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Discussione: Il Nazismo Esoterico

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    Predefinito

    Le radici esoteriche del Nazismo

    http://www.thule-italia.net/ns/radici.html

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    Predefinito Dal Nazismo Occulto al Fascismo esoterico

    di Enrico Baccarini©

    [email protected]



    Tratto da ARCHEOMISTERI, I Quaderni di Atlantide - n°



    L’ascesa del nazismo comportò profondi cambiamenti nella vita sociale e culturale dell’antico stato germanico. La concezione di un nuovo Reich millenario, simbolo imminente di potenza e terrore per il mondo intero, si era trasformato da semplice espediente politico in vero strumento di accrescimento per il popolo tedesco. Istituzioni ed associazioni come la Libera Muratoria, circoli privati o Società culturali avevano dovuto subire il profondo influsso di un potere politico superiore venendo sistematicamente chiuse o assorbite all’interno di un influsso culturale e “dottrinale” confacentesi alle ispirazioni e ai voleri dei gerarchi nazisti.

    La pretesa restaurazione di una purezza razziale e culturale dei popoli germanici condusse ben presto il movimento nazista verso la creazione di una vera e propria “cultura di regime” autosufficiente e auto-alimentantesi. Filosofi come Rosenberg o gerarchi come lo stesso Himmler costituirono le diverse facce, ed i diversi indirizzi, attraverso cui il Nazismo costruì la propria forza ed il proprio potere. Lo studio retrospettivo di tale movimento ci permette oggi di comprendere il valore profondo e la forza interiore che questa rivoluzione culturale e sociale comportò principalmente per il popolo tedesco. Si ideò una nuova società, una nuova cultura, una nuova religione, un nuovo mondo che avrebbe dovuto sostituire il preesistente, si cercò invero di ristrutturare un’età dell’oro perduta ed una superiorità fisica dimenticata. Artefici di questa nuova visione furono le figure preminenti del regime come anche esoteristi, teosofi, occultisti e self-made man del tempo. Lanz Von Liebenfels, Von Sebottendorf, Karl Maria Wiligut furono alcuni degli artefici di questi grandi piani, padri fondatori ed ideologi del nuovo avvento della cultura “ariana”. Come in Italia durante il fascismo così anche in Germania, ordini ed istituzioni considerati “pericolosi” furono repentinamente aboliti conducendo i nuovi governi ad istituirne di nuove più in linea con gli ideali e le aspirazioni dei differenti regimi. Affianco alle note Ahnenerbe, o alla società Thule, in Germania si assisterà alla nascita di nuove fratellanze segrete in alcuni casi passate quasi sotto il silenzio della storia. La società del Sole Nero, all’interno delle SS, ne fu un chiaro esempio della Germania hitleriana. Nata inizialmente come propagine pseudo-massonica delle terribili squadre naziste ben presto il Sole Nero diventò il simbolo e l’emblema dell’elité militare e culturale di quest’organizzazione. Assieme alla Società Thule e alla misteriosa SS Ahnenerbe il Sole Nero si pose come uno dei baluardi dell’ascesa della “nuova” cultura tedesca. Himmler, come abbiamo potuto vedere nel numero precedente di ARCHEOMISTERI, cercò di creare una nuova culturalità tedesca che attingesse dall’antica linfa dei culti germanici ovvero che derivasse la propria conoscenza anche da correnti esoteriche e movimenti iniziatici del nostro passato. Il castello di Wewelsburg ne fu un chiaro quanto occulto esempio. Voluto e ristrutturato dal gerarca assunse ben presto il ruolo di Tempio sacro del nazismo, futuro centro di governo di un ideale sociale e culturale che avrebbe dovuto durare mille anni. Nel presente numero della rivista troverete un articolo di Gaio Saverio Fabbri che, attraverso un viaggio compiuto direttamente in situ, analizzerà nel profondo gli arcani significati di questa struttura ripercorrendone la storia ed i “significati”.

