che ripudia la guerra, come afferma l’Art.11 della Costituzione Italiana riconfermata dal recente Referendum.

Al Ministro MASSIMO D’ALEMA

Come cittadino italiano, come elettore dell’Unione e, in primo luogo, come essere umano, sono rimasto veramente sconcertato nell’assistere alla Sua sostanziale indifferenza nei confronti della Tragedia Palestinese, essendosi affrettato a redarguire subito il presidente Abu Mazen non appena il caporale israeliano Ghilad Shalit è stato preso in ostaggio dai miliziani dei Clp, mentre ha taciuto ripetutamente per le stragi ben più numerose e gravi che sono state compiute nei giorni precedenti ed in quelli successivi dall’esercito, dalla marina e dall’aviazione dello Stato di Israele a danno della popolazione civile palestinese, con “effetti collaterali” di una disumanità estrema che hanno lacerato i corpi di tanti bambini innocenti. O forse di tutto ciò non ne era stato informato?

Ora poi che un esercito di occupazione si permette di arrestare ministri di un governo democraticamente eletto, parlamentari e sindaci delle maggiori città palestinesi, traducendoli prigionieri in carceri al di fuori del loro paese – in patente violazione degli articoli della IV Convenzione di Ginevra – e Lei continua a tacere, nonostante sia il rappresentante di uno Stato, quello Italiano, che afferma di ripudiare anche la trasgressione dal Diritto Internazionale, Lei non interviene presso il Primo Ministro israeliano Ehud Olmert pretendendo la liberazione dei prigionieri detenuti illegalmente, come aveva già fatto prima con Abu Mazen.

Beh, Le devo dire francamente che non è solo una grande delusione giuridica ed umanitaria, ma anche politica, divenendo sempre più evidente la Sua dipendenza dai poteri forti, con il suo adeguamento alla logica della suddivisione del mondo in buoni e cattivi.

Evidentemente il popolo palestinese, per il fatto di non essersi voluto uniformare alle imposizioni arbitrarie dei potenti che decidono che cosa sia democrazia e che cosa no, appartiene al fronte dei cattivi, di quelli che non meritano alcuna considerazione umanitaria da Lei, che già in precedenza – insieme agli altri ministri dell’EU – aveva acconsentito a punirli negando la consegna dei finanziamenti europei ai rappresentanti del legittimo governo palestinese, ed ora resta indifferente al fatto che la distruzione di centrali elettriche, di condutture idriche, di ponti e di strade, oltre al resto che non sto ad elencare, contribuiscono a rendere la tragedia umanitaria di tutto un popolo irreversibile ed ancor più esplosiva.

Penso che Lei sia in grado di capire le drammatiche conseguenze di distruzioni e di devastazioni che non hanno alcuna giustificazione sul piano militare.

Come già l’amico Sharon, quasi nobel per la pace, nel settembre dell’82, avvertito delle stragi che si stavano perpetuando a Chatila a Sabra e nei quartieri libanesi limitrofi della Beirut occupata dall’esercito israeliano che ne era responsabile e connivente, potè dire di sentire la propria coscienza a posto e di aver dormito tranquillamente, così Lei si sentirà sereno per aver conservato il suo atteggiamento “equidistante”, nonostante gli avvenimenti e potrà garantire ai palestinesi un futuro sicuro, proprio grazie agli accordi contenuti nel Memorandum d’intesa, stipulato dall’Italia con il governo di Israele, che potranno determinare anche un nostro coinvolgimento nello scenario palestinese come partner, a seguito di rapporti di coordinamento, cooperazione e sviluppo della ricerca nel campo militare.

Beato Lei che riesce a dormire, perché noi, semplici cittadini, non ci riusciamo, anche perché avere le informazioni corrette di quanto sta succedendo in Palestina non è facile.

Mariano Mingarelli - Firenze