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    Predefinito Movimento Italia Nazionale

    http://www.italianazionale.org



    Movimento Italia Nazionale



    1) Finalità ed emblema


    Il Movimento Italia Nazionale è un'entità derivante da un libero pensiero i cui obiettivi perseguiti sono tali:


    - nascita e sviluppo di un forte senso nazionale di appartenenza;

    - valorizzazione di ogni opera portata a compimento da italiani;

    - smembramento di ogni genere di controsenso ritenuto dannoso e controproducente nella società;

    - formazione di una cultura propria forte, influenzabile il meno possibile da componente esterna alcuna;

    - difesa della patria da minacce esterne ed interne sempre e comunque nel pieno rispetto

    ed all'interno delle legislazioni vigenti;

    - omogeneizzazione degli abitanti del suolo italico in base alla loro appartenenza o meno al Paese;

    - lotta alla clandestinità all'interno delle disposizioni giuridiche prescritte dalla legge;

    - sensibilizzazione sulla qualità delle creazioni italiane e sul loro valore.


    L'emblema del Movimento è una bandiera tricolore (verde, bianca e rossa) con al centro una sfera blu scura che si incontra con quattro raggi, due partenti dalla zona verde della bandiera ed altrettante da quella rossa, essi formanti il contorno della sfera di cui sopra. In alto a sinistra della sfera vi è la parola “ITALIA” di colore verde ed in basso a destra la parola “NAZIONALE” di colore rosso.



    2) Punti ideologici


    Tale movimento si impegna al fine di difendere il Paese dalle incombenti minacce che lo attanagliano sia dall'esterno che dall'interno, sempre e comunque nell'ambito della più assoluta legalità e rispetto delle legislazioni vigenti. Per le prime, ci si riferisce alle influenze subite da popolazioni quali quella statunitense, volte principalmente ad un'assuefazione lenta ed indiretta e l'immigrazione di massa. Riguardo le seconde, esse sono identificate negli stranieri che non siano residenti in Italia da almeno tre generazioni, all'interno dei quali si celano terroristi, malviventi, nemici quindi della nazione. Si comprende perfettamente che nel nostro Paese sia presente un discreto numero di elementi rispettosi delle leggi e della cultura italiane, ma è parimenti ovvio che se anche tali dovessero acquisire una potenzialità decisionale anche negli ambiti pubblici, essi saranno portati a favorire principalmente coloro che più difendono i loro diritti, ma prima ancora, i loro conterranei. Tale situazione si sta sviluppando a causa di un ormai divenuto inaccettabile moralismo che talvolta sfocia nel senso di colpa, verso coloro che ospitiamo. A nostro parere, un cittadino italiano non deve sentirsi obbligato ad elargire spazi sempre maggiori ad elementi esterni solo in nome della loro stessa natura di stranieri. Troviamo grottesca la situazione in cui un italiano critichi la presenza nel nostro Paese di malviventi senza scrupoli extraeuropei e venga etichettato come razzista. E' assolutamente necessaria una distinzione: la condanna e l'eliminazione dei succitati stranieri nel loro Paese è da considerarsi atto offensivo della loro patria ed essenza, ma la protezione della propria nazione nell'allontanamento di soggetti ritenuti di non dover appartenere alla nostra realtà, non è altro che l'espressione di un senso di appartenenza che nulla deve avere a che fare con pentimenti di alcun genere. La violenza non è assolutamente necessaria, bisogna non dimenticare mai che la nostra civiltà non ha nulla da invidiare alle altre esistenti ed esistite. Il mondo occidentale è inconsapevolmente entrato in una fase di decadenza ed in mancanza di soluzioni urgenti ed importanti, potrebbe essere annientato. Primo segnale di tale momento discendente è lo sgretolamento dell'identità culturale. Le civiltà occidentali stentano sempre più a riconoscersi: il marasma di etnie che popolano le nostre città, le nostre nazioni, le stanno lentamente, ma inesorabilmente rendendo dei grovigli di entità nazionali in un solo Stato. Inizialmente, ciò è apparso come segno di una dimostrazione della superiorità e maturità della nostra civiltà. Ma è ora evidente che ciò non è così. Non vi è motivo per non rispettare la sovranità delle nazioni altre, ma non vi è nemmeno motivo alcuno di ospitare necessariamente elementi esterni. Oggi le guerre non si combattono più fra eserciti, come in tutte quelle conosciute, dove il miglior schieramento bellico aveva la meglio ed occupava postazioni nemiche. Ora è l'ideologia la guerra più cruenta, più cruenta di qualunque guerra l'uomo abbia probabilmente mai conosciuto. Il terrorismo ne è la più limpida e palese dimostrazione. Un indefinibile numero di individui è disposto a togliersi la vita pur di toglierne il più possibile al nemico. Si sta commettendo un errore che stiamo pagando a carissimo prezzo: credere che il nemico sia all'esterno. Ogni azione terroristica viene portata a compimento da elementi presenti da molto tempo nei Paesi attaccati, essi sono parte integrante della società e vengono loro riconosciuti diritti pari a quelli di un vero cittadino. Addirittura, se tali diritti non sono gli stessi, si lavora costantemente affinchè lo siano. Nonostante le testimonianze filmate, emesse a ritmo fino ad ora inimmaginabile, di violenze perpetrate ad occidentali e connazionali, si continua ad ostentare un ridicolo moralismo verso comunità di stranieri entro cui vi sono dichiaratamente frange estremiste. Ma non bisogna lasciarsi trarre in inganno: non sono solo codesti uomini a rappresentare un reale pericolo per il nostro Paese, infatti molti di coloro che prudentemente non esibiscono pubblicamente le loro idee oltranziste, possono ovviamente abbracciarle e portarle sul piano pratico molto di più dei primi. Questo periodo di sfinimento della nostra civiltà non inizia e non si conclude di certo con il terrorismo internazionale, di cui abbiamo cominciato seriamente ad interessarci solo da cinque anni circa. Il problema ha radici ben più profonde da estirpare nella maniera più assoluta per evitare un annichilimento che ad oggi appare ridicolo ed estremamente lontano, ma che sta fondando le sue basi già da molto tempo.