    La chiave occulta della rinascita tedesca venne ben presto affiancata ad una quest che ancora ai giorni odierni affascina ed incuriosisce migliaia di studiosi in tutto il mondo. La ricerca di un ideale superiore, di conoscenze perdute e di sacri rituali costituirono infatti il motore primevo per un percorso iniziatico che fu compiuto in ogni angolo del mondo alla ricerca di elementi ed oggetti che potessero conferire al Reich quella forza e quel valore spirituale di cui necessitava. Esoterismo ed essoterismo si fusero in un unico ideale e se la Società Thule si poté identificare come un bacino di idee le SS Ahnenerbe ne costituirono il braccio culturale ed “armato” patrocinando spedizioni ed indagini in tutto il globo. Dal Tibet all’America Latina, dall’Africa all’Antartide, come anche in molte zone della stessa Europa, un selezionato gruppo di studiosi (antropologi, filosofi, archeologi, storici delle religioni e genetisti, etc.) vagò alla ricerca di prove ed indizi per avvalorare l’esistenza del popolo Ariano, la razza pura progenitrice dei germani, attraverso cui il nazismo voleva rifondare una nuova società illuminata.

    La stessa affermazione moderna che il nazismo volesse erigersi a nuova religione universale non deve essere più di tanto derisa o sbeffeggiata come si tende a fare certe volte oggi. Anche all'interno del Nazionalsocialismo e soprattutto nelle SS - specificatamente nelle SS Allgemei*ne e non nelle Waffen (le SS combattenti) - esistevano dif*ferenti riti e gradi di iniziazione. Per quanto riguarda le SS è oggi indubbio che si strutturarono e si mossero quasi a ricalcare le orme di una società iniziatico-segreta. Le SS si presentarono pubblicamente come una grande organizzazione militare suddivisa gerarchicamente su molti livelli. Alcune sue propagini assolsero compiti prettamente “culturali” mentre altre frazioni interne si posero come i nuovi depositari della sapienza germanica. Ogni ideale, ogni “centro culturale”, ogni uomo fu spinto oltre i propri limiti per ricomporre e recuperare quelle sapienze perdute del popolo germanico necessarie ad avvalorare e a giustificare la pretesa di un Reich millenario.





    Sacre reliquie

    Tre oggetti sacri costituirono il più importante anelito di queste società esoterico-iniziatiche, l’obiettivo ultimo in grado di conferire potere e conoscenza ai nuovi sacerdoti del popolo ariano. Sarà principalmente tra il 1935 ed il 1945 che un gruppo di uomini, favoriti e finanziati principalmente dall’Ahnenerbe, viaggerà nel mondo alla ricerca di queste tre sacre reliquie. La prima cui possiamo fare menzione è la sacra Lancia di Longino, mistica arma che secondo la tradizione avrebbe passato il costato di un Cristo morente durante la crocifissione. La Lancia era stata posseduta dai più importanti uomini della storia e attraverso le loro missioni il sacro oggetto aveva conferito potenza e sapienza di valore inestimabile. Carlo Magno, come anche Costantino, avevano trasformato il suo possesso nel segno tangibile del loro potere temporale, nello strumento e nel mezzo per giustificare l’attuazione di un piano divino nell’esecuzione dei propri voleri. È abbastanza ovvio considerare come Hitler ritenesse l’arma del legionario romano Gaio Cassio Longino indispensabile per giustificare ed avvalorare la propria pretesa di costruire un nuovo Reich millenario. Conservata nella Schatzkammer del museo dell’Hofburg di Vienna la Sacra Lancia aveva per la prima volta incrociato lo sguardo di un giovane Hitler nel lontano 1909. Il Fuhrer, in visita ai tesori degli Asburgo, ne era rimasto letteralmente stregato ed ammaliato al punto tale da trasformarla in una vera e propria ossessione nel corso di tutta la sua vita. Secondo lo studioso austriaco Walter Stein, nonché amico dello stesso Hitler, il fascino esercitato dall’antica reliquia avrebbe causato la progressiva apertura del Fuhrer al mondo dell’esoterismo e delle arti occulte. In tale atmosfera magica Hitler si sarebbe anche progressivamente convinto di essere la reincarnazione di Landolfo II di Capua sanguinario principe longobardo della fine del IX secolo dopo Cristo. Quando nel 1938 la Germania annesse l’Austria all’interno dei propri domini, Hitler si prodigò perché la Sacra Lancia fosse riportata nella sua antica dimora, la Cattedrale di Norimberga, e fosse conservata e venerata con tutti gli onori che le si potevano attribuire. Ben presto il luogo si trasformò in un vero e proprio santuario del Nazismo ospitando e trasformando l’oggetto in un vero e proprio strumento di culto. Ciò che oggi stupisce è la palese commistione tra religiosità, laicità e paganità che il movimento nazista modellò durante il proprio cursus. Tutto si potrebbe affermare meno che i gerarchi fossero uomini di chiesa o religiosi, anche in questo caso però il fascino esercitato da determinati oggetti, un fascino fuori dallo spazio e dal tempo, sembrò superare la pura fede trasformandoli in veri e propri simulacri di un potere ed una potenza agognata ma mai raggiunta.

