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  1. #1
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    Predefinito La superiorità dell'Islam

    Pubblico su questo forum (visto che su Padania! appena parli di ebrei ti censurano) un articolo da me scritto sul numero di Aprile del "Cinghiale corazzato", la rivista della Comunità antagonista padana dell'Università Cattolica di Milano. Sono interessato ad un vostro commento.

    La superiorità dell’Islam

    Vedere recentemente Saddam Hussein in televisione, durante lo svolgimento del processo che lo vede imputato per presunti stragi in territorio Iraqeno, è stata la scintilla che ha acceso il mio desiderio di approfondire brevemente in questo articolo la cultura e la politica Islamica in relazione alla tanto blasonata superiorità occidentale. Osservando ammirato le immagini del Rais che sbeffeggiava il giudice, notai che sotto braccio teneva stretta una copia del corano. Da esso l'imputato traeva una forza tale che nulla poteva zittirlo poichè era conscio di combattere per la causa giusta, quella che lui considera la verità. Questo fatto mi ha quasi ammutolito, mi chiedevo come mai un capo di stato considerato da tutti un cane ed un assassino fosse così legato alla propria religione da portarsene appresso il libro sacro anche in un processo dove potrebbe rischiare la condanna a morte! Spesso noi Occidentali (bisognerebbe anche capire bene cosa si intende con questo termine, ma questa è un’altra storia) siamo portati ad identificare il nostro continente e la nostra civiltà come la culla dell'avanguardia, del progresso, della dignità umana e di conseguenza consideriamo tutto il resto come una mera escrescenza, popoli brabari, rozzi che vagano nell'oscurantismo del sottosviluppo. Ma dove si trova la nostra superiorità? Abbiamo una tecnologia avanzata, uno stato solido, abbiamo la democrazia, abbiamo la libertà religiosa, le nostre donne sono rispettate … Tutto questo è esatto ma non basta a giustificare una pretesa così alta perché, d’altro canto, è anche vero che abbiamo uno stato decisamente laicista, è consentito il divorzio, l’aborto, gli omosessuali godono di diritti senza alcuna (sacrosanta) discriminazione, il cattolicesimo nel parlamento italiano è rappresentato da persone divorziate e conviventi con giovani fanciulle (ogni riferimento è puramente casuale), le ragazze girano le strade mezze nude ecc. ecc. L’unica fonte di superiorità dell’Europa è rappresentata dal cattolicesimo, dalla Verità, ma se questa istanza non riusciamo ad attuarla nel concreto perseguendo la regalità sociale di Cristo , esso serve a ben poco. Futili si sono rivelate le battaglie per il riconoscimento delle radici giudaico (???) – cristiane dell’Europa, e comunque sarebbero state solo un decoro formale che non avrebbero intaccato la sostanza laicista della costituzione europea. Dall’altra parte l’Islam dimostra un attaccamento al senso del sacro assolutamente eccezionale, arrivando addirittura ad uccidere per avere osato offendere il profeta in alcune caricature satiriche (ricordiamo che il capo-redattore della rivista danese che per prima organizzò l’offensiva apparteneva alla terza grande religione monoteista). Lungi da me giustificare l’assassinio di un essere umano , ma questo gesto estremo ci rende palese una fede vissuta profondamente, con serietà e con una intolleranza ammirabile per tutto ciò che loro considerano come falsità. Una santa intolleranza al falso e al male, ecco un primo insegnamento che giunge da oriente. Curioso poi è vedere alcuni politici e moltissime persone scandalizzarsi per le donne islamiche bardate e coperte dai pesanti burqua. Mi rendo conto che potrebbe essere più eccitante vedere le occidentali mezze nude aggirarsi contente per strada, ma la donna che copre la sua persona lo fa come segno di rispetto verso il divino. Come le donne cattoliche si mettono il velo entrando in chiesa, quelle islamiche lo indossano tutto il giorno, dimostrando un rispetto di Dio costante e quotidiano. Inoltre la donna acquista, quasi paradossalmente,una dignità che la donna – oggetto occidentale si scorda. Per non parlare della mirabile conduzione politica di partiti islamici, che, fondando le proprie leggi sulla propria religione dimostrano una lezione di civiltà estranea a tutti noi europei vittima del diffuso laicismo in nome di una separazione dei poteri che conduce ad uno stato più massonico che cristiano. Pensando al parlamento italiano e ai partiti che dovrebbero difendere le istanze della chiesa si cade in uno sconforto assoluto. Oltre a questi spunti di riflessione, per dare una visione più completa del problema islam è utile parlare del rapporto esistente tra questo ente e l’occidente. La premessa sostanziale per un confronto fruttuoso con l’Islam è liberarsi da un certo filoamericanismo ideologico che vede gli USA come unica fonte di libertà e giustizia (Saddam, come lo era Slobodan, sono considerati dei criminali di guerra mentre gli americani, sembrano puri, casti e rispettosi nei confronti degli sconfitti: Abu Graib ne è l’esempio). Gli stati Uniti sono il nemico numero uno di Al Quaida ed è inutile ricordare che Bin Laden è creatura degli Usa, che, come un novello Frankestain, fuggito dal creatore semina il terrore per il mondo (come è doveroso ricordare il ruolo di finanziatori da parte di lobby ebraiche a Bin Laden). L’unica soluzione per contrastare il pensiero forte di queste persone è costituire nel nostro continente un pen L’Europa cade vittima di attentati solo per essersi alleati con il Grande Satana, un paese che ci stà insegnando il pensiero debole del meticciato ideologico, del laicismo, della democrazia pluralista, della “guerra santa”, della difesa del nulla e della perdita del senso del sacro. L’unico modo per dialogare con l’Islam serio (e non con Magdi Allam, che è tutto tranne che un serio islamico osservante) è costituire un’Europa dove domini il pensiero forte di stampo cattolico e non i pensieri onanistici di intellettuali nichilisti, laicisti, lassisti e filoamericani. Ricordatevi che l’obbiettivo primo dell’America è controllare l’Europa (vedi Turchia ed Israele che Bush spinge affinché entrino in Europa con funzioni chiaramente destabilizzanti) e una ripresa dell’identità cattolica potrebbe servire anche da allontanamento dal fattore numero uno che impedisce il dialogo.

