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    Talking 'O sindaco di Varesse...

    Varese - Intervista al Sindaco sui progetti e le opportunità per la città. Necessario intervenire sull'accessibilità, sull'unificazione delle stazioni. Dubbi sull'albergo a Biumo
    Fontana: "L'entusiasmo è il nostro motore"


    --------------------------------------------------------------------------------

    "Metterci alla pari" è il primo imperativo che Attilio Fontana si è dato per il lavoro della sua Giunta. "Per festeggiare il nostro primo mese manca ancora qualche giorno, ma quello che mi colpisce di più è il clima di grande entusiasmo e disponibilità. Ho chiesto a tutti gli assessori di raddoppiare gli appuntamenti che ci diamo nella settimana e non solo non c'è stato alcun mugugno, ma ho trovato unanimità di consensi".
    La Giunta appena insediata ha trovato due problemi non da poco: l'emergenza idrica e una conflittualità con i dipendenti dell'amministrazione per questioni economiche. Argomenti non certo imputabili al nuovo Governo, ma spinosi e su questi Fontana ha iniziato la propria attività di sindaco.
    Lei parla della necessità di mettersi alla pari, cosa va fatto?
    «La città è rimasta troppo tempo senza un Governo che prendesse tutte le decisioni competenti. Un aspetto delicato è quello che riguarda i piani integrati che aspettano una risposta. Sono tanti, ma non si può decidere in assenza di uno sguardo di insieme e questo richiede tempo. Una cosa però è certa, il futuro della città non è nel commercio o almeno non è nella grande distribuzione. A parte il fatto che noi non siamo competenti, perché questa materia è di pertinenza della Regione, e non c'è più alcuna disponibilità di far crescere questo settore. Credo, comunque, che sarebbe un errore per almeno due ragioni. La prima è che la grande distribuzione ha già una presenza molto forte e la seconda è che questa nuocerebbe ai piccoli commercianti».

    Come mai tanta attenzione al commercio?
    «Varese ha una grande tradizione e un forte attaccamento ai propri negozi. Dobbiamo valorizzare il commercio e questo insieme con la crescita di tutta la città. Lo si può fare lavorando insieme e a questo riguardo io ho una grande attenzione. Ho salutato con interesse e piacere la scelta di aprire i negozi la sera e ho subito coinvolto i commercianti nell'iniziativa delle serate Estensi. Voglio lavorare per premiare la qualità del lavoro e in questa direzione andrà anche una maggiore attenzione ai mercatini che dovranno avere una vera caratterizzazione non essere più contenitori di ogni prodotto possibile».

    Le serate Estensi sono la sua prima iniziativa da neo assessore alla cultura. Che altri progetti ha?
    «Dobbiamo andare nella direzione di proposte di qualità. Varese deve diventare un palcoscenico nazionale e ha tutte le carte in regola per esserlo. Per questo ho salutato con favore l'idea di avere cinque grandi firme del giornalismo nazionale qui ai giardini. Credo si debba concentrare l'attenzione su meno cose e più di qualità. Eventi che diano il giusto risalto al nostro territorio. Valorizzeremo comunque quanti vogliono organizzare iniziative e proporre idee buone. In questa direzione, in autunno, faremo con la presidenza del Consiglio regionale una serie di serate con aperitivo e musica a Villa panza per valorizzare dei grandi varesini».

    Qualcuno la rimprovera già di fare iniziative che non hanno nulla a che fare con la cultura insubre...
    «Sciocchezze. Intanto io non ho mai detto che avrei incentivato una cultura piuttosto che un'altra. Poi a maggior ragione per dimostrare che la nostra ha un grande valore occorre conoscere le altre. Dobbiamo essere aperti al confronto e ascoltare. Non metterei in contrasto scelte che propongono grandi eventi, vedi mostre come quella di Magritte, con la possibilità di rivalutare figure come Speri della Chiesa o altri nostri illustri personaggi».


    La cultura è un elemento che contraddistingue la vita di una città. Varese ha perso un po' la sua caratteristica di capoluogo di provincia, cosa intende fare per permetterle di riacquistare questo ruolo?
    «Come prima cosa occorre ascoltare la città. Voglio fare degli stati generali. Noi amministratori dobbiamo svolgere un ruolo da registi che coinvolga tutti gli attori possibili. Dobbiamo coordinare quanti hanno un ruolo attivo sul territorio e lavorare insieme per rilanciare in tutto la città».

    Lei ha spesso affermato che Varese è una città con più vocazioni, ma ora nel dover scegliere cosa farà da subito?
    «La nostra storia è legata al settore industriale, ma non è solo questo. Ci sono tante cose che ora vanno messe in collegamento. Parlavo del commercio, ma un occhio di riguardo va anche del turismo».