    Una delle più interessanti avventure della storia ebbe inizio proprio dalla ricerca di queste sacre reliquie, emblematici oggetti posti a confine tra il mondo reale e quello metafisico. Affianco alla venerazione della Sacra Lancia altri due oggetti costituirono infatti l’interesse principale, ossessivo quanto maniacale, dell’elité culturale ed occulta del III° Reich, il Sacro Graal e l’Arca dell’Alleanza. Mentre la storia conduceva questo movimento, tra persecuzioni e repressioni, verso la Seconda Guerra mondiale nelle sedi delle nuove società iniziatiche, come a Wewelsburg, si era sviluppata una realtà parallela, eterea, fatta di esoterismo e di riti magici, di ricerche scientifiche, filosofiche e di meditazione. Tra coloro che maggiormente si distinsero nella ricerca di questi due oggetti, diventati oggi parte di un mito e di una ricerca senza confini, troviamo i due ufficiali delle SS Otto Rahn e Otto Skorzeny. Skorzeny sarebbe diventato successivamente un volto della storia per aver liberato Benito Mussolini dalla sua prigione di Campo Imperatore sul Gran Sasso.

    Nel suo libro ”La coppa di smeraldo – L’arca d’oro” lo studioso americano Howard Buechner afferma che Skorzeny, probabilmente, sarebbe venuto in possesso di uno dei fantomatici tesori nascosti in questa regione, magot che sarebbero stati successivamente inviati a Merkers (in Germania) per essere poi recuperati e acquisiti dagli americani in ben 32 camion. Leggende o miti moderni che possano sembrare, è indubbio che l’interesse nazista verso queste regioni fu ineguagliato rispetto agli altri territori di cui si il Reich inviò i propri emissari. Skorzeny e Rahn non furono dei semplici “ingenui” attirati da leggende e da misteri di una regione del sud della Francia. La loro presenza nei Pirenei era motivata non solo da una spasmodica ricerca operata dalle alte gerarchie del partito nazista, ma anche dalla ricerca e dalla profonda consapevolezza che in questi territori potevano essere stati nascosti tesori inestimabili come anche segreti di inestimabile valore. Tali affermazioni non sono solo il frutto di nostre congetture, opinabili quanto si voglia, ma parte integrante di dati storici che sembrerebbero possedere un retroterra documentario e storiografico ineccepibile in alcuni casi prodotto dagli stessi Rahn e Skorzeny, come anche da altri esploratori.

    Se delle missioni di Skorzeny possediamo esigue e frammentarie informazioni lo stesso non può essere detto per Otto Rahn. Nel 1929 lo studioso tedesco visitò per la prima volta il castello di Montsegur, a soli 40 km dalla cittadina di Rennes-le-Chateau, insieme al filosofo ed ideologo nazista Alfred Rosenberg. Di tali viaggi oggi possediamo i diari e due libri che lo stesso Rahn redasse al suo ritorno in patria. È doveroso anche notare come nel più ampio spettro di ricerche e studi condotti sotto il nazismo per la ricerca di “sacre reliquie”, la quest du Graal avrebbe condotto Rahn ad avvicinarsi al mistero legato a Rennes le Chateau e all’antico segreto condotto via da Montsegur nel 1244 da tre perfetti catari.

