Varese non ha bisogno di Costanzo e c.
In campagna elettorale la Lega aveva promesso un vigoroso rilancio della cultura Insubre. Bene: oggi ci troviamo con un'iniziativa culturale sostenuta finanziariamente dal Comune (cioè da noi) e gestita, chissà perchè, da Gianluigi Paragone (direttore de "la Padania") che grazie alla sua personale amicizia (come spiegato sui giornali locali)chiama a Varese personaggi dello spettacolo targato
Mediaset e il direttore di Libero.
Ci fa piacere per Paragone e per i suoi amici che spesso lo ospitano nei loro programmi o sul loro giornale, ma ci chiediamo cosa c'entri tutto ciò con la cultura Insubre e con le necessità della nostra città.
Varese vive da settimane un'incredibile e poco spiegata situazione di siccità: non era forse meglio organizzare una tre giorni di dibattiti ed incontri con esperti, giornalisti specializzati e associazioni ambientaliste sul problema dell'acqua e dei cambiamenti climatici causati dalla devastazione dell'ambiente di cui anche il nostro territorio ipercostruito è stato ed è vittima?
Costanzo e Mentana possiamo vederli (o scegliere di non guardarli) tutti i giorni senza sborsare una lira.
Non si vede dunque la necessità di queste "ospitate"
organizzate da Paragone a spese del contribuente e a discapito di tematiche ben più importanti ed attinenti il nostro territorio.
Max Ferrari




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