    Un tasto delicato che rimette al centro anche la questione dell'albergo di Biumo proposto dalla Camera di commercio...
    «Su questo credo che la Camera di Commercio debba prima risolvere un problema non secondario che riguarda la presa di posizione della sovraintendenza delle belle arti che ha dato un parere negativo in quanto quell'area sarebbe vincolata. Nessun sindaco può scavalcare questa valutazione e decidere di fare lì una struttura con un simile pronunciamento. Ecco perché si fa strada un'ipotesi alternativa se si vuole continuare a coltivare l'idea della città congressuale».

    Torniamo agli altri progetti immediati...
    «Dobbiamo rendere accessibile la città. In questo senso il progetto più importante è l'unificazione delle due stazioni. Così si libera un sedime importante e si possono sviluppare nuove idee per la città. Questo lavoro oltre tutto è fortemente legato anche al turismo. Il nostro compito ora è coinvolgere Provincia e Regione intorno a un tavolo e iniziare a vedere cosa fare. Da parte nostra ci stiamo già lavorando e a breve incontrerò i dirigenti delle Nord e delle ferrovie dello Stato».

    A questo riguardo non le sembra un'assurdità che non esista alcun collegamento con Malpensa?
    «Certo! Oggi abbiamo tutti gli svantaggi di aver qui un aeroporto e nessun beneficio. È assurdo che non esista un collegamento soprattutto se si pensa che esistevano anche dei finanziamenti specifici e non sono stati utilizzati. Anche questo sarà uno dei prossimi aspetti che dovremo affrontare. Così come il fatto che occorre avere una visibilità all'interno di Malpensa».

    Sempre in materia di infrastrutture Varese è interessata alla linea ferroviaria di collegamento con la vicina Svizzera, la cosidetta Arcisate Stabio. A che punto siamo?
    «Questo progetto è stato approvato dal Cipe e oggi a maggior ragione è importante per Varese farsi trovare preparati e l'unificazione delle stazioni è fondamentale. La ferrovia si farà e per noi deve funzionare come collegamento con tutto il nord Europa e non solo per arrivare nel Canton Ticino».

    E questo riporta al centro, oltre ai servizi per le imprese, anche il tema del turismo. Che fare?
    «Tempo fa proposi la costituzione di un consorzio tra pubblico e privati per mettere a punto una serie di proposte e pacchetti. Non si viene a Varese solo per visitare la città e allora occorre formulare delle proposte concrete. Le faccio un esempio. In Regione si stanno finanziando le vie dei vini. Visto che anche da noi si sta riscoprendo la produzione perché non pensare a un itinerario che parta dal lago, da Angera fino ad arrivare ai Merlot del Ticino? Insomma occorre anche qui fare una massa critica in modo che il nostro territorio venga visto come un'opportunità per passare una vacanza».

    Sì, ma intanto realtà come Sacro Monte sono in uno stato di quasi abbandono...
    «Beh, non è proprio così, però è certo che se non si fanno alcuni interventi si fa fatica a rilanciare il borgo. Dobbiamo risolvere i problemi dei parcheggi e poi sviluppare un sistema di collegamenti fino alla funicolare. Poi dobbiamo prevedere iniziative e attività che valorizzino Sacro Monte».

    Il tema della formazione è sempre più importante. La nostra provincia ha tanti centri di eccellenza a partire dalla Scuola Europea fino alle due Università. I rapporti con l'Insubria però non sono sempre stati nell'attenzione delle passate amministrazioni e il Rettore di questo si è spesso lamentato. Cosa ne pensa?
    «Dobbiamo lavorare insieme e il compito dell'Università è quello di rilanciarsi per far si che diventi fortemente attrattiva non solo per i ragazzi del nostro territorio, ma anche per quelli più lontani. Si pensi solo al Canton Ticino che guarda alla nostra realtà con grande attenzione anche perché si sentono molto vicini a noi e non solo per la questione geografica o della sola lingua. Per uno sviluppo maggiore occorre però una collaborazione tra tutti i soggetti interessati. Noi faremo la nostra parte a partire dall'accoglienza degli studenti».



    Giovedi 6 Luglio 2006
    Marco Giovannelli

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  2. #2
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    Varese non ha bisogno di Costanzo e c.


