. E' così che andava. Con Christine non andava per niente. Era spacciata. Tre o quattro mesi prima della sua morte, ha fatto la conoscenza di Nihoul. Lui le ha fatto ogni tipo di promesse. E'soltanto alla fine che ha realizzato come funzionava veramente. Voleva andarsene, mi diceva. Mi disse che aveva un diario intimo nascosto da qualche parte. Le dissi: parlane ai tuoi genitori e chiedi loro di proteggerti.Commisi allora la stupidità di parlarne con un'altra ragazza. Questa aveva appena ricevuto un sacco di botte a causa di Christine ed è andata a parlare a Nihoul del diario segreto. Hanno immediatamente progettato l'esecuzione. 'Doveva morire, a titolo d'esempio per noi'."





X1 nella sua ottava audizione, 18 novembre1996, verbale numero 116-991: "Siamo state tutte e due spinte nude su una macchina. Dopo un viaggio di venti minuti siamo arrivate in un posto con molte erbacce e macerie. C'era uno strano odore. Il suolo era freddo e umido ( ). Siamo arrivati in una casa, al piano. Dopo, siamo scesi in una grande cantina. Lì Christine è stata slegata e poi rilegata,come un coniglio. E' stata violentata di nuovo e torturata con un coltello.( ) C'erano delle candele]. ( ) Una delle persone presenti la punse in più parti del corpo con un pezzo di metallo che aveva scaldato sopra una candela. ( ) Poi qualcuno ha pulito sangue con un tampax. Alla fine l'avvocato ha perforato la sua mano con una sorta di pezzo di metallo. Dopo, l'hanno cosparsa di benzina e hanno appiccato il fuoco."





Alla fine dell'interrogatorio X1 disegna una pianta della casa dove, secondo, lei le torture hanno avuto luogo.Ciò che disegna è la pianta molto classica di una casa signorile di Bruxelles, un mucchio di macerie che doveva essere un giardino e un'entrata verso una cantina. Alcuni dettagli colpiscono. Tre piccoli anelli nella cucina rappresentano dei ganci da macellaio. I piccoli quadrati sono due tavoli in legno abbandonati dai vecchi proprietari. In quello che doveva essere l'ingresso, X1 disegna una grossa linea che l'attraversa in diagonale.Era una pesante condotta in metallo sulla quale ha inciampato arrivando,ha spiegato.





"Lei è stata in questo luogo"




Per chi vuol farsi un'opinione sulla credibilità di X1, è utile sapere che gli inquirenti della terza Sezione di Ricerche Criminali all'inizio di novembre non sono al corrente dell'inchiesta condotta in passato dalla Polizia Giudiziaria. Dopo aver sentito X1 parlare per la prima volta di "Christine", alcuni uomini della Squadra Speciale di Ricerche hanno frugato negli archivi. Hanno trovato alcuni pezzi di giornali sull'omicidio di Christine Van Hees. Non è lì che X1 ha potuto trovare quello che racconta. I giornali danno diverse versioni a proposito della condizione in cui era stato scoperto il cadavere.





Il 4 dicembre gli inquirenti della Procura di Bruxelles vanno a cercare il dossier 84/85 del giudice istruttore Van Espen. Quello che scoprono li fa sobbalzare. Trovano una descrizione dettagliata degli oggetti rinvenuti sul luogo del crimine. Sono segnalati,tra gli altri, dei pezzi di candele e un Tampax imbevuto di sangue. Questi non sono che dettagli di un dossier che, accatastato, misura due metri.La versione di X1 è, su alcuni punti, più precisa del vecchio dossier. In quello si dice a più riprese che Christine Van Heesè stata legata con del filo di ferro spinato. "Falso", dice X1,"era un cavo elettrico il cui involucro era stato fuso." Gli inquirenti corrono alla cancelleria della Procura di Bruxelles e ritrovano il cavo. E' un cavo elettrico a cui è stato fuso l'involucro. E’ assolutamente evidente che la testimone non mente. Ma non per tutti.





