Liberalizzazioni, Berlusconi incita alla rivolta fiscale. Bersani: vogliamo solo un po' di futuro
Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, dall´assemblea di Confcommercio, liquida il decreto Bersani con una battuta carica di livore: «Mi sembra che più che un decreto sulle liberalizzazioni sia il via all'oppressione fiscale e all'oppressione burocratica», afferma. E si ferma qui, anche perché spiegare meglio il concetto sarebbe difficile. Quello che conta è aizzare un´opposizione stanca e divisa, mettere in un unico calderone la maggiore libertà dei mercati indicata da Bersani e la lotta all´evasione voluta da Visco. Farne i due nemici del popolo forzista.
Eppure nel centrodestra permangono pareri molto diversi. Se Alleanza nazionale guida nelle piazze la protesta dei tassisti, convinta che siano tutti suoi elettori, l´Udc mantiene un atteggiamento di apertura. L´ipotesi di un voto favorevole al decreto Bersani, secondo il segretario Lorenzo Cesa, non è ancora esclusa: «Abbiamo ricevuto il testo e ora lo affronteremo nel dettaglio. L'iniziativa ha la sua validità anche se il metodo è errato perché andavano ascoltate le categorie».
Berlusconi, in ogni caso, ha lasciato l´assemblea di Confcommercio dopo aver ascoltato la relazione del presidente Sangalli, una pacata richiesta al governo di aprire subito un tavolo di concertazione sulle liberalizzazioni: «Con spirito costruttivo e senza pregiudizi, riteniamo, infatti, che siano possibili modifiche e miglioramenti a vantaggio di tutti. Fermo restando, naturalmente, che, in una corretta concertazione, non ci sono mai poteri di veto e che spetta al Governo e al Parlamento la responsabilità delle decisioni finali».
La replica del ministro dello sviluppo ha raccolto numerosi consensi fra i commercianti: «Bisogna avere il coraggio di cambiare per darci un pò di futuro senza essere ingessati», ha affermato Bersani, sostenendo che il suo decreto «non fa altro che recepire direttive Ue che costano ai cittadini italiani. Non c'è nessun furore da liberalizzazioni. Si tratta di cose normali che esistono già in altri Paesi» Ma c´è anche «una difficoltà al cambiamento che dobbiamo superare».
Sui futuri interventi, bisognerà distinguere, agire con giudizio. «Il commercio ha già dato. I commercianti non sono nel mirino. Ma chiedo anche a loro un impegno riformatore». La platea apprezza Bersani quando sottolinea: «Sto vedendo il problema della benzina, ma voglio dire una cosa ai benzinai: c'è un problema, ma questa volta lo prendiamo dal giro dei petrolieri»
«Ottimismo» da parte del ministro sull´incontro con i tassisti previsto venerdì 7 luglio. La voglia di confrontarsi c´è, i paletti del confronto anche: «Abbiamo cercato una formula che ci sembrava buona per i tassisti, ma pare che non sia così. Se ci sono altre formule noi le prenderemo in considerazione, purché il risultato ci sia. Non siamo disponibili a non fare niente».





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