INTERVENTI

Claudio Rao (Lega Nord): Referendum, amarezze e veleni



BRUXELLES - Bruxelles, cuore dell’Europa comunitaria. E un referendum costituzionale. Appassionante appuntamento con la storia.

Occasione unica, penso, per un quarantenne che non visse il 2 giugno 1946, per essere protagonista di un cambiamento. Del passaggio dalla prima alla seconda Repubblica.

Un momento storico lo è già: un referendum confermativo e non meramente abrogativo ed esente dal famigerato quorum ; come a dire : chi vota, decide. Avendo vissuto in Svizzera (dove ho ricoperto la presidenza della Camera consultiva degli stranieri di Losanna) la cosa non mi sorprende affatto.

Da paese federale a paese federale, ora vivo in Belgio. E mi si chiede di rendere federale anche il mio di Paese.

Mi mobilito per sensibilizzare il mio entourage amicale e familiare al SI d’uopo. E lí, prima sorpresa : molte perplessità, dubbi faziosi profumati di propaganda… Così l’Italia si divide, mi si obietta da una parte ; è troppo centralista, mi si replica dall’altro.

Assalito da dubbi, mi documento da semplice cittadino che sono. E lo trovo abbastanza ben equilibrato, calibrato e controbilanciato.

Poi il vento del conservatorismo della sinistra comincia a soffiare : da Scalfaro a Prodi. E, fulmine a ciel sereno, allo stesso Ciampi!

Allora m’inalbero. Diavolo! Non un foglio d’informazione inviato alle famiglie italiane (penso alla Francia di Maastricht che aveva spedito una copia del Trattato ad ogni elettore!) e fiumi di opinioni e dichiarazioni in un senso o nell’altro.

Tifosi ci vogliono e non elettori responsabili, penso. E incomincio a “ tifare” per il SI, lucidamente, ma convintamente.

Poi mi mobilito. A meno di un mese dalla consultazione referendaria, contatto la sede della Lega Nord di Bruxelles, dove opera l’on. Borghezio, Piemontese come il sottoscritto. La sua segreteria, nella persona della dr.sa Mazzotti, appare gentile e disponibile : perfino cordiale. Suggerisco di attivarsi a Bruxelles in occasione della Festa d’Italia (della Repubblica) organizzata dalle autorità consolari. “Bene” mi viene risposto. E mi vengono forniti diversi volantini. Della serie : “Armiamoci e partite !”

Ricontatto a più riprese la segreteria, sempre cordialissima, e chiedo un incontro con Borghezio. Nulla. E il tempo scorre rapido, inesorabile, scandito dal tam-tam elettorale del centrosinistra.

All’estero, nella circoscrizione Europa, tutto tace. E io friggo.

Lancio e-mail a destra e a sinistra per richiamare l’attenzione : Se vogliamo che qualcosa cambi è ora o mai più !

Infine, la sollecitata segreteria dell’on. Borghezio, a una decina di giorni dal referendum, mi segnala un nome (a me sconosciuto) : Salvatore Alberice.

Essendo la speranza, com’è noto, dura a morire, lo contatto. E scopro che Albelice (con la L e non con la R) non è niente di meno che il presidente della delegazione Belgio degli Azzurri nel mondo (Forza Italia, per noi profani).

Il vento di un effimero ottimismo torna a soffiare. Soprattutto alla scoperta di un documento congiunto (FI, AN, UDC, LN) per il Sì al referendum !

Ma l’incontro con il presidente Albelice – divenuto un amico e un compagno di sventura - getta acqua sul fuoco.

L’iniziativa del documento del Comitato per il Sì è sua. E il sostegno all’iniziativa dai vertici del partito è semplicemente assente. Come nel mio caso (e forse peggio) si tergiversa, si prende tempo. Tutto è flou, vago, indistinto.

Amarezza: è il sentimento che ci accomuna. Che accomuna tutti coloro che, come noi, nelle cose, al cambiamento (non gattopardiano) ancora ci credono.

E allora, ci attiviamo. Ognuno dal canto suo, ognuno a modo suo : Lui con sms ed e-mail, io spedendo -a mie spese!- più volantini possibile in posta prioritaria ai connazionali residenti in Belgio, creando un indirizzo e-mail e inviando quanti più messaggi possibili anche sui blog dei siti italiani che aprivano un forum di discussione sull’argomento.

I risultati sono (tristemente) noti : all’estero hanno vinto i Sì, tranne in Europa (sic !) ed in Italia!

Quanto a me, sono più che mai convinto (viste le premesse e… gli svolgimenti !) che non vedrò la trasformazione federale del bel Paese, in questa vita. Forse nella prossima…

Nell’attesa, sarebbe così azzardato sperare nell’estensione dello Statuto speciale a tutte le (altre 15) Regioni italiane? (Claudio Rao*- [email protected] )

*Rappresentante Lega Nord del Comitato per il Sì al Referendum

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