    Il presente movimento vuole combattere inoltre l'interminabile serie di incongruenze presenti nella nostra società e che appaiono innocue e naturali, ma che tali non sono minimamente. Ci si riferisce ad esempio al modo in cui la religione insulta ed annebbia l'umano intelletto, motore che ha sempre spinto l'uomo in tutta la sua esistenza. Pare che la Chiesa cristana non abbia mai perso l'abitudine secolare di influenzare il modo di intendere la realtà e molte volte noi stessi, interferendo in ormai indefinibili per numero occasioni anche in questioni politiche, entro le quali, siamo convinti, non dovrebbe mai aver voce. Ognuno è libero di esprimere la propria fede come meglio ritiene, senza bisogno di intermediari, i quali, umani come ogni altro, non posseggono alcuna sorta di canale di comunicazione preferenziale con entità extradimensionali. La professione della propria credenza religiosa deve avvenire, nel caso di religioni altre dal Cristianesimo, nel pieno rispetto di quella presente nel Paese ospitante, quindi con la dovuta discrezione, esattamente come i cristiani sono tenuti a fare nel medesimo caso. Il rapporto che ogni individuo ritiene di avere con tali entità, è infinitamente intimo e non necessita di confessioni a terzi su quelli che ritiene errori. Sarebbe necessaria ben altra quantità di materiale cartaceo per esplicare gli evidenti “nonsensi” su cui non mancheremo comunque di concentrarci.

    Il nostro è un grande Paese e le prove storiche lo rendono un fatto inopugnabile. Per questo è necessario non svilirne mai l'essenza e valorizzarlo, benchè forse non ci si renda ben conto delle sue immense potenzialità, quotidianamente umiliate ed intorpidite da un progressivo processo di “americanizzazione” e non solo, che ha nel cinema, nella televisione e nell'economia i suoi punti di massima influenza. Noi non abbiamo bisogno di importare culture da altre parti del globo, è la nostra che può divenire, se perfezionata, un esempio per ogni civiltà.



    3) Linee programmatiche multisettoriali


    3.1) ECONOMIA


    L'attuale società occidentale fonda il suo sistema economico sul capitalismo, concezione importata soprattutto alla fine del secondo conflitto mondiale dagli Stati Uniti. Tale modo di intendere l'intero processo economico si basa sulla centralizzazione del ruolo, appunto, del capitale nella vita individuale e collettiva. Le problematiche scaturite dall'elefantiasi del diffuso capitalismo sono identificate nella subordinazione di pressochè ogni forma di meccanismo sociale, fin nello sfociare nell'ideologico, alla logica della pecunia, venendo così a fossilizzare gradualmente le diverse forme di espressione del concetto di valore umano (onore, dignità, rispetto e quanti altri identificabili all'interno di tale categoria). Sarebbe comunque scontatamente ingenuo colpevolizzare il sistema capitalistico dell'esistenza di mancanze in tal senso. Ma appare parimenti ovvio che la convinzione che il presente metodo sia l'unico valido per la nostra società occidentale e quindi il più avanzato possibile sarebbe altrettanto criticabile. Il metodo storicamente opposto e maggiormente noto all'attuale è tuttora quello rappresentato dall'ideologia comunista, la quale prevede una centralità sostanziale del ruolo dello Stato detentore di ogni forma di attività produttiva del Paese e concessionario di servizi all'interno di una società paritaria povera, se non priva, di entità private. Il crollo dell'URSS e moltissimi altri esempi storici hanno dimostrato l'inattuabilità a lungo termine di tale sistema che manca di quei fattori di individualismo e concorrenzialismo essenziali per uno sviluppo moderno.

