Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Vittima del kali yuga
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    Il desiderio, è come un fuoco insaziabile. Grazie alla barca della conoscenza certamente varcherai tutto l'oceano del male (b. gità)
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    Predefinito unione induisti italiani


    Cos’è l’Induismo

    Sanatana Dharma: Religione eterna e universale
    Il DHARMA esiste, come spirito delle religioni, nel cuore di ogni essere.
    "Unite i vostri propositi, unite i vostri cuori. Possano i vostri spiriti essere uno nel dharma. Possiate voi abitare a lungo insieme in unità e concordia."
    (Rig Veda)

    Una religione senza inizio e senza fine.
    Il sanatana dharma è eterno, è sempre esistito e non ha subito l’intervento dell’uomo, quindi è apaurusheya.

    "All’inizio il non esistente non era, né era l’esistente; la terra non era né il firmamento, né ciò che è oltre; non vi era né morte né immortalità; non vi era segno né della notte né del giorno. Quell’Uno respirava senza estraneo respiro, con la propria natura, oltre a lui non vi era nulla. All’inizio sorse la divina volontà, questo fu il primo seme della mente del Creatore. Quelli che possono vedere oltre unendo la loro mente al loro cuore, trovano il vincolo che lega l’esistente al non esistente, il non esistente esistendo nell’esistente."
    (Nasadya Sukta)

    Il Sanatana Dharma non è una religione rivelata ma, secondo la stessa definizione del termine, è eterna, accompagna l'uomo nell'eterno ciclo. Si basa sull'autorità delle sacre scritture, i Veda, e comunque questa accettazione non fa dell'induismo una religione dogmatica o soggetta a qualsiasi autorevole personalità. Esso si basa essenzialmente sull'esperienza, sulla tradizione e l'obbedienza alle ingiunzioni vediche, sebbene essa non significhi schiavitù della ragione, ma al contrario stimoli la ricerca filosofica e spirituale, sotto la regia di una sovrana libertà.
    L'enorme varietà dei punti di vista che troviamo è proprio dovuta a questa estrema capacità di ricerca; nel Sanatana Dharma quindi questa miriade di fedi, culture e filosofie, a volte anche distanti teologicamente tra loro, manifesta punti di convergenza comune, quali la reincarnazione, il Karma, la possibilità di liberazione, l'unicità di Dio, sebbene si esprima in una miriade di espressioni nello straordinario pantheon induista.

    Da questi dati si possono dedurre tre caratteristiche fondamentali dell'induismo: è un insieme di culti, di credi e di tradizioni (è quindi un insieme di religioni); l'assenza assoluta di gerarchia; la totale assenza di proselitismo. Questi fattori fanno sì che l'induismo in Occidente non abbia una diffusione metodica e che si diffondano le tradizioni per una libera scelta di appartenenza ad un linguaggio spirituale. Il riconoscersi nell'induismo non implica nessuna conversione, ma diventa un'esigenza interiore nel momento in cui si comprende a fondo che quel tipo di tradizione usa un linguaggio spirituale che si sente come proprio.

  2. #2
    Vittima del kali yuga
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    interessante: aprrendo solo ora della loro esistenza (se poi alex mi spiega come ridurre l'immagine, è ancora meglio).
    Temo però che, in quanto istituzionalizzati, non siano il top, ma spero di ricredermi

  3. #3
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    A volte le istituzionalizzazioni servono. Fin quando non diventano partito politico.

  4. #4
    Vittima del kali yuga
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    la penso anch'io così. Stavo approfondendo, ma poi causa troll sull'altro thread (penso che sappia a chi mi riferisco) mi sono scordato. Però ho visto cose interessanti, ma di un livello fra il paracu**sti*o e la didattica delle scuole medie. Te ne accorgerai se vai sul loro sito: Unione Induista Italiana - sanatana dharma samgha
    vedrai espressioni politicamente corrette al massimo etc
    Però è interessante

  5. #5
    Aspirante Kshatriya
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    Aspetta...non è detto che una ass. deve essere paraculistica e roba da scuole medie. Questo è un forte punto a sfavore.
    L'importante è siano a norma di legge con ciò che fanno e dicono, anche se dubito che ne avrebbero interesse.

