L'Italia s'è desta. Dello schermo di Scipio s'è cinta la testa. • Stasera l'Italia ha il calcinoma, è malata incurabile di calcio. • In piena partita domando: ma che cambia nella nostra vita se vinciamo i mondiali? Guadagniamo soldi, carriera, case, donne, salvezza, immortalità? Dico a noi, non a loro che sono in campo; noi guardoni incantati, trenta milioni di spettatori frementi e urlanti. Tanta passione per vincere i Mondiali del Nulla. Oltraggio blasfemo di noi atei al dio Pallone. • Quanto ci costerà questa finale...Hai goduto? Ora paga. Padoa Schioppa e Prodi non sono venuti a Berlino perché appena finita la partita preparano i sacrifici sull'altare della patria. Dov'è la Vittoria, le porga la chioma. • Che Schiava de'Roma Iddio la creò. Qui c'è gloria per Totti. • Il romanista da asporto disse: Semo i mejo quanno che giocamo al Tottocalcio. • I vicini di casa di Veltroni hanno chiamato l'ufficio Igiene dopo la confessione di Walter a la Repubblica: «È un rituale scaramantico. Tutta la mia famiglia è vestita con gli stessi abiti indossati nelle altre partite, dalla prima all'ultima ». Un mese senza cambiarsi... I vicini temono che Veltroni abbia usato lo stesso rito per essere rieletto sindaco. Cinque anni dopo, la stessa biancheria intima. Esalazione di fetori tremendi... • Zitti, punizione contro l'Italia, si prepara la barriera, mentre Buffon barrisce ai suoi. Stringiamoci a coorte siam pronti alla porta. • Invalicabile la nostra difesa. Il Muro di Berlino. • Sono uno sportivo scarso, affetto da impotentia calciandi. Mi eccito una volta ogni dodici anni, quando l'Italia va in finale. • Autobiografia impietosa della nazione. Un Pirlo osannato da trenta milioni di pirle. • In piena partita si accende un dibattito culturale su Del Piero e gli spot: può considerarsi un leopardiano perché si rivolge al passero solitario, o è un francescano perché parla agli uccelli nel nome di sora acqua, preziosa et casta, utile et umile? Puliti dentro belli fuori. Lo sappiamo lo sappiamo.. • Con la scusa della partita, sta sempre addosso alla bella gnocca, non la molla mai. Alla fine lei sbotta: lasciami respirare, non fare il gattuso... • Fenomenologia del calcio. Ho una teoria etnico-filosofica sui popoli e il calcio. Ci sono popoli quadrati e popoli tondi. I popoli quadrati sono geometrici, rigorosi, spigolosi, puntuali, come gli svizzeri, i tedeschi, i giapponesi. I popoli tondi sono estrosi, imprevedibili, non lineari, come gli italiani, i francesi, i brasiliani. Rotoliamo, rimbalziamo ovunque, siamo pallosi e pallonari, a volte palloni gonfiati; insomma, il calcio ci è connaturato, è dentro di noi, in interiore homine. • Cena con partita, calcio sui maccheroni. Per misurare il tasso di tifo nelle case, osservate il rapporto tra il cibo e lo schermo. Dove si mangia poco e male ci sono i veri tifosi; dove si mangia poco e bene ci sono gli sportivi; dove si mangia molto e di gusto ci sono i finti osservanti. La differenza è se la magnata è il pretesto per vedere la partita o il contrario. • I trasformisti avevano tricolori bianco, rosso e verde marino che dà al blu. • La finale è un test magnifico per capire le razze del nostro paese. Ci sono gli Ermetici che vedono, godono e soffrono in silenzio, ci sono i Flagellanti che esibiscono un masochismo antitaliano, ci sono i Plateali che amplificano tutte le emozioni con gesti teatrali e urla bestiali, ci sono gli Ammucchianti che colgono l'occasione per far gruppo e abbracciare il prossimo, come quelli che stringono tante mani in chiesa quando devono scambiarsi il segno della pace... • Mi piacerebbe entrare di nascosto in una casa in cui è accesa la tv, tutti stanno intorno al video in religioso e silenzio ma vedono le tv locali o svizzere. Vorrei capire come vive l'umanità alternativa, di che si nutrono gli antagonisti, come si accoppiano i no glo-ball... • Vedo la tv in una casa sul mare. In piena partita, tra gli affanni, le euforie e i rantoli degli spettatori, passa una coppia romantica sotto il chiaro di luna. Lei ha la frangia, lui non ha l'italia. Ignari della partita, noncuranti dell'obbligo di leva, la chiamata alle armi sportive. Ho provato invidia e pietà per quella coppia fuori dal mondo, anzi di più, dal Mondiale, che se ne frega dell'universo intero, del precetto nazionale, che sfida le masse e gli schermi e vaga romantica nel cielo stellato di Talamone. Eroici. • Lippi, Lippi. Mi sembri la grande madre degli azzurri, più che il padre, ti vedo materna e apprensiva come le mamme per i loro ragazzi, ti vedo come una vecchia signora in ambasce al davanzale di casa a sorvegliare la prole; scorgo perfino le tue mammelle che i tuoi piccoli azzurri, come puffi assetati, hanno ciucciato tra il primo e il secondo tempo... • Precedenti storici: duole dirlo, ma l'ultima volta che sfidammo la Francia sotto gli occhi di Berlino fu il 10 giugno del '40. Eravamo sicuri di vincere... • Latini entrambi, tricolori entrambi, abbiamo un Napoleone e un Garibaldi in condominio...Cade nel vuoto l'appello pacifista alla fratellanza alpina. • Dov'è la vittoria, l'Italia chiamò. Ma le linee erano intasate.
Marcello Veneziani




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