    Il Movimento Italia Nazionale in tal senso prevede una concezione economica alternativa:


    Lo Stato diviene garante (e non influenzatore diretto) del corretto svolgimento dei processi economici del Paese venendo ad intervenire solo in casi di estrema urgenza quali crisi finanziarie di gruppi privati a livello nazionale ed andamento borsistico particolarmente negativo. Il sistema fiscale è modulare in base al reddito e non omogeneo. Tale sistema è particolarmente diversificato (diviso in decine di fasce) al fine di permettere un più equo trattamento. La forza di controllo “Guardia di Finanza” assume in questo ambito un ruolo determinante (maggiore rispetto all'attuale), con un suo potenziamento e con la messa a disposizione delle più sofisticate tecnologie in materia di frode, nell'estirpazione dell'evasione fiscale. Le entrate derivanti dal gettito fiscale vengono utilizzate per la creazione di un sistema scolastico nazionale avanzato, una stratificazione sanitaria moderna e un rinvigorimento delle forze dell'ordine presenti sul territorio. Per quanto riguarda l'istruzione, i privati hanno la possibilità di continuare ad istituire centri privati indipendenti. Sulla sanità invece, la stessa possibilità è negata, tali privati infatti possono solamente creare dipartimenti, offrire servizi ed impiantare attrezzature all'interno delle strutture pubbliche percependo compensi determinati dalle proprie prestazioni e versando una percentuale alla struttura stessa, che sarà in grado di migliorare a sua volta le proprie capacità. L'edificio sanitario pubblico viene reso compatibile per affrontare le modifiche di cui sopra a spese del privato, come farebbe per la creazione di un centro distaccato. Nel caso di impossibilità strutturale a tale modifica, può essere creata una sezione all'esterno della costruzione che prevederà le stesse regole. I costi per la costruzione di tale impianto, sia all'interno che all'esterno dell'edificio pubblico, sono esenti da IVA e da ogni altra tassazione. I sistemi investigativi e di polizia privati sono permessi. La ricerca è alimentata da una percentuale fissa delle entrate fiscali più elevata dell'attuale. I centri di ricerca privati sono defiscalizzati. I controlli dello Stato sulle attività di tali enti avviene attraverso l'istituzione di centri di verifica operativa diffusi sul territorio. Un'altra quota considerevole degli introiti statali è destinata ai servizi segreti italiani. Il debito pubblico derivante da sanzioni ed oneri internazionali viene riconcordato (a tal proposito si rimanda al punto 3.4 - POLITICA ESTERA).

    La devoluzione di fondi a Paesi extraeuropei viene fortemente ridotta fino ad un progressivo annullamento; sono i privati cittadini ad essere liberi di devolvere fondi a Stati altri. La retribuzione dei lavoratori statali viene riorganizzata in maniera più equilibrata in base al criterio del rapporto merito/rilevanza incarico nel senso di un calcolo matematico tra lavoro prodotto individualmente, ore di lavoro entro cui tale produzione avviene, presenza o meno di richiami ufficiali, grado di responsabilità all'interno del sistema. Le pensioni vengono ridiscusse riducendo nettamente le più cospicue a favore delle minori: viene posto un tetto limite entro cui le pensioni vengono retribuite, indipendentemente dai versamenti contributivi effettuati e ponendo come oggetto di osservazione e di eventuale modifica l'età pensionabile ogni 3 anni in base all'andamento demografico del Paese. Il Sud Italia riceve una particolare attenzione delle istituzioni da ogni punto di vista con l'istituzione di una Commissione Permanente per il Mezzogiorno cui sarà devoluta una percentuale preimpostata delle entrate statali e che valuterà le misure più urgenti da approntare. Viene istituito un fondo per il risanamento del debito pubblico, cui è destinata una percentuale fissa degli introiti del gettito fiscale. Per quanto riguarda la concorrenza asiatica, vengono istituiti dazi su ogni genere di merce da essa prodotta che giunga nel nostro Paese. I dazi vengono studiati in modo che essi vengano immessi nel mercato italiano ad un prezzo corrispondente al costo medio nazionale del prodotto stesso. Le aziende di matrice orientale presenti sul nostro Paese sono sottoposte a controlli sulla leale competitività da organi regionali istituiti a tal fine. Nel caso di mancata osservazione delle norme, tali aziende sono ulteriormente tassate. Gli introiti sia derivanti dai dazi, che dalle tassazioni supplementari operate alle aziende orientali, vengono destinate in misura egualitaria a 20 Fondi Regionali per le Imprese, che le distribuiranno a tutti i cittadini italiani che vogliano avviare un'azienda. Tali neo-imprenditori dovranno render conto al Fondo Regionale del corretto utilizzo dei fondi.



