Lo scrittore Aleksandr Solzhenizyn raramente concede interviste, per cui gia' di se' il fatto che recentemente sia stata pubblicata una sua intervista in merito alle questioni politiche e sociali della Russia contemporanea sul quotidiano "Moskovskje Novosti", rappresenta una notizia. Nelle sue risposte, il famoso ex dissidente ha sostenuto il corso intrapreso dal presidente Putin, ha criticato sia la democrazia che il pluripartitismo occidentale, si e' espresso in modo poco lusinghiero nei confronti dei diritti umani ed ha infine annunciato l'indispensabilita' di far risorgere il sistema statale russo.

Secondo Solzhenizyn, il compito principale tra tutti quelli che deve affrontare la Russia sta nel "risparmiare il popolo", e, per cio' che concerne la vita politica interna, l'autore di "Arcipelago Gulag" ha dichiarato che "gli attuali partiti ostacolano solamente lo sviluppo della democrazia", aggiungendo a questo proposito che "un sano meccanismo democratico e' in grado di crescere pazientemente solamente partendo dalla base". Lo scrittore ritiene altresi' che la Russia non deve assolutamente copiare gli esempi della democrazia occidentale e, per cio' che riguarda la questione dei diritti umani, Solzhenizyn sostiene che questa e' una questione che va affrontata con una maggiore responsabilita'.

"All'epoca di Gorbaciov furono messi in disparte sia il concetto che la coscienza relativa al sistema statale, fenomeni poi proseguiti durante la presidenza di Yeltsin, caratterizzati pero' da saccheggiamenti materiali dalle dimensioni immani". Mentre sotto la presidenza di Putin, a suo modo di vedere, si intravede un tentativo da parte delle istituzioni di "salvare il concetto di sistema statale".

Per cio' che riguarda invece l'allargamento della NATO e l'espansione dell'influenza americana sia nell'Europa orientale che in Asia, per Solzhenizyn non si tratta d'altro che "un tentativo di accerchiare completamente la Russia con la conseguente perdita della sua sovranita'", sottolineando il proprio rammarico a proposito degli ultimi eventi in Ucraina, e considerando inoltre il ritiro della flotta del Mar Nero da Sebastopoli come "il piu' basso e perverso sacrilegio nei confronti della storia russa dei due ultimi secoli".


A proposito di uno dei problemi piu' preoccupanti ed attuali della societa' russa, la xenofobia, Solzhenizyn si e' espresso a favore delle "misure piu' autoritarie possibili" al fine di reprimerne qualsiasi forma di apparizione, constatando che il razzismo non e' mai stato una prerogativa del popolo russo e che la sua comparsa all'interno della Russia moderna non e' altro che una conseguenza della non facile situazione sociale nella quale si sono venuti a trovare i russi etnici.

L'ultimo pensiero di Solzenizyn riguarda la drammatica questione del sempre piu' crescente tasso di mortalita' registrato in Russia nel corso degli ultimi anni, e a questo proposito lo scrittore e' dell'opinione che "il tasso di mortalita' del popolo russo proseguira' su tali livelli, e' ovviamente reale la prospettiva che sul territorio della Federazione Russa, la cultura e la religione russe verranno sostituite da altre culture e religioni, incluse quelle cinesi".