Della Valle non è un tassista
Maurizio Blondet http://www.effedieffe.com/
04/07/2006
Diego e Andrea Della Valle
Avevo consigliato di leggere il blog de «l’imprenditore».
Ora gli devo questa istruttiva notizia: i Della Valle, grandi elettori della sinistra, hanno esercitato le stock option «il giorno prima del decreto che le porta a tassazione ordinaria».
Il giorno prima.
Quando si dice il caso.
Qui non si può nemmeno parlare di «insider trading».
I francesi potrebbero parlare di «délits d’initiès», delitto di iniziati alle segrete cose del governo.
Ma all’italiana (popolo svaccato) si dovrà dire «culo-e-camicia».
Come si vede, grazie alla sinistra, è tornato lo Stato di diritto, la trasparenza, la concorrenza e il mercato.
Ci dovrebbero essere da qualche parti delle leggi contro quello che hanno fatto i Della Valle: ma in Italia, le leggi si applicano ai nemici, non agli amiconi.
Chi sarà stato l’uccellino che ha avvertito il signor Tod’s dell’imminente segretissimo decreto «disciplinatore» di tassisti e panettieri?
Nessun giudice ce lo dirà mai.
Nessuna intercettazione telefonica sarà mai pubblicata su questa faccenda.
Anche i giudici sono grandi elettori della sinistra, come tutte le vere corporazioni inadempienti.
Non ci resta che una magra consolazione.
Leggere la secca notizia ANSA sui Della Valle, con i commenti dell’imprenditore-blog:
«Diego e Andrea Della Valle hanno esercitato i diritti di opzione loro assegnati secondo il Piano di stock options 2005-2009. Il piano era stato deliberato dal Consiglio di Amministrazione della Tod’s» l’11 maggio 2005».
In questo consiglio di amministrazione, su 11 membri, quattro portano il cognome Della Valle, e due sono noti amiconi: Luigi Abete e Cordero di Montezemolo, che il blogghista chiama «Libera e Bella»; insomma, la maggioranza è di parenti e amiconi.
Tutto ciò in «esecuzione della delibera approvata dall’assemblea degli azionisti».
In tale cosiddetta assemblea, l’azionista Diego Della Valle ha il 59,64%, Andrea Della Valle il 4,68.
Decisamente, non deve essere stata una decisione combattuta quella del CdA.
I Della Valle hanno esercitato «integralmente» l’opzione, acquisendo rispettivamente 52 mila e 41 mila azioni.
Alla faccia degli altri azionisti piccoli.
Nel sempre più istruttivo collage, «l’imprenditore» (quello del blog, vero e piccolo) mette accanto alla suddetta notizia una vanitosa intervista di Vincenzo Visco a «24 Ore»: «Nel 1996 sono stato io a introdurre il regime fiscale agevolato per le stock options. Nel tempo, ne è stato fatto un uso a dir poco distorto. Un amministratore delegato di media impresa guadagna più del presidente del Consiglio…».
Così, Visco ha rovesciato il regime, niente più agevolazioni.
Ma un uccellino lo ha detto in tempo a Della Valle, parenti ed amiconi.
Visco si vanta della sua fama di vampiro fiscale: «Il mio nome è garanzia di gettito. I loro elettori sono così terrorizzati, che hanno già cominciato a pagare di più le tasse».
Solo un professore universitario DS può essere così pieno di sé da asserire che il suo nome è «garanzia di gettito. I loro elettori sono così terrorizzati che hanno cominciato a pagare di più le tasse».
Intanto il messaggio è che gli evasori sono di destra e che la CdL è il partito che li rappresenta.
E poi non che il gettito di oggi è frutto del lavoro del vecchio governo, ma che la gente si è spaventata che arriva lui.
Un ego grande come il mondo.
In compenso, guarda caso, i grandi elettori della sinistra tipo Della Valle esercitano le stock options il giorno prima del decreto che le porta a tassazione ordinaria.
Sempre per caso, naturalmente!
«Gli elettori di sinistra sono gente per bene, che lavorando sodo faticano ad arrivare a fine mese, quelli di destra invece sono diversi».
Maurizio Blondet




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