(ANSA) - ROMA - ''Nel corso del 2005, per la prima volta dopo molti anni, Alitalia, grazie alla strategia identificata nel piano industriale, ha invertito il trend negativo di caduta della quota di mercato nazionale, che e' passata dal valore minimo del 43% dell'agosto 2004 a oltre il 51% a fine 2005''
La compagnia lo sottolinea tracciando, con una nota, un panorama della situazione attuale, soffermandosi sulla composizione della flotta e il posizionamento di mercato. ''Chiarimenti'' che, indirettamente e senza alcun riferimento al ministro dei Trasporti, seguono l'analisi del ministro Alessandro Bianchi che ieri si e' soffermato sugli stessi aspetti in una audizione presso la commissione Lavori Pubblici del Senato. Quanto alla flotta, Alitalia indica che ''il piano industriale 2005-2008 della compagnia prevede uno sviluppo sia nel lungo raggio sia nel breve medio raggio, coerente con la crescita attesa della domanda di trasporto aereo da e per l'Italia, e con il programma di progressivo rinnovo della flotta MD80''. Alitalia si sofferma sulla posizione di mercato ricordando di aver avuto ''una quota di mercato nazionale pari a circa l'80% fino al 1994''. Da allora la situazione si e' successivamente modificata ''principalmente a causa: dell'unificazione e della liberalizzazione del mercato europeo del trasporto aereo a partire dal 1994; della decisione del 15 luglio 1997 della Commissione Europea che ha limitato con 10 durissime condizioni lo sviluppo e la competitivita' della Compagnia (poi dichiarata illegittima); dell'evoluzione della regolamentazione che disciplina l'accesso agli scali milanesi, che ha espropriato i 2/3 degli slot detenuti da Alitalia sull'aeroporto di Milano Linate''. E dall'applicazione ''di una penalizzante politica antitrust, discriminatoria nei confronti di quanto registratosi negli altri piu' significativi sistemi nazionali del trasporto aereo dei Paesi dell'Unione Europea. Una politica resa, da ultimo, ancor piu' restrittiva degli orientamenti assunti dalla stessa Commissione Europea (il caso Volare di questi giorni rappresenta certamente un esempio emblematico)''. Alitalia parla anche di ''un'inadeguata politica nazionale e locale del trasporto aereo'' che ''non ha prodotto, dopo il 2001, un sistematico ed organico strumento di programmazione del settore, disperdendo le sempre piu' esigue risorse destinate a sostegno dello sviluppo in una polverizzazione di iniziative a livello locale senza un indirizzo comune'', ma ha anche ''favorito, in modo non trasparente e discriminatorio, la crescita delle compagnie low cost sul mercato italiano'' ed ''ha fatto prevalere la tutela del sociale senza pretendere la sostenibilita' di questa tutela a salvaguardia degli interessi della clientela, dei consumatori e degli investitori e senza considerare l'evoluzione sempre piu' competitiva dello scenario industriale del settore''. Quanto alla flotta, ''e' attualmente composta - indica la compagnia - da 28 aeromobili di cui 23 dedicati al trasporto passeggeri e 5 dedicati al trasporto delle merci''. L'eta' media della flotta di lungo raggio destinata al trasporto passeggeri, al 30 giugno 2006, e' di circa 7 anni ''e risulta tra le piu' giovani in Europa''. Con questi aeromobili ''Alitalia opera 254 frequenze settimanali su 28 destinazioni intercontinentali, classificandosi 4° vettore europeo in termini di frequenze intercontinentali offerte''. Gli aeromobili MD80 (''un aereo vecchio'', ha detto ieri il ministro Bianchi) ''attualmente in flotta sono 76 pari a circa il 40% del totale degli aeromobili'': per la compagnia ''la tipologia di aeromobile MD80 e' molto diffusa sia in Europa sia nel resto del mondo'', ed e' tra le ''piu' sicure al mondo, classificandosi ai vertici delle statistiche per i minori incidenti''.(ANSA).




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