    LUCA FUMAGALLI

  2. #2
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  3. #3
    Saloth Sâr
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    Già avevo detto la mia sul forum "Padania!", comunque riguardo il tema Islam/antimondialismo è molto chiaro Claudio Mutti in "L'Islam visto da Julius Evola"

    http://www.politicaonline.net/forum/...7&postcount=53

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Saloth Sâr
    Già avevo detto la mia sul forum "Padania!", comunque riguardo il tema Islam/antimondialismo è molto chiaro Claudio Mutti in "L'Islam visto da Julius Evola"

    http://www.politicaonline.net/forum/...7&postcount=53
    Grazie dell'informazione!

    LUCA

  5. #5
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    Bell'Articolo!
    Credo che il cristianesimo oggi si debba avvicinare e dialogare(non sottomettersi!) con i fratelli Arabi,mentre oggi comanda solo la Chiesa giudaizzata!
    NIHIL DIFFICILE VOLENTI

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da milite
    Bell'Articolo!
    Credo che il cristianesimo oggi si debba avvicinare e dialogare(non sottomettersi!) con i fratelli Arabi,mentre oggi comanda solo la Chiesa giudaizzata!
    Grazie mille e quoto completamente ...



    Dov'era Dio? ... probabilmente era fuori a farsi una sigaretta !!!