    3.2) SANITA'


    Come esplicato nel paragrafo precedente, ponendo l'attenzione sull'aspetto economico, Italia Nazionale ritiene necessario, al fine di migliorare l'attuale livello delle strutture sanitarie pubbliche, l'incorporamento ad esse anche delle entità private, pur permanendo in loro una particolare autonomia. Le prestazioni mediche all'interno della struttura pubblica sono soggette a ticket minimi. La maggior agilità gestionale dei pazienti da parte dei privati permette loro di essere preferiti dalle fasce più abbienti che, usufruendo dei loro servizi, contribuiranno contemporaneamente al miglioramento degli impianti pubblici essendo essi legati economicamente: ad un numero di prestazioni effettuate dal centro privato, corrisponderà una percentuale da versare alla struttura pubblica cui essa è legata. Tale percentuale è decisa sulla base del numero di impianti privati presenti in un determinato territorio e varia in modo inversamente proporzionale. Lo Stato interverrà in tale meccanismo stanziando fondi solo ed esclusivamente nel caso di un grave scompenso negli equilibri che lo regolano segnalato a seguito di verifiche effettuate da una nuova sezione della ASL esclusivamente incaricata di vigilare sul corretto funzionamento delle strutture. Altra sezione della ASL denominata "Fondo Sanitario Territoriale" (FST) viene creata al fine di raccogliere le imposte dei centri privati e di distribuirle con cadenza mensile alle strutture sanitarie pubbliche locali che potranno ricevere tali fondi solo giustificandoli con l'acquisto di attrezzature o nell'ottica di un miglioramento di uno o più reparti. L'FST non può rifiutare l'elargizione di fondi verso le strutture pubbliche, ma ha il compito di verificare che tali vengano spesi per l'acquisto specificato dalla richiesta inoltrata dalla struttura pubblica. Nel caso di mancato o eccessivamente ritardato utilizzo delle liquidità economiche, l'FST ritirerà la somma elargita.



    3.2) GIUSTIZIA


    Il sistema giudiziario italiano presenta nette lacune di operatività dovute alla lentezza dei suoi processi burocratici e ad una non equilibrata distribuzione delle pene. La possibilità di porre un numero plurimo di appelli al primo giudizio imposto dalla Magistratura è causa un ovvio ed inevitabile allungamento delle procedure processuali. Inoltre il comprensorio penitenziario non è strutturato per poter assorbire il numero di detenuti attualmente presenti sul territorio.

    Il Movimento Italia Nazionale ritiene necessarie tali modifiche dell'attuale sistema:


    Le pene detentive vengono riviste sulla base di una modularità più equa. Per l'imputato di un crimine è previsto un solo appello al termine del quale viene enunciata la sentenza definitiva incontrovertibile. Sulla base del reato commesso, viene normativamente e proporzionalmente imposto il lavoro forzato ad ogni detenuto, il quale opera in servizi di produzione vari per lo Stato. In tal modo i colpevoli di un qualsivoglia reato pagano il loro vitto e sistemazione autonomamente equilibrando la spesa statale per il mantenimento degli stessi, svolgono un lavoro grazie al quale saranno reinseriti gradualmente nella società e si concentreranno sulla produttività. La buona condotta comporta lievissime riduzioni della pena sempre proporzionalmente alla gravità della stessa. Gli arresti domiciliari comportano il compimento di un lavoro da portare a termine tra le mura domestiche. L'infermità mentale rappresenta non un'attenuante, bensì un fattore che indirizza automaticamente il colpevole di un crimine in appositi centri di riabilitazione mentale. Quando tale detenuto viene ritenuto, da una commissione di esperti, non più nocivo per la società e di nuovo in grado di intendere e volere e non prima di un periodo di tempo minimo imposto dal giudice, la sua pena detentiva prosegue negli arresti domiciliari senza alcuna riduzione temporale per lo sconto dei reati ascritti. La recidività di un detenuto reinserito nella società comporta una pena pari al doppio della prima. Vengono eretti altri penitenziari in grado di razionare in modo migliore le capacità di contenimento dei già esistenti. L'evasione fiscale entro determinati limiti diviene reato punito con pene molto più gravi delle attuali, con la confisca dell'attività interessata, nonchè degli introiti accumulati nel periodo di evasione, da parte dello Stato e la sua messa all'asta. In caso di mancanza di acquirente, l'attività può essere sciolta e riutilizzata dall'apparato statale ai fini ritenuti più consoni o dismessa. La contraffazione di un qualunque oggetto di produzione italiana è punita ancor più severamente che attualmente e lo stesso vale per i reati ambientali. Nel caso in cui il reato sia commesso da extracomunitario, viene comminata l'estradizione automatica successiva la pena. La libertà di espressione in qualunque direzione è tutelata dalla legislazione. La Magistratura equilibria le proprie responsabilità ed operatività con le prefetture che sono così in grado di avere maggiore libertà d'azione nell'ambito della pubblica sicurezza.



