Regione Lombardia : i KOMUNISTI ancora rompono le scatole sulla tutela del verde agricolo !!!

Che obsoleti ....

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Lo scontro tra Comune [Monza] e Pirellone

LA DISPUTA

Il sindaco Faglia sfida Formigoni «No al cemento sulle zone agricole»

LA SVOLTA

Da oltre vent’anni la società di Paolo Berlusconi chiede di costruire sull’area

Michele Faglia sfida Roberto Formigoni a un pubblico confronto: «Che venga a spiegare ai monzesi le sue ragioni, se ne ha il coraggio».

Più che un duello, quello lanciato dal sindaco di Monza potrebbe essere un «triello» alla Sergio Leone. Perché Faglia chiede di partecipare al faccia a faccia anche a Paolo Berlusconi: «Abbiano entrambi il coraggio di venire in un teatro e confrontare con la città».

Al centro della disfida, la Cascinazza, una grande area agricola su cui la Iei (che fa riferimento al fratello dell’ex premier) dal 1980 vorrebbe realizzare insediamenti residenziali per circa 388 mila metri cubi. E che invece l’amministrazione comunale vorrebbe inserire nel sistema dei parchi cittadini. Oggi, potrebbe essere giornata cruciale: l’ordine del giorno del consiglio regionale prevede la votazione finale della legge urbanistica che chiude definitivamente la partita a favore della proprietà. E, secondo il consigliere della Quercia, Pippo Civati, «espropria i monzesi del diritto di decidere per il loro territorio per fare un favore a Paolo Berlusconi. Il tutto, grazie anche all’assessore leghista Davide Boni, che è autonomista a intermittenza». In realtà, l’approvazione potrebbe slittare: il piatto forte della seduta è l’elezione del nuovo presidente del consiglio, l’oggi assessore alle Culture, Ettore Albertoni.

La vicenda, intricatissima, risale al 1964. Ma la svolta arriva nel 2005, quando la tribolata legge urbanistica della Regione viene approvata per un voto soltanto durante l’ultima seduta della legislatura. La legge sancisce la nullità delle varianti al piano regolatore per tutti quei comuni il cui piano stesso sia precedente al 1975. Tutti, di fatto, significa soltanto due: Monza e Campione d’Italia. Questi ultimi, devono programmare il loro territorio sulla base della nuova legge regionale (che sarà approvata soltanto oggi), oppure attenersi all’ultimo piano regolatore approvato. Nel caso di Monza, quello adottato nel 1964 e approvato nel 1971. Epoca di sviluppo tumultuoso che prevedeva per il capoluogo della Brianza 300 mila abitanti. Oggi, sono circa 120 mila. Di più. Monza dal 2002 ha un piano regolatore adottato ma non ancora approvato, che fissa le salvaguardie ambientali a cinque anni. La legge regionale ha ridotto il periodo di tutela a tre anni. «È come - spiega Civati - se durante il Mondiale la Fifa decidesse all’ottantesimo minuto che le partite durano 75 minuti».

Quel che però fa impazzire il sindaco Faglia è ciò che la Cascinazza porta con sé, gli «effetti collaterali». La normativa regionale infatti si applica all’intero territorio di Monza «e così la Cascinazza si trascina la possibilità di realizzare altri due milioni di metri cubi di cemento. Due milioni. A nord, a sud, a est e a ovest». Di qui, la lotta serrata che l’amministrazione sta conducendo contro il Pirellone: soltanto il mese scorso il Comune ha organizzato una «notte bianca» a tema. Quello, appunto, della Cascinazza.

Area contesa

L’area della Cascinazza, sette ettari alla periferia sud di Monza, è al centro di una disputa giuridico-immobiliare tra il Comune e il proprietario, Paolo Berlusconi. Quest’ultimo vuole costruirci degli edifici, mentre l’amministrazione vuole inserirla in un sistema
di parchi cittadini

Seduta decisiva

Per oggi è prevista in Consiglio regionale la votazione finale della nuova legge urbanistica, che potrebbe dare il definitivo via libera all’edificabilità dell’area. In questo modo lo «Iei» (che fa riferimento
a Paolo Berlusconi) potrà costruire 388 mila metri cubi
di edilizia residenziale