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  1. #1
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    Predefinito "Non possiamo sottrarci agli impegni internazionali",la formuletta vuota

    La solita frase fatta,la solita formuletta politica e retorica con la quale si aggira ogni spiegazione razionale nel merito,la solita manfrina con la quale si riesce ad avallare ogni nefandezza.
    "Non ci possiamo sottrarre agli impegni internazionali"e quindi manteniamo i Cpt,anche se sono luoghi indegni di reclusione per chi non ha commesso il reato.Si vive della favola immotivata della presunta inevitabilità e necessità degli stessi.Puttanate.

    "Non ci possiamo sottrarre agli impegni internazionali"e quindi restiamo in Afghanistan.Ma che motivo è?
    Una bella figura internazionale vale più di ogni ideale e di ogni buon senso?Qual è la nostra funzione in Afghanistan?Quale ruolo utile svolgono le nostre truppe?Come se la favoletta di un ONU totalmente sottomesso alla legge del più forte vigente in campo internazionale,possa essere una giustificazione convincente per motivare un orrore come una guerra,con tutti i crimini che comporta.Per poi instaurare un regime democraticissimo,a tal punto che qualche mese fa un cattolico in Afghanistan stava per essere fucilato per il solo fatto di essere cattolico,tanto che il governo italiano,pensava di concedergli l'asilo politico.
    Questa è la risposta con cui Gino Strada mette a tacere il guerrafondaio giornalista de la Repubblica e i tanti guerrafondai della sinistra,smentendo un po' di puttanate e luoghi comuni,come la favola ad esempio della presunta protezione offerta dai militari ai civili,quando al contrario per gli operatori umanitari la presenza militare può essere controprodfucente e fattore di rischio

    Caro direttore,
    «Sostiene una parte della sinistra radicale... che l´Italia non debba mandare in Afghanistan soldati: semmai medici. Non blindati: ospedali da campo. Non aerei da combattimento: sale operatorie» ha scritto ieri Guido Rampoldi. «È una idea di » ha precisato subito dopo. Non so perché il signor Rampoldi si diverta a classificarmi di fatto come appartenente alla «sinistra radicale». Io sono contro la guerra. Non perché la pace mi sembri «un valore di sinistra». Sarebbe azzardato, e poco rispettoso della Storia passata e recente. Sono contro la guerra per la violenza di massa che ogni guerra erutta, e di cui ho visto molti tragici frammenti in vent´anni di lavoro tra i conflitti. Sono contro la guerra perché ne ho conosciuto le vittime. Sono contro la guerra perché credo sia necessario e urgente disegnare un mondo non più basato sulla violenza e sulla aggressione militare, economica, culturale, ambientale.
    Nel 1932 a Ginevra, Albert Einstein dichiarò in conferenza stampa ai giornalisti di tutto il mondo: «La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire». Anche se oggi molti «opinionisti» bollerebbero il pensiero di Einstein di mancanza di realismo, di utopia, forse anche di stupidità, io sono convinto che Einstein avesse del tutto ragione. Confesso anche di credere fino in fondo in un altro documento importante nella Storia umana quale il Manifesto del 1955 di Bertrand Russell e dello stesso Einstein. Rivolgendosi «da esseri umani» ai governanti del mondo, e insieme alla coscienza di tutti, i due scienziati scrissero: «Questo allora è il problema che vi poniamo davanti, reale, terribile, non eludibile: dobbiamo mettere fine alla razza umana oppure l´umanità deve rinunciare alla guerra?». L´alternativa è questa, non altra. L´abolizione della guerra è la prima garanzia di futuro per l´umanità e per il pianeta. Finché la guerra resterà tra le «opzioni possibili» di fronte a problemi anche gravi, ci sarà sempre chi – per una ragione o per l´altra – finirà col ricorrervi.
    E guerra, nel Terzo millennio, significa impiego (presente, imminente o futuro) di tecnologie di distruzione di massa un milione di volte superiori alla bomba di Hiroshima. Vogliamo entrare – se già non ci siamo – nella roulette del rischio, anche se in palio ci potrebbe essere, come dice Noam Chomsky, «la fine dell´esperimento umano»? L´umanità deve rinunciare alla guerra. Utopico, ma non più di quanto fossero utopiche, nei decenni e secoli passati, l´eliminazione del vaiolo o l´abolizione della schiavitù. Semplicemente, non si erano ancora realizzate. Penso, banalmente, che l´abolizione della guerra – che ha anche bisogno di una nuova etica e di nuovi comportamenti collettivi basati sulla costruzione e la pratica dei diritti di tutti – sia la cosa più bella, razionale e intelligente che gli esseri davvero «umani» possano fare. Non è utopia «di sinistra», o di «sinistra radicale». È un lavoro e un compito che sta di fronte, ancora cinquant´anni dopo, a tutti «gli esseri umani, membri della specie Homo, la cui esistenza minaccia di non continuare», come scrisse Russell.
    In Emergency troviamo sintonie con quelle parole: nascono dal nostro lavoro, creare ospedali. Luoghi «ospitali» dove chi ha bisogno, senza discriminazione alcuna, viene curato perché è suo diritto, non nostra discrezione. Non è «una idea di Gino Strada», è la pratica di Emergency. Il senso della nostra presenza in Afghanistan è tutto dentro il milione e centomila persone curate in sette anni in questo Paese. Un piacevole «effetto collaterale» è che si stabiliscono spesso rapporti di solidarietà e amicizia con molte persone di qui. «Taliban e bande alleate hanno preso ad uccidere i medici e gli infermieri... se dunque un qualche migliaio di medici europei – asserisce Rampoldi – si sparpagliasse per il sud dell´Afghanistan senza alcuna protezione militare, i più non arriverebbero vivi alla fine della settimana». Emergency ha un Centro chirurgico per vittime di guerra a Lashkargah, nel profondo sud talebano, come si usa dire. Un ospedale intitolato a un grande uomo di cultura e di pace, Tiziano Terzani. Da anni a Lashkargah i nostri medici e infermieri, molti italiani, ma anche inglesi, statunitensi, russi, canadesi... lavorano e addestrano il personale afgano, e incontrano il rispetto e perfino l´affetto della popolazione. Sono arrivati stanchi, ma vivissimi, a più di cento fine settimana. Non è la «protezione militare» che protegge i medici, signor Rampoldi. I medici sono protetti quando e in quanto si comportano da medici, al servizio solo dei bisogni di esseri umani sofferenti. Senza distinzioni. Quando si agisce «da medici» – e non da medici «di supporto» ad altre operazioni – la protezione militare non solo è inutile, diventa fattore di rischio. Per noi e per i nostri pazienti. I cartelli «Niente Armi» che stanno alla porta di tutti i nostri ospedali non sono lì per caso. Senza armi intorno, si è più protetti.

