La Dura vita dell'editore di Destra

In un paese come l'Italia in cui le contrapposizioni sono ancora forti e le culture differenti faticano ancora a riconoscersi e a rispettarsi, ha ancora senso parlare di intellettuali di "destra" e di "sinistra". Per lo stesso motivo, possiamo individuare all'interno del mare magnum dei due universi una serie di punti di riferimento. Ci sono le casi editrici che si collocano in luoghi più estremi, le più militanti e schierate politicamente. Incontriamo editori che spaziano dal liberalismo al conservatorismo, dalla critica radicale della modernità all'apologia e all'elogio delle democrazia liberale di marca statunitense.
C'è un dato però che sembra accomunare tutte le imprese editoriali che nascono e si muovono all'interno della non-sinistra: la difficoltà nell'emergere.

Mondi sommersi
Nel farsi conoscere e ascoltare senza imbattersi ogni volta nell'accusa di neo-fascismo, neo-nazismo, oppure neo-liberismo sfrenato. Questa è l'accoglienza solitamente riservata agli editori di "destra". I quali in realtà hanno la sola colpa di appartenere a quell'universo per lungo tempo sepolto della "a-sinistra", come la definì Marcello Veneziani. A uno spazio per nulla omogeneo che viene banalizzato da chi ne è al di fuori e intende delimitarne i confini facendo di tutta l'erba un fascio (possibilmente Littorio, in questo caso). E invece il panorama che si incontra esplorando questa terra sconosciuta è il più variegato possibile.
Per importanza storica e per ragioni anagrafiche vale la pena iniziare dalle Edizioni di Ar, nate nel 1963 per volontà di Franco Freda, già leader del Fronte Nazionale e coinvolto (poi assolto) nel processo per la strage di Piazza Fontana. Si tratta di una casa editrice cresciuta col tempo, che iniziò la propria attività pubblicando il Saggio sull'ineguaglianza delle razze umane di Joseph Arthur de Gobineau. Oggi Ar pubblica saggi filosofici con il contributo dell'Università di Torino; e l'unico editore in Italia ad aver dato alle stampe le opere di Nietzsche con il testo tedesco a fronte. Fra queste, L'Anticristiano, il lavoro più conosciuto del filosofo, a cui le Edizioni Ar hanno voluto dare un titolo nuovo (prima era noto come L'Anticristo) e più conforme all'originale. Da qualche anno Freda è affiancato da Anna K. Valerio, scrittrice e studiosa che ha spiegato a Libero il senso del suo impegno. "Le edizioni nascono per raccogliere i classici del pensiero antimoderno e quindi antidemocratico nel senso nicciano. Non pubblichiamo opere sediziose, da legge Mancino - sorride Valerio - anzi, diamo spazio a testi di Spengler, Nietzsche, Evola. Ma anche di Georg Simmel". Da qualche tempo poi Ar pubblica una fortunata collana, "Le librette di controra", che ha saputo anche imporsi all'attenzione del grande pubblico come divulgatrice di un raffinato eros "di destra". Non per questo sono mancati gli attacchi. "Su Internet e sulla stampa di sinistra ci hanno spesso accusato perché avremmo pubblicato il Mein Kampf di Hitler spiega Valerio - e invece è una bella menzogna. Abbiamo pubblicato le Idee sul destino del mondo, un testo a cui fa riferimento anche il marxista Domenico Losurdo nella sua interpretazione di Nietzsche".

La nouvelle droite
Se le Edizioni di Ar attingono a una dimensione più "pagana" e antimoderna della destra, Effedieffe si colloca su tutt'altro versante. La casa editrice milanese ha un orientamento cattolico tradizionalista, e quindi non pubblica, ad esempio, le opere di Evola. O di esponenti della Nouvelle Droite come De Benoist. Da alle stampe invece i libri del celebre "complottista" Maurizio Blondet, che godono di un notevole apprezzamento anche in ambienti di sinistra. Visto il seguito di pubblico, la casa editrice ha addirittura aperto un quotidiano online diretto dallo stesso Blondet, www.effedieffe.com. Chi invece pubblica le opere di De Benoist e costituisce una realtà importante all'interno dell'editoria di destra è Settimo Sigillo. Che nel proprio catalogo conta opere di Julius Evola (come il saggio su René Guénon) ma anche dell'italiano Carlo Gambescia e George Sorel La decomposizione del marxismo). Tra gli altri libri, c'è anche la traduzione italiana de La guerra di Hitler dello storico britannico David Irving, recentemente processato e condannato in Austria per aver negato l'olocausto.
Su tutt'altro fronte, ma sempre a "destra", si trova invece l'editore Nuove Idee, creatura di Luciano Lucarini. La destra di nuove idee è decisamente liberale, filo occidentale e filo statunitense. Lucarini ha pubblicato le opere dei neoconservatori americani e ha raccolto intorno a se tanti intellettuali di area, da Marco Respinti a Aldo di Lello, responsabile delle pagine culturali del Secolo d'Italia e direttore della rivista di geopolitica (edita da NI) "Imperi". Nuove Idee pubblica comunque i lavori di Alain de Benoist, assieme a quelli di Maurizio Gasparri. Pur trovandosi fortemente impegnato in questi mesi nella promozione del dibattito sul partito unico di destra, fra AN UDC e Forza Italia.

Tra neo e teocon
Tra i due fuochi ci sono poi le edizioni Ares. Anch'esse di impostazione cattolica pubblicano testi più "atlantici" come quelli dei neocon e teocon USA, assieme a quelli del solito Blondet (il vendutissimo Gli Adelphi della dissoluzione). Tra i libri storici editati da Ares ci sono anche lavori famosi come L'eskimo in redazione di Michele Brambilla o Così uccidemmo il commissario calabresi, il libro confessione di leonardo Marino, pentito di Lotta continua.
Tutti assieme ad opera di don Luigi Negri e alla pubblicazione della rivista Studi Cattolici.
Un discorso a parte meritano le Edizioni Settecolori. Tra le ultime nate nel panorama della destra italiana, si presentano come un gioiello per i lettori più appassionati. La Settecolori nasce nel 1976 a Vibo Valentia grazie a Pino a Grillo e ora continua il suo percorso grazie all'impegno del figlio Manuel, di un apungo di intellettuali come Stenio Solinas, Maurizio Cabona e Simone Paliaga e della distribuzione di Mursia. L'ultimo libro uscito è Fratelli separati, di Maurizio Serra, ma sono in preparazione anche Imperialismo americano di Schoememan e Imperi II di Alberto Paolini Zanelli. Tutte queste sono solo una piccola percentuale della miriade di imprese culturali ascrivibi all'universo della destra italiaca. Alla faccia di tutti coloro che sostengono che il pensiero cresce da una sola parte.