Adriano deluso e amareggiato. Ma Moratti lo consola con un messaggino: «Ti rifarai all'Inter»
dal nostro inviato ANDREA ELEFANTE FRANCOFORTE
Ore di sonno: zero. Ora di addio alla Germania: otto del mattino. Adriano e Ronaldinho in aeroporto insieme, destinazione Barcellona. L'Imperatore e il teorico Re: anche loro nudi di fronte al giudizio mondiale. La voglia era di correre subito da Danielle, per la prima carezza da padre a Adriano junior, che ha già più di due settimane; la ragione ha consigliato di rinviare di un paio di giorni, per evitare l'inferno mediatico che oggi accoglierà i resti della Seleçao, a Rio de Janeiro e San Paolo. Una tappa intermedia nella villa di Ronaldinho servirà a Adriano per sciogliere la rabbia: anche per un'esclusione, contro la Francia, che ha preso male e non ha capito fino in fondo. Ha lasciato un messaggio al suo procuratore, Gilmar Rinaldi: non voglio sapere di trattative, torno all'Inter e basta. Prima, c'è da mettere via una notte con gli occhi sbarrati.
Che cosa ha trovato la forza di dirsi, la mattina dopo?
«Che la vita continua. Che ho voglia di prendere in braccio mio figlio. E di andare in vacanza».
Sta volando a casa?
«Non subito, aspettoalmeno un giorno, forse due. Tornare in Brasile subito dopo questa sconfitta significherebbe avere di nuovo tutti quanti addosso. E io non ne posso più di avere tutti addosso».
Lo sa che il suo sfogo dei giorni scorsi non è piaciuto alla stampa brasiliana?
«Cosa ho fatto di male? Mi sono sentito attaccato ingiustamente e ho solo smesso di parlare. L'avevo fatto anche all'Inter».
Troppe critiche, secondo lei?
«Essere criticati non è un problema: io so che avrei potuto fare di più e l'ho anche detto. Però accetto le critiche coerenti e invece mi sembra che a un certo punto non sapessero più cosa dire. Prima hanno fatto un casino per farmi uscire di squadra: non dovevo giocare. Abbiamo perso con la Francia e hanno cambiato idea: sichiedono perché Parreira mi abbia tolto. A me non piace fare quello che parla dopo, però se le cose sono finite come sono finite mi pare chiara almeno una cosa: non era solo Adriano il problema del Brasile».
Si aspettava di giocare contro la Francia?
«Non è questo il problema. Sa qual è il problema? E' che purtroppo la gente, in Brasile, è troppo abituata a vincere, solo a vincere. E soprattutto crede a tutto quello che le si dice. Le avevano detto anche che noi avremmo vinto il Mondiale senza problemi: così, ci siamo ritrovati addosso una pressione bestiale».
Non si esce da un Mondiale come è uscito il Brasile solo per colpa di un peso psicologico, non trova?
«Infatti siamo usciti perché la Francia ha meritato di restare dentro. Però abbiamo fatto di tutto: se non ci siamo riusciti, è solo perché loro sono stati più bravi di noi».
Ha più cose da rimproverarsi o da rimproverare?
«E' una domanda su cui riflettere, ma lo farò nei prossimi giorni perché adesso ho il cervello troppo pieno. Ogni volta che mi fermo a pensare, davanti agli occhi mi passa un film: prima i problemi con l'Inter, poi i problemi in nazionale. Ho avuto anche io le mie colpe, ma è stato un anno duro, molto duro: ho bisogno di staccare,di non sentirmi la testa così piena. Anche se so che appena avrò in braccio mio figlio, la sentirò molto più leggera».
E poi?
«E poi la vita continuerà. Ho 24 anni, ho un sacco di tempo davanti per vincere. Ci proverò con l'Inter, ci riproverò con la Nazionale: io un Mondiale lo voglio e nel 2010 possiamo farcela. Di sicuro questa botta non mi ha portato via la voglia, anzi me ne ha data ancora di più».
E' un buon segnale per l'Inter: ha avuto segnali, dopo la sconfitta?
«Ho sentito diverse volte anche Moratti, nei giorni scorsi. Ieri (sabato sera, ndr) mi ha scritto un msg: non buttarti giù, ti rifarai con noi. Io ci sto e non vedo l'ora, prima però mi riposo un po'. Posso farla io una domanda, adesso?».
Ci mancherebbe.
«Ma alla fine la Juve andrà in serie B? E l'Inter non dovrà fare i preliminari di Champions, vero? No, perché quest'estate ho bisogno di fare una vacanza vera. E perché, per l'Inter, è giusto così».
CI RIPROVERANNO NEL 2010 Ronaldinho e Adriano disperati dopo l'eliminazione dal Mondiale: ma potranno riprovarci tra quattro anni in Sudafrica, quando avranno rispettivamente 30 e 28 anni (OMEGA)
I giornalisti brasiliani?
Prima hanno fatto un casino per farmi uscire di squadra. Abbiamo perso con la Francia e hanno cambiato idea: ora si chiedono perché Parreira mi abbia tolto
Propositi
Ho solo 24 anni, ho un sacco di tempo davanti per vincere.
Ma ora voglio dimenticare il brutto film di quest'anno: abbracciare mio figlio mi aiuterà a liberare la testa
GAZZETTA DELLO SPORT DEL 3-O7-2006




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