Maurizio Blondet
10/07/2006

L’Unione Europea chiederà «spiegazioni» a Washington sulle operazioni di controllo e spionaggio sui conti bancari internazionali, che gli USA hanno intrapreso con la scusa della «guerra al terrorismo».
Così almeno ha votato a Strasburgo il parlamento europeo, con una risoluzione votata da 302 contro 219.
E piacerebbe conoscere i nomi dei 219 che hanno votato a favore dell’intrufolamento americano nei segreti bancari altrui, anzi nostri.
Un mese fa alcuni giornali - americani, non europei - hanno rivelato che la CIA aveva ottenuto il permesso di curiosare sulle transazioni bancarie tra istituti e conti di tutto il pianeta, a cui sovrintende un potente e segretissimo istituto belga interbancario, lo SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication).
Era stato lo stesso istituto - sulla cui proverbiale riservatezza le banche clienti e azioniste facevano affidamento - a squadernare i conti dei suoi clienti allo spionaggio USA.
Senza avvertire i clienti, ovviamente.
La cosa «può dar luogo a forme molto vaste di spionaggio industriale ed economico», ha notato il parlamento, evidentemente appena uscito dall’età dell’innocenza.



Uno dei motivi reali dello spionaggio USA è proprio questo; quello di tracciare i conti dei «terroristi islamici» o di «Al Qaeda» è ovviamente un pretesto assurdo, visto che queste fantomatiche entità possono servirsi dei circuiti finanziari informali della carità islamica, che si basano sulla parola e non lasciano tracce sui computer.
Ora le autorità di Bruxelles, anch’esse ridestatesi dal sonno di Biancaneve, hanno messo sotto inchiesta lo SWIFT per vedere se questo, passando i tabulati dei trasferimenti bancari del mondo alla CIA, «abbia violato la legge».
Già, potrebbe essere.
Quante Banche Centrali fra i 25 membri della UE sapevano e hanno cooperato con la CIA nel frugare nei conti privati?
E’ un’altra domanda che il parlamento si è (finalmente) posto.
E’ stata violata la privacy di qualcuno?
Si chiede inoltre il candido parlamento.
Se l’indagine avrà corso e se le «spiegazioni» richieste verranno da Washington - cosa di cui si può dubitare - si può essere certi che i Paesi consapevoli e cooperanti risulteranno quelli della «nuova Europa» che ci siamo dovuti accollare su richiesta, o meglio su intimazione, di USA e Israele.
I soliti: Polonia, Romania, Bulgaria… quegli stessi che cooperano nella deportazione e incarcerazione segreta e tortura di presunti terroristi musulmani catturati dalla CIA qua e là nel mondo.
Ma potrebbero esserci sorprese.



Nella lista dei cooperanti ci sarà l’Italia che tanto ha cooperato a rapire Abu Omar?
Ci sarà la City di Londra, per la quale il segreto bancario era il primo comandamento del decalogo liberista e finanziario?
Questo non si saprà mai, stiamone sicuri.
Ma almeno il parlamento UE ha finalmente mostrato un certo disagio per questo eccesso di cooperazione clandestina in operazioni criminali sotto etichetta di anti-terrorismo. L’europarlamentare francese Jean-Marie Cavada ha appunto ricordato come il SISMI avesse collaborato nel rapimento dell’imam di Milano, e come la Polonia e Romania avessero dato una mano nelle deportazioni segrete di innocenti (fino a prova contraria); «ed ora scopriamo che il nostro potente amico e alleato fruga nei nostri conti privati. Io domando: che cosa succederà d’altro?».
Se esistesse la volontà politica di dare una risposta a una simile domanda, la sola conclusione possibile sarebbe che esistono nel mondo due veri e pericolosi Stati-canaglia, con l’armamento atomico più che sufficiente ad incenerire ogni forma di vita sulla terra, in piena espansione bellica aggressiva e apertamente decisi a violare ogni legge e diritto negli altri Paesi (anzitutto gli «alleati»), in spregio a trattati internazionali sottoscritti, ai diritti umani e alle convenzioni di guerra e di pace.
E questi due Paesi, verso i quali s’imporrebbe come minimo la rottura dei rapporti diplomatici, non sembrano essere né la Palestina governata da Hamas, né l’Iran.



Per fortuna, la nota lobby (e le altre meno note) che hanno costruito l’Unione Europea attraverso i loro fiduciari - da Jean Monnet a Delors a Padoa Schioppa - hanno avuto cura di non dare al parlamento europeo alcun potere reale di influire sulla politica comunitaria.
La politica la fanno loro, le lobby e i loro burocrati-maggiordomi, in logge riservate (dove magari si giravano i filmini di Boutroux, il noto pedofilo belga).
Deficit di democrazia che oggi più che mai è provvidenziale per accontentare i «potenti amici» e alleati-canaglia.
Deficit di democrazia a protezione del deficit di moralità e dignità.
Benvenuti nella nuova Europa, piena di «soldati dell’Occidente» in guerra contro l’Islam.
L’Islam infatti è notoriamente incivile, non come noi.
I suoi circuiti finanziari non consentono il prestito a interesse, si basano sulla buona fede e non tradiscono il cliente con la CIA.
Tutti residui arcaici e paleo-capitalistici, che potrebbero indurre qualche malintenzionato occidentale a togliere i suoi risparmi da Banca Intesa da Deutsche Bank o da SWIFT, e affidarli alla «hawala».

Maurizio Blondet