  6. #6
    Vittima del kali yuga
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    Citazione Originariamente Scritto da Vurdak
    Aspetta...non è detto che una ass. deve essere paraculistica e roba da scuole medie. Questo è un forte punto a sfavore.
    L'importante è siano a norma di legge con ciò che fanno e dicono, anche se dubito che ne avrebbero interesse.
    concordo. diciano che il livello è più da informazione/tranquillizzazione del pubblico (si sa: i culti orientali sono roba demoniaca, pericolosa: corrono il rischio di farti veramente trovare Dio, e ciò sarebbe un danno per la società).
    Però, onestamente, molte informazioni base mi mancavano. Certo, se ti aspetti di trovare le corrispondenze fra la figura dei raja-rishi e quella dell'imperator pontephix romano, o con l'imperatore per i ghibellini, rimarrai deluso.

  7. #7
    Vittima del kali yuga
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    questo è interessante::::::::::::::::::::: LE SACRE SCRITTURE ::::::::::::::::::::::::::::
    SRUTI
    "CIO' CHE E' ASCOLTATO"
    • IL VEDA
      • I quattro Veda - Anantah vai vedah - "I Veda sono l'infinito."
        I rishi, tuttavia, hanno avuto l'abilità di catturare, nell'oceano infinito della sacra conoscenza, i mantra necessari al benessere dell'umanità.
        Tradizionalmente i Veda si suddividono in quattro raccolte (samhita), ed esistono differenti metodi di recitazione chiamati pathantara o vie di recitazione.
        I "rami principali" sono il Rig Veda, lo Yajur Veda, il Saman Veda e l'Atharva Veda. La moderna ricerca attribuisce al Rig Veda una datazione antecedente agli altri, ma ricordiamo che, secondo le scritture e secondo il credo indù, all'inizio della creazione tutti e quattro coesistevano nell'universo.
        Per tale principio è arduo attribuire una successione cronologica a Samhita, Brahmana e Aranyaka. Sembrerebbe alquanto inappropriato stabilire una collocazione temporale per il sapere che i rishi, i veggenti, percepirono in uno stato atemporale, in uno stato trascendente, nel quale essi potevano vedere passato, presente, futuro.
        Il fatto che gli inni del Rig Veda siano contenuti negli altri Veda non dimostra che esso sia il più antico, ma semplicemente che i mantra vedici furono "assemblati" in maniera diversa con stili di recitazione e probabilmente scopi diversi
    • VEDANGA
      • Dai sacri Veda emergono alcuni trattati che espongono vere e proprie scienze, nate per dare una "spiegazione" dei Veda attraverso ben precise regole scientifiche.
        Dal momento che i mantra impiegati nei rituali devono essere usati in maniera appropriata per l'efficacia del rito stesso, è sorta la necessità di precisare e definire con regole e metodiche specifiche la modalità di pronuncia, il loro significato letterale, grammaticale, etimologico, e il momento propizio in cui svolgere il rituale.
        Questi testi vengono chiamati Vedanga, termine che significa "parti costituenti i Veda" (angam significa "membra e parti"), o Shadanga ossia "sei parti", Shiksha, Vyakarana, Chandas, Nirukta, Jyotisha, kalpa, infatti tradizionalmente essi vengono associati alle membra costituenti il corpo fisico del Veda considerato metaforicamente un essere vivente, Veda Purusha.
    • UPAVEDA
      • I testi degli Upaveda costituiscono il confine tra shruti, i testi della tradizione, e smriti ossia i testi redatti dall'uomo; infatti, secondo alcune tradizioni essi vengono classificati come parte integrante della shruti, secondo altre della smriti. In effetti, nello spirito tipico dell'induismo, entrambe le visioni possono essere vere: gli Upaveda si possono considerare testi direttamente derivati dai Veda, i cui contenuti sono stati riuniti secondo vari argomenti specifici, o anche precise opere successive ai Veda, redatte da saggi.
        Upaveda letteralmente significa "Veda minori", ognuno dei quali deriva da un Veda: Ayurveda, Dhanurveda, Gandharvaveda, Arthashastra. Descriveremo brevemente il carattere di ciascuno per dare ai lettori l'idea dell'importanza e della vastità del sapere vedico, e di come esso si sia espanso in tutti i campi. Si potrà constatare che la straordinarietà della letteratura indiana è quella di essere penetrata meticolosamente nella vita dell'essere umano.
        Alcuni Upaveda sono testi di discipline importanti come la medicina tradizionale, la musica e la danza che, a loro volta, hanno ispirato migliaia di trattati successivi, fonte di differenti correnti.
    • VEDANTA
      • Brahma sutra - Nel Brahma sutra, sul quale sono stati redatti commentari da parte delle differenti scuole filosofiche, Vyasa presenta, in forma estremamente limpida e chiara, la sostanza delle dieci principali Upanishad. Il Brahma sutra è chiamato anche Vedanta.
      • Il vedanta è quella corrente di pensiero scaturita dalle Upanishad che, rispecchiandone il mondo e i temi trattati, ne è una parte essenziale.
        Esso è stato codificato come uno dei sistemi filosofici indiani che si sono sviluppati non solo come risultato di speculazioni intellettuali, ma anche grazie ad una profonda intuizione mistica, che probabilmente dà origine al termine "darshana" (visione), di solito riferito ai sistemi filosofici classici.
        La parola darshana deriva dalla radice drish che significa "vedere", parola non opportunamente definita, ma che comunque già prospetta il concetto di "visione" o "punto di vista". I darshana, infatti, si adattano a tutte le concezioni che possono nascere nella mente dell'uomo e rispecchiano i differenti punti di vista conseguiti in riferimento all'unica realtà.
        La peculiare formulazione degli scritti in sutra, aforismi in forma estremamente concisa e spesso ambigua, portò i vari pensatori e mistici a differenti speculazioni ed interpretazioni con il risultato di uno straordinario proliferare di scuole di pensiero, tra le quali emergono le tre ben conosciute dottrine vedantiche: Advaita, Dvaita e Vishishtadvaita.