    3.3) POLITICA INTERNA


    L'odierna politica interna nei confronti dei lavoratori prevede un programma di inserimento nella società di stranieri, che grazie ad un regolare permesso di soggiorno nel nostro Paese, acquisiscono la libertà di circolazione sul pubblico suolo. All'interno di tali elementi ospiti, vi sono spesso malintenzionati, i quali, dopo aver speso ogni forma di finanza per l'arrivo in Italia, scelgono la via della criminalità. L'esistenza di associazioni per i diritti civili e tutela degli immigrati provoca, talvolta, il proscioglimento da accuse imputate a stranieri e la punizione degli addetti alla sicurezza. Per quanto concerne l'aspetto lavorativo, la presenza di sindacati, in alcuni casi non aventi posizioni in politica dichiarate, ma influenza in tal ambito, sono motivo, storicamente, di manifestazioni di protesta di settori specifici o generali del lavoro, nondimeno simboli di conquiste per i diritti dei lavoratori. La loro forza ed il loro peso nei diversi frangenti temporali ha determinato un indebolimento o un rafforzamento della produttività di una nazione. In un periodo come l'attuale, in cui la competitività orientale minaccia seriamente le produzioni interne, un'eccessiva presenza di tali organi risulta essere dannosa per il rilancio dei settori posti in crisi. Da non molto, in Italia viene espressa la cosiddetta "devolution", il decentramento del potere dallo Stato alle regioni allo scopo di concedere responsabilità alle entità territoriali ritenute più adatte perchè più vicine e quotidianamente a contatto con importanti questioni interne, riducendo parallelamente i fondi statali alle varie sezioni. Questo sistema, non molto paragonabile a quello federale americano, presenta la mancanza nell'esistenza di capacità produttive nettamente minori di altre, quali quelle del Sud, che non sono in grado di offrire servizi di certa qualità ai propri cittadini. Il problema della droga è un fenomeno che ha visto negli ultimi periodi un forte aumento. La linea ora seguita è quella della "tolleranza zero", cioè della lotta allo spaccio e all'utilizzo di stupefacenti. Stesso trattamento è riservato al reato della prostituzione.

    Italia Nazionale, in merito alla politica interna, ritiene tale la linea da seguire:


    I permessi di soggiorno vengono sensibilmente ridotti, anche in caso di impiego lavorativo dello straniero, grazie a criteri molto più selezionativi per l'ingresso nel nostro Paese. Il rimpatrio degli elementi esterni già presenti sul territorio avviene, sulla base dei punti che ne impediscono l'ingresso, per gli extracomunitari presenti sul suolo nazionale da meno di tre generazioni. Essi hanno libertà di espressione, ma non di voto attivo nè passivo. Le associazioni a difesa degli extracomunitari sul territorio vengono abolite. I sindacati sono convertiti in dipartimenti statali dei lavoratori in cui le istanze riguardo lo stato del luogo e le condizioni di lavoro, i licenziamenti e le riassunzioni vengono liberamente presentate. Lo Stato si occupa, grazie ad esperti del settore, della situazione lavorativa collettiva. Le regioni restituiscono parte del potere alle istituzioni statali, rendendo queste ultime più a stretto contatto con le realtà cittadine grazie ad una presenza capillare nel Paese. Le droghe di alcune tipologie vengono liberalizzate e disposte per la concessione solo tramite prescrizione medica. Il consumo di tali sostanze può avvenire solamente all'interno di appositi locali adibiti a tal funzione. Il cliente ha l'obbligo di rimanere all'interno della struttura fino al superamento degli effetti degli stupefacenti utilizzati. Ogni locale deve disporre della presenza di un medico che prescriva il prodotto e decida la durata della permanenza. La responsabilità di ogni accadimento negativo a livello fisico degli usufruenti è degli stessi. Viene liberalizzata la creazione di case di tolleranza semiprivate, controllate quotidianamente da operatori sanitari statali. I titolari privati di tali centri elargiranno allo Stato una quota sugli introiti, i quali sono contabilizzati da un particolare pubblico impiegato che riceverà una percentuale su di essi. L'utilizzo di protezioni contraccettive è obbligatoria pena l'impossibilità di fruizione del locale.