  7. #7
    Saloth Sâr
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    Citazione Originariamente Scritto da milite
    Bell'Articolo!
    Credo che il cristianesimo oggi si debba avvicinare e dialogare(non sottomettersi!) con i fratelli Arabi,mentre oggi comanda solo la Chiesa giudaizzata!
    E' quello che mi augurerei anch'io, un Europa sovrana e antimondialista ispirata al Sacro Romano Impero alleata del mondo islamico e della Grande Russia, una sorta di Eurasia imperiale, tradizionale e federale da opporre al potere giudaico-statunitense

  8. #8
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    Musulmani bosniaci arruolati nelle SS islamiche. Si notino, nei cerchi rossi, il teschio sul fez, e sul colletto la svastica e la scimitarra islamica.

  9. #9
    Saloth Sâr
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    Post di Martin A. Schwarz

    Eurasia-Islam, il reich del futuro





    «L'imperialismo impone, l'Impero compone»


    Julius Evola



    "L'Eurasiatismo è una filosofia aperta, non dogmatica che può essere arricchita con nuovi contenuti: scoperte religiose, sociologiche ed etnologiche, ricerche geopolitiche, economiche, geografiche, culturali strategiche e politiche, ecc. Inoltre la filosofia eurasiatica offre soluzioni originali nei specifici contesti linguistici e culturali: l'Eurasiatismo russo non sarà lo stesso delle versioni francese, tedesca o iraniana. Tuttavia, la struttura fondamentale della filosofia rimarrà invariata". Alexander Dugin, The Eurasian Idea (evrazia.org, 2004 )
    L'idea (neo)eurasiatica, come presentata in una visionaria ma distinta struttura ideologica e geopolitica da Alexander Dugin, è nata nel centro del blocco continentale eurasiatico. L'integrazione dell'intero continente da Porto a Vladivostok può essere motivo d'ispirazione, l'importanza risiede nella realizzazione dell'imperativo anti-americano: fermare la crescita dell'influenza e del dominio atlantisti e farli regredire con misure culturali, economiche, politiche e - ovunque necessario - anche militari. I dettagli di una simile integrazione sono tuttavia legati alle circostanze locali. E per quanto appassionanti possano essere le bozze di A.Dugin riguardanti per esempio la saldatura dell'asse Mosca-Teheran, le prospettive e priorità da un punto di vista centroeuropeo e tedesco possono essere differenti, anche se potrebbero convergere alla fine.
    (Nota bene: da chi vive nel territorio degli USA l'idea eurasiatica può essere vista come un'alleata, nella misura in cui essi desiderano interrompere l'avventura imperialista (pseudo)messianica e perciò ridurre gli USA al loro territorio nazionale. In questo senso essi stessi possono seguire l'imperativo anti-americano.)
    Il solo punto di partenza possibile per una ricostruzione ideologica dell'Europa Occidentale, essendo i paesi che la compongono non ortodossi, può essere la Reichsidee , l'idea del Imperium nella forma di evoluzione organica della storia europea. Come "Reich" può essere qui considerata un'unità sovranazionale che non imponga un struttura omogenea a genti, religioni e tradizioni, ma piuttosto le componga sotto una comune idea o meta. Ovviamente non è necessario utilizzare il termine "Reich" per avere un simile ordinamento. La sostanza è quel che conta. L'idea del Reich, un'eredità dell'Impero Romano e ancor di più una reminiscenza iperborea, è già una sintesi in opposizione al concetto occidentale di stato-nazione totalitario e democrazia liberale, i quali si sposarono con gli interessi dell'imperialista "impero" britannico ed ora con l'impero americano del mercato e del materialismo della globalizzazione atlantista. La Reichsidee viene da un passato lontano, ma i tre maggiori eventi storici del XX secolo non sono altro che tentativi di adattare e interpretare quest'idea. Il primo nella Nibelungenbund degli Imperatori Wilhelm di Prussia e Franz-Joseph d'Austria contro l'aggressione delle potenze occidentali (Einkreisungspolitik), ma fatalmente anche contro l'Impero russo, che in quanto terzo detentore della forma cristiana di Imperium, accanto alle versioni prussiana ed austriaca, avrebbe dovuto essere piuttosto un alleato contro le forze della dissoluzione, come nella "santa alleanza", il cui momento storico è stato lasciato irrealizzato. La seconda volta la Reichsidee è stata la forza guida della cosiddetta Rivoluzione