Altro dettaglio significativo. Nel rapporto d'autopsia non si parla di un oggetto metallico conficcato nei polsi di Christine. Dopo aver sfogliatoil dossier per giorni interi, l'attenzione di uno degli uomini della Squadra Speciale di Ricerche è richiamata dal verbale 30.14.321/84, redatto dalla polizia di Auderghem la sera del 13 febbraio 1984. Si legge: "Un chiodo è piantato nel polso sinistro." Qualche tempo dopo ritrovano il chiodo in cancelleria. E' un chiodo gigantesco. Durante le verifiche effettuate dagli inquirenti della Squadra Speciale di Ricerche all'inizio del 1997, risulta che all'epoca il chiodo fu l'oggetto di una discussione tra i medici legali e i primi uomini arrivati sul posto. L'agente di polizia di Auderghem, De Kock, dice di aver attirato l'attenzione dei medici sul chiodo, ma questi gli avrebbero risposto che sapevano come si pratica un'autopsia. Il pompiere Norbert Berghen e il suo collega Yvan Leurquin vengono ascoltati tredici anni dopo i fatti. Anche loro parlano di un chiodo e dicono di non comprendere come i medici legali possano averlo dimenticato. Probabilmente non l’avevano dimenticato affatto. Solo ignorato.





Il 21 gennaio 1997 viene ascoltato José Ginderachter, 59 anni. E' il figlio del vecchio imprenditore della Champignionnière e ha abitato la casa signorile. Quando la dichiarazione di X1 viene presentata a Ginderachter, questi non può dire altro che: "Questa persona deve essere stata sul posto."





Che si tratti dei tre ganci da carne nella cucina, del motivo del rivestimento del suolo, dei due tavoli da cucina in legno, di una botte d'acqua piovana nel cortile dove c'è l'accesso alla Champignionnière: Ginderachter non può che confermare. Su due punti concreti, la sua descrizione corrisponde a quello che può ricordarsi della casa. L'uomo può inoltre indicare su cosa X1 ha inciampato: "Quella condotta nell'ingresso era un pezzo del vecchio riscaldamento al suolo, della Champignionnière, che doveva essere messa a nudo quando si tolse il pavimento."

Facendo gli avvocati del diavolo, si può supporre che X1 sia passata un giorno ad Auderghem per caso, presso la vecchia Champignionnière, e che l'abbia visitata. Vale la pena di dire che X1, al momento dei fatti, aveva quindici anni e abitava a Gand. La Champignionnière fu distrutta un anno dopo i fatti per far posto a un gruppo di case popolari. Anche facendo fede ai soli elementi materiali è difficile concludere altro se non che X1 doveva essere presente al momento dell'omicidio. Ma, quello che dice sugli autori dell'omicidio,non è troppo incredibile? Dutroux e Nihoul, commisero insieme un assassinio nel 1984? Non si sono conosciuti nel 1995?





"Signore e Signori, non avevamo bisogno i X1 per risolvere questo crimine", dichiara un inquirente della terzaSezione di Ricerche Criminali di fronte ai membri della commissione Verwilghen,confusi per lo stupore al momento dell'audizione a porte chiuse, nel ottobre1997. L'uomo ha passato mesi a spulciare il vecchio dossier della Polizia Giudiziaria. La sua conclusione è la seguente: "I nomi degli autori fatti da X1, sono indicati indirettamente nel dossier dopo il 1984."





Quanto segue si basa su testimonianze del 1984.





Insieme alla pista di pattinaggio




Fin dai primi giorni che seguironol'omicidio, la Polizia Giudiziaria apprese dai compagni di classe che Christine Van Hees, nei mesi che precedettero la sua morte, condusse una doppia vita. Marinava le lezioni, non solamente la mattina del 13 febbraio 1984 ma anche tutta la settimana dal 20 al 25 gennaio 1984. Per poterlo fare ebbe, senza che i suoi genitori ne fossero al corrente, un certificato medico del dottor Hallard. Secondo le sue amiche, Christine usciva spesso la notte. A proposito della sua cerchia di amici, tutte quante una dopo l'altra indicano la pista del Poseidon, il pattinaggio sul ghiaccio di Woluwe-Saint-Lambert. Al pattinaggioAriane M. si ricorda che Christine aveva incontrato "un certo Marc della regione di Mons". Suo fratello la incontro', poco prima della sua morte,in un bar con un certo Marc (più tardi egli riconoscerà, con una certezza dell'80%, Marc Dutroux più giovane). Nel corsodel week-end che precedette la sua morte, Christine aveva un appuntamento con "un certo Marc", racconta un altro amico. Questo Marc viaggiava in moto. La Polizia Giudiziaria non è mai riuscita a identificare il misterioso Marc. Françoise Dubois, l'ex moglie di Marc Dutroux, può dire agli inquirenti, inizio 1997, ch'egli frequentava spesso la pista di pattinaggio di Forest e di Woluwe-Saint-Lambert. "Egli restava spesso tutto il week-end a Bruxelles". Michelle Martin ha incontrato suo marito alla pista di pattinaggio. Alla fine del 1983 è a fine gravidanza.Doutroux, conferma durante un interrogatorio il 4 dicembre 1996, partiva spesso solo per stabilire contatti con delle giovani ragazze. A quell'epoca viaggiava su una grossa moto.