    --------------------------------------------------------------------------------

    In campagna elettorale la Lega aveva promesso un vigoroso rilancio della cultura Insubre. Bene: oggi ci troviamo con un'iniziativa culturale sostenuta finanziariamente dal Comune (cioè da noi) e gestita, chissà perchè, da Gianluigi Paragone (direttore de "la Padania") che grazie alla sua personale amicizia (come spiegato sui giornali locali)chiama a Varese personaggi dello spettacolo targato
    Mediaset e il direttore di Libero.
    Ci fa piacere per Paragone e per i suoi amici che spesso lo ospitano nei loro programmi o sul loro giornale, ma ci chiediamo cosa c'entri tutto ciò con la cultura Insubre e con le necessità della nostra città.
    Varese vive da settimane un'incredibile e poco spiegata situazione di siccità: non era forse meglio organizzare una tre giorni di dibattiti ed incontri con esperti, giornalisti specializzati e associazioni ambientaliste sul problema dell'acqua e dei cambiamenti climatici causati dalla devastazione dell'ambiente di cui anche il nostro territorio ipercostruito è stato ed è vittima?
    Costanzo e Mentana possiamo vederli (o scegliere di non guardarli) tutti i giorni senza sborsare una lira.
    Non si vede dunque la necessità di queste "ospitate"
    organizzate da Paragone a spese del contribuente e a discapito di tematiche ben più importanti ed attinenti il nostro territorio.
    Max Ferrari

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Der Wehrwolf
    Varese non ha bisogno di Costanzo e c.


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    In campagna elettorale la Lega aveva promesso un vigoroso rilancio della cultura Insubre. Bene: oggi ci troviamo con un'iniziativa culturale sostenuta finanziariamente dal Comune (cioè da noi) e gestita, chissà perchè, da Gianluigi Paragone (direttore de "la Padania") che grazie alla sua personale amicizia (come spiegato sui giornali locali)chiama a Varese personaggi dello spettacolo targato
    Mediaset e il direttore di Libero.
    Ci fa piacere per Paragone e per i suoi amici che spesso lo ospitano nei loro programmi o sul loro giornale, ma ci chiediamo cosa c'entri tutto ciò con la cultura Insubre e con le necessità della nostra città.
    Varese vive da settimane un'incredibile e poco spiegata situazione di siccità: non era forse meglio organizzare una tre giorni di dibattiti ed incontri con esperti, giornalisti specializzati e associazioni ambientaliste sul problema dell'acqua e dei cambiamenti climatici causati dalla devastazione dell'ambiente di cui anche il nostro territorio ipercostruito è stato ed è vittima?
    Costanzo e Mentana possiamo vederli (o scegliere di non guardarli) tutti i giorni senza sborsare una lira.
    Non si vede dunque la necessità di queste "ospitate"
    organizzate da Paragone a spese del contribuente e a discapito di tematiche ben più importanti ed attinenti il nostro territorio.
    Max Ferrari
    come dargli torto?
    bravo max, stavolta ha perfettamente ragione, costanzo ai tempi era uno dei piu feroci anti-leghisti e anti-padani.
    costanzo è uno dei principali colpevoli dell'impoverimento culturale della gente a causa dei suoi programmi demenziali dove trovano spazio, finocchi, delinquenti, prostitute, squallidi personaggi dai casi umani piu disparati.
    sua moglie continua a rincoglionire i giovani con puttanate come amici e uomini&donne, promuovendo l'avanzata nel mondo dello spettacolo di giovani albanesi....se fossi a varese stasera lega o non lega avrei partecipato alla contestazione, sempre che qualcuno la organizzi per davvero.

  4. #4
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    "...dalla perplessità e dallo scoramento si esce soltanto con l'azione. Quale poi debba essere quest'azione ce lo indicano, giorno per giorno, le necessità del momento e le esigenze dell'ora.
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    Citazione Originariamente Scritto da Celtic Pride
    come dargli torto?
    bravo max, stavolta ha perfettamente ragione, costanzo ai tempi era uno dei piu feroci anti-leghisti e anti-padani.
    costanzo è uno dei principali colpevoli dell'impoverimento culturale della gente a causa dei suoi programmi demenziali dove trovano spazio, finocchi, delinquenti, prostitute, squallidi personaggi dai casi umani piu disparati.
    sua moglie continua a rincoglionire i giovani con puttanate come amici e uomini&donne, promuovendo l'avanzata nel mondo dello spettacolo di giovani albanesi....se fossi a varese stasera lega o non lega avrei partecipato alla contestazione, sempre che qualcuno la organizzi per davvero.
    Giustissimo!!! l' obeso romano, scherzo della natura dal punto di vista fisico,e' riuscito a mettere su, con quella lesbica di sua moglie, una televisione semplicemente disgustosa, completamente in balia di napoletani, froci, inferiori mentali tutto in nome della propaganda itaglioto-mondialista. Fra leccapiedi e travestiti l' obeso romano contribuisce non poco alla decadenza culturale.
    Ma chi dirige costanzo????? Berlusconi'???? non penso!!!
    costanzo e' un mafioso questo e' certo pero'!!!

  5. #5
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    Io spero davvero che i Patrioti del Fronte Indipendentista Lombardia si presentino con le bandiere della Nazione Insubre e contestino l'obeso mondialista che attraverso i suoi programmi ha diffuso nelle nostre comunità un mefitico modello culturale che inneggia all'omosessualità, al meticciato, al meridionalismo, alla globalizzazione...

    Maurizio Costanzo sciò!!

 

 

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