Dopo l'articolo di ieri (condividibilissimo) di Natalia Aspesi sullo scandalo alla RAI che ha motivato l'accusa di concussione sessuale, visto l'omertoso silenzio concertativo di tutte le ministre di questo Governo e (ancor più grave) della Ministra Pollastrini (se in un cognome c'è un destino...), mi è venuto un sospetto che ho appalesato scrivendo questa lettera a vari giornali:


Mi ha fatto molto piacere leggere ieri l'articolo (tardivo, ma meglio tardi che mai) di Natalia Aspesi su Repubblica come fui entusiasta di una risposta di Lina Sotis nel suo forum sullo scandalo alla RAI che ho condiviso totalmente.
Peraltro visto che i Veri giornalisti sanno percepire prima degli altri certi fenomeni di degenerazione (e la Aspesi e la Sotis lo sanno fare in modo eccellente) mi sarei aspettata che dopo la sua citazione riferita a quote rosa e pari opportunità la silentissima ministra Pollastrini (come tutte le altre sue colleghe di governo) volesse dire, almeno ora, la sua. Niente di tutto ciò. Giulio Andreotti diceva che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. E allora poiché spesso sollecitata, muta rimase, mi chiedo se, facendo parte di una corrente politica che dell'inciucio ha fatto la sua sostanziale ragione di vita, abbia evitato di "dispiacere" a personaggi che, seppure al più basso livello politico e morale, fan sempre parte della sponda finiana e del centro destra più sensibile alla mediazione politica con poco rispetto peraltro della moralità, della decenza e dell'idem sentire del loro stesso elettorato. Nenni diceva: "la politique d'abord".
Ma non credo proprio intendesse questo.