    3.4) POLITICA ESTERA


    Il rapporto tra il nostro Paese, come tra altri europei e non, con l'esterno prendono in seria considerazione, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, le scelte e direzioni intraprese dagli Stati Uniti, i quali, presenti al tavolo dei vincitori nel conflitto succitato, hanno intrapreso una lenta azione di esportazione della propria cultura e dei sistemi interni all'intero globo. Grazie alla collaborazione del suo principale alleato europeo, l'Inghilterra, tale azione sta tuttora mostrando i suoi effetti. Si veda infatti l'importanza assunta dalla lingua inglese nel mondo, che succede a quella francese, fino a non molto tempo addietro ritenuta principe. In nome dell'avvento degli Alleati in Italia con la conseguente sconfitta dei tedeschi, si sta ancor'oggi dimostrando una gratitudine al governo a stelle e striscie appoggiandolo ed accompagnandolo in diversi suoi obiettivi, ultimi in ordine di tempo dei quali la presenza in Afhganistan ed Iraq. La situazione internazionale, ad oggi, è particolarmente instabile e le nazioni occidentali si stanno dimostrando quasi inermi di fronte alle minacce principalmente provenienti dall'area Mediorientale. A livello comunitario, l'Unione Europea mostra una sempre maggiore propensione all'allargamento dei Paesi membri, mentre al proprio interno pecca fortemente di un sistema atto ad avvicinare il popolo europeo tutto al Parlamento Comunitario ed alle sue decisioni, che appaiono lontane e poco determinanti per la vita individuale, ma che tali non sono.

    Il Movimento Italia Nazionale nota le seguenti linee da intraprendere:


    Il nostro Paese si distacca dalle posizioni americane operando un ritiro graduale, ma rapido dei propri uomini dalle zone non di nostro interesse, quali Afghanistan, Iraq, regioni africane. L'ingresso del nostro Paese nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu rappresenta un fattore essenziale per la prosecuzione di rapporti prolifici con l'Organizzazione stessa. In assenza di parere favorevole in tal direzione l'Italia provvederà ad un suo allontanamento dal sistema. Il debito pubblico estero viene ridiscusso su basi e criteri moderni, lontani da manifestazioni moralistiche alcune. Per quanto concerne l'attuale Unione Europea, è da considerarsi inabile ad affrontare le frontiere che il futuro porrà dinanzi al popolo europeo e quindi da annullare e ricostituire. L'Italia, Paese fondatore e patria di alcuni tra i più importanti europeisti, si impegna alla nuova costituzione dell'Unione Europea in cui a prendervi parte vi saranno solo ed esclusivamente: Italia, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda, Lussemburgo. L'allargamento di tale Unione non è contemplata fino alla creazione di una cultura europea forte e comunque non è permessa a Paesi ad Est della Polonia e geograficamente esterni all'Europa. La lingua ufficiale non apparterrà ad alcuna delle nazioni partecipanti, ognuna di esse manterrà la propria a livello interno, mentre per la comunicazione a livello internazionale si utilizzerà l'esperanto, lingua semplice, velocemente assimilabile, priva di favoritismi verso nazione alcuna e contenente vocaboli derivanti da tutte le principali nazioni europee. Le decisioni del Parlamento Europeo vengono quotidianamente espresse dai mezzi di comunicazione nelle lingue nazionali ed in esperanto. Per ciò che riguarda i referendum, viene abolito il quorum.



    3.5) ISTRUZIONE


    Il sistema scolastico italiano prevede un percorso diversificato in base alla scelta istituto liceale/tecnico. La questione problematica reale non è rappresentata dalla possibilità decisionale, quanto dalla qualità del servizio statale. La media dell'Unione Europea impone un certo numero in disponibilità di individui formati e pronti ad entrare nell'ambito lavorativo europeo. Il porre maggiormente attenzione al numero e non alla qualità dell'apprendimento è fattore decisivo per l'affidabilità produttiva di un Paese. Le università stanno facendo permanere un certa linea di selezionabilità tra i suoi iscritti, anche se segnali in senso opposto stanno riducendo questo andamento.

    Il Movimento Italia Nazionale vuole modificare il sistema in tal senso:


    Gli istituti pubblici continuano ad avere un numero di iscrizioni libero, ma non di promozioni con l'istituzione di una graduatoria. Gli esclusi da tale classifica e quindi non ammessi all'anno successivo possono reiscriversi solo per una volta allo stesso istituto. Sono istituiti centri di incontro con aziende di vari settori cui parteciperanno gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori una volta ogni due settimane. I centri d'istruzione privata sono obbligati a prevedere gli stessi programmi d'insegnamento di quelli pubblici per essere riconosciuti abili ad esercitare. L'esaminazione di uno studente alla prova di esame degli istituti medi inferiori e di maturità avviene tramite prove scritte diversificate per alunno e scuola ed una orale di fronte ad una commissione esterna disposta per sorteggio. I programmi sui quali vertono gli esami vengono decisi dallo Stato e da una commissione di esperti. Chiunque manchi dell'iscrizione ad un qualsiasi istituto, dopo il raggiungimento dei 14 anni, viene introdotto automaticamente nella lista di un apposito centro d'occupazione cittadino in merito a lavori compatibili con l'età dell'interessato e con il grado di istruzione raggiunto. Obbligatoriamente nel programma devono figurare: storia italiana e lingua esperanto che saranno oggetto di esaminazione finale scritta ed orale. Il superamento di tali prove è determinante ai fini dei successivi. E' obbligatoria inoltre la presenza di una bandiera italiana in ogni aula, pena una multa all'istituto trasgressore da parte di ispettori incaricati di vigilare settimanalmente sull'andamento delle strutture d'istruzione pubbliche. Tutte le facoltà universitarie richiedono delle prove di ammissione ed un numero chiuso di ammessi all'anno di corso successivo in base alla media delle valutazioni riportate. Ogni facoltà deve necessariamente istituire un corso e relativo esame obbligatorio su storia italiana avanzata ed esperanto avanzato come della presenza della bandiera italiana. I mezzi di comunicazione gestiti dallo Stato dedicano uno spazio maggiore dell'attuale alla cultura ed all'informazione.



