Leggendo i giornali, pur pieni di cortine fumogene, ci si può domandare cosa ancora serve perché la gente si convinca che non sono i “terroristi” a mettere in pericolo il mondo ( il terrorismo può fare orrore e morti ma non mette mai in pericolo il mondo: una guerra moderna invece si) ma l’asse israelo americano che ormai ha gettato tutte le maschere e mostra in tutti i suoi aspetti più feroci, il suo volto inumano , aggressivo, mentitore e francamente criminale. Gli Stati Uniti stanno facendo di tutto, violando ogni legge, con la buona fede di un bandito di strada: dalle menzogne sulla guerra alle stragi in Iraq, torture e massacri di ci civili. Tutto. E l’Europa? La CIA imperversa, controlla tutti con i satelliti ( Echelon, di cui nessuno parla più, è un’immensa centrale di spionaggio) ora controlla anche i nostri conti bancari e infine fa molto peggio: rapisce e tortura sulle nostre stesse terre con la complicità di governi marionetta. A volte però qualcuno reagisce. Dopo la caduta di Berlusconi .- uno dei governi più stupidamente filo americani d’Europa, l’Italia ha fatto qualche passo per far capire agli americani che possono fare i padroni ma devono attenersi alle buone maniere. Finalmente qualcosa si muove per far luce sul ruolo dell’Italia nel sequestro di Abu Omar, l’imam egiziano di viale Jennner rapito da 22 agenti della Cia a Milano il 17 febbraio 2003. Poi trasferito nelle galere egiziane per esservi torturato.




Abu Omar



Su mandato del gip di Milano e su richiesta della Procura, sono state infatti emesse due misure di custodia cautelare nei confronti di altrettanti uomini del Sismi: Marco Mancini, capo della prima divisione, e il generale Gustavo Pignero, che si troverebbe agli arresti domiciliari per problemi di salute. Il caso di Abu Omar fa parte delle cosiddette “consegne speciali”, in inglese “exstraordinary rendition”. Rapimenti e trasferimenti con aerei nelle prigioni segrete delle Cia con il placet delle autorità nazionali dove avvenivano, effettuati dalla Cia in tutto il mondo dopo l’11 settembre 2001


Sei in tutto le ordinanze di custodia cautelare, delle quali quattro nei confronti di cittadini USA, tre dei quali appartenenti alla Cia e un quarto già in servizio con incarichi di responsabilità ad Aviano. All’epoca dei fatti Mancini era responsabile dei centri Sismi del Nord Italia e Pignero il suo superiore, in qualità di direttore della prima Divisione. In quest’ultimo incarico gli è poi subentrato lo stesso Mancini. Il procuratore Minale ha poi spiegto che in relazione alla posizione di alcuni dei 22 agenti Cia per i quali era stata chiesta l’estradizione, il gip di Milano configura “una condotta parzialmente diversa” rispetto a quella ipotizzata nell’ordinanza con cui era già stato disposto per loro il carcere. Questo perché nei confronti dei due funzionari del Sismi ieri arrestati viene contestata “l’aggravante dell’abuso dei poteri inerenti la qualità di pubblico ufficiale”, aggravante che di fatto cambia la posizione di alcuni degli uomini dei servizi segreti Usa implicati nella vicenda.


Al rapimento di Abu Omar, come reso già noto in passato, avrebbe inoltre partecipato anche un italiano: stando alle indagini della Digos sarebbe stato proprio un maresciallo dei carabinieri a bloccare l´Imam in una strada di Milano, chiedendogli i documenti e facilitando il rapimento agli uomini della Cia.


A suo tempo il direttore del Sismi, Pollari si prodigò nel sottolineare che il Sismi non c’entrava nulla col rapimento, così anche nel caso del Niger-gate, la costruzione a tavolino di prove per attaccare l’Iraq nel 2003. Per la Procura di Milano, però, gli italiani sapevano e soprattutto parteciparono all’azione della Cia a Milano. Anche il governo Berlusconi ribadì la propria estraneità al sequestro di Abu Omar. Addirittura l’allora ministro della Difesa Antonio Martino, nel ribadire l’assoluta estraneità del governo e del Sismi rispetto al sequestro di Abu Omar, tentò di imporre il silenzio stampa sulla vicenda aggrappandosi al segreto di Stato. Martino affermò che “l’ordinamento giuridico punisce infatti i comportamenti tanto di chi rivela notizie coperte dal segreto quanto quelli di chi tenti di procurarsele o se le procuri”. Se l’inchiesta giudiziaria della Procura milanese proverà la complicità dei funzioanri del Sismi l’ex governo dovrà fornire all’opinione pubblica italiana esaurienti spiegazioni. Come anche l’ex ministro leghista Castelli che lo scorso 12 aprile disse no alla richiesta di estradizione per i 22 agenti della Cia.


A dare l’annuncio dell’arresto dei due funzionari del Sismi, ieri, è stato l’ex capo dello Stato Francesco Cossiga, che poi ha commenta sarcasticamente che si tratta di “un aiuto a Osama Bin Laden”. Il picconatore sempre al servizio degli americani sin dal tempo dell’organizzazione “gladio” è ormai un macchietta che straparla: che un uomo simile fosse presidente la dice lunga sul baratro in cui è caduta l’Italia.

Molto significativa è anche la notizia riguardante il vice direttore di Libero, Renato Farina: sospetto agente della CIA, al soldo degli americani ( sono stati trovati dei pagamenti a suo nome da parte della CIA, secondo i giudici che conducono l’inchiesta) collaborò al rapimento del povero imam. Feltri dovrebbe vergognarsi: non è “libero” per nulla, è un trombone lustrascarpe degli americani.




GM