Conservatrice in Germania e Austria, dove pensatori come Moeller van den Bruck, Edgar Julius Jung e Othmar Spann hanno riformulato la Reichsidee come un bastione contro la continua e forzata sovversione atlantista condotta attraverso liberalismo e marxismo. Ma in realtà il Reich è stato costituito solo in una forma eretica e deficiente, nel "Terzo Reich" o "Tausendjährige Reich" di Adolf Hitler e Heinrich Himmler, ed ancora una volta l'esclusione della Russia è stata la ragione del suo fallimento finale. In terzo luogo sotto la dominazione dei "liberatori" anglo-americani un tentativo di rimodellare la Reichsidee in una Comunità Europea, e quindi Unione, è stato compiuto sulla base della riconciliazione franco-tedesca. Gli impulsi d'indipendenza dalla dominazione americana, in questo caso sono giunti maggiormente dalla sponda francese (gaullista), ed ancora una volta la questione "essere o non essere" sarà l'inclusione o meno della Russia, ed esattamente questa è la questione eurasiatica vista dall'Europa Centrale, o Zwischeneuropa (così chiamata da Giselher Wirsing).
    Ma oggi, all'inizio del terzo millennio, questo non è il solo problema urgente. Parimenti, se non anche più, urgente appare la questione delle relazioni con i vicini paesi islamici, una buona relazione diventando la spina dorsale vitale della geopolitica mediterranea. I paesi islamici sono stati designati quali principali nemici della globalizzazione anglo-sassone e larghe porzioni del mondo arabo sono già occupato dai militari imperialisti USA. Sarebbe un errore enorme escludere i paesi islamici dalla prospettiva di una graduale ed organica integrazione nell'Impero Eurasiatico, se l'obiettivo è il contenimento dell'influenza mondiale americana. Concetti quali la "Festung Europa", la fortezza Europa, sono destinati a fallire al pari di qualsiasi concetto d'Europa in opposizione alla Russia. In entrambi i casi solo le forze dell'asse Tel Aviv-Londra-Washington trionferanno con la loro arrogante politica del "divide et impera". E' un dato di fatto che simili concetti d'isolazione europea in nome di una romantica Reconquista à la 1492 e 1683 ancora esistono nei cervelli di alcuni esponenti di una "Nuova Destra" identitaria. Questi propagandisti di un'auto-mutilazione di prospettive, guidati da un'irrazionale islamofobia, sono i "crociati dello Zio Sam" o la "fanteria ideologica del Likud". Detto questo, la possibilità di un accomodamento con il mondo islamico dev'essere esplorata. Con chi si può essere cooperativi? Con i regimi corrotti, che sono legati a Washington? Certamente no. L'alternativa dev'essere compatibile in termini di struttura sia ideologica che organizzativa con il modello del Reich o Imperium, con la sua gerarchica, ma autonoma, struttura, basata sul rispetto della Tradizione e sull'apertura verso il futuro. In effetti il Califfato potrebbe essere l'esatta controparte del Reich e noi suggeriremmo di prevedere il progetto Eurasia-Islam primariamente come l'unità di Imperium (Romano e Cristiano), Reich (Germanico), Terza Roma (Russia) e Califfato (Arabo e Islamico). Così come il Reich ha conosciuto una vasta differenziazione in concetti e contenuti, c'è al momento - e forse sempre - una lotta tra la corretta interpretazione e realizzazione del Califfato, principalmente nei e tra i cosiddetti movimenti islamisti. Dev'essere riconosciuto chi è l'amico e chi il nemico - da un punto di vista tradizionale islamico, ed anche da un punto di vista europeo. L'importante conferenza di Mosca, i cui documenti sono stati pubblicati con il titolo "Minaccia islamica o minaccia all'Islam?", è stata orientata verso la giusta direzione. Il nemico è chiaramente l'Islam wahhabita, alleato di lungo corso degli atlantisti e in conflitto con la Tradizione e la pluralità dell'Islam. La questione dell'alleato non può essere così facilmente risolta in quanto le divergenze tra i rami arabo, turco e persiano devono essere appianate nei regni di quelle genti islamiche. Qualsiasi applicazione di una strategia imperialista di divisione è a lungo tempo controproducente al progetto eurasiatico. La visione islamica del Califfato dev'essere sovranazionale al pari dell'Imperium.