  8. #8
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    ::::::::::::::: LE SACRE SCRITTURE ::::::::::::::::::::::::::::
    SMRITI
    "CIO' CHE E' RICORDATO"
    • SUTRA
      • PRIMO PERIODO DEI SUTRA KALPASUTRA O MANUALI PER I RITUALI
        Shrautasutra: Testi basati sulla tradizione -shruti- esplicata con istruzioni sacrificali per i riti solenni; furono una rielaborazione dei Brahmana, ma con il passare del tempo divennero sempre più oscuri.
        Shulvasutra: Parti supplementari ai Kalpasutra che trattano la misurazione (shulva=corda) e la costruzione degli altari o luoghi di sacrificio.
        Smartasutra:
        Tutti i testi che si basano sulla smriti, ovvero su ciò che nella tradizione non è espresso esplicitamente; si occupano generalmente dei riti familiari e domestici e dei doveri sociali.
        Grihyasutra: Testi che disciplinano i rituali -samskara e altre cerimonie- celebrati dai capifamiglia, spiegandone la procedura, il sutramantra usato e l'aspetto sociale.
        Dharmasutra: Testi (direttamente correlati ai Grihyasutra) in cui vengono specificati i doveri sociali in riferimento alla propria appartenenza o stato sociale.
        SHASTRA O TRATTATI DOTTRINALI
        I Dharmashastra in senso stretto sono considerati smriti.
        Il dharma diventa norma sociale che regola totalmente la vita dell'uomo.
        Comprendono tutti i codici di leggi che trattano i doveri religiosi, morali e sociali.
        Manu, Yajnavalkya, Parashara, Gautama, Harita, Yama, Vishnu, Shankha, Likhita, Brihaspati, Daksha, Angiras, Pracetas, Samvarta, Acanas, Atri, Apastamba, Satapata sono i 18 rishi i quali, attraverso il loro potere sovrumano, padroneggiavano perfettamente i Veda, da cui fecero derivare la smriti. Tali lavori, conosciuti appunto come Manu-smriti, Yajnavalkya-smriti, Parashara-smriti, e così via, contengono tutto quello che dobbiamo sapere riguardo all'adesione al dharma e a tutti i riti che si debbono celebrare nell'intero arco della vita.
    • ITIHASA - "così invero fu" o insegnamenti del passato
      • Poemi o epopee che resero popolari i concetti filosofici delle Upanishad ed enunciarono le etiche del dharma attraverso il loro carattere popolare e leggendario, comprendono il Ramayana e il Mahabharata
    • PURANA - "antico" o trattati di storia
      • I Purana furono scritti per popolarizzare il Veda e ne contengono l'essenza stessa. Il loro fine è di imprimere nella mente delle masse gli insegnamenti vedici e generare in loro devozione a Dio attraverso esempi concreti, miti, storie, leggende, vita di santi, re e grandi uomini, allegorie e cronache di grandi eventi storici, temi utilizzati dai saggi per illustrare l'eterno principio della religione.

