Pubblico su questo forum (visto che su Padania! appena parli di ebrei ti censurano) un articolo da me scritto sul numero di Aprile del "Cinghiale corazzato", la rivista della Comunità antagonista padana dell'Università Cattolica di Milano. Sono interessato ad un vostro commento.
La superiorità dell’Islam
Vedere recentemente Saddam Hussein in televisione, durante lo svolgimento del processo che lo vede imputato per presunti stragi in territorio Iraqeno, è stata la scintilla che ha acceso il mio desiderio di approfondire brevemente in questo articolo la cultura e la politica Islamica in relazione alla tanto blasonata superiorità occidentale. Osservando ammirato le immagini del Rais che sbeffeggiava il giudice, notai che sotto braccio teneva stretta una copia del corano. Da esso l'imputato traeva una forza tale che nulla poteva zittirlo poichè era conscio di combattere per la causa giusta, quella che lui considera la verità. Questo fatto mi ha quasi ammutolito, mi chiedevo come mai un capo di stato considerato da tutti un cane ed un assassino fosse così legato alla propria religione da portarsene appresso il libro sacro anche in un processo dove potrebbe rischiare la condanna a morte! Spesso noi Occidentali (bisognerebbe anche capire bene cosa si intende con questo termine, ma questa è un’altra storia) siamo portati ad identificare il nostro continente e la nostra civiltà come la culla dell'avanguardia, del progresso, della dignità umana e di conseguenza consideriamo tutto il resto come una mera escrescenza, popoli brabari, rozzi che vagano nell'oscurantismo del sottosviluppo. Ma dove si trova la nostra superiorità? Abbiamo una tecnologia avanzata, uno stato solido, abbiamo la democrazia, abbiamo la libertà religiosa, le nostre donne sono rispettate … Tutto questo è esatto ma non basta a giustificare una pretesa così alta perché, d’altro canto, è anche vero che abbiamo uno stato decisamente laicista, è consentito il divorzio, l’aborto, gli omosessuali godono di diritti senza alcuna (sacrosanta) discriminazione, il cattolicesimo nel parlamento italiano è rappresentato da persone divorziate e conviventi con giovani fanciulle (ogni riferimento è puramente casuale), le ragazze girano le strade mezze nude ecc. ecc. L’unica fonte di superiorità dell’Europa è rappresentata dal cattolicesimo, dalla Verità, ma se questa istanza non riusciamo ad attuarla nel concreto perseguendo la regalità sociale di Cristo , esso serve a ben poco. Futili si sono rivelate le battaglie per il riconoscimento delle radici giudaico (???) – cristiane dell’Europa, e comunque sarebbero state solo un decoro formale che non avrebbero intaccato la sostanza laicista della costituzione europea. Dall’altra parte l’Islam dimostra un attaccamento al senso del sacro assolutamente eccezionale, arrivando addirittura ad uccidere per avere osato offendere il profeta in alcune caricature satiriche (ricordiamo che il capo-redattore della rivista danese che per prima organizzò l’offensiva apparteneva alla terza grande religione monoteista). Lungi da me giustificare l’assassinio di un essere umano , ma questo gesto estremo ci rende palese una fede vissuta profondamente, con serietà e con una intolleranza ammirabile per tutto ciò che loro considerano come falsità. Una santa intolleranza al falso e al male, ecco un primo insegnamento che giunge da oriente. Curioso poi è vedere alcuni politici e moltissime persone scandalizzarsi per le donne islamiche bardate e coperte dai pesanti burqua. Mi rendo conto che potrebbe essere più eccitante vedere le occidentali mezze nude aggirarsi contente per strada, ma la donna che copre la sua persona lo fa come segno di rispetto verso il divino. Come le donne cattoliche si mettono il velo entrando in chiesa, quelle islamiche lo indossano tutto il giorno, dimostrando un rispetto di Dio costante e quotidiano. Inoltre la donna acquista, quasi paradossalmente,una dignità che la donna – oggetto occidentale si scorda. Per non parlare della mirabile conduzione politica di partiti islamici, che, fondando le proprie leggi sulla propria religione dimostrano una lezione di civiltà estranea a tutti noi europei vittima del diffuso laicismo in nome di una separazione dei poteri che conduce ad uno stato più massonico che cristiano. Pensando al parlamento italiano e ai partiti che dovrebbero difendere le istanze della chiesa si cade in uno sconforto assoluto. Oltre a questi spunti di riflessione, per dare una visione più completa del problema islam è utile parlare del rapporto esistente tra questo ente e l’occidente. La premessa sostanziale per un confronto fruttuoso con l’Islam è liberarsi da un certo filoamericanismo ideologico che vede gli USA come unica fonte di libertà e giustizia (Saddam, come lo era Slobodan, sono considerati dei criminali di guerra mentre gli americani, sembrano puri, casti e rispettosi nei confronti degli sconfitti: Abu Graib ne è l’esempio). Gli stati Uniti sono il nemico numero uno di Al Quaida ed è inutile ricordare che Bin Laden è creatura degli Usa, che, come un novello Frankestain, fuggito dal creatore semina il terrore per il mondo (come è doveroso ricordare il ruolo di finanziatori da parte di lobby ebraiche a Bin Laden). L’unica soluzione per contrastare il pensiero forte di queste persone è costituire nel nostro continente un pen L’Europa cade vittima di attentati solo per essersi alleati con il Grande Satana, un paese che ci stà insegnando il pensiero debole del meticciato ideologico, del laicismo, della democrazia pluralista, della “guerra santa”, della difesa del nulla e della perdita del senso del sacro. L’unico modo per dialogare con l’Islam serio (e non con Magdi Allam, che è tutto tranne che un serio islamico osservante) è costituire un’Europa dove domini il pensiero forte di stampo cattolico e non i pensieri onanistici di intellettuali nichilisti, laicisti, lassisti e filoamericani. Ricordatevi che l’obbiettivo primo dell’America è controllare l’Europa (vedi Turchia ed Israele che Bush spinge affinché entrino in Europa con funzioni chiaramente destabilizzanti) e una ripresa dell’identità cattolica potrebbe servire anche da allontanamento dal fattore numero uno che impedisce il dialogo.
LUCA FUMAGALLI




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