Nuove armi a Israele

Germania agli ordini dei sionisti

Il Jerusalem Post ( e il Corriere del Sionista di Mieli) esultano: la Germania dei democristiani è in ginocchio davanti a Israele. La ciabattona Angela Merkel gode di ottima stampa in Europa: come accade a tutti i governanti che si piegano alle richieste sioniste. Ma la Merkel supera tutti i limiti, è un burattino indegno nelle loro mani. Fa gli interssi di Israele , non della Germania: è il peggior camvelliere degli ulitmi decenni. Si scaglia a comando contro l’Iran, bacia i piedi a Bush, cambia radicalmente la politica di prudentecautela di Schröder , uno dei più intelligenti leaders europei. La ciabattona, figlia di un pastore protestante al servizio del regime comunista nella Germania est, è abituata ad ubbidire ai padroni. E sionismo e comunismo sono sempre andati abbastanza d'accordo. In Germania vige il terrore per chiunque osi anche solo pensare una forza politica nazionalista e il potere sionista è ora assoluto.

Quattro anni fa, il ministero della Difesa ebraico aveva chiesto da Gerusalemme di ricevere la versione più offensiva dei veicoli corazzati Fuchs, a Berlino avevano capito ( o meglio: così gli era stato detto con le solite menzogne) invece di dover spedire in Medio Oriente il modello che avrebbe difeso le truppe di Tsahal dai possibili attacchi bio-chimici di Saddam Hussein. Attacchi ovviamente impossibili, ma le balle di Israele ormai sono stellari. E il cancelliere socialdemocratico aveva finto di accettare poichè un rifiuto avrebbe scatenato la solita canea della stampa filo sionista.. Per poi bloccare l’operazione, quando gli alleati Verdi erano insorti, dopo aver compreso di quali tank si trattasse. «Potrebbero essere utilizzati in azioni di guerra contro i palestinesi», avevano commentato. Per una volta avevano piena ragione.


La coalizione al governo ha cambiato colore con i democristiani e Angela Merkel ha subito dato il via libera alla fornitura per lo Stato ebraico di un nuovo blindato. Così da poter massacrare meglio i palestinesi. Un blindato ancora più potente e moderno. Come si sa gli ebrei devono affrontare ragazzini palestinesi armati di pericolosissime pietre.

Il Dingo 2 - rivela il quotidiano Die Welt - sarà messo a disposizione per i test preliminari. La consegna è stata sbloccata dal Consiglio per la sicurezza nazionale che sorveglia le esportazioni di armi: le decisioni del comitato sono coperte dal segreto, ma la scelta sarebbe avvenuta all’unanimità.


Il Dingo 2 è prodotto dall’americana Textron su licenza della tedesca Krauss Maffei Wegmann. Armato con una mitragliatrice, in grado di trasportare fino a otto soldati, il mezzo è corazzato anche contro le mine e le granate anti-carro. L’esercito israeliano sarebbe interessato ad acquistarne 103 per un costo di 100 milioni di euro. Che in qualche modo finiranno per pagare come al solito i tedeschi, con la solita orchestra dell’ “olocausto”. Ma c’è di molto peggio.


Il governo della Merkel sarebbe anche pronto - scrive sempre Die Welt - a firmare l’accordo già annunciato per la vendita di due sottomarini Dolphin, valore un miliardo di euro. Schröder aveva rinviato questa decisione , malgrado le incredibili pressioni della lobby sionista, perché sugli Uboot potrebbero essere trasportare testate nucleari. La spesa è in parte (300 milioni di euro) finanziata da Berlino e il cancelliere si era opposto all’allora ministro della difesa Peter Struck, che voleva sponsorizzare i sottomarini. Secondo i giornali israeliani, sarebbero stati proprio i mancati accordi sui blindati e sui Dolphin a tenere Schröder lontano da Gerusalemme per cinque anni, fino alla fine del mandato: l’ultima visita era stata nel dicembre 2000, quando aveva spento “per errore” la fiamma “eterna” a Yad Vashem, il museo dell’Olocausto.


Angela Merkel è stata invece il primo leader straniero a incontrare Ehud Olmert, poche settimane dopo l’ictus che ha colpito Ariel Sharon il 4 gennaio. E pochi giorno dopo la vittoria di Hamas alle elezioni palestinesi. Gli analisti israeliani hanno subito notato che la cancelliera cristiano-democratica ha guidato la linea dura contro il governo presieduto dal movimento fondamentalista e contro i proclami antisemiti del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.


«Forse il destino ha voluto - commenta il Jerusalem Post - che Angela Merkel apparisse sulla scena in questa fase di pericoli per Israele: sarà lei a garantire che i suoi alleati europei mantengano una condotta compatta». Quello che Israele spera però è l’esatto contrario non solo di quanto è giusto, ma anche degli interessi europei.