    Che Rahn durante le sue missioni abbia carpito, e forse anche ottenuto accesso, a qualche segreto sembra oggi abbastanza fuori discussione, ma è oltremodo certo che si fosse reso ben presto conto della pericolosità delle proprie scoperte, come del resto traspare dalla lettura dei suoi libri[1], e che ciò possa averlo forse condotto alla morte. I suoi testi, ad una lettura superficiale, potrebbero essere paragonati a delle “passeggiate letterarie sullo stile di Stendhal”, ricche di riferimenti romantici, storici e di una esaltazione certe volte quasi eccessiva verso gli eroici catari combattenti contro il giogo della chiesa romana. Nei due testi rinveniamo una esaltazione della razza ariana unica depositaria – secondo Rahn – dell’antica saggezza atlantidea. Secondo Mariano Bizzarri e Francesco Scurria “tutto questo poteva accontentare il lettore tedesco medio, imbevuto di pregiudizi e di antisemitismo, ma non certo i gerarchi nazisti la cui ignoranza era proverbiale. Se invece di bruciare libri, li avessero letti, avrebbero capito ciò che Rahn aveva scoperto”[2]. Non potremmo aggiungere altro a quanto asserito dai due autori. Rahn condusse uno studio attento e minuzioso sulle leggende e i misteri legati a questa terra vivendo ed assaporando gli enigmi dei Pirenei. La sua ricerca lo portò inoltre molto vicino alla scoperta di un “grande segreto”, come egli stesso affermerà in diverse missive indirizzate ad Himmler, di cui però non rivelò mai a nessuno la sua natura. Il 16 marzo del 1939 Rahn muore misteriosamente sulle Alpi Svizzere, il suo corpo non sarebbe mai più stato ritrovato. Si suppone, con notevole cognizione di causa, che il giovane pupillo del Reichfurher Himmler fosse stato ucciso perché venuto in possesso di informazioni troppo scottanti oppure verosimilmente perché non avrebbe condiviso quel “grande segreto” a cui lui stesso scriveva di essere arrivato molto vicino. Dopo la morte di Rahn il III° Reich non si diede per vinto e nel giugno del 1944 inviò a Montsegur la più famosa e spietata divisione delle SS, la Das Reich. Al di là di ogni ragionevole dubbio e di qualsiasi considerazione di stampo esoterico sorge spontanea la domanda sul perché la Germania, in pieno conflitto mondiale e sempre più impegnata sul fronte russo, dovesse inviare una delle sue migliori divisioni nello sperduto borgo pirenaico di Montsegur. Qualcuno suggerisce che dovessero proteggere, o recuperare, qualcosa sepolto in queste zone anticamente, un oggetto che successivamente sarebbe stato trasportato nel paese di Oradour-sur-Gland teatro di un esecrabile massacro. Non estinguendosi nel continenti europeo anche l’Africa celò segreti solo recentemente venuti in possesso del grande pubblico. Nel febbraio del 1941 la celebre Africa Korps nazista, comandata dal Generale Erwin Rommel, venne inviata in Africa settentrionale per aiutare le forze italiane in lotta contro le truppe inglesi. Recenti documenti avvalorerebbero l’ipotesi che affianco a tale spedizione vi fosse anche una missione segreta affidata a due alti ufficiali, Neumann-Sylkov e Von Ravenstein. Recenti indagini compiute su archivi provenienti dalla Germania dell’Est, e appartenuti alla Stasi, confermano che la missione dei due ufficiali era quella di verificare l’esistenza, all’interno della Grande Piramide, di una cripta segreta in cui, secondo la tradizione erano stati conservati i “libri segreti di Toth” antichi papiri in cui erano stati trascritti antichi rituali e perdute conoscenze appartenute ai primordi della civiltà egizia. Una conoscenza, secondo alcuni esoteristi del tempo, appartenuta alla mitica civiltà di Atlantide.

    Profondo interesse venne anche riservato ai cicli arturiano, alle opere di Wagner e ai miti che esaltarono l’antica potenza ariana. Dalle saghe dei Nibelunghi alle leggende delle gelide terre di Asgard la cultura popolare venne trasformata in mezzo e strumento di perfezionamento interiore, un percorso iniziato teso a riscoprire il divino sepolto dentro ogni uomo.



    Fascismo Esoterico



    E’ corretto parlare di Fascismo Esoterico? Nel corso dei decenni, si è forse troppo indiscriminatamente utilizzato tale termine per indicare lobby invisibili o circoli oscuri che, durante il ventennio, avrebbero svolto un ruolo decisionale e politico fondamentale dietro il regime fascista. Si tratta, probabilmente, di mere speculazioni moderne ovvero di volontà tese a ricalcare gli eventi tedeschi fino ad ora narrati. Come ha evidenziato recentemente lo studioso Gianfranco De Turris, «[…] non si può … parlare … di una dimensione esoterica né ufficiale né ufficiosa del fascismo», in rapporto alla quale si può altresì discutere sull’operato e sugli ideali di molti uomini che gestirono o coadiuvarono questo regime durante i suoi vent’anni di storia.

