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Marc0
Diliberto al Corriere: "Matrix mi ha portato 1500 nuovi iscritti"
Diliberto al Corriere
"Caro Romano, a me Matrix ha portato 1500 nuovi iscritti"
di Monica Guerzoni
Roma 28 marzo 2006
Da quando il duello tv con Silvio Berlusconi gli ha portato 1500 nuovi iscritti ai Comunisti italiani, Oliviero Diliberto è un fan sfegatato di Matrix , il programma dell’ammiraglia Mediaset condotto dall’«equilibratissimo» Enrico Mentana. Se a Prodi il leader del Pdci non offre consigli, è solo per diplomazia. Perché lui negli studi di Canale 5 ci tornerebbe al volo, senza alcuna paura di imboscate o colpi bassi.
Sbaglia Romano Prodi a disertare gli studi Mediaset?
«C’è Mediaset e Mediaset, c’è una differenza di fondo tra chi come Enrico Mentana fa con onestà e professionalità il suo mestiere e chi invece usa Mediaset come una clava».
Chi usa Mediaset come una clava?
«Quasi tutti gli altri».
Fede, Giordano?
«Anche il Tg5 è di una faziosità scandalosa. I dati diffusi dai Ds sono clamorosi, rivelano una impressionante logica padronale».
Però lei a Matrix ci è andato. È stato un duello sbilanciato?
«Mentana è stato equilibratissimo».
Quindi consiglia a Prodi di accettare l’invito .
«Non sta a me dare consigli a Prodi, è un cattolico adulto... Dico solo che io ci sono andato due volt e».
Non sembra pentito.
«Non lo sono affatto, ci tornerei ancora. Anzi ringrazio pubblicamente Mentana per la centesima volta. Dopo il duello a Matrix ho ricevuto una quantità di segnali che non avevo mai avuto nella vita. Nei tre giorni successivi il sito online del Pdci ha registrato 1500 richieste di iscrizione, una cosa pazzesca. È il potere della tv».
È vero che ha regalat o a Mentana una tessera ad honorem dei Comunisti italiani?
«Vero, ha fatto più iscritti lui di qualsiasi altro dirigente del Pdci. Ma non volevo esporlo alle ire del suo capo, spero che adesso Berlusconi non lo licenzi».
Il segretario della Federazione nazionale stampa italiana, Serventi Longhi, dice che l’ostracismo non è mai condivisibile e che i telespettatori Mediaset meritano attenzione. Non ha ragione?
«È una valutazione giusta. Però bisogna vedere se ci sono le garanzie. La Rai è pubblica, mentre Mediaset è privata. Se il padrone dà ordini in una certa direzione il conduttore può resistere, ma lo staff tecnico può soccombere. Un’imboscata è sempre possibile».
La sua tifoseria il giorno del duello si lamentò con Mentana, disse che sulla metà di spalti assegnati al Pdci c’erano infiltrati di c entrodestra. Fu un’imboscata?
«Ma no... Non sono così dietrologo. I tifosi di Berlusconi erano arrivati più numerosi del previsto e non c’erano posti a sedere sugli spalti riservati al centrodestra, tutto qui».
E allora perché deludere gli spettatori di Matrix ?
«Io per carattere sono portato al rischio, ma se rischio io rischia un partito, non la coalizione tutta . Se Prodi si sente incerto, se teme la possibi lità di un agguato della regia allora non vada. Io, come ho detto, non ho di queste preoccupazioni, non mi sento a rischio nemmeno a Canale 5».
D’Alema sostiene che le tv Mediaset sono organi di partito .
«Sono organi ad personam , ma con delle oasi felici».
E la Rai?
«È faziosissima. Filogovernativa per definizione. Se a Palazzo Chigi ci fosse Belzebù sarebbero al servizio di Belzebù».
Però Prodi in Rai ci va.
«Che cosa c’entra, il duello è un campo neutro con regole uguali per tutti».
Qualche isola felice in questa Rai «faziosissima» ci sarà pure, o no?
« Ballarò e il Tg3 ».
Lucia Annunziata?
«Ha uno stile giornalistico che a me non piace. E comunque non mi ha mai invitato, come non mi ha mai invitato Michele Santoro in tanti anni che ha gestito programmi tv. Eppure io mi batto perché torni a fare il suo mestiere in Rai».
Che ne sarà di Mediaset se andrete al governo?
«Sono per rispettare la sentenza della Corte costituzionale: una delle reti deve andare sul satellite».