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    Predefinito Dal Messico lezione di democrazia a Prodi

    Elezioni, 374mila voti di differenza fanno ricontare tutto
    Dal Messico lezione di democrazia a Prodi


    Toni Mirabile da La Padania

    In Italia forse si vincono le elezioni per 25 mila voti, ma poi si nega un riconteggio che avrebbe messo in chiaro le cose. In Messico una coalizione vince la tornata elettorale per 374.243 preferenze, ma poi si riconta voto per voto su richiesta di uno dei due contendenti. In quale dei due Paesi si è manifestata maggiore democrazia?Alla Camera “vince” il centrosinistra e Romano Prodi, per 25.224 voti, si porta a casa 64 deputati in più del centrodestra. Per quanto riguarda Palazzo Madama, se ha la maggioranza il Professore deve ringraziare il voto “estero” e quello dei senatori a vita. Silvio Berlusconi, a nome di tutta la coalizione e della metà del Paese che aveva scelto di stare con il centrodestra, aveva chiesto la verifica dei voti. E subito la sinistra aveva montato la polemica: non siamo un Paese centroamericano, avevano strillato Piero Fassino e compagni.
    Eccoli serviti: in Messico domenica scorsa si sono tenute le elezioni, e si sono concluse con una differenza di circa un punto percentuale tra i due contendenti principali. Uno scarto che ha spinto il rappresentante della sinistra a chiedere un verifica ulteriore. Detto fatto: il Paese centroamericano solo ieri sera, al termine del riconteggio, ha saputo che il successore di Vincente Fox era il candidato della destra Felipe Calderon. Dalle nostre parti, invece, fu inutile che Berlusconi ricordasse che «nel 2001 la differenza tra i dati forniti dalla prima indicazione del Viminale e quelli sanciti dalla Cassazione era pari a 36 mila unità. Oggi abbiamo 1.102.188 voti nulli e ben 611.158 schede annullate. Ciò fa capire quanto legittime siano le nostre richieste», spiegò il Cavaliere.
    Niente da fare. Fu tutto inutile: il centrosinistra si vide consegnare il potere e se lo tenne senza cercare verifiche approfondite. Andò così perché i controlli che fece la Cassazione, furono limitati soltanto alle schede non assegnate a nessun partito al momento dello scrutinio e ai verbali redatti dai segretari di seggio. Ma non ci fu un reale conteggio di tutte le schede.
    A Città del Messico solo ieri sera, al termine del riconteggio dei voti, si è saputo che Il candidato della destra Felipe Calderon si è imposto sul suo avversario della sinistra Andres Lopez Obrador, con uno scarto pari a 11.691 voti. Lo ha reso noto l'Istituto federale elettorale, sulla base dello spoglio ufficiale del 99,99% dei voti delle elezioni presidenziali di domenica scorsa in Messico. Calderon, candidato del Partito azione nazionale (Pan), ha ottenuto 14.754.778 voti (il 35,88%) mentre i voti a favore del candidato del Partito della rivoluzione democratica (Prd) sono stati pari 14.753.087 (35,31%). In termini percentuali, la differenza tra i due e' dello 0,57%.
    Al riconteggio si era arrivati perché era «risultato che non siano state contate 11.184 schede ricevute in ritardo dal Programma dei risultati elettorali preliminari (Prep) che saranno invece incluse nel nuovo scrutinio», aveva spiegato il capo dell’Istituto federale elettorale (Ife) Luis Carlos Ugalde.
    In ogni caso, il candidato di sinistra Lopez Obrador ha dichiarato che intende contestare anche questo esito del voto presidenziale che ha indicat il successore dell’ex presidente Vicente Fox. «Ricorreremo alla Corte federale elettorale per contestare il processo elettorale» perché «vi sono state molte irregolarità» ha minacciato Lopez Obrador, che ha denunciato anche «il modo frettoloso con il quale l’Istituto federale ha risolto il computo».
    Il candidato del Partito della rivoluzione democratica ha chiamato per domani i suoi sostenitori a manifestare. Il clima rimane arroventato in Messico, dove domenica sono state chiuse le urne e i volontari in 130.488 seggi elettorali hanno contato i voti, poi sigillato le schede in pacchi, ognuno contrassegnato da un foglio col risultato, poi inviato questo materiale e i dati non ufficiali alla Commissione centrale che ha dato i risultati preliminari sul suo sito web.
    I voti espressi sono stati circa 41 milioni e i pacchi sigillati sono stati consegnati ai centri distrettuali, dove i funzionari hanno cominciato a controllare l’addizione, sommando i risultati dei singoli seggi, per ottenere il computo definitivo, e a riconteggiare le schede con particolare attenzione ai pacchi che appaiono manomessi o su cui il resoconto del voto era illeggibile.
    Naturalmente è evidente che la vicenda che sta vivendo il Messico è differente formalmente rispetto a quella italiana. Ma, sostanzialmente, rimane il principio che mentre nel centro America si sia proceduto a una nuova verifica del suffragio popolare anche in seguito all’esiguità della differenza tra i due partiti concorrenti, nel primo conteggio Calderon aveva ottenuto il 36,35% dei voti, e il suo principale sfidante il 35,37%, con una differenza a favore del primo di 374.243 preferenze, in Italia, nonostante anche qui la differenza tra le due coalizioni fosse ridottissima, si è deciso di risolvere la vicenda con una semplice verifica dei registri dei seggi elettorali e con il controllo di qualche centinaio di schede elettorali. Ecco perché è legittimo sostenere che nel Belpaese si è verificata una pessima gestione della democrazia, come più volte ha detto Silvio Berlusconi.

    Adesso si che siamo peggio di uno Stato sudamericano...adesso,non quando lo gridavano nelle piazze "quelli dello 0,005%"...

  2. #2
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    Dovete liberarvi dall'ossessione prodiana, il Messico non c'entra niente con Prodi.

    Questo articolo conferma che il centrodestra è unito solo dall'odio contro Prodi, quando Prodi avrà terminato il suo quinquennio la destra italiana si scioglierà come neve al sole.

    P.S. Fassino non strilla mica, vi state confondendo con Bondi.

  3. #3
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    Siamo Peggio che una Repubblica delle Banane del Centro-America!!!

    Con un po' di ritardo si è avverata la profezia della Sinistra!!!

 

 

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