    Dunque, per noi il cuore dell'idea eurasiatica è la pacifica coesistenza del Reich europeo con il Califfato islamico sulle basi dell'anti-imperialismo e dell'indipendenza. Anche legami con Cina, India e Giappone sono i benvenuti - ed economicamente stanno effettivamente saldandosi - ma non così urgenti come la conciliazione tra l'Europa e i suoi vicini più prossimi. L'importante congiunzione tra l'Europa e lo spazio vitale islamico è la Turchia. La Turchia è anche un paese dove sviluppi interessanti stanno prendendo corpo. Sembra essere in corso un processo per cui la Turchia svilupperà uno stabile bilanciamento con i suoi vicini arabi e iraniani - contro la politica distruttiva di USA, Israele e, per loro procura, dei Curdi. Un incoraggiamento da parte dell'Europa per la nuova politica di Erdogan e dei suoi islamisti moderati è una necessità urgente, ogni mancanza di riguardo da parte dell'Unione Europea potrebbe rivelarsi disastrosa per gli interessi europei. Anche i rapporti tra le due antiche rivali, Turchia e Russia, stanno migliorando, mentre d'altro canto si può già parlare d'un asse Mosca-Teheran, che è ancora l'obiettivo dell'aggressività statunitense ed israeliana, con il pretesto del "pericolo nucleare".
    La montante marea di agitazioni anti-turche promosse dai vecchi partiti atlantisti come la CDU e il FPÖ, sorrette dai media nelle mani del gruppo Springer, è il più grande ostacolo alla prospettiva di rimpiazzare il vecchio asse Washington-Ankara-Tel Aviv, che ha impedito a lungo l'integrazione eurasiatica, con un asse Parigi-Berlino-Ankara-Teheran. Ora, quali sono le prospettive riguardo il propagarsi dell'idea eurasiatica a livello di Weltanschauung , e non più solo a livello economico, nell'Europa Centrale? C'è un bel salto tra la maturazione della situazione an sich e la consapevolezza della situazione für sich, dovuto alla grande quantità di denaro dei circoli atlantisti e alla mentalmente inerte cosiddetta destra tedesca, e quindi al momento le prospettive anche solo d'influenzare il discorso per questa via sono pessime. L'auto-dichiaratasi "Nuova Destra" o "destra intellettuale" non è infatti molto più che un gruppo lobbystico per la piccola frangia destrorsa dei neo-liberal Democratici Cristiani, o nel caso dell'Austria per i nazionalisti tedeschi (che semplicemente negano il XX secolo e ancora vivono nel XIX) del Partito della Libertà, i cui eroi Martin Hohmann o Andreas Mölzer ema**** il discreto fascino degli anni '50, la "età dell'oro" di questo tipo di conservatorismo con il loro pomposo anti-comunismo e le loro crociate contro i foulard islamici, incapaci d'intravvedere più grandi speranze. Negli anni '60 e '70 una persona impressionante come Armin Mohler, considerato la guida spirituale della Nuova Destra tedesca, aiutò a legare i conservatori con la CDU, e il loro più militante partito sorella della CSU, ma perlomeno ha importato l'impulso gaullista e pavimentato la vita per la limitata, ma importante recezione della Nouvelle Droite. Oggi i "mini Mohler" sono ancora legati alla CDU, ma anziché aprire nuovi orizzonti per nuove idee, essi usano le loro energie solo per ruminare gli eroi degli anni '50 (Gehlen, Nebel,...) e bloccare idee nuove come le alternative eurasiatica ed euro-islamica (per esempio: Karlheinz Weißmann: Delikatesse gegenüber dem Hegemon, in "Sezession", n.2 , luglio 2003; o più semplicemente: "Die Aula", n. 1/2004, Europa oder Eurasien?). Le Waffen-SS di Mohler sono state rimpiazzate dai più alla moda Widerstand (terroristi contro il Reich con lo scopo di riappacificarsi agli anglo-americani), ed il resto è nostalgia per le virtù prussiane, venerabili ma irrintracciabili nella realtà. La reale possibilità di una reincarnazione del Reich nell'estensione eurasiatica e con il compagno islamico è impedita per i successi populisti di alcuni candidati più conservatori o "volkstreu" come Hohmann e Mölzer. Similmente in Francia alcuni promotori della vecchia "Nouvelle Droite", ora rivestiti da "Identitaires" investono la loro indiscutibile conoscenza della storia e della geopolitica nella prospettiva di una "Fortezza Europa", condannata fin dalla nascita per i problemi demografici, essendo niente più che una casa altamente armata ma abitata da anziani, per gli ultimi di ieri. Invece il piccolo cuore dell'avanguardia eurasiatica nell'Europa Centrale deve approdare a nuovi lidi, nell'ordine di trovare nuovi spunti della Tradizione eterna, e su questa via diventare i primi del domani.
    L'Eurasia-Islam, il nuovo Reich, noi dobbiamo, possiamo e riusciremo a costruire!