Christine andava anche spesso a nuotare.Dopo, dicono i suoi amici, prendeva un bicchiere al bar. Al primo piano di una piscina di Etterbeek, una radio libera aveva i suoi locali. L'emittente si chiamava Radio Activité. Alla fine del 1996, l'emittente è uno degli elementi chiave nell'inchiesta della Procura di Neufchateau. Poiché il personaggio centrale di Radio Activité non è altri che Michel Nihoul. Radio Activité appare a più riprese nel vecchio dossier. Poco tempo prima della sua morte, delle amiche di Christine l'hanno vista a delle organizzate in quel luogo.





Durante l'inchiesta su Serge C., nel1984, un collaboratore di Radio Activité andava regolarmente a offrire"informazioni" agli inquirenti della Polizia Giudiziaria. Queste sembravano andare spesso nella direzione della pista dei punk. L'uomo della radio beneficia di più attenzione da parte degli inquirenti che il portiere della discoteca Freddy V. Questi consiglia "di andare a vedere al bar LesBouffons, luogo di incontro abituale della gente di Radio Activité".Il portiere ha scorto Christine Van Hees poco prima della sua morte. Questo non è proprio un luogo per una ragazza come lei, trova Freddy V.Soprattutto quando si sa che Patrick Haemers stesso vi era considerato come un habitué.





A metà degli anni '80, il giudiceistruttore Jean-Claude Van Espen non poteva evidentemente sapere che termini come "un certo Marc" o "Radio Activité" sarebbero diventati un giorno un enorme segnale d'allarme nel dossier. Eppure esistono altri indizi che convergono verso l'ambiente di Nihoul. Il 27 aprile 1997 la polizia di Etterbeek riceve una telefonata. La conversazione si svolge così:

- "Polizia di Etterbeek? Mi scusi,signore, Se volete essere al corrente andate a dare un'occhiata al bar Dolo, rue Philippe Baucq, al numero 140."

L'agente: "Che succede laggiù?"

- "Forse potreste saperne di più sulla Champignionnière."

L'agente: "Che vuol dire?"

- "All'angolo di rue Philippe Baucq,il Dolo. Se ci andaste di tanto in tanto, ne sapreste di più sulla Champignionnière."

L'agente: "Perché dite questo,signore?"





In quel momento la comunicazione si interrompe. La conversazione, incisa su registratore, si trova nel vecchio dossier 64/85 (verbale 33797, Polizia di Etterbeek). Nessun atto d'inchiesta è mai stato condotto in direzione del Dolo. Ci sarebbero state anche altre ragioni per indagare oltre a quelle evocate fino ad ora. Poco dopo l'omicidio, Muriel A. viene a sapere che Christine ha sostenuto, con i suoi genitori, che dormiva di tanto in tanto da lei, cosa non vera. Nathalie G. si ricorda inoltre che dopo una serata, due settimane prima della suamorte, Christine l'aveva supplicata di accompagnarla a casa "perché aveva paura di qualcuno".





E poi c'è Fabienne K. Questa dichiara alla Polizia Giudiziaria di Bruxelles che vedeva Christine ogni giorno sul bus e che le aveva detto di far parte di un gruppo di persone "più grandi di lei" che tenevano "delle riunioni segrete". K. mette l'accento sul fatto che Christine non parlava di punk.. Fabienne K.il 20 febbraio 1984 nel verbale numero 7112:





"Christine non ha mai parlato di questo con delle ragazze della sua classe. Mi ha lasciato intendere che, nel gruppo,si praticava l'amore libero ( ). Mi disse che questo gruppo l'attirava e l'angosciava al tempo stesso. Disse che voleva tagliare i ponti perché erano successe delle cose gravi ( ). Christine aveva un diario segreto che aveva nascosto da qualche parte ( ). Era entrata in conflitto con un'altra ragazza del gruppo. Si sentiva molto attratta da uno degli uomini della banda. Descriveva la banda così: "Sono dei maiali, ma io mi sento bene con loro." Mi diceva che quando si entrava in questo ambiente, non si poteva più uscirne. Se ne parlasse, la ucciderebbero e le manderebbero a fuoco la sua casa. ( ) Non aveva senso, diceva, parlarne a qualcuno, poiché nessuno le avrebbe creduto".





