UCEI: APPELLO A PRODI, NO AD ORA RELIGIONE ED EQUIVICINANZA
AGI) - Roma, 3 lug. - Gli ebrei italiani chiedono al Governo Prodi una presa di posizione chiara contro i rischi di un rinascente antisemitismo, 'mascherato da posizioni di equidistanza nel conflitto israelo-palestinese'. Chiedono inoltre piu' laicita' da parte dello Stato, con un segnale forte come sarebbe l'abolizione dell'ora di religione cattolica nelle scuole pubbliche. Entrambi i temi sono stati toccati nei saluti rivolti a Romano Prodi che oggi ha voluto essere presente ai lavori del Congresso dell'Unione delle Comunita' Ebraiche Italiane. 'Equivicinanza tra Israele e Autonomia Palestinese significa considerare uguali realta' che uguali non sono, non solo ai nostri occhi ma anche a quelli dell'Ue.
Equivicinanza significa accettare il terrorismo', ha detto al premier il presidente del Congresso Giacomo Sabban, che lo ha accolto all'Hotel Villa Pamphili di Roma, dove da ieri sono riuniti i delegati che eleggeranno il nuovo presidente dell'Ucei. 'Concetti analoghi a quello dell'equivicinanza - ha denunciato Sabban - sono utilizzati anche nell'opposizione, ma questo problema riguarda i dirigenti di quella parte del Parlamento'. Con Prodi in sala c'erano anche altri leader come Piero Fassino dei Ds, Franco Giordano di Prc e Gianfranco Fini di An, ma ovviamente il presidente uscente dell'Ucei Claudio Morpurgo si e' rivolto anche lui al premier. 'L'esistenza d'Israele - ha affermato - per noi ebrei italiani e' centrale: Israele e' parte di noi. Chi minaccia la sua esistenza minaccia la nostra stessa identita' di ebrei'. 'Lei sa bene - ha continuato Morpurgo ancora rivolto a Prodi - che Israele puo' essere uno straordinario partner per l'Italia e l'Unione Europea. E anche in Italia noi ebrei siamo da sempre europeisti ante litteram. Sta nascendo un nuovo rapprto tra le istituzioni e l'ebraismo, vogliamo dare un contributo forte e originale alla vita del Paese'. I 90 delegati al Congresso, ha spiegato Morpurgo, 'sono la rapppresentanza dell'ebraismo italiano, una comunita' vivace e quanto mai costruttiva. Sentiamo questa grande responsabilita'. Non facciamo attivita' partitica, non apparteniamo ad alcuno schieramento, ma siamo nella politica, soprattutto guardiamo ai programmi. Noi siamo un laboratorio vivente di interculturalita', impegnati per un processo unitario verso un ethos condiviso: non viviamo in una sinagoga, ne' in una chiesa ne' in una moschea: e' la societa' pluralista il luogo del dialogo. La laicita' non e' un dato aquisito, la si fa ogni giorno'. In proposito Morpurgo ha voluto fare l' esempio della scuola pubblica: 'chiediamo - ha scandito - il superamento di quella realta' antistorica che e' l'insegnamento della religione cattolica'. (AGI) Siz 031005 LUG 06 .
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