    4) Etica


    Il concetto di etica civile è dettato dalla tradizione, dalle radici, dalla storia di un Paese. L'Italia, culla di civiltà e norme tuttora utilizzate a livello giuridico, presenta la peculiarità di ospitare all'interno del suo territorio un sub-Stato governato dal Pontefice di tutti i Cristiani Cattolici del mondo. La religione italiana è appunto dichiaratamente tale e si esprime in diversi fattori della vita pubblica e privata. Talvolta la volontà del Papa e dei Concilii Vaticani contrasta ed influenza la politica e la società italiana. Lo Stato indipendente in questione percepisce cifre pari a circa 1 miliardo di euro dall'opzione "otto per mille" presente nella dichiarazione dei redditi. Lo Ior (la banca dello Stato Vaticano priva di filiali) non è sottoposta ad alcun tipo di controllo internazionale, quindi è sconosciuta la direzione e l'utilizzo dei suoi fondi. Attualmente valori come l'amore per la patria, la difesa della propria identità e delle proprie idee vengono talvolta immolati nel nome di altri interessi e di messaggi quali l'importanza del denaro a discapito dei valori di cui sopra e non solo. In casi specifici è la stessa istituzione religiosa a porre dei limiti all'enunciazione delle idee personali in forme soffuse ed indirette che sfociano nel profondo perbenismo e moralismo.

    La linea etica di Italia Nazionale è di seguito sinteticamente riportata:


    Viene annullata la devoluzione dell'otto per mille dalla denuncia dei redditi, ogni cittadino italiano può destinare i suoi fondi privati a chi meglio ritiene senza bisogna di interventi pubblici. Lo Stato afferma con forza la sua laicità, totale indipendenza da ogni forma religiosa e tutela il diritto di espressione di tutte le religioni e degli atei. L'aborto è consentito, conferendo alle figure genitoriali la libera scelta. Anche l'utilizzo delle cellule staminali a fini di ricerca è liberalizzato tramite la dichiarazione di consenso scritta degli interessati. L'istituzione statale altresì si impegna ad informare il pubblico delle scoperte scientifiche portate a termine e a confutare ogni qual sorta di concezione o conoscenza ritenuta fino ad allora valida tramite un breve spazio nei canali di comunicazione statali.



    5) Conformazione del Movimento


    Il presente Movimento è composto da un presidente, da membri generali, membri provinciali e da aderenti. Il primo gestisce gli incarichi, le iniziative e tutto ciò concernente l'aspetto logistico ed amministrativo. I membri generali sono di numero pari a 3 e vengono nominati annualmente dal presidente. Divengono membri provinciali coloro che creano una sezione distaccata (Segreteria Provinciale) del movimento e sono pari a 6. Gli aderenti rappresentano chiunque sottoscriva l'adesione al movimento. Essi hanno egual considerazione e rilevanza all'interno del movimento e possono emettere qualunque tipo di proposta sia al presidente che ai membri. Le riunioni vengono indette automaticamente una volta ogni due mesi e liberamente con richiesta al presidente o ai membri nel caso che tale provenga dagli aderenti, oppure dai 2/3 dei membri. Per quanto riguarda la divisione sul territorio nazionale, Italia Nostra è suddiviso in Segreteria Generale e Segreteria Provinciale. La prima ha sede in Teramo ed è presieduta dal presidente e dai membri cui spetta la creazione di Segreterie Provinciali nel caso di una richiesta controfirmata da un numero minimo di 6 persone che vogliano creare una Segreteria. La nuova sezione manderà via posta o via e-mail un rapporto bimestrale delle adesioni e delle iniziative, queste ultime da concordare con la Segreteria Generale, alla sede centrale. Le Segreterie Provinciali gestiscono autonomamente le proprie riunioni, ma renderanno conto della decisioni prese in tali assemblee alla Segreteria Nazionale. Quest'ultima ha la facoltà, a seguito di una riunione che veda il voto favorevole del presidente e di tutti i membri generali, di sciogliere una Segreteria Provinciale nel caso si verifichino episodi giudicati gravi, quali il mancato rispetto di qualunque norma giuridica in vigore in Italia o qualunque altra azione che possa ledere la rispettabilità e la credibilità del movimento, che siano riconducibili alla stessa Segreteria Provinciale, la quale può effettuare un ricorso alla sede centrale che la vaglierà. L' accoglimento del ricorso può avvenire solo per mezzo del voto unanime del presidente e dei membri. Il Movimento non persegue fini di lucro. La contabilità, tenuta dai membri e controllata dal presidente, esiste al solo scopo di valutare le azioni portate avanti dal Movimento stesso. Per divenire aderenti è necessario avere un'età non inferiore ad anni 14. Non vi è tassa d'iscrizione alcuna, è sufficiente rivolgersi al presidente o ai membri, che dovranno comunque appellarsi al presidente per la ratifica. Inoltre, nel caso di richiesta di qualsivoglia versamento successivo l'adesione, l'aderente non è in alcun modo obbligato al versamento di cui sopra. Le donazioni pecuniarie e di qualunque altra entità sono completamente volontarie. L'espulsione dal Movimento può avvenire per decisione del presidente o dei due terzi dei membri a seguito di una riunione convocata a tal fine nei casi di mancato rispetto del presente statuto, di atti volti al danneggiamento del Movimento in qualunque forma essi si manifestino, di atti di violenza perpetrati per conto e/o in nome del Movimento e dei suoi princìpi. L'espulso può fare appello una sola volta al presidente che vaglierà nuovamente la richiesta in presenza dei membri. Italia Nazionale rinnega la violenza, si dissocia da ogni sua forma e declina quindi ogni responsabilità su atti violenti entro le cui motivazioni o testimonianze compaia il nome del Movimento. Esso difende con forza e nei limiti delle disposizioni legislative del nostro Paese, la dignità, l'intelligenza e le capacità d'Italia e degli italiani.