  2. #2
    Hanno assassinato Calipari
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    Io direi invece di prendere anche noi qualche impegno internazionale, tipo rompere il culo a chi importa l'oppio dall'Afghanistan o fare da interposizione tra palestinesi e israeliani.

    Così i governi dei prossimi 60 anni sono "impegnati".

  3. #3
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    Ma è vero! In Afghanistan siamo in una missione NATO-ONU...

    In Irak essendo li nella "Coalizione dei Volenterosi" potevamo andarcene quando volevamo, in Afghanistan no.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Caimano
    Ma è vero! In Afghanistan siamo in una missione NATO-ONU...

    In Irak essendo li nella "Coalizione dei Volenterosi" potevamo andarcene quando volevamo, in Afghanistan no.
    anche qui possiamo andarcene quando vogliamo..
    cosa succede se ce ne andiamo?che facciamo brutta figura?

  5. #5
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da Caimano
    Ma è vero! In Afghanistan siamo in una missione NATO-ONU...
    Sempre assassini e occupanti rimangono. Non solo, ma l'Onu-Nato che non segue delle regole internazionali ma va alla cazzo non può esser credibile.

    In Irak essendo li nella "Coalizione dei Volenterosi" potevamo andarcene quando volevamo, in Afghanistan no.
    "potevamo"? C'è l'obbligo ad andare?

    Senza palle.

  6. #6
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da blob21
    anche qui possiamo andarcene quando vogliamo..
    cosa succede se ce ne andiamo?che facciamo brutta figura?
    Ci prendono in giro e ci tirano i capelli

    Notare come le scuse sono come quelle di Berlusconi. Hanno talmente paura che ritorni che lo impersonano.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da blob21
    anche qui possiamo andarcene quando vogliamo..
    cosa succede se ce ne andiamo?che facciamo brutta figura?
    No, semplicemente usciamo dalla Nato e ci isoliamo dall'Europa e dagli States...

    Niente di preoccupante insomma...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da blob21
    anche qui possiamo andarcene quando vogliamo..
    cosa succede se ce ne andiamo?che facciamo brutta figura?
    Succede che gli USA si mettono a usare bastone e carota.

    Bastone: dicono a Cossiga e a qualche centrista che li ascolta di sfiduciare Prodi se fa troppo il comunista

    Carota: dicono a qualche destro che fa riferimento agli USA di tenere in piedi Prodi se quello in cambio gli mantiene le truppe in Afghanistan.

    Non so se ti rendi conto delle capacità di azione della Casa Bianca e del Pentagono.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da MetaPapero
    No, semplicemente usciamo dalla Nato e ci isoliamo dall'Europa e dagli States...

    Niente di preoccupante insomma...
    anche a ritirarci dall'iraq facciamo una brutta figura con gli usa,ma quella è una guerra ingiusta perchè l'ha fatta il cdx..sono giuste solo le guerre del centro-sinistra,dimenticavo..

  10. #10
    Basileus ton Romaion
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj
    Sempre assassini e occupanti rimangono. Non solo, ma l'Onu-Nato che non segue delle regole internazionali ma va alla cazzo non può esser credibile.



    "potevamo"? C'è l'obbligo ad andare?

    Senza palle.
    Parlare con voi è inutile... Ma pensate che il Mondo sia un posto dove l'erba voglio cresce nel giardino di casa?

    Io sono contrario alla guerra in Irak e in Afghanistan, ma oramai per scelte fatte dal precedente governo ci siamo.

    Irak: guerra illegittima e incostituzionale. A Settembre tutti via dall'Irak i militari. E' il tempo necessario ad evacuare la missione in sicurezza.

    Afghanistan: guerra illegittima? Mah... Ci siamo andati come NATO... Ora, se vogliamo andarcene bisogna chiedere alla NATO se e come possiamo andarcene, a meno di non uscire dalla NATO, cosa che sarebbe un suicidio politico-diplomatico.

 

 
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