| Giovedì 6 Luglio 2006 - 134 | Cristiano Tinazzi |

Ha suscitato unanime condanna internazionale e diffusa preoccupazione il lancio di missili tutti precipitati in mare - sei secondo la Corea del Sud, dieci per un generale russo citato dall’agenzia di stampa ‘Interfax’ - da parte della Corea del Nord martedì notte per esperimenti balistici.
Il Giappone ha annunciato sanzioni, annunciato l’introduzione immediata di misure restrittive nei confronti di Pyongyang. Fra queste, l’interdizione all’attracco nei porti nipponici dell’unico traghetto in servizio fra i due Paesi, il Mangyongbong-92, costretto a rimanere al largo della costa di Niigata. Tokio ha inoltre espresso “rincrescimento” e ha “protestato con forza” contro la Corea del Nord per aver portato avanti i lanci missilistici “malgrado gli avvertimenti dei Paesi interessati”, come ha spiegato il segretario del governo, Shinzo Abe. Anche Francia, Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti e Corea del Sud hanno condannato l’episodio. Non è chiara la portata dei missili usati dal governo di Pyongyang per verificarne la portata, ma sembra che alcuni degli ordigni siano in grado di raggiungere obiettivi ad alcune migliaia di chilometri di distanza; dubbi, invece, sull’effettiva capacità intercontinentale delle testate. Secondo militari giapponesi, i test della Corea si sono rivelati deludenti: sembra che i lanci si siano conclusi tutti in mare, dopo una quarantina di secondi di volo, al largo delle coste russe, ad alcune centinaia di chilometri a nord-est dell’isola giapponese di Hokkaido. E il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stato convocato per una riunione urgente alle dieci di ieri mattina (le 16 in Italia), su richiesta del Giappone. Pyongyang ha sperimentato anche il nuovo missile balistico a lungo raggio Taepodong-2 che sulla carta potrebbe colpire l’Alaska ma che invece ha interrotto il suo volo ieri dopo soli 42 secondi di volo, precipitando nel Mar del Giappone secondo quanto hanno reso noto fonti militari americane. La Corea del sud ha elevato lo stato di allerta delle sue forze armate denunciando “profondo rincrescimento” per i lanci destinati a “peggiorare ulteriormente le relazioni intercoreane e l’isolamento della Corea del Nord”. “Gli Stati Uniti condannano con forza questi lanci e la mancata volontà della Corea del Nord di ascoltare gli appelli della comunità internazionale alla moderazione”, ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca, Tony Snow. I lanci “dimostrano l’intenzione della Corea del Nord di minacciare altri Paesi sviluppando missili con gittata sempre maggiore”, ha aggiunto rendendo note “consultazioni in corso con i partner internazionali sui prossimi passi da compiere”. Ma il Consigliere per la sicurezza nazionale americano, Stephen Hadley ha liquidato l’azione nordcoreana come “un tentativo di attirare l’attenzione” della comunità internazionale concentrata sull’Iran. Dalla Cina non è ancora arrivato nessun commento al lancio dei missili.
Insieme al Taepodong, sono stati lanciati i missili a medio e corto raggio (I Rodong e Scud-C). L’ultimo lancio missilistico della Corea del Nord, che si era impegnata a una moratoria, risale al 1998, quando era stato sperimentato il Taepodong-1.
La Russia ha condannato il lancio dei missili da parte di Pyongyang come “una provocazione” che “si scontra con gli sforzi per costruire fiducia nella regione”, e che “complica la situazione” riguardo ai negoziati per porre fine alla crisi sul programma nucleare come ha spiegato il portavoce del ministero degli Esteri, Mikhail Kamynin.
Il lancio di missili “è una decisione che riguarda la nostra sovranità nazionale e nessuno ha il diritto di dirci se sia giusto o sbagliato”, ha dichiarato un diplomatico nordcoreano, Ri Pyong-dok, ricevendo a Pyongyang una delegazione di giornalisti giapponesi (gli inviati dell’agenzia di stampa Kyodo, del quotidiano Asahi Shimbun e della rete televisiva Nhk). “Non sono al corrente di questioni militari, dato che sono un diplomatico”, ha aggiunto, rifiutandosi di commentare ulteriormente il lancio dei sei missili.
La Corea del Nord si è trovata completamente isolata: anche la Cina esprime “grave preoccupazione” per la situazione di tensione che si è creata in seguito al lancio dei missili da parte della Corea del Nord. A rendere nota la posizione di Pechino è stato il portavoce del ministero degli Esteri, Liu Jianchao. Ed è molto duro anche il comunicato diffuso dalla Nato: “Il Consiglio Atlantico si è incontrato a Bruxelles per esprimere la grave preoccupazione per il lancio dei missili”. La Nato afferma inoltre nella nota che “i programmi missilistici della Corea del Nord e le azioni provocatorie necessitano una ferma risposta della comunità internazionale, noi sosterremo gli sforzi della comunità internazionale per affrontare con ampiezza la questione”.

Cristiano Tinazzi