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    Auguri per il forum Hrodland, verro' sicuramente a visitarlo.
    Ciao

  3. #3
    Hrodland
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    Vi ringrazio per l'attenzione, seguiteci sempre!

  4. #4
    Membro di Italia Nazionale
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    Colgo l'occasione per salutare e ringraziare tutti i visitatori del forum. Vi invito ad esprimere qui ogni genere di opinione in merito agli argomenti più disparati. Per qualunque domanda sul Movimento potete rivolgervi a me o ad Hrodland.

  5. #5
    Ducezio
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    Complimenti Marco.
    Dato che oramai Movimento I:N è rimasto uno dei pochissimi forum patriottici su POL. Dovremo cominciare a riempirlo.

  6. #6
    Membro di Italia Nazionale
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    Grazie Ducezio.
    Mi auguro che questo forum possa divenire quanto più un punto di riferimento per esprimere ciò che patriotticamente non viene in altri contesti esternato perchè non permesso.

  7. #7
    Ducezio
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Marco84
    Grazie Ducezio.
    Mi auguro che questo forum possa divenire quanto più un punto di riferimento per esprimere ciò che patriotticamente non viene in altri contesti esternato perchè non permesso.
    Pensa che a noi ci hanno già censurati.

  8. #8
    Hrodland
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Ducezio
    Pensa che a noi ci hanno già censurati.
    Vero.

    Ma questo vuol dire solo che la nostra battaglia è appena iniziata!

  9. #9
    Membro di Italia Nazionale
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    Predefinito

    Effettivamente, il fatto stesso che siamo qui a scriverne è di per sè un fattore positivo. Per quanto concerne la censura, ritengo che alcuni atteggiamenti, paragonabili ad interventi su trasmissioni televisive anni '50-'60, assumono caratteri a dir poco grotteschi quanto controproducenti ed è ormai abitudinario riscontrarne la presenza nei più utilizzati mezzi comunicativi, tra cui appunto anche internet. Vi si potrebbe definire "vittime della corrente antipatriottica", riflesso di un tempo in cui si è virtualmente liberi di esprimere ogni opinione, ma in cui esternare il proprio attaccamento alla Patria è fuori luogo perchè potrebbe urtare i sentimenti di coloro che sono partiti dalla propria per arrivare nella nostra.

    Nonostante tutto questo, le nostre idee valgono e varranno comunque.

  10. #10
    Ducezio
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Marco84 Visualizza Messaggio
    Effettivamente, il fatto stesso che siamo qui a scriverne è di per sè un fattore positivo. Per quanto concerne la censura, ritengo che alcuni atteggiamenti, paragonabili ad interventi su trasmissioni televisive anni '50-'60, assumono caratteri a dir poco grotteschi quanto controproducenti ed è ormai abitudinario riscontrarne la presenza nei più utilizzati mezzi comunicativi, tra cui appunto anche internet. Vi si potrebbe definire "vittime della corrente antipatriottica", riflesso di un tempo in cui si è virtualmente liberi di esprimere ogni opinione, ma in cui esternare il proprio attaccamento alla Patria è fuori luogo perchè potrebbe urtare i sentimenti di coloro che sono partiti dalla propria per arrivare nella nostra.

    Nonostante tutto questo, le nostre idee valgono e varranno comunque.
    Infatti ho aperto un thread sull'anniversario degli italioti.

 

 
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