        I Purana (18 maggiori e 18 minori) trattano cinque argomenti, pancalakshana:
        1) creazione dell'universo
        2) la sua distruzione e nuova creazione
        3) la genealogia degli Dei
        4) i regni e le varie epoche del mondo
        5) storia delle grandi dinastie: solare e lunare.
    • KAVYA - "composizioni poetiche"
      • Il Kavya comprende la letteratura d'arte, privilegiando la poesia. Questo tipo di letteratura non raccoglie solamente opere poetiche; infatti, si divide in due categorie:
        - da udire, destinate alla lettura;
        - da vedere, destinate alla rappresentazione.
        I testi possono essere in versi, in prosa e misti.
    • SECONDO PERIODO DEI SUTRA O DEI DARSHANA
      (letteratura filosofica)
      • Testi redatti dai fondatori delle diverse scuole di pensiero filosofico attraverso i quali si riordinarono in maniera più sistematica e concisa (in forma di sutra appunto) le correnti di pensiero.
        I punti di vista o darshana e i relativi testi sono:
        - purva mimamsa Mimamsasutra di Jaimini
        -uttara mimamsa Brahamasutra o Vedantasutra di Badarayana
        -samkhya Samkhyakarika di Kapila
        -yoga Yogasutra di Patanjali
        -nyaya Nyayasutra di Gautama Aksapada
        -vaisheshika Vaisheshikasutra di Kanada
    • TANTRA - "struttura, sistema, trattato dottrinale"
      • Definizione generica riguardo a un'enormità di testi di carattere sia religioso che laico. Il termine si riferisce anche a testi delle tradizioni jaina e buddhista. Generalmente indica i testi della dottrina shakta. I Tantra comprendono testi di Hatha Yoga, trattati relativi al culto, all'adorazione dei diagrammi mistici e così via.
        I testi tantrici rivendicano il carattere dell'ortodossia: infatti essi si dichiarano sruti (sacre verità rivelate, udite dai rishi) e agama (tradizione sacra tramandata), e si definiscono il quinto Veda.
        Il tantrismo assume un ruolo determinante nel momento in cui nell'uomo viene meno la capacità di comprendere le verità contenute nelle Upanishad. Esso offre agli individui dell'era attuale, kali-yuga, la possibilità di liberazione dal ciclo delle rinascite, attraverso un sistema evolutivo contenente l'essenzialità del culto sacrificale vedico, del monismo upanishadico, della bhakti espressa nei Purana, dello yoga esposto da Patanjali e degli elementi mantrici dell'Atharva Veda.
        I Tantra, tradizionalmente, sono composti da alcune parti dottrinali, altre dedicate ai rituali, all'adorazione e a tecniche spirituali. Essi comprendono gli Agama.
        Agama significa "ciò che è stato tramandato" e si riferisce ad una antica tradizione riguardante l'adorazione della divinità e i suoi aspetti filosofici, psicologici e ritualistici, rivelati sia oralmente sia attraverso testi scritti. È la rivelazione di una conoscenza tradizionale (agama), ossia quella che esce dalla bocca di Shiva e penetra nell'orecchio di Parvati. Quando, al contrario, è Parvati a rivelare la conoscenza a Shiva, è detta nigama.
        Gli Agama si applicano preferibilmente alle fonti shaiva e shakta, ma quelli in congiunzione con il pancaratra si applicano anche alle fonti d'ispirazione vaisnava. Il Pancaratrika Vidhi, che è la combinazione dei sistemi ritualistici vedici e tantrici, è alla base della compilazione dei Vaisnava Tantra.
        Vengono elencati tradizionalmente 64 testi i quali si suddividono in base alla deità adorata.
        -shaiva: 28 Agama classici
        -vaishnava: Pancaratra, Vaikhanasa
        -shakta o tantra: Mahanirvana, Kularnava, Pancasara, Tantraraja, Rudrayamala, Brahmayamala, Visnayamala, Todala.

 

 

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