Editoria di partito sotto scacco


Roma - La F.I.P.Ed. (Federazione Italiana Piccoli editori) e gli associati apprendono che il Governo sta decidendo misure di riduzione, o meglio di azzeramento, del fondo destinato all’editoria cooperativa e di partito. Tale provvedimento, se confermato, provocherebbe la chiusura immediata di decine di imprese editoriali ed il licenziamento di centinaia di giornalisti. E costituirebbe altresì un grave colpo al pluralismo dell’informazione in Italia che è garantito dalle imprese editrici di quotidiani e periodici a mezzo stampa ed è già insidiato dal pesante duopolio radio-televisivo.
Il Presidente della F.I.P.Ed., Roberto Crespi, sottolinea, inoltre, che queste misure sarebbero state prese senza ascoltare le imprese editoriali e le loro ragioni. Non si dimentica che è stato proprio il precedente Governo Prodi ad aprire vari tavoli tecnici per discutere i problemi del settore. Così come si apprende dalla stampa siamo in presenza di un azzeramento di ogni confronto, annullando gli interlocutori.
La F.I.P.Ed. chiede un incontro immediato con il Governo.
Chiede altresì di essere invitata in sede di dibattito parlamentare a tutti i lavori aventi ad oggetto la riforma della disciplina dell’editoria, che dovrà eventualmente avvenire sulla base di un dibattito politico che origini dalla reale conoscenza del mercato e dei relativi problemi e non sia frutto di un decreto legge.


[Data pubblicazione: 06/07/2006]