    In territorio italiano non venne creata nessuna Ahnenerbe fascista o non venne attuato nessun un programma mistico-antropologico teso a riscoprire le ‘origini perdute’ del popolo italiano. Come afferma lo storico e politologo Giorgio Galli «[…] solo nella Germania hitleriana i due elementi, quello mistico e quello antropologico, si saldarono nel progetto rivoluzionario himmleriano»[3].

    All’interno della Società Teosofica italiana si erano, ad esempio, sviluppati due filoni principali che su un versante seguirono la corrente antifascista della Besant mentre nella sua corrente maggioritaria, capeggiata da Decio Calvari, si cercò di attuare una politica di favorevole avvicinamento all’ideologia mussoliniana. Lo stesso Calvari, già nel primo decennio del ‘900, era penetrato nelle maglie del potere politico arrivando addirittura a ricoprire l’incarico di vicedirettore negli uffici della Camera dei Deputati, un ruolo che ovviamente gli permise di entrare in diretto contatto con molti uomini di potere.

    Nelle sfere più alte del partito lo stesso Mussolini aveva più volte sottolineato come il movimento fascista avesse voluto presentarsi non solo come un partito riformatore ma anche come uno strumento di rinascita spirituale. Il Popolo d’Italia del 5 Gennaio del 1924 riportò infatti un’intervista a Mussolini in cui si affermava che «[…] il movimento fascista, per essere compreso, deve essere considerato in tutta la sua vastità e profondità di fenomeno spirituale. Le sue manifestazioni politiche sono state le più potenti e le più decisive, ma non bisogna fermarsi ad esse: il fascismo italiano […] è stato una rivolta spirituale contro le vecchie ideologie, della patria e della famiglia». Un programma ideologico quantomeno chiaro.

    Profondo estimatore delle dottrine steineriane fu il duca Giovanni Antonio Colonna di Cesarò, nominato precedentemente da Mussolini come Ministro delle Poste e Telegrafi. Il ‘duca antroposofo’, come era nominato, aveva cercato di compiere un tentativo per influenzare il fascismo con le dottrine esoteriche di Steiner. Il suo sforzo non fu teso a modificare il cursus ideologico o politico del regime, ma si limitò a provare a far leggere a Mussolini “I punti essenziali della questione sociale” di Rudolph Steiner. Purtroppo mancò l’occasione per consegnare il testo e quindi gli intenti di Colonna di Cesarò si risolsero in un nulla di fatto.

    La cultura esoterica del regime fascista si trovava in una situazione estremamente ambivalente poiché divisa tra coloro che volevano politicizzarla, e quindi usare i suoi principi per un miglioramento sociale e culturale concreto, e coloro che invece volevano mantenerla nel ruolo che aveva sempre avuto ovvero come strumento per una crescita interiore.

    In ambito italiano inizia nel frattempo ad affermarsi una corrente di pensiero di un certo valore ed interesse, ma che risulterà estremamente limitata circoscritta, costituita da una ideologia che passerà alla storia come tradizionalismo pagano. Piero di Vona, a proposito di tale movimento, ha reso evidente come cercò di contrapporsi al potere cattolico paventando per il fascismo un ritorno all’antica spiritualità pagana.