    Note del Traduttore:

    1) Una traduzione italiana dell'articolo in questione, realizzata dal sottoscritto, comparirà presto nel nostro paese tra le pagine di una rivista di prossima pubblicazione, dal titolo

    2) "Eurasia".
    3) "Idea imperiale".
    4) "Lega dei Nibelunghi".
    5) Reich millenario".
    6) Traducibile come "Europa del mezzo".
    7) La visione del mondo.


  10. #10
    Esse ergo sum
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    Aspetto sempre una risposta...

    Domande ai pro-Islamici
    Qualche domanda che mi piacerebbe porre agli “apologeti dell’Islam”, su questa lista di discussione:

    Ma lo sapete, voi, che l’unica cosa che il Corano (al-Qu’ran o “la lettura” o “la recitazione”) rimprovera ai Giudei, è quella di non essere genuinamente o sufficientemente Giudei? Lo stesso dicasi a proposito dei Cristiani!

    Per sincerarsene, vedere:

    Sura “An-Nisa’” (le Donne) 4, 46

    Ci sono tra i Giudei che deviano le parole del loro senso, e dicono: "avevamo inteso, ma abbiamo disubbidito".

    Sura “Al-Ma-‘Idah” (la Tavola servita) 5, 18 (vedere ugualmente: 5, 41; 5, 42).

    I Giudei ed i Cristiani hanno detto: “Noi siamo i figli di Allah ed i Suoi preferiti”. Dimmi: “Perché dunque Egli vi punisce per i vostri peccati?”.

    Sura “At-Tawbah” (la Sconfessione o Pentimento) 9, 30

    I Giudei dicono : “Uzayr è figlio di Allah” ed i Cristiani dicono: “il Cristo è figlio di Allah”. Tale è la loro parola proveniente dalle loro bocche. Essi imitano il dire dei miscredenti, prima di loro. Che Allah li annienti! Come si allontanano essi (dalla verità)?

    Per il resto – soprattutto nei confronti dei Giudei – non ci sono che elogi e conferme di grossolane e flagranti falsità (che la Storia, l’archeologia, la filologia, l’esegesi biblica considerano come tali!), come quella relativa al fatto che i Giudei sarebbero il “popolo eletto” da Dio; che la Palestina sarebbe la “terra promessa” che Dio avrebbe concesso loro, in eterno, ecc.

    Ancora una volta, per sincerarsene, vedere:

    Sura “Al-Baqarah” (la Vacca) 2, 40

    Oh Figli di Israele, ricordatevi i vantaggi con cui vi ho soddisfatto o esaudito. Se manterrete i vostri impegni riguardo a me, Io terrò i miei.

