La nuova pubblicazione delle Edizioni Mediterranee

scheda del libro: http://www.scriptamanent.biz/SchedaD...ro.asp?ID=1722

abstract (dalla prefazione di Gianfranco de Turris):

A quasi novant’anni dalla fondazione dei Fasci di combattimento e a oltre sessanta dalla sconfitta del fascismo alla conclusione della seconda guerra mondiale, il movimento politico e quindi il regime fondati da Benito Mussolini continuano ad essere fra gli argomenti di maggior presa per l’editoria italiana: non passa praticamente giorno che non esca un libro che si riferisca ad essi, ai suoi protagonisti, alle strutture create, agli eventi di cui furono partecipi in due decenni, che sembrano essere per noi (ma non soltanto per noi) il centro, il nocciolo duro del Novecento. Ogni volta si pensa che non ci sia più nulla da dire, eppure ogni volta che viene pubblicata una ennesima interpretazione o testimonianza si scopre qualcosa di nuovo e inaspettato o almeno poco indagato. Per non parlare della pubblicistica: quotidiani, settimanali e mensili si occupano di fascismo (e di nazismo) spessissimo e gli addetti ai lavori sanno che copertine con immagini di Mussolini o Hitler fanno vendere più di quelle con fanciulle ammiccanti e discinte. Per non parlare delle enciclopedie a dispense, di quelle con videocassette e quindi dvd anch’esse con al centro gli identici argomenti o altri collaterali (la guerra, le armi, i discorsi, eccetera). Per non parlare della televisione, nei cui programmi storici delle emittenti pubbliche e private il tema fascismo/Mussolini/guerra è tra i più trasmessi.

Insomma, il mercato editoriale e più genericamente massmediale sembrerebbe ormai saturo, e invece non è affatto così: il pubblico, con il passare delle generazioni, non si dimostra ancora sazio dell’argomento, gli autori scrivono o filmano, gli editori pubblicano, le tv trasmettono. Di tutto: opere e programmi importanti ed opere e programmi decisamente mediocri, studi scientifici e testi o filmati faziosi, biografie dei protagonisti principali ma anche di personaggi assolutamente minori o sconosciuti, testimonianze dirette, diari inediti, ricostruzioni vere, verosimili e false. Tutto entra nel grande calderone in cui si rimesta un fenomeno (non solo politico) che continua peraltro ad essere oggetto della riprovazione ufficiale, ma che rimane indubbiamente sulla cresta dell’onda dell’interesse e della curiosità degli italiani, nonostante siano trascorse due o tre generazioni dalla conclusione sanguinosa dell’“era fascista” nel corso delle quali – si scopre l’acqua calda a dirlo – la demonizzazione è stata la regola, e quindi una ripulsa incondizionata doveva esserne il risultato.

Fra i temi meno indagati, o indagati solo superficialmente o, al contrario, in maniera sfacciatamente eclatante quanto goffa, c’è l’esoterismo. Ma su questo termine ed il suo rapporto col fascismo in quanto ideologia e regime politico si deve essere molto chiari a causa delle tante sciocchezze, strumentalizzazioni e mercificazioni che sono state compiute, dette, scritte.

Infatti, se si può parlare, senza troppo sbagliare, di un “esoterismo nazista”, dati i molteplici documenti venuti alla luce dopo le clamorose ma generiche rivelazioni de Il mattino dei maghi di Louis Pauwels e Jacques Bergier (1960), non si può invece parlare – checché ne possa pensare qualcuno – di un “esoterismo fascista”, vale a dire di una dimensione esoterica né ufficiale né ufficiosa del fascismo: le personalità che ne erano a capo, la loro cultura e la loro predisposizione spirituale (nonostante i molteplici contatti con la massoneria) non risultavano tali da poter dare vita ad una dimensione “esoterica”, “occulta” né tantomeno “tradizionale” del fascismo, o da creare al suo interno, nei vertici del potere, un’élite o una qualche corrente capaci di muovere il fascismo o una parte di esso verso interessi “esoterici” allo scopo di raggiungere una spiritualità superiore e non convenzionale. Cosa che invece si può dire del nazismo, come è stato documentato ormai al di là delle esagerazioni e delle approssimazioni che tendono ad ingigantirsi col tempo.

Perché? Perché il retroterra culturale e religioso era assai diverso tra Germania e Italia. Ostava da noi soprattutto il cattolicesimo, religione di tutta la nazione nonostante i noti fatti risorgimentali e la “questione romana”, e, dal 1929, il rapporto privilegiato istituito dallo Stato (ormai fascistizzato) con il Vaticano attraverso il Concordato e i Patti Lateranensi. Il nazismo osteggiava e combatteva la Chiesa e il cattolicesimo anche se in modi non sempre espliciti, il fascismo invece ne fece la “religione di Stato” anche se con l’intenzione di utilizzarlo come instrumentum regni, e anche se si scontrò poi con esso in varie occasioni, soprattutto per quanto riguardava l’inquadramento della gioventù e la sua educazione.

Precisato questo, oggi possiamo ben dire con cognizione di causa che vi furono però all’interno del fascismo, sia movimento ma soprattutto regime (se vogliamo utilizzare la terminologia di Renzo De Felice), personalità e anche correnti spirituali e di pensiero, che all’esoterismo si rifacevano, ma non per tanto riuscirono a influenzare il modo di essere di questa ideologia. Tali personalità e correnti ebbero varie sorti e traversie, e soprattutto varia e dise*guale importanza, ma in genere furono di notevolissimo spessore culturale e spirituale, e non caddero affatto nel farsesco come qualcuno vorrebbe far credere sol perché ritiene l’argomento “esoterismo” qualcosa di ridicolo in sé