    Il tradizionalismo si colloca integralmente all’interno del pensiero e della cultura fascista ma, allo stesso tempo, ne cerca una via concreta e pratica per trasformare questo modello di ‘spiritualità imperiale pagana’ in un progetto per la creazione di un misticismo per il nuovo impero. Una corrente che oltre a profondi ideali non riuscì mai veramente ad imporsi nelle alte sfere o nel mondo culturale fascista. Nelle SS italiane avrebbe però militato uno dei più interessanti esoteristi della seconda metà del secolo, il Conte Pio Filippani-Ronconi. Nelle spiegazioni addotte, in periodo postbellico, a giustificare le motivazioni che lo videro arruolarsi all’interno delle SS italiane con il grado di obersturmfuhrer, Filippani-Ronconi affermò: “Al centro di queste unità combattenti esisteva un Ordine, come quello dei Cavalieri Teutonici … Il senso terribile di devotio, di offerta sacrificale di sé, era accresciuto da una vena di insegnamento esoterico, in parte derivante dalla Thule-Gesselshaft, in parte dalle discipline meditative riportate in Europa dalle varie missioni delle SS in Tibet alla fine degli anni ’30. Del resto il simbolo della doppia runa della vittoria indicava l’aspirazione verso la vittoria su sé stesso e sul mondo esterno”. Spiegazioni quantomeno delucidative di un sentimento che pur se presente nel nostro territorio non riuscì mai ad imporsi prepotentemente a livello nazionale. Evola e Righini, come molti altri esoteristi di questo periodo, si trovarono ben presto ad essere dei veri e propri emarginati sociali, membri di circoli o associazioni che venivano considerati come parte di un basso sottobosco culturale. Lo stesso Evola insoddisfatto ed “impietosito” dalla situazione italiana si sarebbe ben presto trovato a bussare alla porta dei suoi amici tedeschi chiedendo di essere ammesso all’interno della Società Thule o delle SS Ahnenerbe. Richiesta che, probabilmente per motivazioni politiche, non sarebbe mai stata accettata. Il fascismo italiano non fu un movimento politico-esoterico, non delineò programmi di massa con sfondi esoterico-evolutivi, non si adoperò mai per scoprire origini mitiche o progenitori divini. La nostra cultura fu sempre ben consapevole del proprio retaggio e della propria storia e pur se molti uomini e gerarchi, come lo stesso Mussolini, furono profondamente affascinati ed interessati a tematiche di stampo mistico-esoterico, mai entrarono e permisero un avanzamento sociale di tali discipline nel nostro territorio.

    Conclusioni

    La vastità degli argomenti esaminati in questi due numeri di ARCHEOMISTERI ci ha permesso di focalizzare la nostra attenzione su alcuni specifici eventi cardine della cultura europea, e su alcune figure, sovente disdegnate o derise da quella che suole definirsi la “cultura di stato”. Ad oggi decine di libri in tutto il mondo hanno prodotto una vera e propria rivoluzione in quella forma mentis che considerava il nazismo come il parto diabolico di una mente disturbata. Oggi sappiamo e conosciamo la vera linfa che originò questo movimento, i suoi scopi reconditi e la potenza a cui volle assurgere. Affianco a quelli che furono due dei movimenti politici più esecrabili del XX secolo si manifestarono correnti diverse ed alterne che attinsero a quella linfa vitale, ed in alcuni casi esoterica, che per generazioni e millenni aveva affascinato uomini di ogni sorta. L’esoterismo costituì una corrente sotterranea che ha sotteso la storia dell’umanità plasmandola e modificandola nei secoli. Lungi con questo dal considerare conclusi gli ambiti in cui questo movimento operò e si mosse possiamo però ritenerci soddisfatti per le innumerevoli informazioni che, negli ultimi cinquant’anni, hanno permesso una migliore comprensione di questi movimenti.







    Bibliografia



    · Otto Rahn , La Cour de Lucifer, ed. Pardès 1994.

    * M. Bizzarri e F. Scurria, Sulle Tracce del Graal, alla ricerca dell’ immortalità, Edizioni Mediterranee, Roma, 1996.

    * Edouard Calic, Sec- Otto Rahn, Croisade contre le Graal, ed. Pardès, 1999.
    * ret Conversations with Hitler, New York, 1971, p. 68

    · Giorgio Galli, Hitler e il Nazismo Magico, le componenti esoteriche del Reich millenario, ed. BUR, 1999.

    · Nicholas Goodrick-Clarke, The Occult Roots of Nazism, New York University Press, 1992.

    * Peter Levenda, Unholy Alliance, a history of Nazi involvement with the Occult, Continuum Press 2002.
    * Rene Alleau, Le Origini Occulte del Nazismo, il terzo Reich e le Società Segrete, Ed. Mediterranee, 2000.
    * Marco Dolcetta, Nazionalsocialismo Esoterico, studi iniziatici e misticismo iniaziatico nel regime hitleriano, Cooper Castelvecchi, 2003.
    * Peter Moon, The Black Sun, Sky Books, 1997.




    [1] Principalmente – “La Cour de Lucifer” di Otto Rahn, ed. Pardès 1994.

    [2] “Sulle Tracce del Graal, alla ricerca dell’ immortalità” di M. Bizzarri e F. Scurria, edizioni Mediterranee 1996, pag. 142.

    [3] G. Galli, Hitler e il Nazismo magico, cfr. bibliografia.

    http://www.enricobaccarini.com/nazi02.htm

 

 

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