Fabienne K. conferma la sua storia nel 1993 alla Polizia Giudiziaria, e ancora una volta all'inizio del 1997agli inquirenti della terza Sezione di Ricerche Criminali. Non c'era, dunque,veramente bisogno di elementi nuovi. X1 ha, nel frattempo, indicato degli indirizzi di abitazioni secondo lei abitate da Annie Bouty e/o Michel Nihoulnel 1984. Gli indirizzi sono stati verificati e corrispondono. Le persone della Squadra Speciale di Ricerche hanno anche ripreso le ricerche di autoportanti una sigla a forma d'aquila. E Marlene De Cockere, amica di Nihoul,aveva comprato, nell'aprile 1983, una Mitsubishi celeste con un'aquila dipinta sul cofano. Quest'ultimo elemento è il meno certo di una serie di verifiche realizzate dall'équipe del maresciallo De Baets. Proprio nel mezzo dell'inchiesta su questa macchina, De Baets e molti altri inquirenti vengono allontanati dalla sede di Neufchateau a metà agosto. Non devono evidentemente scoprire troppo.





X1 non è sempre stata così precisa, è sicuro. De Baets e la sua équipe hanno lavorato di tanto in tanto in modo frettoloso. Eppure i piccoli errori constatati durante la "rilettura" non hanno un'importanza tale da mettere in dubbio il valore dell'inchiesta. Così, durante la trascrizione, alcune parole di X1 non sono passate troppo bene. Il maresciallo Patrick De Baets e Philippe Hupez le fanno dire in un verbale che "Bernard Weinstein" era anche lui presente all'omicidio di Christine. Sulla video registrazione originale la cosa si svolge in modo diverso. X1 parla "di un uomo che penso sia Weinstein". Non è né X1, né Hupez e ancora menoDe Baets che apportano quelle correzioni. Eppure è di un'immensa importanza. Bernard Weinstein era in prigione in Francia fino alla fine del 1985. Appena prima di essere sospesi, gli inquirenti fanno ancora un'altra scoperta a proposito di Marc Dutroux. Il 15 febbraio 1984 egli apre un conto corrente presso la banca del Credito Professionale dell'Hainaut.Nei tre giorni che seguono un totale di 200.000 franchi belgi verrà versato su questo conto. Il 15 febbraio è due giorni dopo l'omicidio di Christine Van Hees.





Nell'attesa dei risultati della "rilettura",il giudice istruttore Van Espen si concentra, da qualche settimana, su una nuova pista: quella dei punk brussellesi...





Come si è "demolito", "rileggendolo",il dossier giudiziario del 1997





Ben prima che una discussione si avviasse sull'eventuale trasferimento dei dossier allegati del caso Dutroux verso altre circoscrizioni giudiziarie, un tale trasferimento aveva già avuto luogo il 27 gennaio 1997 per alcune parti del dossier 96/109 della Procura di Neufchateau. Il dossier 96/109 è il dossier aperto a suo tempo dal giudice istruttore Connerotte per raggruppare tutte le dichiarazioni delle vittime di fatti di pedofilia. Quando una testimonianza manifestava di avere un legame con un'inchiesta giudiziaria in corso sull'omicidio di bambino, questa parte viene trasferita verso la circoscrizione relativa.Nel caso della Champignionnière, si tratta di Bruxelles.





"Avrete dei problemi", avverte X1 quando i suoi inquirenti pensarono di farle piacere con l'annuncio del trasferimento.Eppure, tutto indicava che il ritiro del dossier da Neufchateau non poteva essere che benefico, in termini di efficacia. Se una dichiarazione di X1può essere considerata significativa, questa è una buona previsione. Anche troppo: X1, Regina, era una testimone di straordinaria intelligenza, ma i suoi aguzzini erano e sono forse ancora molto potenti.