    Sura “Al-Baqarah” (la Vacca) 2, 47

    Oh Figli di Israele, ricordatevi i vantaggi con cui Io vi ho soddisfatto o esaudito. (Ricordatevi) che Io vi ho preferiti a tutti i popoli.

    Sura “Al-Baqarah” (la Vacca) 2, 122

    Oh Figli di Israele, ricordatevi i vantaggi con cui vi ho soddisfatto o esaudito. Io vi ho favorito al di sopra del resto del mondo.

    Sura “Yunus” (Gionas) 10, 93

    Certamente, abbiamo stabilito i Figli di Israele in un posto onorato o onorevole, e Noi abbiamo loro attribuito, come nutrimento, dei buoni prodotti alimentari.

    Sura Ash-Shu’ara” (i Poeti) 26, 59

    Fu così! E li demmo (i territori della Palestina) in eredità ai Figli di Israele.

    Naturalmente, potrei continuare all’infinito, con altre innumerevoli citazioni del Corano. Ad esempio: Sura “Al-Ma-‘Idah” 5, 12; Sura “Al-A’raf” 7, 105; 7, 134; 17, 2; 17, 4; 17, 101; 17, 104; 19, 58; 20, 47; 20, 80; 20, 94; 26, 17; 26, 22 ; Sura Ash-Shu’ara” 26, 197; 27, 76; 28, 19; 32, 23; ecc.

    Ora, una delle domande che mi pongo, al riguardo, è la seguente: con quale cuore e coscienza, i vari responsabili religiosi o politico-religiosi dell’Islam, osano inviare i loro giovani martiri a farsi esplodere in Israele ed altrove, per “liberare la Palestina”, quando la fonte principale del loro Credo (il Corano), riconosce ai Giudei – non soltanto il fatto di essere il “Popolo Eletto”, ma – il diritto di possedere quella terra, in nome di Dio?

    In altre parole, la cosiddetta “lotta” dei Musulmani contro i Giudei, mi ricorda esattamente quella dei Cristiani contro questi ultimi: UNA LOTTA ALL’ULTIMO SANGUE, PER ISTAURARE IL “VERUS ISRAEL”!

    Porsi questa domanda: CHE RAPPRESENTEREBBERO I GIUDEI, NEL MONDO, SENZA IL SUPPORTO FIDEISTICO E PROPAGANDISTICO DEL MILIARDO E DUECENTO MILIONI DI CRISTIANI E DEL MILIARDO E TRECENTO MILIONI DI MUSULMANI? MENO DEI SIKS CHE – SE NON ERRO - SONO ALL’INCIRCA 15/16 MILIONI!

    Ragione per cui, rinnovo ai Camerati (in buona fede) un mio precedente invito:

    LIBERARSI, CON TUTTI I MEZZI A DISPOSIZIONE, DALLA COLONIZZAZIONE CULTURALE CHE DA PIU’ DI 1700 ANNI SOFFOCA E SCHIAVIZZA CULTURALMENTE E POLITICAMENTE I NOSTRI POPOLI-NAZIONE.

    GIUDEI, CRISTIANI E MUSULMANI, SONO SEMPRE E COMUNQUE GIUDEI!

    ESSI NON HANNO NIENTE A CHE FARE O CHE VEDERE CON LE CULTURE ORIGINARIE DELLE NOSTRE SOCIETA’.

    RINVIARLI TUTTI NEL VICINO-ORIENTE, DA DOVE PROVENGONO. SE NECESSARIO, A CALCI NEL CULO.

    ED UNA VOLTA NELLE LORO CONTRADE ORIGINARIE, CHE SI SCANNINO TRA LORO, COME MEGLIO CREDONO O PREFERISCONO, PER AFFERMARE IL VOMITEVOLE PRIMATO DEI LORO RISPETTIVI NUMI TUTELARI (ma che, poi, è lo stesso Nume) di m…

    Tito Tazio

 

 
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